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A San Lorenzo non passa il volontarismo reazionario di Retake

Abbiamo più volte avuto modo di analizzare il fenomeno Retake, il falso associazionismo sponsorizzato dalle multinazionali come Wind, Groupama, Eataly, LVenture Group, e coadiuvato dall’università privata Luiss. Una forma corrotta di associazionismo, che spiana la strada, attraverso metodi presuntamente cooperativi, all’ideologia liberista privatizzante ogni settore della vita pubblica gestito dallo Stato. E’ però una battaglia politica e culturale complessa, perché apparentemente le motivazioni e gli intenti dei “retakers” appaiono di buon senso, forse ingenui ma genuini, in buona sostanza fenomeni di attivismo cittadino magari inconcludente ma sicuramente positivo.

Chi ci ha letto in passato sa quanta importanza diamo alla questione del degrado romano, un fatto presente e degenerato che ha ridotto Roma a una latrina a cielo aperto, sporca, invivibile, stressante, inquinata e via dicendo. Sbaglia la sinistra di classe a disinteressarsi o, peggio ancora, banalizzare tale fenomeno. Perché il degrado cittadino è il degrado delle periferie, perché influisce direttamente sulla qualità della vita dei lavoratori, perché aliena la cittadinanza al suo tessuto metropolitano, incattivendo i rapporti e generando sfiducia collettiva. “Roma fa schifo”, uno slogan purtroppo legato ad un personaggio spregevole, avrebbe dovuto essere una nostra parola d’ordine: Roma fa davvero schifo, inutile minimizzare o celare una realtà lapalissiana agli abitanti della sua sterminata periferia. Ma Retake non è la risposta allo schifo quotidiano che viviamo: contribuisce, al contrario, alla sua deriva degenerata, ed è per questo che noi oggi siamo andati a dirglielo in faccia contestando la pagliacciata organizzata a Porta Maggiore.

In primo luogo “l’ideologia retake” opera un sillogismo apparentemente ovvio ma che tale non è, e cioè che il ripristino del decoro urbano sia la soluzione al degrado cittadino: per i retakers il degrado romano è dato dalle scritte sui muri, dalle cicche per terra, dalle tag sui vagoni della metro, dai giardini sporchi, dalle bancarelle abusive, dalle buche per strada e via elencando. Il degrado è, in altre parole, un fatto estetico. Per di più, assume i toni dell’attacco di classe: il degrado è colpa dei poveri. L’autorganizzazione cittadina, rimuovendo i segni visibili di questo degrado, ripristinerebbe un livello accettabile di decoro. Questa è pura ideologia liberista, della peggiore specie. Non si tratta di porsi su di un piano di priorità, affermando che i problemi sarebbero “ben altri”. Si tratta di interpretare correttamente il concetto di degrado.

Il degrado cittadino è dato dalla disoccupazione galoppante che produce 225.000 disoccupati l’anno; dal lavoro nero imperante nella città e soprattutto nei suoi cantieri edilizi, vero traino dell’economia cittadina fondata, appunto, sul caporalato e il lavoro non contrattualizzato, senza garanzie, a cottimo, sfruttando la manodopera straniera; il degrado è quello di una città in cui il mercato degli affitti è gestito dal costruttori privati, senza alcun intervento sociale di mediazione e calmieramento degli affitti, e in cui il prezzo delle case è il più alto d’Italia pur essendo Roma al 95° posto in Italia per reddito pro capite; il degrado è quello di un’economia pubblica cittadina smantellata, dove persino il prefetto-commissario Tronca, nel suo Documento unico di programmazione, stima in circa 8000 i lavoratori strutturalmente mancanti nelle aziende pubbliche metropolitane senza per questo procedere a piani di assunzioni e stabilizzazione delle piante organiche; il degrado è dato da un sistema dei trasporti pubblici inefficiente, che nel corso del tempo ha smantellato il sistema tranviario privilegiando la circolazione automobilistica, facendo il Roma il comune europeo con la più alta densità di macchine per abitante; il degrado è quello di un centro storico in cui si concentrano tutte le attività economiche, culturali, sociali, politiche della città desertificando di fatto la sua gigantesca periferia, che produce di fatto uno spostamento quotidiano di tutta la provincia (e oltre), verso il centro cittadino, intasandolo perennemente e contribuendo all’abbrutimento del resto della città dormitorio. E molti altri eccetera. In altre parole, il degrado romano è dato da un suo modello di sviluppo corrotto, inefficiente, colluso con i poteri economici che a Roma si chiamano palazzinari, asservito alle logiche privatizzanti. E’ questa dinamica profonda ma evidente che, a cascata, produce poi il degrado estetico di una cittadinanza senza più speranze né amor civico, senza alcun interesse a un bene pubblico collettivo che di fatto non esiste. Si potranno anche togliere per un giorno le cartacce dalle strade e far così contenti i borghesissimi istinti di qualche pensionato in vena di civismo, ma dal giorno dopo torneranno più lerce di prima, perché il problema non è estetico ma politico.

In secondo luogo, Retake sbaglia completamente il metodo. O meglio, dal punto di vista profondamente ideologico dei retakers, azzecca il metodo adatto per veicolare il proprio messaggio privatizzante, ma che non può in alcun caso essere condiviso. Anche volendo rimanere sul piano estetico della questione, la questione è sempre e solo politica: la sporcizia cittadina è dovuta a una mancanza strutturale di lavoratori, le aziende municipalizzate, l’Ama in primis, soffrono di una carenza organica di operai e impiegati che impedisce di fatto il funzionamento ottimale del servizio. Lo dice Tronca, che avrebbe tutto l’interesse ad affermare il contrario, procedendo così allo sfoltimento per ridurre il debito cittadino, non capiamo perché non se ne dovrebbero accorgere le simpatiche famiglie col problema delle scritte sui muri. O meglio, anche qui, lo capiamo ma l’apparente neutralità del ragionamento va smascherata. I muri sono eccessivamente sporchi? Le tag turbano i sonni dei bravi cittadini? Le cacche dei cani spaventano i bambini? La soluzione non è sostituirsi autonomamente ad un lavoro che dovrebbe essere garantito dal servizio pubblico, ma costringere quel servizio pubblico a lavorare meglio, in primo luogo assumendo tutti i lavoratori necessari all’adempimento del servizio, e in secondo luogo razionalizzando il servizio stesso, sottraendolo alle logiche del profitto privato (che in un’azienda pubblica non dovrebbe valere), ridestinandolo al suo compito per il quale è stato pensato: risolvere i problemi della cittadinanza, soprattutto di quella più povera e che non può permettersi servizi privati. Ma i retakers tutto questo non lo vogliono. Vogliono sentirsi a posto con la coscienza, attivarsi, arrivare all’aperitivo con qualcosa da raccontare: “sai, oggi ho pulito un giardinetto, non sai che emozione”; “questa mattina ho tolto una pericolosa scritta su di un muro che impediva lo sviluppo culturale di mio figlio”. E’ per questi motivi, ma altri ce ne sarebbero da aggiungere, che l’ideologia retake, perché di ideologia si tratta, va combattuta in ogni dove: è il male di Roma, è la morale della città vetrina che giudica i comportamenti della periferia, è la reazione illuminata di classe che devia l’attenzione dai problemi strutturali a quelli estetici e culturali. E’ la reazione indignata contro la povertà diffusa, senza porsi il problema di risolvere tale povertà, ma condannandola in nome del civismo borghese. E’ insomma l’arma culturale del processo ininterrotto di privatizzazione dell’economia pubblica.

 

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57 comments to A San Lorenzo non passa il volontarismo reazionario di Retake

  • Valerio

    sono un retaker. Visto che nn vi commenta nessuno lo faccio io. Nn sono fascista nn sono liberista, il degrado non e’ colpa dei poveri ma dei tanti cittadini romani incivili. Sporcano ricchi e poveri e ne ho le tasche piene di vivere in una citta’ sporca. Voi intellettuali invece pensate che la sporcizia esprima il “disaggggio sociale” e piu’ ce ne e’ piu’ si avvicina il momento in cui vi porrete alla testa del popolo nella rivoluzione proletaria vero?

  • operaiosanbasilio

    I romani non sono nè più nè meno incivili di altri (e questa forma di autorazzismo è davvero deprimente), le strade sono sporche perchè ci sono pochi spazzini per strada e da quando è stata avviata la differenziata ce ne sono ancora di meno perchè dirottati sul servizio porta a porta. Per cui se davvero vuoi camminare senza inciampare in bottiglie e rifiuti, come tutti del resto, dovresti pretendere che vengano assunti nuovi operatori ecologici e non tappare i buchi con operazioni utili solo a ripulirsi la coscienza. Non ci vuole un genio e nemmeno un intellettuale, ci arrivo pure io che faccio un lavoro manuale. Però c’hai ragione, siamo comunisti, è abbiamo questo maledetto vizio di volere mettere insieme i puntini e provare a comprendere il disegno nel suo complesso. Tipo chiedersi perchè una socità profit come la Luiss Enlabs, che per mestiere finanzia imprese, dovrebbe appoggiare un’operazione come wake up? Non c’arrivi?= I puntini, ricordati di uire i puntini…

  • operaiosanbasilio

    A proposito di puntini da collegare, dimenticavo, l’AMA per risparmiare ha dismesso il servizio di derattizzazione mettendo per strada decine di lavoratori. Neanche qualche giorno ed ecco spuntare immancabili i sorci al Colosseo, è giù tutti a imprecare contro il degrado. Aò, però oggi tu giravi con lo spruzzino e la spugnetta.

  • Kamo

    “Sporcano ricchi e poveri e ne ho le tasche piene di vivere in una citta’ sporca.” Geniale. Strano che non hai le tasche piene del lavoro che manca, di chi ogni giorno viene sfrattato in questa città, della gente che non si cura perchè non può pagare le prestazioni mediche.
    Strano!
    Mi sa che appartieni a quella genia di illuminati “cavalieri della virtù” di cui ne faremmo volentieri a meno.

  • frida

    Roma è sporca perché i romani sono sporchi. Possiamo arruolare pure un esercito di operai dell’ama, ma se chi è cittadino a Roma non impara ad amare e rispettare gli spazi comuni, la città continuerà ad essere la merda che è!
    Roma è piena di bottiglie di vetro e plastica perché l’immondizia qui non ha un valore, anzi ce lo ha, ma solo per le mafie locali. Chi vive per strada, con la raccolta del vetro e della plastica, ci potrebbe almeno mangiare, come a Berlino!
    Non sono un retaker, ma per quanto questa riflessione colga dei nodi critici e drammatici della città, ignora la “responsabilità” dei cittadini e rischia di porsi su una posizione altrettanto ideologica che non atterra a nulla. Io devo ancora conoscerlo un compagnone/rivoluzionario/anarchico che non getta le cicche, ma se le mette in tasca ed aspetta di trovare un cestino per buttarle!
    Sentirsi e comportarsi da cittadini è la base non solo per mantenere una città più pulita, ma anche per combattere la corruzione! Ah dimenticavo…se non vedete operatori ecologici in giro provate a cercarli dal barbiere o in bisca…durante l’orario di servizio!

  • Militant

    @ Valerio

    Anzitutto rileggiti l’articolo e capirai come di degrado ragioniamo anche noi, non lo nascondiamo nè banalizziamo il problema. In secondo luogo ti ha risposto @operaiosanbasilio, e aggiungiamo: prima si riduce l’organico e/o si “profittizza” il servizio, che dovrebbe essere pubblico e invece viene piegato alle logiche del ritorno economico; di conseguenza il servizio peggiora, causando disagi che rapidamente divengono problematiche sociali; terzo passaggio, si colpevolizzano i lavoratori di quel servizio, oppure la sua natura pubblica (cioè, nella neolingua liberista, inefficiente e corrotta); in quarto luogo si propone la privatizzazione del servizio essenziale come soluzione ai mali della gestione pubblica; quinto passaggio, infine, il servizio diviene più costoso, esclusivo, fatto magari meglio ma inaccessibile se non per quei pochi che se lo possono permettere. Ecco la logica intima del processo privatizzante che operazioni come Retake o Wake up legittimano.
    Anche noi siamo contro il degrado, ma bisogna individuare i responsabili di questo degrado, bisogna chiarire di cosa si parla quando si parla di degrado, e bisogna indicare soluzioni che vadano al di là del volontarismo cittadino che favorisce i processi privatizzanti di cui sopra. Ecco, perchè non ragioniamo di tutto questo?

  • Alessandro

    @ frida

    Non ti rendi conto che l’autocolpevolizzazione individuale dei mali sociali è una logica intimamente liberista? La gestione cittadina dei servizi municipali che non funzionano non è il prodotto della somma dei comportamenti individuali dei cittadini, anche se è questo che vorrebbero farci credere. Quello di abitare in una città antropologicamente differente, e peggiore, delle altre, che non ha vie d’uscita che non siano l’attivismo volontario della cittadinanza illuminata. Ma i cittadini romani non sono diversi da quelli bolognesi, newyorkesi o guatemaltechi. Pensare questo è una forma inconscia di razzismo, anzi, di autorazzismo. L’autocolpevolizzazione è d’altronde un processo generale: c’è l’inquinamento perchè spruzziamo gli spray deodoranti dentro casa o prendiamo la macchina per andare a lavoro; l’acqua potabile scarseggia perchè lasciamo il rubinetto dell’acqua aperto mentre ci laviamo i denti; la città è sporca perchè non facciamo la differenziata; non c’è lavoro perchè non ci adattiamo alle condizioni fisiologiche del mercato del lavoro; eccetera. Ma stiamo scherzando?
    La città vive un progressivo degradamento della sua qualità della vita perchè la città pubblica è stata svuotata di ogni suo potere e margine di spesa, in favore di una privatizzazione che ha creato disoccupazione, disagio abitativo, corruzione, malaffare, eccetera. Cosa c’entra tutto questo con il cittadino romano incivile? Che ci siano romani incivili questo è poco ma sicuro, ma questo fatto vale a Roma come a Oslo.

  • Valerio

    Roma nn e’ diventata sporca in un paio di anni, sono decenni che e’ sporca, se andate in altre citta’(con minori addetti procapite nelle Municializzate) vedrete che e’ proprio cosi’: e’ un problema di civismo che a tanti concittadini manca. Personalmente nn mi e’ piaciuto che questa volta ci fosse la Luiss ma retake esiste da piu’ di due anni, quindi Retake=Luiss liberista e’ una fesseria, nessuno puo’ mettere un cappello in testa a un movimento spontaneo di cittadini. E fatevelo dire da chi ha militato nei movimenti 30 anni fa : La citta’ e’ del popolo e chi la insozza e’ un nemico del popolo.

  • Militant

    @ Valerio

    “Chi la insozza è nemico del popolo”: hai ragione, siamo d’accordo anche noi. Ma è su quel *chi* che discordiamo. Per te sono i cittadini incivili (a cui si contrapporrebbero evidentemente i cittadini “civili”). Per noi è un sistema politico ed economico che impedisce alla radice qualsiasi soluzione al problema del degrado cittadino. Per noi il degrado è la disoccupazione e i palazzinari. Per te le cacche dei cani per terra. Due punti di vista differenti.

    • Hirondelle

      D’accordo, ma con la postilla che gli escrementi dei cani toccherebbe ai padroni raccoglierli, almeno quelli solidi, ma pure gli altri sporcano. Ora prova a dire a chiunque, anche al signore certo non disoccupato che al giardino manda il suo cane senza guinzaglio a fare pipì sui piedi di chi sta seduto sul prato, perché il giardino in casa sua non ce l’ha, o perché ha voglia di stare in mezzo agli altri, magari, che forse non sarebbe il caso. Vedrai che come minimo, se non sei alto 1,90 e palestrato, ti manda al diavolo o ti irride come un molesto imbecille. O guarda l’automobilista o il motociclista che come minimo provano a superare l’automobile che si ferma alle strisce per far attraversare un pedone con il rischio di tirarti sotto mentre arrivi all’altro marciapiede, convinti di aver fatto la furbata della vita. Io ho vissuto in quattro paesi e diverse città in Italia e fuori, e assicuro che questo NON è un comportamento universale, tutt’altro. E’ solo un altro modo, frustrato e ignorante, di sopraffazione sociale: sfogare la propria frustrazione sociale verso chi è più debole, non chi è più forte. Ostinarsi a non volerlo vedere, tacciare chi rileva prepotenze nascoste ma non meno oppressive non solo verso gli individui, ma verso ciò che è comune, quindi a maggiore ragione verso chi è povero ben più che verso chi non lo è, non è mero psicologismo. La vostra semplificazione diventa controproducente verso la stessa giustissima tesi che sostenete nel post: cioè che sono le misure economiche liberiste che creano una situazione sociale in cui la vivibilità urbana tra molte altre cose non può che peggiorare. E non sarà la Luiss a risolverlo questo è certo.

  • frida

    rileggiti il mio post pure te, però! perché io ho scritto che sui nodi/ passaggi ( chiamali come te pare) sono d’accordo!

    il punto è che tutto atterra su” ce servono più operai dell’ama” è così che si risolve il problema del degrado a roma? me vengono i brividi!

    forse due spicci di parole sull’urgenza del civismo se potrebbero pure fa!

  • uno di passaggio

    “Ah dimenticavo…se non vedete operatori ecologici in giro provate a cercarli dal barbiere o in bisca…durante l’orario di servizio!”. Ecco questo per me è il distillato di un pensiero intimamente liberista. Poi uno se la può infiocchettare di “civismo” quanto vuole, ma nella sostanza chi pensa questo è più incivile di mille writers. Perchè è proprio seguendo questa linea di pensiero che siamo arrivati a questo punto. Assumere operai, autisti, maestre, vigili non risolverà immediatamente e completamente il problema dell’abbandono in cui versa questa città (anche se darebbe una mano enorme), ma pone le basi per farlo. Il lavoro (stabile, sicuro e giustamente retribuito) non è solo un reddito da poter spendere ma è anche partecipazione alla vita collettiva, è dignità e momento di cittadinanza. Altrimenti hai voglia a girare col ditino alzato a bacchettare dicendo “questo non si fa”. Finche non verrà preso di petto il vero degrado, quello politico e sociale, il “civismo” sarà un lusso che si potrà permettere solo chi non si deve preoccupare di come arrivare a fine giornata. Aggiungo che prima di andare a redarguire chi butta le cicche per terra andrei a porre alcune questioni ai vari Caltagirone, Mezzaroma, Parnasi, Toti, ecc. Cioè quelli che negli ultimi 40 anni anno “gettato per terra” oltre 70 milioni di metri cubi di cemento.

  • Militant

    Chiariamoci: non è che assumendo più lavoratori senza invertire la logica privatizzante centrata sul profitto si risolva qualcosa. E’ un passo in avanti, che consentirebbe a migliaia di disoccupati romani di avere uno stipendio, elevando le condizioni di vita della città nel suo insieme, e contribuirebbe a ridurre degrado e disagio sociale. E’ solo un primo passo, non risolutivo ma necessario.

    Detto per inciso: che un’azienda privata miri al profitto tramite la sua attività economica o produttiva, è normale in un sistema capitalista. Non è questo ciò che contestiamo (o almeno, non è questo il cuore della questione in questo frangente). E’ la ricerca del profitto come emblema della gestione proficua di un’azienda pubblica il cuore del problema. Un’azienda pubblica, soprattutto quelle che realizzano i diritti sociali e basilari della popolazione, *non deve realizzare profitti*. Deve realizzare il proprio operato anche in perdita, perchè l’obiettivo è quello di garantire servizi pubblici, non tornaconti economici. Le aziende pubbliche si finanziano con la fiscalità generale, con la fiscalità cittadina, coi trasferimenti pubblici di denaro, con i ticket, eccetera. La trasformazione delle aziende pubbliche in Spa è alla base del ribaltamento della logica per cui le aziende pubbliche dovrebbero assolvere ad un compito sociale. Ecco la logica introiettata dalla gente comune, quella per cui l’azienda municipale è sana se è in pareggio di bilancio o ha attivi economici. Ma è una logica falsa e perversa.

  • frida

    @uno di passaggio: guarda il mio non è pensiero neoliberista. E’ un dato de fatto. Amici miei! Amici che evidentemente hanno poco senso civico…perchè se sei pagato per prenderti cura del bene comune e non lo fai…evidentemente c’è un problema pure de senso civico!
    Nessuno gira col ditino alzato…ma la città è bene comune, e tutti ce ne dobbiamo prendere cura. Te sei chiesto se attraverso il civismo, può passa’ una nuova consapevolezza politica, un nuovo impegno pure politico? Io penso de no!
    Preferite le filippiche…le stesse da 20 su neoliberismo e blablabla e continuate a parla’ e a fa’ le cose come le facevate 20 anni e ormai non ve se inclusa clamorosamente più nessuno. bravo bravo bravo…continnua a sonatela e cantartela così puoi sentirti meno dell’altri!

  • uno di passaggio

    A se te l’hanno detto i tuoi amici, allora “sti monnezzari” stanno tutti in bisca a giocare a stecca, quando non se fanno i capelli!!! Pensa che “Mi ha detto mio cuggino che da bambino una volta e’ morto.”

  • frida

    @uno di passaggio: e tu continua a ignorare il nesso tra costruzione del civismo e politica! stai bene così!

  • uno di passaggio

    Io non lo ignoro affatto, sono più che consapevole che esista questo nesso, per questo lo combatto e credo che sia necessario contestarlo e non solo ignorarlo. Perchè la politica che ne viene fuori è fortemente reazionaria e di destra. Basta leggersi i commenti aun qualunque post di Tonelli, che di questo civismo è il principale ideologo. “Zecche di merda” “Ci vorrebbe il napalm” “cacciamoli a calci in culo” “devono morire” “vanno presi a bastonate sui denti” “li ammazzerei” “magari ci rimane nel cassonetto” ecc. Commenti che fanno pendant col linguaggio hitleriano del gestore del blog: “feccia umana” “subumani” “scimmie” “ominidi” “parassiti” e via cosi. Diciamo che ho un’idea di senso civico un po’ più alta, perchè poggia sull’universalità dei diritti sociali.

  • Ile

    @Frida
    Non ho capito. Secondo te il romano è ontologicamente diverso dagli abitanti del resto del mondo? E cosa è “il romano”? Come si invita a non generalizzare per il resto del mondo, non vedo perchè lo si dovrebbe fare per i romani. Attitudine alla generalizzazione molto presente in te, tra l’altro: i romani che sporcano, i monnezzari in bisca (quali monnezzari? I quattro – quattro, per una città di oltre 3 milioni di abitanti – unici addetti rimasti al servizio di rimozione siringhe, dopo i tagli illuminati per risparmiare? Oppure quelli che prima erano addetti alla derattizzazione? Quelli che ora sono impegnati nel porta a porta e non puliscono più la città? Quali?). E poi, che altro? Chi altro?
    I romani sporcano come tutti, ma nelle città più pulite c’è qualcuno che viene pagato per pulirle. A Roma, invece, vengono tagliati i posti e le ore di lavoro degli operai AMA. E’ questo il problema, non i romani zozzi e i monnezzari frequentatori dei bar. Ma è sempre la solita differenza tra il dito e la luna.

    @Valerio
    Vale quanto ho scritto a Frida pure per te. Ma di te mi incuriosisce proprio la logica che utilizzi nei ragionamenti. Perchè parli di “voi intellettuali”, ad esempio?

  • Ludux

    Noto con disgusto che non avete pubblicato il mio precedente commento con la foto della panchina che avete imbrattato a Porta Maggiore ieri. Una panchina che una volontaria di Retake aveva appena finito di pulire. Pubblicatela voi stessi se avete coraggio. Giustificate la vostra azione. Sono proprio curiosa di sentire cosa avete da dire in proposito.

  • xanti

    @ Valerio
    Retake-Luiss= liberismo è una fesseria? ma sai cos’è la luiss almeno? chi ci sta dietro? ogni cosa che tocca lo fa per un chiaro disegno neo liberista. levati i prosciutti dagli occhi che il tuo movimento cittadinista “spontaneo” di cappelli ormai ce ne ha a quintali. la città è una merda (anche grazie alla luiss), ma tu vedi solo la cartaccia per terra. è come indicare la luna e guardare il dito. il degrado siete voi.

  • Val

    Io davvero non capisco come si possa esprimere un giudizio con accuse del genere senza aver mai conosciuto qualche volontario o il lavoro che svolgono i gruppi di quartiere. Affermare che secondo i volontari di retake la colpa del degrado é dei poveri é un grave insulto infamante. Nella realtà dei fatti i gruppi di quartiere, almeno quelli che conosco io, hanno da subito bloccato i vari post a sfondo Roma fa schifo che qualche nuovo iscritto postava pensando di trovarsi su pagine di denuncia del degrado come le altre. Ad esempio foto di rovistatori o di persone senza fissa dimora… Questi personaggi sono stati subito redarguiti ed infatti non partecipano a nessun retake. Questo perché di solito chi si lamenta molto usando toni violenti non é disposto ad andare oltre, a sporcarsi le mani… Ed infatti spesso veniamo criticati da chi offende l ama o commenta ciclicamente ed ossessivamente sui vari blog anti degrado poco costruttivo. Retake, in un clima di caccia alle streghe verso i dipendenti dell’ ama, ha invece scelto di collaborare con i lavoratori di ama coinvolgendoli negli eventi, aiutandoli nelle segnalazioni e spiegando alla cittadinanza l’esistenza di servizi utili e che funzionano come ad esempio la raccolta a domicilio dei rifiuti ingombranti. In una città dove lo sport nazionale é criticare ma poi quelle stesse persone non hanno nemmeno voglia di aprire un cassonetto e lasciano buste mezze aperte per terra accanto ai secchioni, retake cerca di sensibilizzare per primi i cittadini a sporcare meno, ad usare i servizi messi a disposizione ed evitare di sporcare perché tanto ormai fa tutto schifo quindi tanto vale lasciarsi andare. Dalla nascita dei gruppi di quartiere le segnalazioni alle istituzioni e alle municipalizzate sono aumentate in maniera tangibile, i pics che si occupano di rimuovere insulti, svastiche e scritte contro le minoranze ormai lavorano quotidianamente mentre prima, lavorando su segnalazione, agivano poco e niente. Ora si parla di aumentare la loro squadra perché da sola non riesce s far fronte alle segnalazioni che arrivano. Io stessa uso spesso questo servizio, pochi giorni fa ho segnalato un muro completamente vandalizzato da svastiche, scritte contro omosessuali e stranieri… Sono intervenuti in due ore cancellando tutto. Questo per dire che i Retakers puliscono per dare l’ esempio ma poi tutti i giorni spronano chi di dovere a svolgere il lavoro per cui é pagato in modo da costringere le istituzioni ad ammettere che serve più personale per la manutenzione ordinaria e non solo interventi spot straordinari e quindi costosi. Grazie ai nostri sforzi ogni municipio ha messo a disposizione 5 nuove squadre di operatori ama al mese e quindi più lavoro che senza di noi l’ ama si sarebbe evitata volentieri…. Negli innumerevoli incontri con le istituzioni, sorde e vecchie, abbiamo sempre chiesto a gran voce sforzi sulla manutenzione che argina il degrado dovuto ad anni di incuria… Ma come dovreste sapere anche voi che portate avanti molte battaglie, le istituzioni se ne fregano fino a quando non sono costrette dall’ opinione pubblica. Retake serve proprio a questo, a fare massa critica e portare un problema ad essere considerato seriamente e non come motivo di derisione. noi a San Lorenzo comunque ci siamo stati, ed abbiamo orgogliosamente ripristinato il murales sul femminicidio insieme all’ artista… Murales vandalizzato con simboli osceni in sfregio a quello che rappresenta…

  • LorenzoR

    Retake non si limita a fare operazioni di pulizia, ma è l’unica a mettere l’accento sulla illegalità che sta dietro adesivi e affissioni abusive. L’unica che fa pressioni sulle istituzioni perché svolgano il loro dovere di controllo e sulle municipalizzate perché facciano ciò che gli compete. Portare il buon esempio ed educare le nuove generazioni non è volersi sostituire. Il tutto nel lassismo generale che è quello contro cui tutti dovremmo combattere. Insieme. Chi scrive “retake merda” con la vernice su una panchina appena pulita è solo un idiota.

  • operaiosanbasilio

    Oggi per farmi due risate sono andato a spulciarmi le reazioni su Roma Fa Schifo e ho trovato un commento identico a quello di Valerio. E guarda un po’ tu, potenza di FB, viene fuori che Valerio è del PD. E allora pensi a quanto si profondo il degrado in cui viviamo, perchè sentire uno del PD che a Roma parla di decoro e come sentire Pacciani che parla di educazione sessuale.

  • @Ludux il tuo disgusto dovresti indirizzarlo su chi ti manipola e ti racconta cazzate. Nessuno di noi ha scritto niente su niente. Non avevamo bombolette ma volantini, megafoni e striscioni. Avevamo addosso fratini fluorescenti e dubito saremmo riusciti a passare inosservati. Cosa che evidentemente è riuscita a qualcun altro. Per cui se vuoi rispondere nel merito delle questioni bene, ma se vuoi inventarti cazzate… adios

    • Ludux

      Vi ho visto con i miei occhi e la signora accanto a me ha scattato una foto. Non credo a tutte le cazzate che mi raccontano, ma a quello che vedo con i miei occhi sì.

  • Val

    Veramente anche io ho avuto conferme dirette che la scritta è stata fatta nel parapiglia del vostro intervento. Ovviamente non so se siete stati voi, o qualcuno che si è fatto prendere la mano… Però mi hanno riferito che ci sono stati insulti verbali con la stessa identica frase quando siete andati via. Non capisco nemmeno questo tirare il sasso e nascondere la mano… Da una parte a volte dite che noi volontari siamo brave persone ma manipolate… Dall altra nello stesso articolo ci accusate di essere persone che inneggiano contro i poveri e gli emarginati. Cosa non vera e che mi offende molto visto che nel mio piccolo da cittadina provo a fare qualcosa anche per chi è meno fortunato… Non riesco a capire se davvero volete un dialogo costruttivo, che dovrebbe passare anche per incontri e non per anatemi e per sentito dire, o se il vostro intento è quello di annichilire l’impegno di chi vuole fare solo del volontariato attivo. Spesso abbiamo subito insulti, derisioni e altro… Ritorsioni quando abbiamo pulito… Fiori e piante rubate…Anche da chi fa dell’illegalità il suo modo di vivere… Da chi usa gli spazi pubblici come luoghi da usare per il proprio tornaconto… Schiacciare la voglia di fare di semplici cittadini è davvero triste e violento non fatelo anche voi.

  • @ Val ti hanno detto una cosa inesatta. In primo luogo perchè le scritte di cui parli sono due, un’altra identica l’hanno fatta sul muretto della ferrovia. In secondo luogo perchè non l’abbiamo fatta noi visto che stavamo volantinando e megafonado davanti ai PICS e ad alcuni fotografi e su quel lato della piazza (stessa mano, stesso colore) non ci siamo mai arrivati. In terzo luogo perchè non c’è stato alcun “parapiglia”.

  • @ Val Riguardo alla sostanza non possiamo che ripetere quello che abbiamo scritto nel post. Iniziative come questa aprono di fatto la strada alla privatizzazione dell’AMA o alla dismissione ai privati di alcune sue funzioni. Cosa che prima che cadesse la giunta Marino si era tentata con lo spazzamento in tre municipi. Non a caso oggi RFS riprende un post di tale Augusto Coppola (https://www.facebook.com/augusto.coppola/posts/10207546960345281?fref=nf) che scrive come se fosse un volontario della prima ora ma in realtà è un dirigente della Luiss Enlabs. Leggiti il tono dei commenti e riflettici. Anche noi vogliamo una citta vivibile, pulita e funzionante ma perchè questo accada è necessario costruire inclusione e cittadinanza e lo si fa in primo luogo combattendo la disoccupazione di massa. Lo abbiamo scritto e lo ribadiamo, il problema non è estetico è prima di tutto sociale e politico. Questa (http://www.militant-blog.org/?p=12360) è l’intervista che tempo fa facemmo ad un operaio dell’AMA, se hai tempo leggila perchè è illuminante.

  • Val

    Grazie per il link che leggerò di sicuro attentamente. Però il ragionamento mi sembra ancora incompleto e, conoscendo la mia esperienza da retaker, anche fuori strada. Ad esempio rimane oscuro il motivo per cui siamo accusati di essere contro i poveri e gli emarginati, accusa che ritengo infamante oltre che completamente falsa. Come ho detto prima i nostri gruppi hanno contrastato derive del genere emarginando chi avev provato a strumentalizzare i gruppi su Facebook con gli ennesimi post anti rovistatori o senza fissa dimora. Vorrei che questo punto fosse ben chiaro! Per quanto riguarda i commenti su eventuali post io non mi prendo certamente la responsabilità di ogni singola opinione di persone che non conosco, ma noi volontari siamo stati spesso attaccati e derisi, quindi é ovvio che ci sia meno pazienza quando avvengono fatti del genere, come la scritta di offesa ( credo alla spiegazione ma qualcuno purtroppo l’ ha fatta comunque e fa male essere attaccati in questo modo). Dite che anche voi volete una città più pulita, però poi persone dell “ambiente” ci deridono con insulti tipo venite a pulire questa cacca dalla strada di casa mia, o venite a pulirmi il salone, oppure il sempre verde muri puliti popoli muti pure quando togliamo l’ ennesima tag da una scuola … Vi sembra un modo per avere un dialogo costruttivo? É ovvio che poi i toni si inaspriscono… Ritornando al discorso più importante, cioè la privatizzazione di ama e la mancanza di assunzioni per qualche evento volontariato, continuo a dire che conoscendo la situazione dall’ interno siete fuori strada. Noi lavoriamo sempre con ama, con i lavoratori che abbiamo deciso di non abbandonare in un momento in cui Tutti parlano di privatizzazione e prendono le distanze da disservizi che hanno creato loro stessi… Anche grazie al nostro aiuto a livello di segnalazioni ed eventi congiunti la situazione in molti punti critici é migliorata e con i lavoratori di ama ora avremo anche un rapporto diretto per segnalare eventuali criticità e far agire loro direttamente. Ogni volta che qualcuno, vedendo le foto dei nostri eventi, commenta con le solite frasi “e l’ama che fa?? Vergogna!”, noi ribadiamo sempre che l’ ama era presente con noi e che ha svolto da sola tutti i compiti che gli competono e che i lavoratori non vanno demonizzati, piuttosto dobbiamo imparare noi cittadini a mantenere i luoghi puliti come li troviamo dopo il loro passaggio. In un momento del genere avremmo potuto abbandonare del tutto ama e metterci contro come stanno facendo tutti, invece noi abbiamo tutto l’ interesse che questo servizio pubblico funzioni seguendo le indicazioni dei cittadini che chiedono solo più incisività è più attenzione nell’ organizzazione dello spazzamento e del ritiro dei rifiuti… Nelle sedi opportune abbiamo anche chiesto più controllo per le mini discariche abusive, chiedendo che venissero multati i soggetti che aversano rifiuti e materiali di risulta per le strade alimentando un settore che poi porta con se anche lavoro nero, evasione ed inquinamento ambientale ( tra cui anche i famosi traslocatori degli adesivi, oggetto di numerose indagini anche per uso di documenti falsi e rubati nelle intestazioni delle SIM… Però tutti ci prendono per il culo dicendo che stiamo a pensa agli adesivi senza cercare di capire le motivazioni più profonde…) A mio avviso comunque l’ ama ha iniziato già da tempo un percorso di privatizzazione mascherata che andrebbe arginata, ma in questo i retaker non c’entrano nulla perché non si tratta dello spazzamento delle strade… L’ ama purtroppo ha esternalizzato servizi molto più importanti e remunerativi come la raccolta della carta, quella dei mercati, degli esercizi commerciali, ultimamente anche degli abiti usati… Scelta che noi retaker, Anche come privati cittadini, abbiamo criticato… I rifiuti sono una ricchezza dal quale é possibile guadagnare per abbassare la tassa sui rifiuti… Invece vengono affidati a ditte esterne… Mi stupisce questa levata di scudi sullo spazzamento come se fosse il primo atto e non l’ ultimo di un processo rischioso che é già iniziato da tempo… Io, e molti altri retaker che conosco, ci intessiamo e lottiamo anche su altri fronti perché la nostra filosofia é quella di essere cittadini attivi ed informati… Nel corso di questi ultimi due anni abbiamo anche intrecciato sinergie con altre interessanti comunità come quella dei biciclettari o altri comitati attivi su numerosi fronti… Avremmo collaborato anche con voi su alcuni temi comuni a livello di gruppi di quartiere se non ci aveste bollato al primo manifesto tolto… La contrapposizione é nata da lì ed ha sviluppato un pregiudizio da ambo le parti. Io rimango sempre favorevole al confronto però mi dispiaccio molto quando leggo articoli che demoliscono il nostro lavoro senza nemmeno aver mai partecipato. Il nostro intento é risvegliare l’ attivismo dei cittadini e sensibilizzare sul tema della manutenzione che va svolta anche da privati cittadini sui beni di loro proprietà ( ad esempio condomini, negozi.. ).. Non tutto é delegabile al servizio pubblico ed eventuali disservizi non devono diventare un alibi per deresponsabilizzarsi come cittadini. Vi ricordo che un buon 25% dei negozianti si é “scordato” di pagare l’ ama in questi ultimi anni… Poi magari sono quelli che si lamentano…

  • ilpiccolouomonellampolla

    Non siete liberisti? Allora fatevi pagare e lavorate 20 gg al mese, invece di lavorare gratis con la scusa che tanto lo fate per 3 gg al mese

  • Lillo

    La verità sta nel mezzo…
    Militant scrive cose giuste, ma non è sbagliato neanche pretendere che uno raccolga la merda del suo cane o che si evitino scritte inutili su muri puliti. Lo dico serenamente, senza dare giudizi stupidi (anche se ho imparato a comportarmi da bravo ometto, in passato ho anch’io fatto le mie scritte o usato i marciapiedi come il cesso di casa, perciò non lancio alcuna “prima pietra”).
    Semplicemente credo che sarebbe utile, a volte, ascoltare il pensiero anche di chi è “culturalmente lontano”, se non altro perché può notare leggerezze o sbagli che, “da dentro”, noi non saremmo in grado di cogliere.
    Romafaschifo è quello che è, d’altronde sappiamo chi ci sta dietro…
    Ma, nella sua ideologia perbenista, per me ogni tanto ci azzecca (involontariamente), perché alcune “prodezze” quotidiane dei romani sono veramente pessime (per chi le subisce) e tutt’altro che marginali. Ironizzare sui bambini “scioccati dalla cacca del cane”, in fondo, a cosa serve? A ridicolizzare chi si lamenta (giustamente) per un comportamento merdoso ed evitabilissimo?
    Da papà, vi garantisco che dover fare ogni mattina lo slalom tra la merda, perché un pezzo della stessa ha deciso che sia giusto che il cane cachi davanti a scuola di mio figlio, è “fastidioso”, diciamo così perché non voglio scrivere bestemmie…
    Oppure: alcuni parchi sono stati ridotti a discarica (dai cittadini) poche settimane dopo l’inaugurazione e, in quel caso, non è perbenismo superficiale lamentarsene e condannare l’inciviltà dei romani.
    Io ho imparato che posso evitarmi di buttare in terra la cicca, senza che questo mi renda né perbenista né “succube del pensiero legalitario”. So che i problemi sono altri, ci mancherebbe. Ma spegnerla e buttarla nel primo cestino o in un cassonetto di certo non fa male alla città e personalmente non mi costa praticamente nulla.
    Ho imparato a farlo col tempo, dopo aver usato la strada come un portacenere per anni, prima non ci facevo caso e quando qualche “anima bella” me l’ha fatto notare ho capito che in fondo su questo aveva ragione.
    Poi l’anima bella resta limitata su altre 700mila cose, ma in questa specifica situazione aveva ragione lei e io torto.

    Saluti

  • Militant

    @ Val e @Lillo

    Forse è sfuggito un passaggio dell’articolo e della nostra posizione sull’argomento, un passaggio che però è centrale nel discorso complessivo sull’ideologia Retake. Lo ricordiamo nuovamente:

    “Chi ci ha letto in passato sa quanta importanza diamo alla questione del degrado romano, un fatto presente e degenerato che ha ridotto Roma a una latrina a cielo aperto, sporca, invivibile, stressante, inquinata e via dicendo. Sbaglia la sinistra di classe a disinteressarsi o, peggio ancora, banalizzare tale fenomeno. Perché il degrado cittadino è il degrado delle periferie, perché influisce direttamente sulla qualità della vita dei lavoratori, perché aliena la cittadinanza al suo tessuto metropolitano, incattivendo i rapporti e generando sfiducia collettiva. “Roma fa schifo”, uno slogan purtroppo legato ad un personaggio spregevole, avrebbe dovuto essere una nostra parola d’ordine: Roma fa davvero schifo, inutile minimizzare o celare una realtà lapalissiana agli abitanti della sua sterminata periferia.”

    Ecco, per noi i limiti della sinistra in questa vicenda sono chiari, cerchiamo in qualche modo di farci i conti, capire come assumere una posizione credibile che non possa essere appiattita sull’ideologia sottoculturale per cui ogni scemo che passa possa scrivere sui muri o che il fattore estetico non sia uno dei fattori che determinano la qualità della vita di una città. Intendiamoci: schiacciare la questione tra chi vuole i muri puliti e chi gode dei muri sporchi è un giochino tipico di Retake e romafaschifo vari, qui però non passa. Noi stiamo dicendo *ben altro*, e cioè che la risposta al degrado, anche estetico, presente in città, *non* è quella di Retake, dove per Retake deve intendersi l’ideologia che lo sottende, che è quella del decoro opposto al degrado. Perchè degrado non è il contrario di decoro: è il contrario di civiltà, di sviluppo umano, di emancipazione economica, tutte cose che mancano nella città e che mancano soprattutto nella sua periferia. Non le cacche dei cani, per il semplice motivo che se non si affrontano i problemi alla radice si può anche dare una spazzata alle strade (e alla propria coscienza), ma il giorno dopo quelle cacche tornano più di prima.
    Dunque, se vogliamo ragionare dell’argomento lucidamente e pronti al confronto reciproco, ben venga, e ci sembra che lo stiamo facendo, evitando però di banalizzare le posizioni dell’interlocutore e soprattutto evitando schiacciamenti ideologici al fine di rafforzare una propria posizione.

  • misentodistante

    Caro Militant, in un vecchio disco Assalti Frontali cantava : “un occhio all’immediato e uno all’infinito”.
    Che ne facciamo delle cacche di cane davanti alle scuole, dei televisori abbandonati vicino ai cassonetti, dei calcinacci gettati nei parchi pubblici? Li lasciamo lì finché ci sarà la rivoluzione, a monito della necessità della stessa? Io non voglia di aspettare perché ho la sensazione che il tempo della mia vita non basterà e voglio vivere in una Roma più pulita al più presto.
    Mi pare che l’immediato interessi anche a te, visto che il giorno seguente a wakeuRoma hai organizzato interventi volti al ripristino di un po’ di decoro in alcune zone di Roma, svolti però da disoccupati organizzati. Ora, io non ho partecipato al grande retake di sabato perché in disaccordo con tutte le sponsorizzazioni ricevute. Si capisce bene che faccia gola a molti mettere un cappello politico su Retake, si sa da sempre, figuriamoci a ridosso delle elezioni per il comune.
    Ma l’intervento di riqualifica della pista ciclabile di Giulio Agricola (per citare un caso che ho visto fotografato su facebook), quanto è davvero distante da un qualsiasi intervento fatto da Retake nei mesi passati? Parlo dei tantissimi piccoli interventi fatti senza alcun appoggio e alcuna sponsorizzazione. Io a uno di questi ho partecipato e ti assicuro che è stato organizzato “dal basso”, da cittadini che hanno voglia di passare una domenica mattina insieme per rendere un po’ meno sciatto un angolino di Roma. Non c’è stata alcuna pressione politica da parte di chicchessia, abbiamo lavorato gomito a gomito con alcuni gentilissimi operai dell’Ama e fatto colazione tutti insieme. Zero recriminazioni, sero lamentele. Io temo che qui a volte si faccia l’equazione Retake = RomaFaSchifo, che trovo completamente infondata.
    Un saluto a tutti, retaker e compagni, da una che fa un po’ fatica a capire certe prese di posizione della sinistra che mi piace (saranno i capelli bianchi?).

    • Sandro

      cara misentodistante
      io sono uno di quelli che ha partecipato a quello che hai definito intervento di riqualifica della pista ciclabile di Giulio Agricola e vorrei spiegarti sinteticamente, perchè e quanto, ciò che noi insieme ad altre liste di disoccupati e precari dei vari territori di roma facciamo da diverso tempo, è diverso da quanto fa retake:
      1)non mi dilungo su quanto chiedi retoricamente a militant riguardo a cosa si fà di cacche di cane et similia (ti faccio però osservare che ne parla a proposito proprio nel commento che precede il tuo ma stranamente non te ne sei accorta!), ti dico solo che di cacche di cane e del resto di cui parli se ne deve occupare l’AMA e se non ce la fà, visto che come dice anche il noto “sovversivo” prefetto Tronca è sotto-organico, deve assumere lavoratori non “sfruttare” il volontariato!
      2)quelli che noi organizziamo e che tu chiami interventi di riqualifica, non sono volontariato ma scioperi alla rovescia con i quali intendiamo segnalare che nei nostri quartieri mancano servizi essenziali dovuti appunto ai tagli di investimenti nel settore pubblico che aprono poi la strada alle “privatizzazioni”. Noi che non abbiamo lavoro scioperiamo lavorando, ma lo facciamo per rivendicare il lavoro non per sostituirlo con il volontariato.
      3)affrontare il problema del “degrado”, o come dici tu dell’angolino sciatto, con la logica della domenica mattina insieme, servirà appunto a farti passare una domenica insieme a qualcuno ma non a risolverlo, prova ne è il fatto che non è certo retake ad aver inventato il volontariato in tema di pulizia del territorio…non ricordi le domeniche verdi organizzate da legambiente (che almeno non cercava sponsor e non firmava accordi di collaborazione con AMA)…sono state organizzate per anni ti risulta abbiamo mai risolto il problema?
      concludo con un invito a te ed a tutti quelli che hanno voglia e tempo (e sopratutto mi rivolgo ai disoccupati) da dedicare al “bene comune”, a partecipare ad uno dei nostri scioperi, non garantiamo la colazione ma che, se la lotta che portiamo avanti avrà successo, il risultato che ne verrà sarà il miglior antidoto contro il “degrado”!

      • Val

        Ciao Sandro,

        se posso permettermi mi inserisco nel discorso.

        1) tu affermi “di cacche di cane e del resto di cui parli se ne deve occupare l’AMA”. SBAGLIATO, se ne devono occupare i padroni.. al massimo l’AMA ed i vigili devono iniziare a multare chi non rispetta questa basilare regola.
        Tronca ha parlato di amministrazione capitolina in affanno perchè sotto organico… ma ha anche detto che è bloccata dalla paura di una nuova mafia capitale. Le sue parole sono state “Nessuno fa una scelta, nessuno mette una firma, molti neppure ricevono e incontrano operatori economici, imprenditori, associazioni, ditte. Nessuno segnala criticità o problematiche in atto”. I dati dicono anche che a maggior parte del personale ridotto è relativo ai dirigenti (-23,745 %) e solo un 11,77 % tra gli altri lavoratori. Ecco secondo me la diminuzione dei dirigenti non è così negativa calcolando che nelle municipalizzate si era arrivati ad un numero spropositato giusto per pagarli di più… Inoltre la maggior parte dei posti scoperti (quasi la metà) sono relativi ai vigili, per cui ci sono già dei vincitori di concorso, poi asili e altri uffici. In alcune municipalizzate, come atac, c’è mancanza di autisti ma non di dipendenti in totale… questo vuol dire che ci sono troppi dipendenti in ufficio e pochi in strada, sempre per logiche clientelari. Io preferirei che venissero spostati quelli in esubero negli uffici piuttosto che procedere a nuove assunzioni legittimando quindi gli inutili carrozzoni tipo parentopoli… A questo punto pensi davvero che la colpa dei disservizi sia tutta da imputare ad una mancanza di dipendenti? Secondo me no, anche se ovviamente questo influisce in maniera determinante soprattutto nel comparto scuola o sanità. Per quanto riguarda le municipalizzate invece penso che il problema sia davvero di management… non sanno gestire i propri lavoratori, i turni, comprano mezzi obsoleti o sbagliati che sono bocciati dagli stessi lavoratori… decidono di appaltare all’ esterno tutto ciò che è remunerativo spacchettando il servizio pubblico che dovrebbero garantire da soli in quanto affidatari diretti del mandato del comune. Invece l’ AMA è già quasi tutta privatizzata.. come fate a non accorgervene? Sono affidati all’ esterno raccolta carta, raccolta foglie, raccolta rigiuti utenze commerciali, raccolta vestiti usati, pulizia dei mercati, gestione dei cimiteri… la multiservizi che in realtà è gestita anche da AMA… Il vero problema sono quei dannati appalti a massimo ribasso che hanno ucciso la qualità del lavoro e della paga… per fortuna sembra che siano stati cancellati dalle regole per gli appalti proprio perchè ormai non garantivano più lavori sopra la soglia minima di decenza… il problema del lavoro nella pubblica amministrazione, insomma, a me pare sia molto nazionale… non iniziamo guerre tra poveri dando la colpa a 10 persone che la domenica mattina vanno a dipingere una scuola con i bambini o piantano dei fiori in un’ aiuola… io sono una retaker e non ho mai preso in mano una scopa… fare retake non vuol dire pulire per terra e fare gli spazzini.. è provare ad inculcare un minimo di educazione civica. Comunque io vorrei organizzare un’ incontro per parlare di alcuni temi comuni, se volete noi ci siamo.

      • Sandro

        @Val
        ho pensato molto se rispondere o no al tuo commento, il perchè è presto detto: la tua modalità di confronto è molto ben descritta da Alessandro in un commento più sotto, i tuoi post sono quasi flussi di coscienza…sono pieni di contraddizioni, ti appropri di concetti usati da chi contesta retake cercando di utilizzarli (maldestramente) a favore di reatake, banalizzi i concetti per poterli attaccare meglio…usi tutto un bagaglio retorico che rende il dibattito defatigante e inutile, delle due una, o sei un entusiasta della causa un pò confuso…o sei uno che ci giobba!
        per dare alcuni esempi di quanto ho detto ti volevo far notare che:
        1)che vuol dire che delle cacche e dei rifiuti lasciati in strade se ne devono occupare i padroni dei cani e dei rifiuti e semmai i vigili devono fare le multe? stai banalizzando, perchè dovresti sapere che aldilà delle multe ci saranno sempre quelli che lasceranno cacche e televisori sul marciapiede…quindi che famo lasciamo tutto là?
        2)che vuol dire che tu preferiresti che piuttosto che assumere, vengano spostati sulle strade i lavoratori in esubero negli uffici? tronca ha detto che manca personale non che sono troppi quelli in ufficio!
        3)chi ha mai detto che una volta fatte nuove assunzioni il problema è risolto? sosteniamo che, da che mondo è mondo quella è una condizione fondamentale per far funzionare non solo un servizio pubblico…ma qualsiasi tipo di attività!
        Comunque il senso di questo commento non è quello di segnalare tutto ciò che non và nel tuo discorso (anche perchè non finirei più)..ma più semplicemente farti presente che con questo atteggiamento qualsiasi confronto sarebbe del tutto inutile e ciò mi sembra abbastanza evidente!

    • Alessandro

      Lo ripeto: sono troll, inutile parlarci @Sandro. Chi ha un minimo di esperienza di discussioni in rete li sgama subito. Riguardati attentamente la discussione: non rispondono mai nel merito, sviano sempre l’argomento, mantengono sempre la discussione su di un piano ristretto e particolare, quando vengono inchiodati agli esempi che loro stessi portano cambiano esempio, senza mai rispondere alle argomentazioni dell’altro. Insomma, nel 2016 questi trucchi vanno bene per ingenui della rete, qua sopra stanno durando fin troppo.

  • kente

    io condivido totalmente la posizione di militant.
    Vorrei aggiungere a chi parla di “eccezionalismo romano” o non ha mai vissuto all’estero o ha girato con gli occhi bendati. Io ho vissuto 5 anni a Vienna e da un anno e mezzo vivo a Sevilla. A Vienna si vede esattemente lo stesso tipo di sporcizia che si vede a Roma: cacche per strade, muri scritti, angoli che puzzano di piscio, vomito nella metro etc.
    A Vienna non esiste nessun associazione tipo retake e c’è un motivo: se le strade fanno schifo, le persone non scendono in strada a pulirle (anzi il solo pensiero sarebbe considerato folle), bensì si lamentano contro il comune che non invia abbastanza spazzini. E spesso il comune deve rispondere a queste lamentele, perchè è inconcepibile che il comune non si faccia carico della pulizia delle strade e dei mezzi publici.
    Se Vienna è sempre ai primi posti delle città più vivibili del mondo, il motivo è dovuto al fatto che chi vive a Vienna si impone con la politica cittadina per avere una città vivibile.
    Concludo dicendo che non voglio fare un’apologia della politica viennese (ed austriaca), anzi potrei fare un lungo elenco del pessimo comportamento della giunta comunale. Voglio solo far notare che il discorso di militant è giustissimo: chi partecipa a retake invece di pulire le strade, dovrebbe manifestare ogni giorno di fronte al campidoglio per chiedere maggiori risorse per la pulizia cittadina, se vuole che veramente le cose migliorino

  • NoRetake

    sono basito dal senso dozzinale e qualunquista che il cosiddetto “cittadinismo legalitario” sta sempre più infondendo nella società, ormai dimentica di un qualsivoglia pensiero critico e pronta ad abboccare ad ogni filippica imposta dal mainstream. non mi stupirei se “l’impegno” (sempre se così possa essere chiamato) di questi retake et similia sfociasse in qualche fiaccolata per il prossimo omicidio da cronaca nera (in teoria per la vittima, ma in realtà per assicurare un sano ergastolo al colpevole) o peggio ancora in qualche ronda padana islamofobica. insomma, senza esagerare, per me il passo è breve.
    iniziative talmente ipocrite sono infatti simili a quelle propugnate da casapound e accoltellatori vari che poi salvano il micetto sull’albero o aiutano la vecchia ad attraversare la strada. in retake certo non si nasconde una chiara ideologia neofascisteggiante, chiaro, ma sono una mandria di utili idioti del potere che non si accorgono minimamente di essere utilizzati da un neoliberismo sfrenato che fa leva sulla loro ignoranza colossale e sul loro menefreghismo riguardo i reali problemi del paese. non spostano una virgola per cambiare l’esistente, raccolgono la cartaccia da terra senza porsi il problema di un sistema economico che produce monnezza, nessuno di loro parla del settimo invaso o dell’inceneritore che cerroni voleva costruire a due passi da roma. non ho visto nessuno di loro aderire al comitato contro l’inceneritore di albano o contro il settimo invaso al divino amore. nessuno di loro ha denunciato con fermezza la privatizzazione che si occupa dello smaltimento dei rifiuti nell’urbe. bisogna solo raccogliere la monnezza, poi che vada in pasto al cerroni di turno anche sti cazzi no? ipocriti!

  • Retaker

    Scusate ma non ci avete capito nulla del movimento Retake.
    I gruppi (come quelli di cui faccio parte) oltre che staccare gli adesivi (cosa che non mi risulta AMA faccia a regime) spingono l’amministrazione ad effettuare gli interventi di pulizia e quindi a lavorare di più facendo noi sempre meno. Mica ci mettiamo a rimuovere gli ingombranti o altro, cerchiamo solo di sensibilizzare il senso civico, poichè i primi responsabili siamo noi romani che siamo dei gran zozzoni. Le connotazioni politiche che ci attribuite, a me che sono una persona che lavora tutta la settimana e che, ogni tanto, volontariamente stacca gli adesivi nella sua via fanno proprio sorridere…Io ho un grande rispetto per chi non ha lavoro e una casa..meno per chi fa politica in questo modo…

  • Alma

    Ciao,
    mi presento, sono un retaker.
    Secondo me nella vostra analisi ci sono almeno 4 errori, errori cosi grandi che è difficile catalogare come errori casuali.
    1) Mai, e dico mai, avete cercato un dialogo con qualcuno di Retake per un confronto sui temi che portate avanti. Quali idee ci siano alle basi di questo movimento, da chi è composto, come è organizzato, niente, vi siete limitati a criticarlo aprioristicamente perchè viene comodo per le vs idee ma confronto, zero!
    2) Sopravalutate la forza operativa di Retake, possibile che si possa parlare di lavoro gratuito quando ci sono 10,20,50 persone che scendono in strada a pulire il proprio municipio e di fronte c’è un azienda che ha 7,800 dipendenti? Ripeto 7.800 dipendenti.
    3) Sottovalutate l’impatto di Retake. Se questo movimento ha avuto una crescita cosi esponenziale non è perchè dietro ci siano le multinazionali, la Spectre o Bildemberg ma perchè ha intercettato un reale bisogno delle persone. Intercettando questo bisogno si è posto come pungolo per le istituzioni affinchè queste lavorino meglio, non che lavorino meno.
    E’ chiaro che non c’è peggior degrado della mancanza di lavoro ma certo non è colpa di Retake. Secondo voi, se malauguratamente qualcuno avesse bisogno di un’autombulanza, si chiederebbe se l’autista o il medico è un volontario e che quindi toglie il lavoro a qualcun’altro oppure ci si affiderebbe mani e piedi? E i volontari che accudiscono i malati o gli anziani? Anche loro tolgono il posto a qualcun’altro? Qualcuno di voi ha letto il rapporto di Cantone di oggi su Roma? Avete visto come gli appalti alle Coop di utilità sociale rappresentano un’uscita dei soldi assolutamente fuori controllo?

    Volete aprire un tavolo per parlare o ci arrocchiamo sulle nostre posizioni e amen?

    • emanuele

      Ciao, sono un disoccupato iscritto alle liste di lotta romane e partecipo agli scioperi alla rovescia e ho partecipato alla giornata di sensibilizzazione a piazza maggiore durante l’iniziativa del movimento di Retake. Io credo che il volontarismo degli amici di Retake abbia un aspetto positivo; occuparsi delle cartacce, sporcizia, ecc… della città in cui si vive sottintende una spinta a occuparsi non solo del proprio orticello/casa/famiglia ma anche di quello che è comune, di quello che c’è fuori dalla nostra cerchia, e che quindi rappresenti una volontà di miglioramento delle attuali condizioni di vita. Tuttavia il volontarismo presenta anche un limite intrinseco, cioè non è un metodo sufficientemente all’altezza della situazione, poichè và a intervenire sui sintomi e non sulle cause. Partendo dal fatto che una città è sporca non per colpa degli abitanti ma per incapacità politica delle amministrazioni, mettersi a pulire una piazza oggi non serve a niente se domani non passerà il servizio pubblico a mantenerla pulita. Voglio dire, una città che conosco bene, Zurigo, è pulita non perchè gli zurighesi non sporcano ma perchè ci sono cestini dappertutto e un ottimo servizio di pulizia (quindi non sotto organico). Dunque la soluzione al degrado romano è l’assunzione delle migliaia di disoccupati che abita la città e che siano messi al miglioramento e riqualificazione del territorio romano. Per questo credo che gli amici di retake, che considero una parte sana della città, debbano riflettere sugli obiettivi che si pongono con le loro iniziative, su quello che vorrebbero rappresentare e quello che in realtà rappresentano, e sui possibili salti di qualità che questo movimento spontaneo possa fare. Sarebbe anche interessante che questa riflessione sia frutto di un confronto con i disoccupati in lotta e operai dell’ama, e perchè no, magari ipotizzare delle iniziative insieme…

  • Val

    La penso esattamente come Alma. A tal proposito vorrei sapere cosa ne pensate della rivendicazione di ieri da parte di alcuni “anonimi” incappucciati che hanno deciso di riscrivere sul muro di porta maggiore. Aldilà del contenuto della scritta, che in parte capisco in parte no perchè presenta dei grandi limiti, pensate sia giusto annichilire il lavoro di semplici volontari (almeno la metà alla prima esperienza quindi effettivamente cittadini che hanno voluto lanciare un segnale simbolico non di certo lanciarsi nel volontariato spinto giornaliero)? Cosa vuol dire comune? Vuol dire che l’opinione dei cittadini retaker e non non vale e quella di altri (militanti) si? Pensate che sia normale che in una città dove Cantone e Sabella parlano di corruzione ed immobilismo a livelli allucinanti sia tollerabile il segnale che chiunque a volto coperto possa fare una scritta di decine di metri, in una delle zone più trafficate e frequentate di Roma senza che nessuno intervenga? Questo non porta ad un totale abbandono del territorio che poi ha portato ai problemi di cui si parla oggi? A questo punto pensate davvero che per una città più “pulita” basti assumere più personale in AMA? La mia non è una critica ma più che altro voglia di capire… parlate, a differenza di altri ambienti, dell’ importanza della consapevolezza che in effetti la città è sporca e disorganizzata. Per voi scritte, manifesti affissi ovunque e sopratutto in luoghi pubblici e di tutti come stazioni metro o altro rappresentano un problema o no? A Giulio Agricola ad esempio avete messo una bacheca molto utile… Lo chiedo perchè questo stesso atteggiamento prevaricatore è usato anche da quelli che hanno deciso che le aree giochi dei parchi e delle piazze siano luoghi privati dove passare i pomeriggi e le sere… e che quando puliamo decidono di spaccare i giochi, staccare altalene e altro per continuare a passarci i pomeriggi e cacciare i bambini “fastidiosi”…Andatevi a vedere re di roma… Comune non dovrebbe significare condiviso secondo le regole basilari per cui se una cosa è di tutti deve restare al suo stato originario? Grazie per l’ eventuale risposta…

  • operaiosanbasilio

    @ Alma, un “movimento” o lo si sopravvaluta (punto 2) o lo si sottovaluta (punto 3), oppure, come credo io, lo si inquadra per la funzione che oggettivamente assolve al di la delle intenzioni soggettive di chi lo anima. Personalmente ritengo il volontariato, tutto il volontariato, non solo retake, socialmente ininfluente se non accompagnato dalla Politica. E intendo qui quella con la P maiuscola, quella che punta ad organizzare la società in un modo piuttosto che un altro. Distribuire pasti ai poveri è certamente una cosa buona, ma è sostanzialmente inutile se non si fa nulla per combattere il sistema economico che genera povertà. Nello specifico di retake quello che viene contestato non è l’azione in sè, ma la filosofia che sta dietro l’operazione “Wake Up”. Provo a spiegarmi meglio, domenica mattina chiunque sia passato per porta maggiore avrà notato l’immondizia tornare ad accumularsi nelle aiuole. Tempo qualche giorno e la situazione non potrà che essere quella di prima, e questo perche la manutenzione di unà città non può che essere un’attività ordinaria, quotidiana. La logica della straordinarietà, dell’evento, non porta da nessuna parte. Bisogna quindi rendersi conto, come riconosce lo stesso Tronca sul DUP, che questa manutenzione ordinaria non funziona come dovrebbe perchè la macchina comunale è strutturalmente sottorganico. E qui arriviamo all’ineludibile punto “Politico”, perchè AMA (ma anche Atac, ecc. ecc) è sottorganico? Perchè negli ultimi decenni in questo Paese ha prevalso una logica privatistica accompaganta da una vera e propria controrivoluzione culturale, quella secondo cui anche le aziende dei servizi pubblici devono produrre profitti o, al massimo, chiudere i bilanci in pareggio. Quindi se davvero si voleva la piazza pulita, sempre, tutti i giorni, quei sacchi di spazzatura andavano presi e scaricati davati al Campidoglio chiedendo a gran voce l’assunzione di nuovi operai. Poi è ovvio che nessuno di noi vuole la proliferazione della lottizazione della cosa pubblica a cui siamo stati abituati, che bisognerebbe organizzare tutto in maniera diversa con un controllo dal basso e congiunto tra lavoratori e “utenti”. Ma qui il discorso si complica e diventerebbe lunghissimo. E proprio in riferimento alla relazione di Cantone andrebbe aperto un ragionamento su quale verminaio abbia generato la progressiva dismissione ed esternalizzazione del servizio pubblico. Vogliamo parlare della 29 giugno e degli appalti per la raccolta dei rifiuti organici? O nel caso dell’Atac la dismissione delle linee periferiche alla TPL? O lo scempio dei punti verde qualità? Potremmo andare avanti per giorni. Chiudo soo dicendo che se malauguratamente un giorno dovessi avere bisogno di un autombulanza preferirei vivere in un paese che questo servizio lo garantisce 24 ore su 24 perchè c’è gente che il paramedico lo fa di mestiere e non nel tempo libero.

  • operaiosanbasilio

    @ Val, le scritte sui muri fanno parte da sempre della lotta politica e sono tanto più legittime e necessarie quanto più è asimmetrico l’accesso ai mezzi di comunicazione di massa. Dammi una televisione, due quotidiani e uno stuolo di gionalisti e vedrai che non avrò più necessità di scrivere slogan sui muri. Fino a quel giorno si combatte con i mezzi che si hanno a disposizione. Riguardo ai manifesti si apre una questione grossa come una casa che per come la vedo io investe lo stesso concetto di democrazia costituzionale. Fino a poco prima che si insediasse la giunta Alemanno a Roma esisteva un circuito politico-sindacale. Una serie di impianti autorizzati dove partiti, associazioni e sindacati potevano affigere liberamente i propri manifesti e comunicare le proprie iniziative facendo ricorso ai propri militanti e mantenendo accettabili i costi del loro fare politica. Le ultime amministrazioni hanno volutamente eliminato queste tabelle per “fare cassa” e ogni comunicazione sociale e politica in questa città adesso deve passare per il servizio affissioni del comune a prezzi di mercato. In realtà è allo studio la concessione a privati anche del circuito comunale. Per darti un’idea, l’affissione di un manifesto (stampa esclusa) senza il patrocinio del comune attualmente ti costa 4 euro. E per coprire Roma di manifesti te ne servono almeno 1000. Conclusione, chi c’ha i soldi si può permettere di usare questo strumento di comunicazione, chi non c’ha i soldi (piccole associazioni, sindacati, partitini) sta zitto, oppure li attacca abusivamente.

    • Val

      Concordo sul costo degli impianti legali. Noi, come retake roma, abbiamo chiesto a tutti i municipi di provvedere all’installazione di impianti tipo “bacheca pubblica”. Abbiamo anche pensato ad un registro di negozi disposti ad ospitare locandine sulle loro vetrine, in modo da evitare il continuo “scusi potrei affiggere qui la mia locandina?”. Il problema è un’ altro. Per come la vedo io non è tanto questione di costi.. quanto di ideologia. I manifesti abusivi da parte di movimenti di destra (proprio loro poi!) e di sinistra ci sono sempre stati da quando ho memoria… Io personalmente credo nel senso di comunità che permetterebbe facilmente di ovviare a questi problemi garantendo comunque un’ ottima diffusione degli eventi. Anzi, il rapporto umano con i cittadini, permette di veicolare un messaggio con ancora più forza. Non è davvero più indispensabile riempire muri di carta e colla quando accanto hai magari il bar che potrebbe collocare il volantino nello stesso identico punto in maniera pulita, ecologica e sostenibile (togliere i manifesti costa e toglie lavoratori ad altri compiti). Quando uno spazio sociale, come ad esempio un luogo occupato, è presente sul territorio da anche 25 anni perchè non si è strutturata una rete SOCIALE e COMUNE di diffusione degli eventi, delle notizie, delle informazioni che educano anche la cittadinanza ad interessarsi. I manifesti spesso non hanno informazioni se non una data ed un luogo, a volte solo uno slogan… e ormai i social sono così diffusi che i soldi spesi per stampare ed attaccare potrebbero essere spesi molto meglio. Ne guadagnerebbero tutti.

    • Val

      p.s: le nostre richieste alle istituzioni possono anche sembrare banali.. tipo iniziate a fare manutenzione alle entrate metro lerce e zozze da millenni per favore? Risolvete la diatriba tra ama e atac tra chi deve pulire le scale delle metro? (Hai capito bene ama e atac non vogliono pulirle e si rimpallano le responsabilità e le competenze.. per 4 scale in croce)… oppure mettete delle semplici bacheche pubbliche nelle zone più frequentate per arginare il problema delle affissioni? Fate un controllino ai traslocatori che se non hanno paura di migliaia di euro di multe evidentemente nascondono altre magagne (tipo sim intestate a persone ignare a cui erano stati sottratti i documenti, accertato da vecchie indagini). Però quando fior fior di burocrati non sono in grado nemmeno di ovviare a piccole semplici richieste come queste, rimpallandosi le competenze… adducendo problemi di burocrazia allucinanti e sparendo dopo aver fatto promesse cosa capisci? Che facendo così smascheriamo un sistema incancrenito che non si risolve nemmeno con 10mila assunzioni. Sono i dirigenti, i capi, i dipartimenti che non sanno cosa fare o semplicemente se ne sbattono altamente. Più siamo a chiedere manutenzione ordinaria più dovranno ascoltarci.. solo facendoci vedere possiamo riuscirci.

  • Alessandro

    Il problema è che non ci può essere un dialogo con questi presunti “retakers”, perchè sono troll. Prima viene capito questo aspetto, prima capiamo tutti quanti che è inutile parlarci. Non rispondono mai nel merito, ogni qual volta si cerca uno scambio loro spostano l’attenzione e le argomentazioni su altro, quando si risponde a una cosa loro te ne contestano un’altra, se rispondi all’altra tornano alla prima, continuando all’infinito perchè l’obiettivo non è discutere ma impedire la discussione con metodi sgamati da anni nelle discussioni online. Sempre con questo atteggiamento vittimista/riduzionista di chi sa benissimo cosa sta facendo ma si autodescrive come ignaro cittadino che, dopo una lunga giornata di lavoro, esce per la sua strada a staccare gli adesivi dai pali del semaforo. Non si capisce davvero come tanta innocenza attiri gli interessi delle maggiori banche e multinazionali internazionali. Davvero, è un mistero tipo terzo segreto di Fatima il motivo per cui Luiss enLabs, Wind, LVenture, Groupama, Clear Channel e molti altri investano denaro, promozione, tempo, risorse, per il povero padre di famiglia che, dopo una dura giornata di lavoro, si arma di raschietto per ripulire la sua via dalla sporcizia.
    Ma loro lo sanno bene il perchè, solo che non possono dirlo, altrimenti l’operazione simpatia verrebbe meno e rimarrebbe solo la sostanza dei fatti, quella del processo di privatizzazione dell’economia cittadina.

  • BoicottaLaStampa,LeggiSuiMuri!!

    ma ora veramente il problema sono gli adesivi???!!! parlate di sensibilizzazione e poi sponsorizzate il lavoro gratuito, ma tanto il tutto è perfettamente in linea con l’attuale sistema economico produttivo di cui siete appendice volontaria. sareste benissimo capaci di andare a staccare manifesti solo perchè affissi abusivamente che promuovono mobilitazioni importanti contro la GUERRA(!!!) o magari in sostegno ai facchini in lotta per il rispetto del minimo contrattuale (cose di cui a voi non ve ne frega un cazzo perchè basta vi guadagnate il lusso di andare in giro con al collo la coccarda di cittadino dell’anno). cancellate scritte sui muri che spesso sono l’unico modo per riuscire a veicolare dei contenuti in determinati quartieri, ma non vi accorgete minimamente della vera sporcizia della città, che poi in fin dei conti è quella che vi genera. la sporcizia di EATALY che sfrutta i lavoratori, della WIND, dell’università di confindustria LUISS (tutti amici vostri), la sporcizia che domina negli stabili dismessi nell’incuria totale e che invece andrebbero solo occupati illegalmente per restituirli alla città e arricchiti con la potenza di 10,100,1000 scritte e murales fieramente illegali(!!!). non vi accorgete neppure un secondo della sporcizia schifosa dei veri problemi che attenagliano roma, e che è generata dai vostri sponsor, come la speculazione edilizia, gli appalti e i subappalti mafiosi dei palazzinari, la sporcizia del lagher di roma; il cie di ponte galeria (mai sentito parlare?), i tagli alla ricerca e alla cultura e si potrebbe continuare all’infinito. voi fate la guerra alle lotte sociali che sono l’unica speranza che ha questa città in preda allo strozzinaggio dei vostri benefattori merdosi. staccate adesivi che spesso sono l’unico mezzo che dei disgraziati hanno per pubblicizzare il loro lavoro. ma no, ad un passo di una nuova aggressione militare alla libia da parte dell’italia andiamo invece a togliere le locandine del corteo contro la guerra. ma vi rendete conto??? a voi non frega un cazzo di niente, solo che si rispetti un vago ed inutile senso di cittadinismo retrograda e bigotto partorito per gettare fumo negli occhi ed elargire una falsa sensibilità attorno a una partecipazione di facciata perfettamente interna agli ingranaggi insiti nel processo di accumulazione di capitali e che non è in grado di produrre conflitto puntando il dito accusatorio verso il basso anzichè verso l’alto, vergogna! una partecipazione che non produce conflitto (e che non riesce ad individuare le cause prime che generano il degrado per poi quindi riuscire ad eliminarlo) non è degna di essere chiamata tale. siete gli inconsapevoli alfieri di chi sfrutta e devasta, di chi sporca ed inquina e poi si fa bello facendosi pubblicità (greenwashing si chiama se non lo sapete) con i primi gonzi di turno, maniaci per le pulizie e casalinghi frustrati, a cui mette la scopa in mano. tanto poi una volta finito ve ne tornate a casa a vantarvi con gli amici: che bello! col giradischi acceso e lo spinello, e una ragazza giusta che ci sta… E TUTTO IL RESTO CHE IMPORTANZA HAAAAAA!!!!!

  • xanti

    concordo pienamente con BoicottaLaStampa,LeggiSuiMuri!! grande!! tanto a breve oltre la spugnetta manca poco che a questi gli danno in dotazione pure il manganello, così nella nostra città non vi sarà finalmente più degrado!
    comunque è una tristezza che dalla giusta analisi di militant poi, a causa dei commenti, si sia finito a egemonizzare la discussione sui più terribili dei mali che affliggono la nostra città: le cacche dei cani e sugli adesivi,

  • Hirondelle

    “è la morale della città vetrina che giudica i comportamenti della periferia”: scusate ma perché in periferia dovrebbero sentirsi tutti esaltati dal vivere in mezzo agli escrementi dei cani? o tutti spargitori di cartacce che bisognerebbe tollerare per benaltrismo perché sono poveri e disoccupati? Se non è “razzismo” verso i poveri questo.

  • John Doe

    …scritte sui muri che spesso sono l’unico modo per riuscire a veicolare dei contenuti in determinati quartieri…

    questa è una grandissima falsità imbevuta di retorica e malafede!!
    oggi le scritte sui muri non le vede nessuno semplicemente perchè ce ne sono troppe e il “messaggio politico” si mischia con i vari cara ti amo,lazio merda o semplici tag di writers alle prime armi.
    i contenuti oggi sono veicolati dai social network, accessibili a tutti (internet è praticamente gratis ormai) e che spesso hanno grande eco anche sui media tradizionali. tant’è vero che i compagni che hanno rifatto la scritta cancellata da retake hanno subito postato su facebook le foto del loro gesto. è vero che il degrado si combatte attraverso politiche sociali giuste e retake combatte solo i sintomi e non le cause del degrado ma è anche vero che su entrambi i fronti (retakers e movimenti) ci sono molti ottusi (che non sanno ascoltare e capire il prossimo) e anche qualcuno con la coscienza non proprio apposto. mi dispiace per i vari estremisti ma la verità sta nel mezzo e bisogna cercarsela da soli, non basta ripetere a pappagallo gli slogan stantii di 60 anni fa che piacciano tanto ai comunisti/fascisti o i neologismi anglofoni che fanno bagnare i vari “moderati” liberisti. che pena, destra e sinistra sia estreme che moderate sono ridotte a dei feticci vodoo. ve ne siete accorti?

  • silurati

    bello mio, gli unici ottusi stanno dalla parte di chi non si premura minimamente di analizzare la fase presente, di ragionare di economia politica, di leggere i fatti e l’attualità con le lenti del materialismo e del pensiero critico. il resto è fuffa, propaganda inconsapevole per le ideologie liberali che sfruttano e devastano i territori e i tessuti sociali che li vivono.
    la tua pericolosissima equiparazione, segno di lapalissiana ignoranza storica nonchè di vissuto, tra “comunisti” e “fascisti” la dice lunga sul tuo qualunquismo negletto, che si nasconde anche dietro le spugnette di retake. qualunquismo figlio di un progetto di lunga data, volto totalmente a sponsorizzare un modello di pacificazione sociale che invece dovremmo rifiutare. è ciò che ha anche sdoganato il revisionismo imperante dei giorni nostri e di cui sei una delle tante insulse vittime.
    le scritte sui muri parlano ancora e vengono lette, interpretate e soprattutto scritte (quelle politicizzate ovviamente) da chi non ha i paraocchi come te, perfettamente influenzato dalla narrazione main stream sul necessario superamento delle ideologie. parli come un telegiornale cazzo. l’unico feticcio sei tu che non ti accorgi minimamente dei danni perpetuati dal capitalismo e quindi della necessità di combatterlo senza se e senza ma.
    ora vatti a fare un selfie con la bocca a culo di gallina e vallo a postare su facebook, magari prendi tanti like. dai!

  • John Doe

    è divertente come la tua risposta sfoci nel giudizio poi nell’attacco personale, come se pretendessi di conoscere me e il mio pensiero grazie a un singolo post che ho scritto. Leggo molto astio nel tuo post, astio e supercazzole da centro sociale anni 70 realtà di cui forse sei cosi infatuato da riprenderne le idee e il linguaggio contorto. il modo in cui scrivi non aiuta la comunicazione, al massimo ti aiuta nella prevaricazione (dialettica) che cerchi di portare avanti! e quella si che ti accomuna ai fascisti (solo che loro prevaricano menando in 10 contro uno, vabe poracci ).
    il capitalismo non va combattuto, combattere una cosa la rafforza e basta. quanti anni sono che si “combatte” il capitalismo (o la fame nel mondo o la mafia fai tu)?? è stato sconfitto? no, è sempre più forte!
    Nell’attuale sistema l’ accumulazione del capitale è una necessita quindi l’unico modo di uscirne è iniziare a COSTRUIRE (non distruggere, non combattere occhio alle parole, poche ed efficaci non supercazzole )un sistema alternativo partendo da piccole comunità autosufficienti e sostenibili sia dal punto di vista economico che ambientale.
    ma che te lo dico a fa?
    Ah comunque evita di sparare giudizi a casaccio davvero, anche e soprattutto nella vita reale! tra l altro io nemmeno ce l’ho facebook e i selfie a culo di gallina te li farai forse tu o tua sorella :)

  • silurati

    certo, i famosi centri sociali anni 70. che grande che sei! poi in ogni caso risparmiati il sessismo di andare a infarcire insulti sempre su sorelle, madri e zie, sempre a insultare le donne come di buona norma. potresti prendertela anche con mio fratello o con mio padre per esempio, ma si sa che per la vulgata comune è sempre meglio riempirsi la bocca con il genere femminile quando si sparano insulti, rimarcando la propria superiorità sessuale. come da copione.. non fai che continuare a confermare la regola.
    va benissimo poi creare un sistema alternativo dal basso, figurati! autogestito e tutto ciò che vuoi.. ma se non hai nella testa che tutto questo vada costruito sotto la bandiera dell’anticapitalismo, dell’antifascismo e dell’antisessismo, in aperta interconnessione con le lotte e le vertenze che si sviluppano sul piano nazionale allora sta sicuro che il capitale o verrà prima o poi a distruggerti o troverà il modo di assimilarti e fagocitarti. Se ti va meglio probabilmente invece non si curerà di te, giudicandoti innocuo e per nulla incisivo nel cambiamento dello stato di cose presenti, ti lascerà campare di giardinaggio mentre continuerà a bombardare, devastare territori e a avvelenare il pianeta finchè non toccherà anche a te (com’era quella poesia di Niemoller: “poi vennero a prendere i comunisti e io non dissi niente, perchè non ero comunista”, te la ricordi come va a finire?).
    il capitalismo va combattuto perchè è in gioco lo stesso concetto di umanità, va combattuto perchè è il peggiore dei mondi possibili. tu non combatteresti contro il TAV, ti faresti la tua comunità spensierata lasciando sventrare la val di susa e i suoi abitanti? non pensi vada fatto qualcosa contro i continui sfratti all’ordine del giorno? non ti frega niente di niente? se il capitalismo non è ancora crollato è anche perchè a te e a tutti quelli come te non frega un cazzo di niente, non avete mai realmente mosso un dito contro o a favore di qualcosa e non avete mai sentito quanto il sistema può mordere e fare male. gli zapatisti del Chiapas hanno il loro sistema alternativo, hanno le loro comunità autogestite e autosufficienti che per poter sopravvivere sanno di dover combattere il capitale; hanno un governo autonomo, ma anche i fucili e i passamontagna altrimenti gli avrebbero già spazzati via. non credo poi di dover continuare a scrivere qui un trattato sulla critica dell’economia politica o discutere sul più legittimo piano di lotta nazionale possibile visto che si era partiti semplicemente con il parlare del problema dei passeggini sugli autobus, delle cacche dei cani e degli adesivi sulle serrande.
    scusa l’astio, ma se mi si equiparano “fascisti” e “comunisti” per me esiste solo l’astio e l’invito a leggerti qualche libro di storia, non per forza imbevuto di terribile propaganda giacobina. altrimenti la conseguenza diretta dei tuoi ragionamenti sarebbe andare prima o poi ad equiparare, come già accade, i partigiani con i repubblichini di salò e mi duole informarti che non sono proprio la stessa cosa.

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