APPUNTAMENTI

MILITANT AUTLET


Infoshop
www.militantautlet.com
T-shirt, felpe, cappelli, giacche e sciarpe per sostenere le spese dell’attività politica.

Donazione Paypal

La lotta paga, ma ha anche un costo. Non riceviamo finanziamenti, non abbiamo trattorie, nessuno ci paga manifesti, striscioni o trasferte. Tutta la nostra attività politica è finanziata con l'autotassazione e la vendita delle magliette. Se pensi che il nostro impegno meriti un piccolo sostegno, non indugiare. Anche un piccolo contributo economico è per noi una grande forma di solidarietà politica.

PAGINE FACEBOOK: MILITANT


Collettivo Militant

NOI SAREMO TUTTO


Rete Nazionale

MILITANT AUTLET


Infoshop

ACHTUNG BANDITEN


Festival Antifascista

Caracas Chiama


Rete di solidarietà al Socialismo del XXI secolo

Comitato per il Donbass Antinazista


Coordinamento Operaio Ama


SOCIAL

pagina twitter Profilo Twitter pagina twitter Canale Youtube abbonati alle notizie Rss Feed Rss

ACCADEVA OGGI…

22 July :
1944 I nazifascisti uccidono a San miniato (Pisa) 54 civili

STATS

Il topico destino di Tsipras: da giovane promessa a solito stronzo in due settimane

 

L’annuncio della privatizzazione del porto del Pireo, insieme alla marcia indietro sul debito, trasformano in meno di un mese il governo Tsipras da flebile speranza in acclarata bufala. Ad oggi, l’ultima carta su cui punta il governo greco è un prestito della BCE fino a settembre che non rientri nel famigerato “memorandum” d’intesa tra Grecia e “troika”, cioè non sia collegato ad una serie di riforme indicate da Francoforte. Un prestito che, nonostante gli strepiti tattici del ministro dell’economia tedesco Schäuble, la UE compatta non avrà difficoltà ad approvare (Lucrezia Reichlin docet). La montagna della sinistra riformista sta partorendo il più micragnoso dei sorci da laboratorio. Non è però responsabilità di Syriza. Il problema alla base è la prospettiva da cui si possono guardare gli eventi in questione. Il governo Syriza, ancora oggi, produce uno scenario potenzialmente fecondo entro cui poter finalmente svolgere un ruolo protagonista ed effettivo per le lotte di classe. Ma sono queste, non i cd musicali di Tsipras o il sorriso descamisado di Varoufakis, a rendere possibile la *trattativa*, costruiscono cioè un rapporto di forze. In assenza delle quali Syriza – ma sarebbe così per qualsiasi altra forza di sinistra – non ha alcun ruolo in questa UE, né da comprimario, né da aggregatore di forze politiche ostili ai diktat liberisti. Purtroppo in Grecia, e in sedicesimi in Italia, alle lotte si stanno sostituendo sfilate solidali con il governo greco. Sfilate fatte, qui da noi, con mezzo PD, Sel, associazionismi vari, Cgil, eccetera: come dire, alla faccia dell’intelligenza col nemico. La reiterazione della logica testimoniale non produrrà alcun passo in avanti verso le riforme, dopo un ventennio di controriforme sociali (promosse e approvate dagli stessi soggetti con cui si vorrebbe scendere in piazza a favore di Tsipras) dovremmo averlo abbastanza chiaro, eppure non è così. Reiterare il rapporto con il governo delle larghe intese sperando che una parte di questo si schieri contro la UE liberista non farà altro che rafforzare il governo totale di Renzi e del renzismo, espressione locale del liberismo europeista. Il modo peggiore, insomma, per dimostrare solidarietà a Syriza e al popolo greco.

5236 letture totali 0 letture oggi

6 comments to Il topico destino di Tsipras: da giovane promessa a solito stronzo in due settimane

  • Roberto

    La vera bufala è la privatizzazione del porto del Pireo, smentita dal governo greco il 10 febbraio. Ciò su cui si è fatto marcia indietro è la cessione ai cinesi di una parte del traffico container: decisione saggia direi, visto che se la BCE chiude i rubinetti…
    Occhio con le fonti mainstream, è già in atto una loro “latino-americanizzazione” tesa a ridicolizzare il governo greco
    http://www.ekathimerini.com/4dcgi/_w_articles_wsite2_1_10/02/2015_547092

  • Militant

    @ Roberto
    Chiariamo subito un aspetto: noi saremmo felici di essere smentiti, anzi ci auguriamo che tutti i giornali del mondo, a partire dal Wall Street Journal, abbiano fatto opera di depistaggio. Difficile crederlo, visto il clamore della notizia:

    http://www.huffingtonpost.it/2015/02/10/grecia-ue-sei-mesi_n_6653284.html

    http://www.milanofinanza.it/news/tsipras-fa-retromarcia-la-grecia-procede-con-la-privatizzazione-del-porto-del-pireo-201502101657099754

    http://www.wsj.com/articles/greece-to-proceed-with-piraeus-port-privatization-1423573999?mod=MFlink1

    http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/CRISI-GRECIA-Atene-procedera-privatizzazione-Porto-Pireo/10-02-2015/1-A_015875496.shtml

    Più in generale, noi siamo lontani da ogni possibile massimalismo. Crediamo che anche una contrattazione parziale – ma effettiva – delle condizioni finanziarie di adesione alla UE sia necessaria. Crediamo che anche delle riforme strutturali in economia siano doverose. Il tema non è socialismo o barbarie allo stato attuale, nel senso che esiste una scala di grigi che potrebbero portare a uno sviluppo migliore, anche rimanendo all’interno di un economia di mercato privato (altro discorso è sulla fattibilità di tale opera riformista, cosa su cui noi siamo decisamente scettici: non è più il tempo del “capitalismo dal volto umano”, se mai sia esistito).
    Il nostro ragionamento è un altro. Ed è che la solidarietà di cui Syriza e il popolo greco hanno bisogno non deriva dagli intendimenti con chi ha prodotto questa crisi e questa UE (Sel, Cgil, Pd, ecc); e che la solidarietà si esprime nelle lotte, con le lotte, con il conflitto, la mobilitazione, la politica. Non con le piazze multicolore in appoggio ad un governo assolutamente privo della forza necessaria a cambiare lo stato di cose presenti, almeno nella UE. Il problema è che senza lotte niente trattativa, e confidare nelle capacità di Syriza significa votarsi alla sconfitta ancor prima di giocarsi la partita. Non a caso oggi la Merkel si è espressa a favore della ricontrattazione del debito, perchè ormai quel processo è stato completamente assunto dalle gerarchie UE, normalizzato, masticato e anestetizzato. E poi chiriamoci. Noi ci augiriamo che la notizia della privatizzazione del Pireo sia una bufala, ma se così non fosse le cose cambierebbero prospettiva. Se la contropartita all’allungamento del prestito ponte fino a settembre sarà la cessione del Pireo in mani private, cioè la svendita dell’unico asset produttivo-logistico effettivo della Grecia, significherebbe avallare in pieno il progetto liberista volto a privatizzare gli ultimi scampoli di economia pubblica. Se la trattativa porterà a questo, insomma, sarà una trattativa da cui potremmo uscirne solo più a pezzi di prima. Ma speriamo di sbagliarci, ci auguriamo fermamente di sbagliarci, e saremo i primi a riconoscerlo.

  • Dico la mia, compagni, poi correggetemi ove sbaglio, sia a livello di valutazioni che di informazioni.

    A me sembra che la vendita del Pireo ai cinesi ( i quali, a quel che so, sarebbero i principali acquirenti), debba essere letta parallelamente all’intensificazione dei rapporti diplomatici con la Russia: il male minore -qua parlo esclusivamente della privatizzazione del porto, non della diplomazia con la Russia- per spostare i rapporti di forza interni all’UE durante la trattativa.
    Abbiamo già visto un’offerta di prestito di Putin e l’invito a Tsipras a Pechino, probabilmente per motivi simili.
    Davanti a questo, gli USA si sono messi a fare pressioni sulla Germania e sulla borghesia finanziaria che comanda l’UE per addolcire le proprie posizioni dio intransigenza, perchè per gli USA l’avvicinamento della Grecia all’alleanza russo-cinese sarebbe un pessimo colpo in chiave geostrategica. Se pensiamo che sono anche stati alzati i salari minimi, è un punto anche questo che va messo in conto.

    Sull’iniziativa testimoniale di mercoledì scorso: a me risulta che questa giornata sia stata chiesta da alcune frange del movimento greco ai movimenti europei, semplicemente qua l’hanno raccolta per prima i vari partiti dei riciclati della sinistra radical istituzionale.
    Concordo sull’approfondimento conflittuale delle lotte, ma non sono secondo me cose che si possono improvvisare in qualche giorno: se questo approfondimento si darà, come tutti qua auspichiamo, sarà proprio esso a segnare il solco che dividerà le forze di lotta dai piccoli interessi di bottega dei partiti di casa nostra.

  • Roberto

    @militant
    su questo siamo d’accordo al 100%, in gioco c’è (nel migliore degli scenari) una rottura anti neoliberale simile a quella avvenuta in Latino America, ma non certo anti capitalista. Nel peggiore invece, l’ennesima occasione perduta. Dipenderà molto da chi sarà in grado, all’interno del variegato universo che è Syriza, di costruire l’egemonia. E da chi, nel resto d’Europa, raccoglierà il guanto di sfida alla Troika lanciato dal popolo greco. Certo che se fossero Civati e soci, stamo freschi…

  • roberto2

    Quando niente potra’ essere chiesto,perche’ niente potra’ essere dato,cambierete idea sul massimalismo.

  • Antoniofrancesco

    La rivoluzione è in atto il dove,il quando non si sa. Niente si può fermare. Il potere in mano ai finanzieri e ai populisti. L’essere comunista è una chiamata alle armi. La richiesta e la domanda di beni greci sembra un pericolo per tutta l’europa,il perché di tutte queste situazioni si riassume nel potere delle banche. L’essere comunista deve superare questi dati(PIL,TROIKA,UE,FMI). Il cambiamento delle idee è già in atto ,i massimi esperti di financial-capitalism già pronti per l’orda.

Rispondi a Antoniofrancesco Annulla risposta

  

  

  

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>