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La contestazione a Cristicchi: il video

 

La solita sala di ex-partigiani sessantenni che hanno fatto la Resistenza (!), di ex-infoibati (si, uno ci ha anche detto che veniva “dalle foibe”, forse pensava che facessero provincia insieme a Trieste e Udine), di gente “communista così”. In realtà, gente per bene, lavoratori, che dopo decenni di resa ideologica, di arretramento culturale, di omologazione politica fra il PCI-PDS-DS-PD e ogni forma di centrodestra, hanno completamente perso la bussola. Contenti di infangare la Resistenza, di avallare retoriche scioviniste e intimamente razziste, credendo di essere nel solco dei valori della sinistra. Perchè c’è qualcuno che finalmente “dice la verità” anche sui nostri crimini, come Pansa o Cristicchi. Perchè “abbiamo sbagliato anche noi”, perchè in fondo partigiani comunisti e fascisti erano la stessa cosa, ed è ora di voltare pagina, di aprirci alla modernità politica, di entrare finalmente nel novero delle “grandi democrazie occidentali”. Questi i tempi in cui ci tocca lottare. Oggi più che mai, viva la Resistenza antifascista, italiana e jugoslava.

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9 comments to La contestazione a Cristicchi: il video

  • Scandicci ha dato i natali ad un autentica autorità della storiografia contemporanea: Achille Totaro. Strano che non abbia considerato lo spettacolo come una stimolante occasione per edurre i presenti circa gli ultimi risultati del suo minuzioso ed attentissimo lavoro di ricerca.

  • Alessandro

    Ahhah…La Nazione, come sempre, da il meglio di sè in queste situazioni

    http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/2014/01/31/1018734-cristicchi-aggredito-teatro-contestazione.shtml

    Cristicchi cambia barbiere!

  • Militant

    Non solo nessuno fra i media, Cristicchi o qualcuno del pubblico che oggi commenta sul facebook dell”artista”, entra nel merito della ricostruzione storica che facciamo o ha qualcosa da argomentare sulla reinvenzione filo-fascista dello spettacolo, ma distorcono apertamente la realtà. Ne La Nazione leggiamo il resoconto peggiore, sullo stesso stile d’altronde di Magazzino 18:

    “Scorrono veloci nel corridoio che divide in due la platea, e piombano sul palcoscenico, srotolano uno striscione delirante, . Imbracciano megafoni e cominciano a urlare, a inneggiare al comunismo di Tito”

    A parte il fatto che “La storia non è una fiction” non ha niente di delirante, ma nessuno presente alla contestazione ha inneggiato a Tito. Avremmo potuto farlo e non ci sarebbe stato niente di male, e di certo meglio inneggiare a Tito che alla “compagnia dell’anello” come fa Cristicchi, ma comunque nessuna voce, coro o slogan ha riguardato Tito ieri sera. Se lo saranno sognato.

    “Sono tanti, un po’ bambini belve, un po’ esaltati: ragazzi di vent’anni che vorrei capire cosa sappiano mai del revisionismo storico, di Cristicchi e perchè mai inneggino a Tito. Tra le urla, che sembrano non finire, cercano di spiegare col megafono ragioni insostenibili per orecchie umane, intollerabili per la ragione.”

    Aridaje co Tito. E in ogni caso, nessuno entra nel merito delle argomentazioni. Le nostre ragioni sono deliranti punto. Nessuno a spiegare perchè e per come. Il motivo è evidente: perchè non sanno di quello di cui parlano.

    “mettere in scena questa storia che racconta di vittime innocenti, dello stordimento di un’Italia che all’improvviso si è ritrovata senza un fetta della sua terra, l’Istria. L’esodo ei giuliano dalmati.”

    Una fetta della sua terra??? Qui davvero siamo al delirio. L’unica cosa che riescono a dire in ogni dove è che avremmo dovuto vedere lo spettacolo, poi casomai contestare. Ma noi lo spettacolo l’abbiamo già visto, e proprio perchè è una merda revisionista che lo contestiamo. E in ogni caso, Cristicchi, a cui avremmo voluto spiegare le nostre ragioni, non si è visto. Si è dato, come l’ultimo dei fascisti di fronte alle brigate partigiane. La storia come sempre si ripete. In questo caso come farsa di un uomo triste

  • La Istarska županija riserva diversi angoli inattesi al visitatore attento; http://iononstoconoriana.blogspot.it/2013/08/la-tutela-delle-minoranze-linguistiche.html

    Le foto che accompagnano lo scritto in link sono state scelte tra quelle che più possono contrariare certi signori.

  • Brigante

    Da notare come “stranamente” l’articolo di Repubblica abbia riportato la frase sullo striscione come “Non ricordiamo tutto”. Strani certi errori! Tiriamo in ballo Freud o seguiamo Occam e togliamo il titolo di giornalisti ai pennivendoli?

  • Lentamente nei “media”, ma stasera la notizia è in prima pagina nazionale su “Repubblica”. Che dovrei ringraziare assieme alla “Nazione” e agli altri fogliacci di regime, dato che mi hanno tolto trent’anni: dovrei essere un “ragazzo di vent’anni”, mentre di anni ne ho cinquanta e ieri sera ero a Scandicci assieme a una compagna e amica che di anni ne ha 63! Ma la cosa più bella sono stati i “sinceri democratici” che ci urlavano “Studiate la storia!” Proprio loro, che la “storia” la studiano con gli spettacolini idioti del Cristicchio e con le “fiction” e i Beppe Fiorello. Ma in un certo senso fa piacere vedere reazioni del genere: un motivo in più per essere certi di avere colpito nel segno. Alle prossime, compa’.

  • “La Nazione” è la gazzetta più vecchia che si pubblichi oggi a Firenze; in tempi in cui l’incertezza pervade ogni aspetto dell’esistenza, rappresenta a suo modo una certezza su cui si può fare conto sicuro.

    L’altra cosa ovvia da sottolineare è che i gazzettieri considerano ormai la disinvoltura telematica come il principale strumento per far giornata. Se le cose si mettono davvero male si va a pietire la benevolenza dei contribuenti, come hanno avuto la sfrontatezza di fare i venticinque mangiaspaghetti che “lavoravano” per “Il Giornale della Toscana”. Sicché si sono limitati come d’abitudine a copiare ed incollare il contenuto di un po’ di roba trovata sul Libro dei Ceffi, che è l’immonda autoschedatura per buoni a nulla che tutti conosciamo.
    Similia similibus.

  • Canaglia Pezzente

    L’8 febbraio su la Repubblica esce un articolo a firma di Michele Sarra. L’ho letto e ne sono rimasto sbigottito. Non sono abituato a farlo ma l’ho preso e commentato punto per punto. Il virgolettato è il suo, l’altro è mio. “Quelli che vanno a contestare lo spettacolo di Simone Cristicchi “Magazzino 18”, sull’esodo degli italiani istriani e dalmati dopo la seconda Guerra, lo contestano a prescindere; nel senso che non lo hanno visto.” Già qui, caro Serra, inizia il suo articolo con un vizio di forma non da poco. Chi l’ha detto che “i contestatori” lo spettacolo non l’avevamo visto? L’ha detto Cristicchi, ma questo non vuol dire sia la verità. Anzi, nei loro comunicati rivendicano di conoscere benissimo quello spettacolo ed hanno pubblicato interessanti recensioni. “Non l’ho visto neppure io, dunque non posso parlarne bene e neppure male.” Forse allora, caro Serra, sarebbe il vaso lo vedesse perchè solo cosí comprenderebbe il motivo che animava “i contestatori”.
    “Voglio solo dire a Cristicchi, che stimo per la sensibilità di artista, che non è tenuto a difendere il suo spettacolo dicendo che è “un tentativo di pacificazione”. Anche se non lo fosse, avrebbe il diritto di andare in scena senza che ronde di censori cercassero di chiudergli il sipario.” Caro Serra cade ancora su delle congetture che avrebbe tranquillamente potuto evitare. Se Cristicchi afferma che il suo sia un tentativo di pacificazione qualcosa vorrà pur dire e forse due domane dovremmo porcele. Intanto il tentativo di pacificazione si inserisce a pieno titolo in processo tutto politico che ha preso il via dall’inizio degli anni ’90. Quindi è di politica che stiamo parlando. A questo punto mi chiedo…pacificazione con chi? Tra chi? In nome di cosa? Forse anch’io rischierò di fare congetture ma credo proprio che non si tratti la pacificazione con gli slavi ma piuttosto tra “rossi” e “neri” in nome di un memoria condivisa basata sul sentimento nazionale. Questo peró non è un approccio neutro ma reazionario oltre che utile al sistema di cose attuali per svilire dei valori, una storia, una prospettiva. Poi lei parla ancora una volta di una “verità” presunta solo dal racconto di Cristicchi. “I contestatori” sono entrati a luci accese e sipario chiuso. Sono rimasti il tempo che hanno ritenuto necesario e se ne sono andati. È sicuro lei che volessero interrompere? Evidentemente ha piú elementi di me per fare certe affermazioni ma se afferma di non aver mai visto lo spettacolo di Cristicchi, dubito fortemente che fosse in platea a Scandicci. Inoltre definisce “i contestatori” come “ronde di censori”. Forse alle parole dovrebbe dare il peso che meritano e riflettere maggiormente su cosa sia oggi la censura. Ne dovremmo fare una discussione lunghissima, ma per non appesantirci le faccio una domanda: il giornale su cui ha firmato questo “splendido” articolo, quando sceglie quali notizie far passare e quali no, non fa censura? Ah già, oggi si chiamano scelte editoriali. Quando queste scelte efitoriali si schierano con Monti prima e Letta poi, sostenendo che il peggio della crisi sia passata e non dicono una parole sulle lotte degli operai e dei lavoratori, sui loro scioperi, sulle loro mobilitazioni, non crede tenga a tacere volontariamente voci scomode?
    “Tolte le violazioni di legge, non esistono limitazioni della libertà d’espressione che non siano censorie e violente.” Questa definizione di libertà d’espressione cozza con il suo significato. Anzitutto, non essendo la legge scolpita nella pietra ma soggetta a mutamenti e a cambiamenti proporzionali ai rappotti di forza tra le classi, vorrei capire se non le pare un’affermazione contradditoria. Se venisse votata una legge denominata per esempio “legge sulla limitazione della libertà d’espressione” lei cosa direbbe a quel punto? Poi vorrei capire un’altra cosa…per lei libertà d’espressione cosa vuol dire? Che ognuno può dir ció che vuole? In questo caso Cristicchi avrebbe potuto fare uno spettacolo di fantasia, ma non uno spettacolo su un pezzo di storia. La storia è la storia e su quella non sono ammesse invenzioni ma si dovrebbe essere rigorosi e precisi come storici. Cristicchi non lo è. Guardi il suo spettacolo. Si informi sulla storia del confine orientale dal lavoro di quegli storici che veramente vengono censurati. Se andassimo avanti cosí ci potremmo trovare tra qualche anno ad assistere ad una fiction, uno spettacolo o un film pronti a raccontarci le ultime ore di Mussolini come quelle di un povero uomo abbandonato dal suo popolo in fuga dall’efferatezza comunista. Neanche all’ora qualcuno potrebbe alzar la voce? Guardi che non siamo troppo lontano da questo “traguardo”. “Ai troppi bigotti di troppe parrocchie pronti a considerare blasfemo questo o quello spettacolo, questo o quel libro, non bisogna rispondere che quello spettacolo e quel libro sono buoni o virtuosi.Bisogna rispondere che quello spettacolo e quel libro sono soggetti unicamente al giudizio del pubblico: che è libero di applaudire o di fischiare, di comperare o di non comperare, non di interrompere, non di impedire la pubblicazione o la rappresentazione.” Caro Serra, il pubblico, inteso in senso piú ampio dei singoli paganti di quella rappresentazione in quella serata, mostrerà il suo apprezzamento o meno nei modi che riterrà opportuni. Oppurre vorrebbe essere lei a tracciare i confini di come e quando si è liberi di applaudire, fischiare o urlare? E la sua libertà d’espressione che fine farebbe?
    “Chi non vuole vedere e sentire Cristicchi stia a casa sua a ripassare i suoi bigini. Meglio ancora: diventi bravo almeno quanto Cristicchi e faccia, sulle foibe, un suo proprio spettacolo da sottoporre al pubblico. Altrimenti taccia.” Invece evidentemente “i contestatori” Cristicchi l’hanno voluto vedere e per questo hanno voluto anche contestarlo. Hanno giustamente evitato di rimanere a casa come troppi fanno, come firme come la sua vorrebbero spingere a fare, e si sono ripresi la parola per qualche minuto aprendo, mi pare, una contraddizione che articoli come il suo vorrebbero chiudere dicendo che in fondo, i cattivi, i contestatori, dovrebbero tacere. Che bello era quando c’era lui e i treni arrivavano in orario…non è vero Serra? Si maschera da democratico ma scrive da forcaiolo. Lei ha detto ció che voleva ma se qualcuno la contesta la ripaga con la stessa moneta spero incassi senza troppi problemi. Ultima cosa. Se Cristicchi le piace è affar suo, ma se non fosse stato contestato dubito avrebbe scritto su di lui. Volevo poi sapere? Lei è davvero convinto che si nasca tutti con le stesse possibilità e con le stesse vocazioni? Perchè i contestatori dovrebbero diventare “bravi come lui” per poter dissentire? Secondo me già potrebbero esserlo ma persone come lei semplicemente non vogliono ascoltarli…ma se poi prendessimo per buono quest’approccio allora un uomo forte, carismatico, deciso e potente (ovviamente non parlo di Cristicchi) avrebbe il diritto di far tacere chi non è come lui? Va bene…ma se poi ci “armiamo” lei che fa? Io diserto! Lei parte? Serra…evviva “i contestatori”, evviva gli antifascisti!

    Un operaio comunista

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