
Da qualche mese è all’opera per le strade di Roma una nuova squadra del decoro urbano, fiore all’occhiello della giunta Alemanno. “Casualità”, però, i solerti ripulitori di muri sembrano muoversi in maniera estremamente selettiva cancellando le scritte dei compagni e chiudendo un occhio su quelle fasciste e razziste. Read more »

Dopo dieci anni i Wu Ming tornano nel mondo di Q. E anche se questo non è, come ampiamente anticipato dagli autori, il seguito del suddetto libro, è impossibile non aver provato la morbosa curiosità di andare a vedere qual è il collegamento, l’escamotage letterario, il riferimento che ricolleghi il primo all’ultimo libro dei fortunati autori “senza nome”. Read more »

Ieri, nelle due pagine dedicate dal Corsera ai disagi provocati dal maltempo, spiccava in bella mostra questo titolo che la dice lunga su quanto valga la vita di un lavoratore in Italia. Almeno per i media mainstream. Gianmarco Desana, un operaio genovese di 37 anni, è morto schiacciato da due rimorchi nel garage di un traghetto, ma per il giornalista la notizia è il ritardo dei passeggeri e del traghetto stesso. Ci hanno fatto due palle come un secchio per i due incisivi rotti di Berlusconi, fiumi di parole per la plastica da rifare che neanche i Jalisse ne ‘97 a Sanremo, e per un camallo morto al massimo 5 righe e un titoletto… diventa sempre più difficile dirvi quanto vi disprezziamo.

Di seguito un nostro breve commento sulla protesta degli operai della Fiat che, martedì 22 dicembre, hanno manifestato fino a Montecitorio in occasione del vertice fra governo, Fiat e sindacati
“Pomigliano non si tocca”, “A Termini Imerese la lotta non si ferma”, ma anche “il potere deve essere operaio”. È in scena l’orgoglio operaio di Pomigliano, di Termini Imerese e di Arese. Il centro di Roma è bloccato, le tute blu sfilano fino in Campidoglio. Da Napoli giungono anche alcuni compagni dell’università. La pioggia non da’ tregua, ma la voce non diventa roca. Read more »
IMBRATTATO DI VERNICE ROSSA IL TRAM NATALIZIO DEL COMUNE
Il tram natalizio del Comune di Roma, con la sponsorizzazione della Coca Cola, proprio non ci andava giù. Secondo le dichiarazioni dell’Assessore alla mobilità la caratteristica principale di questo mezzo sarebbe « la possibilità per tutti di viaggiare a bordo dei tram illuminati, sentendosi parte di questa versione “in movimento” dello spirito del Natale cittadino.» Lo stesso spirito natalizio che il sindaco Alemanno ha ben pensato di difendere vietando cortei e manifestazioni per tutto il periodo delle feste, sostenendo che la presenza dei manifestanti avrebbe fatto diminuire sensibilmente gli acquisti natalizi ed aumentare il traffico cittadino.
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La notizia è di qualche giorno fa, ma merita di essere ripresa e commentata. Lo scorso 15 dicembre il governo georgiano ha fatto demolire il memoriale in ricordo della vittoria sul nazismo disegnato da Merab Berdzenishvili. Read more »


E così, dopo neanche un anno di gloria effimera, i capodogli della cosiddetta green economy si sono spiaggiati esanimi di fronte alla sirenetta di Copenaghen. Il fallimento del vertice sul clima, del resto, era stato ampiamente previsto dagli analisti più attenti che ne avevano pronosticato l’esito già in occasione della visita di Obama in Cina. Read more »

Ieri mattina i solerti custodi de La Sapienza hanno provveduto a cancellare la scritta per Pinelli, ieri sera è stata rifatta.



Di te so molte cose, anche di quando eri ragazzino. So, per esempio, che hai brindato all’assassinio di Calabresi: chissà, forse oggi te ne vergogni un po’ e comunque non credo che l’andresti a raccontare in giro, a meno di garantirti l’anonimato, come ti propongo io.
Intanto, se me la trovassi davanti, le risponderei che sono già anonimo, senza bisogno di alcuna concessione. Non lo sono per lei, ma per tutti gli altri sì. E poi perché mi dovrei vergognare di aver bevuto un calice di vino alla memoria di Pinelli? O di aver creduto, e continuo a farlo, che in qualche modo fosse stata fatta giustizia, più o meno “proletaria”? Dico “più o meno” perché mi sa che i nostri, con quella storia, non c’entrassero un bel niente, tanto meno quelli incastrati con la precisa volontà di farlo. Per me non ha alcuna importanza sapere chi, e per quale ragione, abbia sparato quel mattino a Milano. Per me ha importanza solo il risultato: uno a uno e palla al centro, e al diavolo le accuse di cinismo, gli inviti a chiedere perdono e il pietismo di trent’anni dopo, quando tutti fingono d’essersi scordati il clima di quegli anni. I morti sono morti, i nostri e i loro, e per di più non siamo stati noi a cominciare.
da “L’amore degli insorti”
di Stefano Tassinari
Marco tropea Editore
Tonino libero, liberi tutti!
Dove sono finiti i soldi per le scuole pubbliche?