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L’incapacità di comprendere il presente: come criticare il M5S

 

Molto, troppo, ha fatto discutere la nostra posizione pubblica riguardo alle prossime elezioni romane, svelando il solito nervo scoperto della sinistra residuale rispetto alle elezioni: da passaggio prettamente tattico vengono sempre affrontate con l’ansia da prestazione data dall’evento, a cui dare la massima rilevanza strategica sia nel caso dei votanti a prescindere sia nel campo dell’astensionismo purista. Niente di nuovo. L’ovvia marea di commenti ha però fatto emergere una questione a suo modo interessante, questa sì imprevista. Nel criticare giustamente le caratteristiche politiche del Movimento 5 Stelle, abbiamo scoperto che il Movimento di Grillo viene concepito nientemeno che partito “fascista” o addirittura “neofascista”.

 

 

 

La questione è di estremo interesse, perché la critica serrata ad un soggetto politico ha un suo valore se viene centrata, se cioè si hanno le capacità interpretative per comprendere i suoi limiti, il suo ruolo sociale, il paesaggio politico nel quale è inserito, le ragioni sociali della sua nascita e della sua forza. Una critica sconclusionata non interessa tanto l’aspetto teorico della vicenda, in questo caso marginale, ma inficia gli strumenti da predisporre per l’agire politico della sinistra nella società.

Veniamo allora al dunque. Secondo molti, davvero troppi, tastieristi militanti, il partito di Grillo sarebbe un soggetto “neofascista”. Il neofascismo è però un ambiente o area politica contrassegnata da alcuni tratti peculiari: soggettivamente, è un’area estremamente settaria, ideologizzata, filosoficamente elitaria; è una scelta che viene vissuta come “stile di vita” caratterizzata da elementi razziali e spirituali rivendicati e posti alla base di una scelta politica “ideale”. Concretamente, invece, il neofascismo è frutto di un determinato pezzo di borghesia impaurita dalla forza sociale dei movimenti antagonisti dagli anni Sessanta in avanti. E’ infatti in questo tornante storico che avviene il passaggio da “neofascismo regime”, sostanziale continuazione del disciolto Pnf nel Msi, al “neofascismo sociale” che riprende lo “spirito” diciannovista o tardo-repubblichino rompendo a parole con la “destra ufficiale”. Il neofascismo assolve una funzione che in parte recupera il senso del fascismo storico: impedire l’accumulazione di forza del movimento operaio. Se il “fascismo” rappresentava un problema di *potere* per le classi subordinate dell’epoca, il “neofascismo” figura un problema di *agibilità* per la sinistra di classe. Casapound, Forza Nuova e altra merda varia non sono un problema perché possono “andare al potere” o anche solo incidere nelle scelte di potere (ma quando mai, siamo seri), ma perché sottraggono agibilità politica alla sinistra e ai suoi militanti. Stiamo tagliando con l’accetta chiaramente, non è questo il cuore del discorso, quanto piuttosto scovare le presunta analogie tra i due movimenti, per alcune tweetstar addirittura evidenti. Il Movimento 5 Stelle possiede queste stesse caratteristiche? Dice o esprime le stesse idee e/o la stessa visione del mondo del neofascismo? Assolve allo stesso compito storico?

Nel tempo, prima del tempo, ci siamo occupati di svelare la natura intimamente populista-reazionaria del movimento grillino:

http://www.militant-blog.org/?p=9487

http://www.militant-blog.org/?p=9640

http://www.militant-blog.org/?p=11350

Non solo noi peraltro: contestualmente, anche Wu Ming produsse alcune analisi di valore, che reggono ancora nel tempo nonostante il costante mutamento politico imponga alcuni aggiornamenti, che valgono d’altronde pure per quei nostri articoli.

Il partito di Grillo è tutto tranne che un soggetto “settario”: rivendica anzi con orgoglio il suo essere completamente liquido, destrutturato, aperto, un soggetto contenitore interclassista e post-politico; il partito di Grillo è tutto fuorché un soggetto “ideologico” o “ideologizzato”: è, al contrario, un partito post-moderno, distante da ogni diatriba filosofica strutturale, espressione politica del “pensiero debole” in cui può essere espresso tutto e il contrario di tutto, reclamando la sua rottura col passato e rivendicando il suo tecnicismo anti-politico; il partito di Grillo è tutto tranne che “elitario”: è anzi fieramente populista, non “dirige”, “educa” o “indirizza” pezzi di popolazione, ma dice quello che la gente vuole sentirsi dire. Per essere parte del Movimento non si devono avere competenze particolari, anzi, meno se ne hanno più si è protagonisti del rinnovamento: Rocco Casalino, salito agli onori delle cronache per la sua partecipazione al Grande fratello, è un dirigente del movimento e responsabile del suo ufficio stampa, e questo, speriamo, chiude ogni discorso sul presunto elitismo.

Si può però affermare che il partito di Grillo assolva allo stesso “compito storico” del fascismo o del neofascismo. Niente di più sfocato. Il M5S cresce nel deserto della sinistra, non nel suo momento di massima forza e/o mobilitazione. E’ un soggetto che nasce dalle ceneri della rappresentanza politica del mondo del lavoro, dalle polveri dei movimenti sociali e della partecipazione politica. Non “impedisce” alcunché, colma piuttosto un vuoto. E’ un partito-movimento che raccoglie il bisogno di rottura di pezzi contrapposti della società italiana, e proprio per tale ragione è intrinsecamente e inevitabilmente populista. Non ha un soggetto sociale di riferimento, ne ha almeno due: una parte importante del mondo del lavoro dipendente salariato senza più rappresentanza politica una volta scomparso il Pci e soggetti credibili alla sua sinistra; e un pezzo rilevante di piccola borghesia impoverita dal processo di accentramento europeista determinato da un altro pezzo di borghesia, quella transnazionale globalizzata rappresentata in Italia dal Pd. La mancanza di orizzonte politico delle classi subalterne e l’impoverimento di una piccola borghesia un tempo benestante hanno prodotto una saldatura temporanea attorno al M5S. Ma siccome gli obiettivi del breve periodo e gli orizzonti di lungo periodo sono, tra questi due soggetti sociali, in contraddizione tra loro, questi trovano terreno comune esclusivamente sul piano della critica all’attuale degenerazione politica, sintetizzata nella “lotta alla casta” e nella “lotta alla corruzione”(degli altri). Per il resto, le richieste non potrebbero essere più inconciliabili: un soggetto vuole più Stato, più rappresentanza, maggiore mediazione politica, più democrazia nei posti di lavoro, più diritti sociali, più welfare; l’altro vuole meno Stato, meno tasse, meno politica, meno sindacati, meno mediazioni nel raggiungimento del suo profitto privato. Sono queste determinanti sociali a produrre il Movimento 5 Stelle, e non viceversa: non è il M5S a spostare sul piano del populismo la lotta politica, ma l’attuale panorama politico a lasciare scoperte praterie che vengono colmate da soggetti capaci di intercettare e dare rappresentanza, ancorché alienata, agli umori popolari. Il Movimento 5 Stelle è un soggetto populista di massa, che offre strumenti di rappresentanza a una platea che non sa come esprimere il proprio odio verso una classe politica, e che al momento non viene organizzata su percorsi reali di lotta per k.o. tecnico della sinistra.

Se il fascismo ci diceva paradossalmente della forza della sinistra, il Movimento 5 Stelle ci racconta oggi della sua debolezza. E’ la scomparsa della sinistra che produce Grillo, non è Grillo che impedisce alla sinistra di risorgere. Poi, ma solo secondariamente, il M5S funziona anche come “specchietto per le allodole”, sviando e rimasticando sincere istanze di lotta ricalibrandole su obiettivi feticizzati quali appunto la presunta “casta”. Ma anche qui è il prodotto di una debolezza: la nascita di un movimento di massa spazzerebbe via qualsiasi velleità del M5S di rappresentare quantomeno il mondo del lavoro. Rimarrebbe il partito del rancore proprietario piccolo-borghese, che rifluirebbe prontamente nel qualunquismo prima e nell’insignificanza dopo, perché fagocitato immediatamente dal costituendo “blocco lepenista”, articolazione italiana del Front National francese. Anche qui, bisogna operare uno sforzo di analisi.

La Lega Nord di Salvini è tutto tranne che un soggetto neofascista. E’ piuttosto un blocco reazionario di massa, che è cosa ben diversa e ben più grave. Salvini non è neofascista, e neanche fascista, sebbene la polemica politica può portare a certe riduzioni, e sicuramente può essere insultato anche dandogli del pezzente fascista, figuriamoci. Ma in ambiti di ragionamento, bisogna discernere il grano dal loglio, perché un’analisi sbagliata porta poi a elaborare soluzioni sbagliate al problema. Salvini rappresenta politicamente quel pezzo di borghesia sconfitta dall’europeismo, in fase di progressiva pauperizzazione, che però non si trasforma in “proletarizzazione”, non diventa cioè dipendente dal salario, e in questo senso è il diretto competitore con il Movimento di Grillo. E’ proprio questo scontro tra due forme di rappresentanza che impedisce al momento una crescita ben più larga e pericolosa del blocco reazionario lepenista: in assenza di Grillo e vista l’attuale mutazione genetica di Forza Italia e della destra “moderata” (qui occorrerebbero decine di virgolette: in realtà non esiste più alcuna ipotesi “centrodestra” o “centrosinistra”, quanto un unico partito liberista articolato in due ceti politici concorrenti), Salvini&co raccoglierebbero oggi cifre elettorali ben sopra il 20%, difficilissime oggi da raggiungere su scala nazionale nonostante il vuoto lasciato dal berlusconismo decadente.

Tutto questo per dire cosa? Che bisogna conoscere il nemico, cogliendone materialisticamente ruolo e funzioni nella società. Oggi il famigerato “corso della storia” di hegeliana memoria (stiamo qui parlando dell’Europa, non di altri contesti) va in direzione della progressiva snazionalizzazione della politica, non verso rigurgiti reazionari-nazionalistici. La forza dei nazionalismi xenofobi non è data da loro intrinseche qualità/capacità di raccogliere il dissenso, ma dalla scomparsa della sinistra in Europa. Senza più strumenti per esprimere la propria naturale avversione allo stato di cose presenti, i ceti popolari del continente trovano in questi soggetti una forma di rifiuto verso la politica. Non è un caso che tali partiti fondano la propria forza, almeno elettorale, sulle classi impoverite: Trump negli Usa, Salvini e Grillo in Italia, il Front National in Francia, e via dicendo, insediano temporaneamente la propria base elettorale nel mondo del lavoro, tanto dipendente quanto proprietario impoverito. Questo non significa che “i lavoratori si sono spostati a destra”, ma che i lavoratori sono orfani di una rappresentanza, di un movimento reale, di un orizzonte di senso, e colmano questo vuoto optando, in forma ovviamente alienata e reazionaria, verso chi esprime, almeno a parole e attraverso atteggiamenti muscolari, questo rifiuto. Sono partiti che “vengono usati” per esprimere un bisogno di rottura, non perchè se ne condividono i punti di vista.

E questo, col “neofascismo”, non c’entra davvero un cazzo. Perché la base sociale neofascista non esiste, e laddove avesse una qualche marginale rilevanza, sarebbe materialisticamente e ontologicamente nemica degli interessi di classe: verso il neofascismo non ci può essere allora pietà, perché non dobbiamo “recuperare” nessun pezzo di società fuggito di senno e sedotto da quelle proposte politiche; la base sociale dei fenomeni reazionari di massa di cui sopra è invece *proprio quella* che dovremmo tentare di ri-organizzare, re-intercettando i suoi umori di classe, le sue istintive nemicità, le sue forme di resistenza esplicita e implicita, il suo rifiuto dello stato di cose presenti.

Ed è qui che vanno dispiegati gli strumenti politici adeguati al recupero potenziale: perché si possono e si devono combattere i soggetti reazionari, senza però con questo favorire quel “corso della storia” ordoliberista incarnato oggi dal Pd. Ed ecco, infine, perché il Partito democratico oggi è il principale problema oggi in Italia: perché la sua affermazione non sedimenta solo l’egemonia politica di un soggetto avverso agli interessi di classe, ma anche perché lavora in funzione di un rafforzamento delle ipotesi politiche reazionarie descritte come “unica opposizione” possibile all’ordine economico vigente. Un avvitamento da cui non se ne uscirà se non scardinando la normalizzazione politica, ricostruendo le ragioni della nostra esistenza politica.

 

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47 comments to L’incapacità di comprendere il presente: come criticare il M5S

  • Walter

    Non posso che condividere in toto l’analisi fatta. Ne abbiamo bisogno di analisi concreta,dialettica, intendendo l’esame sociale di quello che rappresenta un movimento politico, non partendo dalla sua rappresentazione formale, fenomelogica, ma di come oggettivamente esso rappresenta interessi, aspirazioni, umori profondi nella società. Distinguere i fenomeni e soprattutto tenere conto di quello che si sta muovendo nella società senza mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi, mi sembra una cosa utile e necessaria.
    Per il resto il punto centrale che coglie questa riflessione è la debolezza del fronte di classe, di quella che era definita la base rossa. Dovremo ragionare approfonditamente sul motivo profondo perchè una parte della storica base rossa di questo paese oggi vota il Movimento 5 stelle che svolge una funzione di riempimento del vuoto creatosi nel mondo della rappresentanza politica del lavoro dipendente. Prima capiamo questa cosa e meglio è.

  • ale capo

    condivido a pieno l’analisi.
    Ritengo che oggi in attesa del risveglio della classe e/o delle forze che a sinistra possano promuovere il risveglio di classe ( in senso di orizzonte ), il problema sia il PD che mostra ancora una forza assolutamente pericolosa…da sconfiggere anche nell’inutile segreto dell’urna.

    a.

  • Luca

    Glisso con eleganza a voi sconosciuta sugli attacchi personali e rispondo nel merito della questione.
    Il quale merito par di capire non è più neppure il vostro annuncio di un voto *tattico* a favore del M5S, che già di per sé aprirebbe a molteplici contraddizioni, ma è diventato il significato del termine neofascismo e quanto si possa applicare o meno al M5S.
    Dato che il senso delle parole muta con il progredire della storia, direi che è vano tentare di restituire a neofascismo il significato e la funzione storica che aveva negli anni Cinquanta e poi Settanta. Escludendo certo radicalismo pseudo-islamico presente tra le comunità migranti dell’Europa, il richiamo a strutture sociali classiste e patriarcali funzionali proprio a “impedire l’accumulazione di forza del movimento operaio” come in quegli anni, oggi nella più feroce crisi del capitale un altro e diverso neofascismo bianco e cattolico emerge prepotente: è quello dei movimenti populisti.
    L’essere liquidi e presuntamente de-ideologizzati è già di per sé sintomo di appartenenza alla destra, storica e ideale, oltre ad essere, ancora storicamente, ariete ideologico che apre la strada a forze ancora più estremiste e reazionarie.

    Pensare che un apparato ideologico (nel suo presentarsi de-ideologizzato e nel suo ambire nello stesso momento a ergersi guida spirituale e millenaristica) non “educhi” o “indirizzi” ma ascolti e riceva il sentimento popolare è whisful thinking: la loro diffusione, la loro funzione di mantenimento dello status quo, sta lì a dimostrare che non parlano alla pancia, creano la pancia per conto terzi.
    Il frame della casta per cui la politica è sporca e corrotta contrapposta al cittadino per bene. Il nemico esterno (migrante, rom, islamico, omosessuale – va da sé lo stesso del nazismo, il più grande movimento populista di massa della storia, talmente funzionale al capitale da portare il modo di produzione fordista alla sua sublimazione nel campo di concentramento) che minaccia la maggioranza silenziosa. La tutela dello status quo economico che liberato dal male dia spazio alla crescita personale e individuale dei giusti. L’elitarismo del sentirsi dalla parte dei buoni, degli onesti, in missione per conto di dio contro le storture di una società che nulla si fa per cambiare.
    Sono i tratti dei movimenti populisti europei. Sono i tratti del Movimento 5 Stelle. Sono i tratti del neofascismo del nuovo millennio.

    Ritenere che oggi l’Europa dei muri, dei campi di concentramento per migranti, della crescita dei partiti neonazisti vada verso una “snazionalizzazione della politica, non verso rigurgiti reazionari-nazionalistici”, è una lettura del presente che mi coglie di sorpresa.
    Su questa lettura, viziata in partenza, ne poggiate un’altra, quella di una nascita/crescita dei movimenti populisti come emergenti dal dissesto o dalla morte della sinistra. Anche qua, storicamente i fascismi e i nazismi nascono sì da una sconfitta della sinistra ma da una sconfitta militare, sul campo – il biennio rosso, i Freikorps della Spd, etc. etc. – non certo dalla mancanza al tempo di partiti, movimenti, associazioni comuniste e/o anarchiche che potessero offrire “rappresentanza” ai lavoratori.
    Su questo si inserisce una terza e ulteriore lettura, doppiamente viziata e quindi figlia di un sillogismo assurdo, quella del “recupero”. Se la politica è prassi, il recente tentativo di “recupero” dei Forconi e di altri movimenti simili dovrebbe avere già insegnato qualcosa. Evidentemente no.
    E quindi “tentare di ri-organizzare, re-intercettando i suoi umori di classe, le sue istintive nemicità, le sue forme di resistenza esplicita e implicita, il suo rifiuto dello stato di cose presenti” non può avvenire né giocando sul terreno della liquidità e dei frame antipolitici buoni/cattivi proposti da questi movimenti populisti – e men che meno votandoli – ma destrutturandoli nel loro essere intimamente ed esplicitamente reazionari, funzionali ai nuovi rapporti di produzione del capitalismo finanziario e alle nuove egemonie di classe.
    Ovvero, ancora una volta, neofascisti.

    Dopo anni di riflusso forse è giunto il momento di smascherare il nemico, non di inseguirlo finendo con il riprodurre il suo frame e quindi venendone sussunti come utili idioti.
    Detto ciò, confermo il mio voto per Alfio Marchini e invito a fare altrettanto.

    • Militant

      Glissi sugli attacchi personali è una simpatica boutade vero? Hai iniziato accomunandoci a Salvini; hai proseguito dandoci dei contigui ai neofascisti; hai concluso continuando a spostare la critica di una posizione sul piano della delegittimazione dell’interlocutore. Interlocutore che, invece di chiacchierare su twitter su presunti abboccamenti neofascisti, sta da settimane costruendo la mobilitazione contro il corteo di Casapound di domani mattina, da anni pratica antifascismo militante, da anni svolge e restituisce pubblicamente un lavoro di inchiesta antifascista che a Roma ha davvero pochi altri esempi. Ma noi siamo oggettivamente vicini ai neofascisti, addirittura li votiamo, secondo te, senza per un attimo renderti conto del confine del ridicolo ampiamente superato con queste affermazioni o accuse più o meno implicite.

      La tua non è stata una “critica di una posizione”, come invece hai espresso in questo messaggio, è stata delegittimazione politica ad usum chiacchiericcio social, per un verso insultante, per un altro provocatoria, per un altro ancora denigrante. Tutte cose possibili solo grazie alla degenerazione social che permette atteggiamenti che di persona non verrebbero mai permessi, e infatti nessuno si permette. Ma tant’è, questi sono i frutti della post-modernità, quella che sembri criticare al M5S ma che riproduci tale e quale nel facile ambito dei social network.

      Nel merito, c’è poco da dire. Tutta la tua analisi parte dalle considerazioni di sè che hanno questi movimenti/partiti, nonchè della rappresentazione mediatica che ne viene data nei circuiti mainstream, e non dalle cause materiali e sociali che li generano. Pretendi di trovare risposte a valle e non a monte del problema, e dunque confondi le false soluzioni che questi movimenti generano con i problemi reali stessi.

      Dunque per te tra M5S, Lega Nord, Casapound e Forza Nuova, non ci sono differenze: è tutto invariabilmente “neofascismo”. Uhm…ci sembra, francamente, una interpretazione binaria e ultra schematica della realtà. Non è che dire che un movimento politico abbia caratteristiche “di destra” – come il Movimento 5 stelle – significa automaticamente ridurlo a neofascismo. Anche perchè questa lettura ne produce una tragicamente deleteria: che tutto ciò che li combatte dovrebbe essere “antifascismo”: Renzi, Berlusconi, Monti, Letta, e via dicendo, riproponendo logiche frontiste da “meno peggio”. L’estremismo liberista sarebbe in definitiva meno peggio del neofascismo populista di questa “nuova” destra, non cogliendo che *è proprio* l’ordoliberismo del Pd la causa primaria della crescita delle forze populiste e/o reazionarie di massa quali M5S e Lega nord.

      Saltiamo per pietà la parte sulla “Europa dei muri”. E’ il processo europeista incarnato dalla Ue che ha abolito le frontiere, dileguato ogni confine tra Stati, capitali e lavoratori. E questo per la semplice ragione che quel pezzo di borghesia non sa che farsene delle frontiere: il capitale dev’essere libero di viaggiare, di scambiarsi, di accumularsi, sfruttando sempre più forza lavoro non recintabile in confini ottocenteschi. Il TTIP si va definendo come il tentativo di abolire le ultime frontiere rimaste alle merci e alle persone: e tu credi in un “Europa dei muri”. Quella è retorica politica un tanto al chilo agitata dalle forze reazionarie di cui sopra, che rimasticano in senso regressivo le istanze di rottura delle popolazioni vittime dell’europeismo dei capitali. Sono contraddizioni interne ad una borghesia in lotta intestina tra diverse ipotesi di sviluppo, non il processo storico egemone in questo momento.

      I “forconi”, per concludere, non fanno parte di pezzi sociali da “recuperare”. Non sono lavoro dipendente salariato, non sono “classe”, o lo sono in senso avverso. Per questo il tentativo di recupero su quella componente non può risucire: semplicemente perchè non sarà mai la sinistra il suo interlocutore. Cosa c’entra questo con il recupero della classe operaia (intesa nel senso più largo e non dei soli metalmeccanici) che oggi vota in parte soggetti populisti e/o reazionari?

      • Hirondelle

        “Anche perchè questa lettura ne produce una tragicamente deleteria: che tutto ciò che li combatte dovrebbe essere “antifascismo”: Renzi, Berlusconi, Monti, Letta, e via dicendo, riproponendo logiche frontiste da “meno peggio”. L’estremismo liberista sarebbe in definitiva meno peggio del neofascismo populista di questa “nuova” destra, non cogliendo che *è proprio* l’ordoliberismo del Pd la causa primaria della crescita delle forze populiste e/o reazionarie di massa quali M5S e Lega nord.” Perfetto, purtroppo ci si sta arrivando molto tardi e questo ha permesso a tanti “elettori di Marchini” di paralizzare per anni comprensione e reazione a quel che stava avvenendo. Un altro tremendo ritardo della sinistra, soprattutto oggi che siamo sotto occupazione UE – a Marchini non dovrebbe dispiacere.

      • vi cito : “Anche perchè questa lettura ne produce una tragicamente deleteria: che tutto ciò che li combatte dovrebbe essere “antifascismo”: Renzi, Berlusconi, Monti, Letta, e via dicendo, riproponendo logiche frontiste da “meno peggio”. ”
        mica vero….
        Quando l’italia fascista e la germania nazista attaccarono la grecia, volendola vedere solo da un punto di vista dell’indirizzo politico dei governi, attaccarono un regime se non fascista, quantomeno fascisteggiante.
        quindi il sillogismo che avete proposto è quanto meno riduttivo, se non errato.
        E se è filologicamente è vero che definire i 5 stelle neofascisti è una semplificazione fatta con l’accetta, è innegabile che in nuce contengano al loro interno elementi di semplificazione analitica del reale (populisti se vogliamo) alquanto rozzi, uniti ad una visione di giustizialismo esacerbato, frullato infine in un coacervo interclassista tenuto insieme esclusivamente dalla fobia di regresso sociale e privo di prospettive.
        Tutte cose che erano certamente presenti nel fascismo di san sepolcro, ma ancor più in quel qualunquismo di gianniniana memoria dove più che le gerachie e i quadri alti o ideologici del vecchio fascismo, troviamo quelle pulsioni tibiche del fascismo diffuso della base del PNF.
        io, dunque, senza ovviamente semplificare, starei molto attento a giocare agli apprendisti stregoni con questa miscela esplosiva dove oltre a voi, già altre forze, di altro colore e con ben altri mezzi a disposizione, sono in una fase già ben più avanzata di praxis egemonica.
        Detto questo mi preoccuperei di ricostituire una organizzazione sincretica comunista (e non di sinistra), di classe, con una forma partito pesante, centralizzata, in grado di dialogare con in territori e di interfacciarsi con in mondo del lavoro, perché no? grazie ad una sigla sindacale, pure creata ex novo.

  • Carlo

    Condivido.. Comunque è inutile tentare di ragionare con chi critica a prescindere. Che fa chi critica? Niente

  • Massimo

    Pienamente concorde, un analisi puntuale, argumentata e rivoluzionaria

  • operaiosanbasilio

    @ Luca, quindi secondo questa analisi “articolata” in questo momento stando ai dati delle europee secondo te avremmo: 5.792.865 di neoneofascisti che votano M5S, 1.686.556 di fascioleghisti che votano lega e 1.004.037 di vecchi fascisti che votano Fratelli d’italia. Complessivamente 8.483.458 fascisti vecchi e nuovi. Incoraggiante.

  • operaiosanbasilio

    Ah e poi non ce li metti quelli che votano PDL (4.605.331 fascisti viziosi) e NCD (1.199.703 fascisti bianchi)…

  • Troncos

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/18/m5s-il-fallimento-della-politica-dellonesta/2725366/

    Trovo che l’analisi che fate del movimento 4 stronzi sia piuttosto efficace e corretta anche se forse la semplificazione di analisi storica del fascismo rischia (e ne siete ben consapevoli, sia chiaro) di dare adito ad polemica su quel tema lì: cioè se definisco differentemente il ruolo e la composizione storica del fascismo, rimescolo le carte in tavola e ci metto di nuovo il M5S dentro. Vi linko questo articolo, perché mi sembra tratti (in maniera diversa) sostanzialmente un’altra faccia del problema e lo faccia partendo da un punto di vista molto simile (sorprendentemente) a quello tante volte espresso su queste pagine, spero che funga da “integrazione” perché l’argomento è di cogenza e pregnanza assoluta. Allo stesso tempo credo però sia necessario esprimere chiaramente una cosa: il M5S è è una delle espressioni della “destra” nel mondo neoliberista (nel senso di come si colloca nella faglia di Rokkan rispetto al conflitto sociale) e propone una soluzione “di destra” in senso classico. La sua profonda inimicizia nei confronti dei corpi intermedi e della democrazia costituzionale ne sono uno degli aspetti macroscopici. Nel senso che le proposte del M5S sono regressive rispetto al bilanciamento di forze da cui è nata la costituzione (non, ovviamente il rapporto di forze attuale).

  • adriano

    personalmente non capisco come si fa a parlare di donbass di lenin e qualche altro e poi dare indicazioni di voto verso il m5s. è lo stesso che mi ha portato fuori da rifondazione, che parlava di marx e poi se ne usciva con tsipras e arcobaleni vari. lo reputo allo livello. come dicevano i carc che nell’attesa bisognava votare m5s non ha senso. alla fine il voto è un mezzo non il fine per un comunista. se ho la possibilità lo faccio altrimenti lotto in altre maniere. e poi il m5s in quanto populista attira persone a destra e a sinistra. adess0 che governerà roma mi piacerebbe vedere quando ci saranno da prendere decisioni ideologiche. questa non è una critica a nessuno ma semplicemente il mio pensiero giusto o sbagliato che sia.

  • Walter

    Insomma mi sembra di capire che sei un professionista delle categorie buttate a caso, delle letture improvvisate. Mi parli di “neofascismo del terzo millennio”, senza sapere di cosa parli, utilizzando un frasario ultra sinistrese e poi mi concludi dicendo che voti Marchini. Spero che stai scherzando!
    L’uomo del partito del mattone, riciclatore del fascista Storace, che ha imbarcato tutto il giro dei democristiani-forzaitalioti riciclati della capitale.E parli pure!!!

  • Marco

    Compagni giusto una delucidazione.
    Sono d’accordo con l’analisi da voi fatta, ma in sostanza il vostro consiglio è di votare il M5S alle amministrative romane ?

    • Susanna

      Marco, per come la vedo io – che come te condivido l’analisi dei Militant – se uno è “d’accordo con l’analisi da voi fatta” non dovrebbe porre il quesito che invece tu scrivi nel tuo commento. Detta così, sembra che l’analisi fatta sia ininfluente e che il nocciolo sia il voto alle “amministrative romane”, e che il ragionamento sulla doppia astensione di base non abbia un chiaro significato di indicazione di voto.

  • Gaetano

    “Il M5S cresce nel deserto della sinistra, non nel suo momento di massima forza e/o mobilitazione. E’ un soggetto che nasce dalle ceneri della rappresentanza politica del mondo del lavoro, dalle polveri dei movimenti sociali e della partecipazione politica. Non “impedisce” alcunché, colma piuttosto un vuoto.” Vero, e noi dovremmo fare tanta, tantissima autocritica. E soprattutto si devono individuare argomenti, mezzi e METODI efficaci per attrarre consensi e per creare basi ampie e solide di legittimità popolare. (Lo so è banale e basilare, ma purtroppo siamo fermi qua). Una critica che fanno ai movimenti antagonisti è quella di essere autoreferenziali. Secondo me è condivisibile. Perché è vero che facciamo fatica a – passatemi la semplificazione – “farci capire” al di fuori dei contesti e degli spazi di militanza. Combattere l’alienazione e attrarre più consensi sono le nostre priorità per il medio termine.

  • Fabrizio Inquilino

    Sono convinto che gli Italiani di oggi, avendone potere, sarebbero capaci di bestialità ben peggiori di quelle del fascismo storico.
    La ferocia dell’”uomo della strada”, che non mi pare essersi mitigata negli ultimi anni, è il nocciolo del movimento5stelle e se grillo riscuote tanto successo di pubblico in un paese così visceralmente brutale, un motivo ci sarà…
    Luca propone uno schema di analisi pregevole, mi convince. Con altre parole, i 5stelle esprimono un istinto rabbioso e violento paragonabile a quello del vecchio neofascismo. Il parallelo ci sta, non ci vedo nulla di scandaloso e meriterebbe anzi di esser arricchito e sviluppato.
    Prima cominciamo a prendere le distanze da questi “protagonisti del rinnovamento” e meglio è per tutti.

    • Carlo

      Ma non è che Luca è il tuo secondo nome? Ragazzi, insomma, il pd parte dal 3-1 nelle grandi città.. Con un po’ di fortuna si può andare sul 3-1 per le opposizioni .. Roma è solo un tassello di questo mosaico.. Sarebbe la prima sconfitta elettorale del renzismo, un buon viatico per il referendum di ottobre.. Se poi dobbiamo sempre rifugiarci nell’autoreferenzialità e nella “purezza” facciamo pure

      • il problema è che l’autoreferenzialità e la purezza noi comunisti è da un bel po’ che ce la siamo scordata.
        sempre accodati al nuovo per forza, al meno peggio etc etc etc.
        magari sembrerà demodè, ma in politica più si è semplici e meglio è… se poi si è anche coerenti, metà battaglia è vinta.
        La coerenza paga, l’incoerenza si paga.
        Con cuore e con rispetto, non riesco a capire io come da comunisti si possa appoggiare il 5 stelle, figuriamoci come lo capisce l’italiano medio.
        nel giro dei miei conoscenti, comunisti “di pancia” , ovvero non militanti, quando dico una cosa del genere mi rispondono “ahò… i 5 stelle???? e che d’è? stamo alla disperazione?”
        e francamente non me la sento proprio di contraddirli.
        Ovviamente non semplifico appiccicando etichette neofasciste, ma questa volta non posso e non voglio seguirvi.

  • Fabrizio Inquilino

    ps: Walter, credo che sul voto a marchini il buon Luca fosse ironico

  • Robespierre

    In linea di massima il vostro ragionamento è condivisibile, e quindi mi sembra del tutto fuori luogo soffermarsi su una serie di commenti particolarmente iloti (non è un errore di battitura)che hanno fatto seguito al vostro testo, mi sembra che,però,dal ragionamento manchi qualcosa. Il Movimento 5S raccoglie, a Genova questo è quanto mai evidente(AMT,ILVA, Polizia municipale ad esempio), quote di classe operaia e impiegatizia legata alla residualità delle relazioni industriali novecentesche, piccola borghesia in via di proletarizzazione, artigiani e piccoli commercianti in crisi. Un terzo circa dell’elettorato il quale, sulla base dei dati forniti dagli istituti di ricerca, arriva a stento al 50% degli aventi diritto rimane fuori. Queste masse sono obiettivamente fuori da qualunque forma di rappresentanza, nelle forme istituzionalmente possibili.Questo per il “semplice” motivo che l’organizzazione economica e sociale del presente si fonda su un principio di esclusione e non di inclusione. Questo credo essere il problema del presente. Mi sembra che, nel vostro ragionamento, vi sia eccessiva attenzione verso il “mondo di ieri” (che certamente non va trascurato) e poca, per non dire nessuna attenzione per ciò che, di fatto, è la “storia del nostro presente”. Credo che se non si scioglie questo nodo, che sembra essere il nodo strategico, ogni articolazione tattica corra abbondantemente il rischio di essere fine a se stessa.

    • Militant

      Concordiamo, nel senso che M5S e Lega nord non riescono a rappresentare quel pezzo sociale – sempre più “la metà” del corpo elettorale – che ha ormai rotto i ponti con questa rappresentanza politica. In questo senso sarebbe però utile ritornare all’origine del nostro primo articolo: quella è una posizione astensionista, peraltro proprio per le ragioni di fondo che scrivi.
      Se non lo è completamente, se, dunque, non abbiamo riproposto “Vota nessuno”, è perchè esiste l’eventualità di un ballottaggio in cui, secondo le nostre interpretazioni, c’è la concreta possibilità di incidere, almeno elettoralmente, sull’egemonia politica del Pd. Ed è un’occasione che secondo noi va sfruttata. Certo, l’urna è un mezzo spuntato, forse controproducente, marginale, eccetera, ma in assenza di movimento reale, di mobilitazione, di spinta dal basso, le cose non è che non accadono: accadono in forme diverse, ed è dentro queste forme “sporche” che in ogni caso va giocata la partita.

      • BR1

        Militant.. c’erano compagni a Roma che questi discorsi li facevano già tempo fa, cosa dovrebbe essere diverso ora? Anzi, il nemico di classe è sempre più forte, minaccia con gli sgomberi e questi nel frattempo fanno la riforma costituzonale e nessuno pensa al referendum, che non a caso è a Ottobre.

  • Carlo

    Capisco l’ossessione ma la fase ascendente del m5s è finita, oggi eleggono sindaci e ricevono avvisi di garanzia, come tutti. Qui l’unico rischio autoritario è quello rappresentato dal Capitale transnazionale ed europeo che si è stufato della democrazia liberale e in Italia appoggia la riforma costituzionale e l’italicum. Non sono del tutto d’accordo che il sistema istituzionale che potrebbe eventualmente scaturirne coincida esattamente con la costituzione materiale esistente. Vero che è l’approdo di un percorso ventennale di svuotamento della democrazia, falso che il mutamento di regime sia già nei fatti. Sennò non si capisce che le fanno a fare ste riforme

  • stefano

    non ho capito però come possiamo spiegare a noi stessi che il M5S ha una “natura intimamente populista-reazionaria” e poi però dire che i lavoratori non si sono spostati a destra. Intendo dire, o diciamo che la sinistra ha abdicato alla sua funzione progressista, e allora votare i 5 stelle ha senso perché tende a far vincere una forza reazionaria, oppure non vedo per quale ragione preferire un governo a 5 stelle a un governo PD. Che non sarà rivoluzionario, e magari neanche il massimo del progressismo, ma di certo non è una forza populista-reazionaria.

  • cesare52

    Sono orgogliosamente un attivista del M5S, fiero di esserlo. Vengo da 40 ani e passa di militanza nella sinistra di classe, ho conoscito anche il carcere speciale ed ho trovato nl M5S molti come me, compreso molti e molte della sinistra storica. Ho conoscijto davicino il meet p di Parma da ci poi è uscito Pizzaotti e la nostr list che ha poi fatto il boom vincendo contro uo dei bracci destri di Bersani, President dl Pd regionale. La lista aveva come granti una serie di ex prtigiani e l presidente è a figura gloriosa della resistenza armata a Parma e provincia. Plridecorata . Del resto molti aderenti alla lista era nipoti o prenti di noti artgani. Ho portato degli esempi per dire che quest discussione mi pare surreale, fori dal Mono e che serve a gistificre l’assolut irrilevanza politica e socile dei resti dell’estrema sinistr roman. Se non vi i fil nesuno smettetel di produrre analisi consolatori tipo “la classe è andat a destra, so tutti fasciti ormi” od usar il fascismo come coperta di linux autoasslutoria. I neet up sono l’unica forma di politica sul trritorio in cui la gente parla di politica e sono sempre affollatissimi, qualcosa da far riflettere anche chi ci detesta. Il resto è “roba da Pd” propaganda interessata costrita ad arte. Non avete fatto i conti, con una dindenza viscerale, anche se egate con il Pd e quelo che rapresenta: il moderno nazismo. Altro che il fascismo becero e fokloristico di Salvini e Meloni. A voi se non esitesse, e c manca poco residuali come iet, il Pd vi dovrebbe inentr. Sono contento che, volere o volare, qulcuno capica che per esempio a oma il progetto autoritario e ttotalitrio del Pd si pò battere solo suportndo la Raggi cioè noi del M5S. Altr strade non ci sono. Prm ve ne rendete conto e meglio è.

    • Lea

      Ciao Cesare. Visto che vieni da quarant’anni e passa di militanza nella sinistra di classe e addirittura hai conosciuto il carcere speciale, come tieni insieme questo tuo passato con il razzismo del M5S?
      Un esempio tra i tanti disponibili di cosa intendo per razzismo, dichiarazione di Grillo del 20 ottobre 2014: “Chi entra in Italia con i barconi è un perfetto sconosciuto: va identificato immediatamente, i profughi vanno accolti; gli altri, i cosiddetti clandestini rispediti da dove venivano. Chi entra in Italia sia sottoposto a visita medica obbligatoria all’ingresso per tutelare la salute sua e degli italiani”. (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/20/immigrazione-grillo-i-clandestini-siano-rispediti-a-casa-visita-medica-per-chi-arriva/1162434/)

      • cesare52

        cara Lea, non sei originale anche tu riprendi la spazzatura da L’Unità, ormai letta solo dai patetici ultrasinistri a matriciana, gli operai L’Unità non la usano più nessuno neache per pulire i vetri ed infatti vende circa ma non sempre 8.000 copie diconsi ottomilacopie cioè sotto ogni più pessimistica previsione per un quotidiano, finora dall’inizio dell’anno ha infatti accumulato circa 120 milioni di passivo e si parla di un secondo fallimento, proprio ieri ne parlavamo con Carla Reinaldi anche lei attivissima nel M5S, fondatrice ed animatrice della storica sezione del Pci di Garbatella, pregasi controllare,militante del PCI per circa 30 anni poi animatrice dei primi collettivi femministi a Roma e per diverse volte premiata per il record di diffusione appunto de L’Unità. Ora pensare che militanti come noi aderiamo anche per un nano secondo ad un movimento razista, anzi siamo telecomandati da Grillo da cui abbiamo subito il lavaggio del cervello è una di quelle cose di fronte alle quli non si sa se ridere o piangere, neanche ti rispondo, povera cogliona spargi merda. Prender una frse fori dal contesto e costuirci un romanzo sora è appunto una cosa da Unità. Povera deficente sarebbe razzista anche Dario Fo, anche lui convinto sostenitore del M5S, un pezzo della storia della milano e dell’Italia antifascista e di sinistra? I fatti, quelli che contano sono che come attivisti abbiamo votato contro il reato di immigrazione clandestina in una votazione on line prima ed al Parlamento poi. Ciò è riscontrabile e verificabile. Il resto è merda mediatica , ora i gusti sono gusti ma se a te pace mangiare merda fallo pure ma non ci coinvolgere. A me fa schifo, quasi come quelli come te. Stai tranquilla, anzi stai serena poveraccia che ancora tanto malox vi farà consumare questo movimento. Non sarà con qualche estrapolazione ad arte che si cassano circa 10 milioni di aderenti l M5S. Questo ti dovevo e questo ti ho dato

    • ilpiccolouomonellampolla

      O si sta con gli imprenditori o si sta coi dipendenti.

    • Lea

      Caro Cesare, io sarò pure una “povera cogliona spargi merda”, ma è proprio vero che al Movimento 5 Stelle vi ci ammettono solo a patto di non saper usare la tastiera di un computer.
      Ti giuro che dell’attivo dell’Unità non me ne può fregare di meno, l’ultima volta che l’ho letta era il 2006.
      Quella domanda che ti ho fatto non è stata una decontestualizzazione, sono cose che il tuo capo ha scritto e detto.
      Questo ti ho chiesto, e cioè come ti relazioni con le affermazioni razziste di Grillo, ma non mi hai saputo rispondere, e il voto favorevole all’abolizione del reato di immigrazione non cambia il fatto che Grillo dice continuamente e senza sosta affermazioni di un razzismo abominevole.
      Sono stati scritti comunicati contro lo ius soli, per esempio. O neanche questo è vero e se l’è inventato l’Unità? E come mai non ha consultato la base, a tal proposito?
      Te prego, non mi fare ridere.

      Un caro saluto, e ai @Militant: ‘sta volta avete fatto una cazzata grossa grossa.

      • cesare52

        Lea io invece credo di averti risposto puntualmente ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Ho cercato di risponerti come se tu fossi in buona fede anche se non lo sei. Ho cercatodi spiegrti che sono proprio le vite, i cori, la storia di chi partecipa al M5S dovrebbe a chi è in buona fede e vuol ragionare che impedisce di confondere questo movimento con il razzismo od il fascismo, ho scomodato anche Dario Fo che forse a te non dice niente ma per la mia generazione vuol dire antifascismo militante. Tu rispondi con altre offese “il tuo capo” come se gente come me con decenni di attività politica una trentina come politico di rofessione fosse un cane a cuccia che si fa comandare. Sei una persona sporca mentalmente e moralmente ho sbagliato a dialogare con te

      • cesare52

        Ps: a proposito di “razzismo abominevole e non meglio precisati comunicati sullo ius soli se tu ragionassi con il cervello piuttosto che con l’utero varrebbe la voglia di ragionare e di notare che se non c’è la destra neonazista in Italia come invece c’è nei paesi confinanti è perchè c’è una forza sul territorio come il M5S che oltre ad orientare politicamente fa da argine a certe pulsioni che si cerca di mettere nella società ma te sei in malafede e fai come il noto anedotto “sei come il sordo all’osteria della comare di tutto si impicciava su tutto metteva la bocca ma ridiventava sordo solo quando c’era il conto da pagare” c’hai ragione tu, anzi ai quasi dieci mioioni che siamo, ti rivelo un segreto, ci danno un gagliardetto all’atto della iscrizione con una svastica nazista che testimonia il vero volto del M5S oltre ad una pillola che prendiamo per obbedire al nostro capo. Povera patetica cogliona maldicente che fa la gatta morta pensala come vuoi

    • Riot

      esempio di grillino medio …. Credo non ci sia altro da aggiungere . E questi sarebbero’ il meno peggio del pd ?. ASTENSIONE AD OLTRANZA .

      • cesare52

        Riot credevo che dialogando con la signora Lea che ha deciso che in Italia ci sono circa 10 milioni di fascisti, numero corrispondente agli aderenti al M5S che si travestono ma sono peggio dei fascisti ufficiali perchè sono anche razzisti come da articoli de L’Unità giornale obiettivo come si sa secondo lei, avessi pestato una merda puzzolente e nauseabonda quando ho incontrato te, la seconda merda che non solo puzza ma si crede anche sto cazzo. Caro il mio supponente che ti atteggi io contro i fascisti ed i padroni ho preso le armi e mi sono fatto una decina di anni di carceri speciali, tu che cazzo hai fatto oltre a prendere il the col mignolino alzato? Ti ricordo che “grillino” è un termine dispreggiativo che fa riferimento, lo puoi vedere nelle latrine di ogni genere dove sei di casa che descrive l’organo genitale femminile. Dillo a tua sorella. Alla signora Lea la lascio perdere perchè è una donna a te no. Bada come parli che il Mondo è piccolo. E’ una minaccia? No è una certezza. Hai capito bene o ti devo fare i disegnini?

    • Lea

      “Sei una persona sporca mentalmente e moralmente ho sbagliato a dialogare con te”
      “Povera patetica cogliona maldicente che fa la gatta morta pensala come vuoi”
      “Alla signora Lea la lascio perdere perchè è una donna a te no.”
      Questi sono solo alcuni degli insulti che il signor Cesare mi ha scritto negli ultimi commenti.

      Cari Militant, in anni di attività politica non mi era mai capitato di essere stata insultata in questo modo, avete fatto passare tutti i commenti qui sopra come se fosse normale essere aggrediti in questo modo. Io non so come siete abituati voi, ma io quando stavo in un collettivo che aveva un blog che si diceva antisessista e antifascista – non è importante qui fare il nome di quel blog – non passavamo quei commenti che veicolavano quel messaggio, anzi, li si mandava sonoramente affanculo.

      Ma la cosa che più mi fa tristezza è che nessuno a parte @Riot è intervenuto nonostante l’aggressione in corso, come se fosse una cosa privata. Questa la dice lunga sul vostro conto, quando una persona viene insultata, quando gli vengono rivolti insulti sessisti *è* un affare POLITICO!
      A questo punto giunto alla conclusione che anche questo spazio virtuale è diventato l’ennesimo ring dove ognuno si fa i cazzi propri e quando una viene offesa nessuno interviene. I miei più vivi complimenti.

      A lui manco rispondo perché non ho niente da dire a una persona che si rapporta con me in questo modo.
      Voi invece gestite la moderazione dei commenti e siccome in passato sono stata oggetto di vostri ban, per cui so bene che li sapete applicare, proprio non capisco come mai adesso il tasto non funziona.

      Non ho parole, davvero.

      • cesare52

        La signora Lea si è offesa, lei può qualificare come razzista aderente ad un movimento razzista ed oltretutto un minus habens che ha subito un lavaggio del cervello, un servo che obbedisce al Capo, l’interlocutore ma quando questo le risponde per le rime si indigna ed invoca la censura. Cara signora Lea, vedo che ha perso l’apomb da gtta morta, a Roma dove sono nato oltre che a Genova dove da giovanissimo operio dei cantieri navali nel 1974 sono nato politicamente, si dice “chi va per certi mari certi pesci piglia” E, come diceva un grande maitre a penser, al secolo Peppino De Filippo nell’indimenticabile “Totò e Peppino e la malafemmina” HO DETTO TUTTO, attenzione con gli insulti che poi ritornano a casa con gli interessi

      • Militant

        @Lea
        Hai ragione, questo provocatore non commenterà più

  • marco magnante

    Come al solito sono d’accordo con voi @militant.
    o meglio quasi, perchè si dovrebbe sostenere il partito comunista. Ma questo è un altro post.
    ho seguito anche io le polemiche sui social tra voi e gli altri: Pisapia,Spataro,Santoro e via discorrendo.
    Avete ragione, e la dialettica dovrebbe essere la cifra stilistica del rapporto tra “compagni”. Ma la domanda è un’altra:Sicuri che l’obiettivo di fondo sia lo stesso? No perchè chi vi ha criticato, pur apprezzandoli nei rispettivi campi, a livello politico non escono da una sinistra non socialista nè tantomeno comunista. Con qualcuno di loro ebbi delle discussioni su fb per il loro appoggio senza se e senza ma a Tsipras e Syriza. Per cui dico, sono solo discussioni tra compagni, o viaggiamo verso mete diverse?

  • Riot

    Non entro nel merito del voto io scelgo altre strade di lotta lo stesso errore fu commesso quando votiamo pd buttiamo giu Berlusconi poi scemato in NON VOTIAMO voi avevate anche dei manifesti al proposito .Io sono contrario aver fatto entrare il m5s nei movimenti come no tav , no mous per il semplice fatto che questo movimento ha solo fatto da pompiere rovinando quei movimenti non dal punto di vista mediatico ma militante ridotto poi pochi che fanno azioni dirette pagandone un prezzo altissimo e tutto il resto fuffa da tastiera ma questo argomento non si riesce discuterne dal vivo quindi passo alla domanda vera e propria . VOTARE IL M5S ABBIAMO POI LA FORZA DI RICOSTRUIRE OPPURE CI FACCIAMO INGLOBARE NEL M5S STESSO?.Perche’ io mi senti da ormai 2 anni di essere su due binari diversi da tanti di voi e trovo perdonatemi e passatemi il termine stupido votare i nazisti poi craere la resistenza quando non abbiamo neanche uno straccio di organizzazione .Considerando per scelte di autoeletti leader per dare visibilita’ alle lotte notav ,nomous se ricorso far entrare i m5s e abbiamo perso tanti compagn@ per strada che non avete nemmeno idea gente valida con anni e anni di militanza .

  • Riot

    Questo per dire che io non votero’ nessuno ed un geto politico cui riconosco . Ma avendo visto cosa riesce distruggere il m5s dal interno di lotte combattute con carcere e sangue preferisco astenermi . Il m5s è fascista nei modi e nel suo sistema piramide della casaleggio . Esce la raggi prendera’ ordini da Milano e Roma finira’ molto peggio di come adesso .Compagn@ qui non si tratta di prendere tempo che ci spazzera’ via ma di creare e organizzare e con il m4s non si organizza nulla il moV NOTAV dovrebbe essere un esempio da non ripetere .

  • Trotsko

    Bene, ragionare con voi è sempre stimolante ma commettete alcuni errori di fondo:

    1- dite: (il M5S) è espressione politica del “pensiero debole” in cui può essere espresso tutto e il contrario di tutto .

    L’analisi è la stessa, è un movimento post-moderno di destra PUNTO. Questo non li rende meno pericolosi ma MOLTO più pericolosi, perché si adattano allo spirito del tempo.

    2- Dite: Il “corso della storia” (…) va in direzione della progressiva snazionalizzazione della politica, non verso rigurgiti reazionari-nazionalistici.

    Ne siete sicuri? Ucraina, Ungheria, Austria e Polonia sembrano dirci esattamente il contrario.

    3- Il blocco sociale da cui attinge ogni fenomeno “bonapartista” sono le NON-classi o “classi sterili” (Bordiga). Una classe formata da persone “che non possono rappresentare se stesse” (Zizek): che formano una massa numerosa, i cui membri vivono in condizioni di vita simili, ma senza entrare in relazioni articolate uno con l’altro. Il loro modo di produzione li isola l’uno dall’altro anziché riunirli insieme (…) Sono quindi incapaci di far valere i loro interessi nel loro nome, sia attraverso un parlamento, sia attraverso una Convenzione. Non possono rappresentare se stessi; debbono farsi rappresentare. Il loro rappresentate deve in pari tempo apparire loro come il padrone, come un’autorità che si impone loro, che li difende dalle altre classi e distribuisce loro dall’alto il sole e la pioggia. (Marx, 18 Brumaio)

    Oggi questa non classe di disperati descritta dal Moro, senza rappresentazione, e senza progetto politico si riconosce nell’equivoco del M5S.
    Pertanto:
    -Esiste un blocco sociale,
    -esiste una mistica del leader,
    -esiste una visione complessiva anti-democratica che riduce la politica al web.
    -L’unico punto programmatico chiaro è il reddito di cittadinanza

    Possiamo decidere se combatterli senza mezzi termini o votarli al secondo turno…

    Sul reddito di cittadinanza riporto una comparazione con la Germania di Weimar:
    Ora, il punto importante è questo: con la Grande Crisi si verificano a livello di massa periodi di disoccupazione sempre più prolungati (…) Queste dinamiche riducono in povertà persone di diversi ceti sociali. Davanti agli uffici dell’assistenza, una volta alla settimana o una volta al mese, una massa eterogenea di impiegati, commercianti, artigiani, anziani, invalidi, marinai senza imbarco, operai di fabbrica disoccupati, ex prostitute, donne sole con figli, debbono convincere i funzionari di turno della legittimità delle loro richieste.
    Ed è solo presentandosi come “vittime” che possono aspirare a ottenere qualcosa.
    Oggi, in piena epoca neo-liberale, questa archi-scena di crisi del Welfare è diventata la norma. Dappertutto risuona sempre e solo il medesimo ritornello: “Sei un precario che non ce la fa ad arrivare a fine mese? Non c’è problema…”.
    Usa la tua autonomia per soggettivarti come vittima e forse avrai una chance di sopravvivere.
    Negli anni 20-30, a fronte di questa situazione, il partito comunista tedesco cerca di mobilitare i disoccupati affinché essi non si presentino davanti ai burocrati con un atteggiamento remissivo, ma con la postura di chi rivendica un diritto. Grazie alla propaganda comunista, il comportamento degli assistiti diventa sempre più aggressivo e insubordinato. Con il radicalizzarsi dello scontro tra la struttura e l’assistito, il sistema previdenziale perde il suo carattere di servizio sociale, e si converte in un sistema poliziesco di controllo e schedatura sul quale farà presa la macchina nazionalsocialista(…)
    (Tratto da: L’uniforme e l’anima, p.20-21)

    • kente

      @Trotsko: io ho vissuto in Austria per 5 anni, per mia esperienza l’FPO (il partito di estrema destra) riceve una quantità notevole di voti da parte delle comunità slave e turche presenti in Austria. Non conosco bene le situazioni in Polonia o in Ungheria, ma definire l’FPO un partito nazionalista è solo parzialmente vero. L’FPO usa abbondantemente slogan nazionalistici in campo elettorale, ma alla base c’è una distinzione comunque tra stranieri “buoni” e stranieri “cattivi”: i buoni sono quelli che lavorano e pagano le tasse, i cattivi sono quelli che prendono i sussidi statali e fanno molti figli.
      Se si va al succo, l’FPO negli ultimi 10 anni ha spostato le proprie priorità politiche proprio per intercettare gli stessi soggetti di riferimento che Militant ha elencato (piccola borghesia impoverita e classe lavoratrice senza più rappresentanza). Il tema nazionalistico è usato più spesso in contrapposizione alla UE che verso i migranti (che poi sia ben chiaro, l’FPO voglia politiche più restrittive/repressive contro i migranti, non c’è dubbio)

  • quetzal

    sono convinto che il pd sia il nemico principale in questa fase, ma proprio per questo penso sia necessario prosciugarlo e sottragli consensi, che ancora esistono, in strati popolari che lo votano: perciò,al primo turno,voterò per l’unico soggetto che ha la possibilità e l’intenzione di agire in questo senso :Sinistra per Roma (Fassina).
    al municipio voterò l’unica lista municipale che è alternativa allo stesso Fassina, in quanto la lista municipale collegata a quest’ultimo( non tanto per la sua persona , che è onesta e pure “a disposizione”, ad es stamattina vs casapound, quanto a causa di pezzi di ceto politico inguardabile) è invotabile.
    al ballotaggio spero giachetti non ci vada : mi astengo:spero giacchetti ci vada talmente sfavorito da non avere chances:idem.
    Dunque, spero di non trovarmi nella condizione di dover votare il m5s, perchè condivido le critiche ad esso, che le analisi su di esso siano centrate o meno: in ogni caso non è roba da comunisti.
    ma se esistesse , concretamente , la possibilità di una vittoria del pd, valuterei il voto al m5s.
    segnalo solo , pacatamente , che anche questa scelta rappresenterebbe una forma, tra le altre,di quel “meno peggio” che tanti aborriscono

  • Andrea

    Avranno pure preso mille miliardi di voti, però ricordatevi tutti di come sono stati spesi questi voti nelle città che stanno governando.

    Si sentono gli unici portatori della verità e della democrazia e si conoscono tra di loro, almeno nei dintorni di Roma, solo sotto campagna elettorale.

    Sono implosi ad Albano ed Ariccia, hanno preso un sacco di voti alle Europee a Marino, Albano, Ciampino (130.000 abitanti questi tre comuni) per poi prenderne un terzo alle comunali: segno che in teoria molti sono con loro, poi nella pratica danno il voto ai partiti “storici” per piccoli interessi di orticello (assunzioni clientelari e pratiche edilizie).

    Io direi che “culturalmente” sono almeno 35 anni che chi gestisce i mezzi di informazione e, quindi, anche di pentrazione all’interno per esempio delle scuole ha speso il suo tempo a de-ideologizzare e creare “mostri” a sinistra.

    E ci stanno perfettamente riuscendo.

    Quasi nessuno vuole cambiare realmente la situazione in cui ci troviamo immersi, o almeno non lo vuole fare in prima persona e comunque non di certo con sbocchi rivoluzionari di classe.

    Saremo gli ultimi a pensare in quei termini come unica via possibile per liberarsi dall’oppressione lavorativa e mercantilistica imposta dal capitalismo ?

    Forse, ma forse no, perché le contraddizioni ci sono e sono fortissime. Oggi la gente si butta col 5 stelle o con la Lega, ieri con la Polverini, dopo con Renzi.

    Fateci caso, tutte creature che sono state tirare su dai media in mesi e mesi di apparizioni in ogni dove.

    Personalmente, non mi sento in colpa se non esiste più la c.d. “sinistra di classe”, perché di più non riesco a fare. Direi di farla finita con il super-eroismo dei collettivi che provano a smucinà qualcosa: non può essere loro la colpa, se poi la gente preferisce non fare nulla.
    Vuoi criticare l’operato di un gruppo di compagni ? Sono troppo “ideologizzati” ? Benissimo, organizzati in modo autonomo.

    Se la risposta è il 5 stelle, tieniti stretto il 5 stelle ma non venimme a dì de datte er vòto, ma chi te se fila, ma chi te conosce, ma che obiettivi c’avemo in comune, ma quanno mai te sei sporcato le mani a fa quarcòsa, ma perché devo condivide idee (?) che nun so le mie e che sepsso so pure in contrasto con quelle che porto avanti tra mille difficoltà….

    Organizzare, lottare, continuare e ancora continuare, pure se vedi un muro difficile da abbattere, mai e poi mai arrendersi ad una “X” nell’urna per continuare a sentirsi raccontare stronzate e poi vedere gente che si giustifica dicendo che non può fare nulla contro i poteri forti.

    Forza compagni, forza compagne, il sol dell’avvenire non è mai stato dietro l’angolo, non l’ho mai pensato, ma l’attuale modello di società è destinato a irrigidirsi e si necessita di una capacità di risposta, teoria e pratica, che sia all’altezza di romperne il giogo. Non basta volerlo, ma è la condizione minima per non finire impantanati in discorsi elettoralistici.

  • berja

    In fondo vi aspettavate tutto questo ed eravate adeguatamente preparati, però ho paura che il vostro giudizio sulla “liquidità” del m5s sia eccessivamente ottimista.
    Poi se pure la “liquidità” ci fosse non si vede in che modo sia possibile usarla a vantaggio della classe e del socialismo.
    Mi piacerebbe che si rileggesse, criticamente, il comunicato del LBP (“una terribile bellezza è nata”) sull’elezione di guazzaloca a Bologna; se andiamo a guardare il sistema di governo della città di Bologna, dopo guazzaloca sempre governata dal pd e dai suoi prodromi, direi nel medio termine che ha ampiamente vinto la destra.

  • Guardiarossa

    Il fascismo fu il cane da guardia del capitalismo e oggi chiunque sia il cane da guardia del capitalismo deve essere considerato fascista….nessuno escluso. Può sembrare un ragionamento da minoranza ma soltanto non avendo paura di essere minoranza potremmo creare una forza per la trasformazione sociale e l’abbattimento del capitalismo.

  • Gianmaria Framarin

    Io ringrazio, perché non se ne può più con questa storia di “Grillo fascista”… ma da COSA è nata questa assurda leggenda???
    Grillo era un uomo di sinistra, assolutamente, votava Democrazia Proletaria, e giustamente rompeva i coglioni a Craxi quando nessun altro lo faceva.
    Il programma del M5S non ha una sola briciola “di destra”, è quanto di più avanzato dal punto di vista ambientalista, è inclusivo, non pone frontiere, ed è persino anti-liberista, ormai in Italia è forse l’unica forza che si dichiara apertamente a favore di una nuova società più “a dimensione d’uomo” e molto statalizzata.
    Ma sono abituato a prendermi del fascista: io vengo dai radicali, sono stato fervente attivista radicale nei primi anni ’90, purtroppo il periodo peggiore per quell’area, con Pannella che aveva appena smontato il PR italiano
    (sempre per la solita ragione, ovvero tenere il proprio partito molto basso così da non perderne il controllo e le rendite economiche), e noi militanti che dovevamo ingurgitare Berlusconi e Previti ai congressi… c’era bagarre, eravamo infuriati, perché ai radicali eravamo arrivati idealisticamente dagli anni ’80, per noi essere radicali significava pressappoco questo: 1) essere anti-partitocratici, smontare il sistema dei partiti, riformare le leggi elettorali per eliminare le liste di partito e favorire candidati singoli e responsabilizzati; 2) essere contro il ladrocinio politico generalizzato, di stampo democristiano-socialista-laico, ma con la complicità del PCI di Berlinguer e con l’estrema destra non esente da furtarelli locali; 3) essere libertari, nel senso antico del termine (non quello americano poi rimescolato da Pannella a metà anni ’90), ovvero essere sempre a favore delle libertà civili e identitarie, anti-proibizionisti, nonviolenti, per l’estrema libertà sessuale, contro ogni tipo d’ipocrisie (ad esempio, noi non ce la saremmo mai presa con uno stupratore pedofilo in quanto “pedofilo”, ma solo in quanto stupratore e violento); essere ambientalisti, per una società più a misura d’uomo e che non violentasse l’ecosistema.
    Ecco, tutto questo bagaglio non ce l’aveva alcun’altra forza politica in Italia, ma soprattutto Berlusconi, Craxi, la DC da una parte e il fascismo dall’altra erano quanto di più lontano dalla nostra concezione del mondo…
    Eppure, ben prima dei flirt osceni di Pannella col “Palazzo”, i fascisti ci accusavano di pederastia (e noi ne andavamo molto fieri) ma a sinistra ci veniva costantemente negata un’identità (appunto) “di sinistra”: eravamo per forza “di destra”, o peggio, fascisti.
    Anche gli anarchici in Russia venivano condsiderati “destra”, infatti.
    Quando Pannella m’ha rotto i coglioni, ho preso a votare soprattutto per continuare a smontare il sistema dei partiti, era la battaglia che ritenevo più importante, così cominciai a votare IdV, e anche lì, bonanotte, valanghe di accuse di star votando un ignorante poliziotto fascista, ecc.
    Peraltro, nonostante l’IdV facesse parte dei governi di centro-sinistra su posizioni critiche “da sinistra”, il partito stesso s’è sempre dichiarato “di centro”…
    Cominciai ad appassionarmi alle manifestazioni di MicroMega, di Dario Fo, di Travaglio, di Grillo…
    Ho trovato in Travaglio un uomo da stimare in modo particolare, nonostante egli stesso si definisse “un liberale montanelliano”, perché Travaglio non solo parla coi fatti in mano, non solo è l’unico in Italia ad aver palesemente ripetuto la rivelazione di Borsellino su Berlusconi (ovvero, la sua contiguità con la mafia), ma Travaglio non ha nemmeno un’oncia di ciò che gli viene ingiustamente addebitato, in quanto “uomo di destra”: sull’immigrazione ha posizioni ben precise e totalmente inclusiviste, è tra i pochi a saper sputtanare leghisti e “fratelli d’Italia” su queste becere e opportunistiche tentazioni retrograde e violente, Travaglio ha posizioni favorevoli ai diritti degli omosessuali, ecc.
    Oggi non solo voto 5 Stelle, ma faccio parte del mio Meetup cittadino, e non lesino critiche al MoVimento, perché ancora lo trovo troppo impaurito su questioni riguardanti i diritti civili, deve smarcarsi più chiaramente da Salvini e i suoi, deve seguire Travaglio, dve seguire il testamento di Dario Fo e anche quello di Pasolini, per quanto mi riguarda.
    Ma che il M5S sia composto prevalentemente da gente che viene da esperienze politiche a sinistra, soprattutto estrema sinistra (molti ex-Rifondazione, molti ex-Verdi), è un dato di fatto ricontrabile ovunque.
    C’è senza dubbio una fetta di elettorato “ignorante” che viene atratto dalla veemenza (giustissima) di Grillo, e magari invece di votare Salvini vota M5S, oppure gente che votava Berlusconi e oggi preferisce Grillo… ma, sempre “alla Pasolini”, sono dell’avviso che il popolo vada SERVITO. L’”ignoranza” non va mai stigmatizzata “dall’alto”, come ahimè la sinistra italiana fa da tempo immemore, perdendo così contatto con la gente di volta in volta; l’”ignoranza” va combattuta con l’informazione, andando VERSO quel popolo “becero”, comunicando con esso, parlando la stessa lingua, facendosi riconoscere… è così che lo liberi dalle grinfie dei Salvini e delle Meloni…
    Insomma: o io ho votato per 30 anni tre partiti di destra pensando fossero di sinistra, o hai ragione tu nella tua analisi perfetta, a mio avviso.
    E’ la solita scusa della “sinistra ufficiale”, gettare fuoco su chi le è più simile a livello ideale, per nascondere la propria incapacità ormai ancestrale di vivere “in strada”.
    Hanno voluto intrufolarsi nel “Palazzo”? Hanno voluto il compromesso storico? Hanno votato l’80% delle leggi dei governi DC fino al ’92? Hanno istituito bicamerali e patti del Nazareno? Hanno espresso un personaggio losco come Napolitano, sodale di Craxi, Presidente addirittura ri-eletto a forza, uno che stava per farci recapitare la legge peggiore della storia della nostra repubblica, il Lodo Alfano…? Non si lamentassero se la gente non li segue più e, anzi, ne è infastidita.
    Vedere la faccia di D’Alema con quel ghigno forzatamente snob, vedere Fassino che pare essere sceso da un pianeta lontano, vedere Gentiloni che sarebbe il democristiano perfetto se ancora esistesse la DC, vedere Renzi che rimane l’erede di Berlusconi (da Berlusconi stesso riconosciuto, peraltro, anche se lo dice con battutine fini), beh, francamente è TROPPO per chiunque, non solo per me che voto e milito 5 Stelle.
    Ma chi vota e milita in quella “sinistra ufficiale” ancora non vuole rendersi conto di tutte queste pecche incolmabili, non vogliono recedere da posizioni CONSERVATRICI, di “razzismo culturale” bello e buono, non vogliono ammettere che se a Roma la Raggi si disfà di una Muraro indagata, nelle giunte PD ancora circolano altro che indagati… nella mia cittadina (Terracina) ne ho viste d’ogni colore… ed invece no, loro attaccano la Raggi che c’ha la giunta che cade a pezzi (ma meno male! Sarebbe stato meglio andare avanti con gente anche solo sospettata d’aver intrallazzato???), loro attaccano Grillo perché “è fascista” (sì, ma prima di 5 anni fa a sinistra Grillo andava alla grande, era ancora quello della battuta su Craxi…), loro ci attaccano ed attaccano SOLO NOI, Berlusconi nemmeno sanno più chi è (te credo, tifa pe’ loro…), Salvini e la Meloni quasi s’incazano per quanto poco sono cagati dal PD e i suoi lacchè…
    Grazie della disamina, finalmente leggo qualcosa di intelligente sulla rete… ;-)

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