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ottobre 31st, 2008 antifascismo 12 Comments


Torniamo su quanto è successo ieri mattina, e lo facciamo mostrando la sequenza dell’aggressione ai Cobas che è avvenuta ben prima degli scontri di cui ha fatto un gran parlare la stampa. Queste immagini testimoniano, inoltre,il modus operandi che negli ultimi due anni il Blocco ha messo in pratica davanti alle scuole romane per intimidire gli studenti di sinistra e garantirsi agibilità.

1) Parte la carica degli “studentelli indifesi” e “pacifici” del Blocco Studentesco guidata dal responsabile del loro servizio d’ordine.

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CAUSA

Ieri mattina il Blocco Studentesco ha tentato per l’ennesima volta di strumentalizzare la protesta studentesca presentandosi direttamente sotto il Senato così come aveva già fatto il giorno precedente. Il giochino è paraculo quanto semplice, arrivo con il mio camion e la mia amplificazione, mi porto pure il servizio d’ordine di squadristi e a quel punto cerco di monopolizzare la comunicazione di una piazza che si presenta spontanea e non strutturata. Insomma, come si dice in gergo, metto il cappello. Ma  non è detto che quello che funziona una volta funzioni per sempre. Ieri, infatti, a rovinare i piani di Casa Pound ci hanno pensato i lavoratori dei Cobas Scuola che, a differenza dei borghesucci fascisti di Piazza dei Giuochi Delfici, avevano mille e una ragione per stare in piazza. Visto che il decreto taglierà 87.000 posti di lavoro colpendo principalmente i precari che non vedranno rinnovato il loro contratto. A quel punto i fascisti, infastiditi anche dalla presenza di un’altra amplificazione che rompeva il loro monopolio, hanno comunque tentato di prendere la testa della manifestazione caricando più volte studenti e lavoratori che non volevano farsi strumentalizzare. Il tutto sotto lo sguardo acquiescente delle forze dell’ordine. Direte voi, ecco che riemerge il pregiudizio nei confronti delle guardie, ma leggete (qui) quanto scrive Curzio Maltese (mica un Autonomo) su La Repubblica (mica Lotta Continua) di oggi. A rimetterci sono stati alcuni studenti e due compagni, uno dei quali dopo essere caduto a terra colpito da una catenata è stato preso a calci in testa da numerosi di questi “eroici” combattenti (daje Vale’, partigiano combattente sempre in prima fila).

EFFETTO

La notizia dell’aggressione fa il giro della città, arriva al corteo degli studenti medi e nelle Facoltà occupate della Sapienza. La rabbia è diventata enorme e si è fatta onda, questa si, incontrollabile. Perché ne abbiamo le palle piene delle aggressioni sotto le scuole, delle coltellate assassine, degli assalti squadristici contro i centri sociali… e perché questi topi di fogna d’ora in poi dovranno averlo ben chiaro: guai a chi ci tocca.Arriviamo incordonati su Corso Vittorio Emanuele accolti dagli applausi dei compagni giovanissimi cacciati a bastonate dalla piazza. Ad attenderci altri cordoni, altri compagni e altre compagne. La stessa rabbia negli occhi, la stessa determinazione. Si va. Il corteo entra da Piazza di San Pantaleo, un cordone di PS ci si para davanti, ma oggi non è aria e allora si spostano. Qualcuno lancia un coro: CAMERATA, BASCO NERO e il corteo risponde ruggendo IL TUO POSTO E’ AL CIMITERO. Finalmente, non se ne poteva più della presunta apoliticità, dei “ne destra ne sinistra” dei vari Bascetta e dei suoi epigoni. Entriamo in piazza, parte, ritmato, un SIAMO TUTTI ANTIFASCISTI. Li vediamo, stanno dall’altra parte della piazza. Avanziamo compatti, incordonati, decisi. Noi siamo a mani nude, loro hanno tutti dei manici di piccone. Avanziamo ancora, arriviamo a dieci metri da loro. Qualche “pompiere” si para davanti, dice di “non rompere” il movimento. Ma vaffanculo, che movimento vuoi fare con chi spranga i compagni. Al tre, decidiamo, si parte. UNO e allora pensi cazzo non c’ho niente in mano DUE e neanche un fazzoletto in faccia TRE ma ‘sti cazzi CAAARICAA. Vola di tutto, le loro prime file reggono quelli dietro si squagliano come neve al sole. Provano a tenerci a distanza coi bastoni e noi non abbiano altro a disposizione che le sedie di vimini del bar affianco. Che anche se lanciate da un palazzo non farebbero male a nessuno. Fa niente, li stringiamo all’angolo, li sommergiamo. Qualcuno arriva al contatto, e ora quel bastone sai dove te lo infiliamo, pezzo di merda. Scappano, scomposti. Quel coglione di Polacchi sta li a chiamare la linea, ma non s’è ancora accorto che dietro non c’è più nessuno.  Si gira, capisce, e la sua faccia, da sola, vale il prezzo del biglietto. La polizia a quel punto carica sia noi che loro. Finisce così, alcuni di noi sono ammaccati ma nemmeno un dubbio ne valeva la pena, cazzo se ne valeva la pena. 50 fascisti armati di bastoni sono stati cacciati dalla piazza dai compagni a mani nude, e adesso che vadano pure a piangersi addosso.

Questa è per Renato, questa è per DAX.

 

ottobre 28th, 2008 controculture none Comments

ottobre 23rd, 2008 capitale/lavoro 2 Comments

tratto da carmillaonline.com

di Valerio Evangelisti

1. Le rovine di Buffalo

L’anno scorso, 2007, mi trovai a viaggiare per il nord degli Stati Uniti, proveniente dal Canada, in compagnia di un amico, docente universitario a Toronto. Rimanemmo molto colpiti da ciò che vedevamo. Villaggi in rovina, quasi disabitati. Accampamenti di roulottes. Una città famosa, Buffalo, ridotta a un fantasma. Alle 18 del pomeriggio le vie erano quasi completamente deserte, a parte qualche barbone di colore, dal ventre prominente e con la bottiglia in mano. Donne obese che trascinavano la loro borsa fino alla fermata dell’autobus. Attorno, grattacieli di tipo newyorkese con una metà dei vetri rotti. La stessa Camera di Commercio, concepita a mo’ di monumento, necessitava di riparazioni. Quello che la guida proponeva come “quartiere dei divertimenti” era una sfilza di immobili cadenti e di porte sbarrate. Unica presunta attrattiva un caffè Starbuck con due tavolini all’aperto. Non c’era altro. Read more »

ottobre 22nd, 2008 antifascismo none Comments

La “maledizione” è arrivata. Qualche giorno fa auspicavamo un flop ai botteghini (leggi) per il film “Miracolo a sant’Anna”, e il “malocchio comunista” deve aver funzionata a giudicare dai pessimi riscontri al botteghino che l’opera revisionista ha incassato tanto in italia quanto negli USA. E daje.

(ANSA) – NEW YORK, 21 OTT – Incassi cosi’ insoddisfacenti per l’ultimo film di Spike Lee,’Miracolo a Sant’Anna’ da spingere il regista a licenziare il suo agente.Con tre milioni e mezzo di dollari di incasso nei primi giorni di distribuzione negli Usa, ‘Miracolo a Sant’Anna’ e’ risultato ben al di sotto delle aspettative del regista afro-americano che ha licenziato il suo agente William Morris dopo oltre 15 anni di collaborazione. Il film, sull’eccidio delle SS nel ‘44 in Versilia, era stata criticato in Italia.

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ottobre 18th, 2008 capitale/lavoro none Comments

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All’inizio del secolo scorso, quando si doveva descrivere il borghese tipo, lo si tratteggiava come un signorotto pingue col frac e con la tuba. Negli anni ‘80 il fenomeno degli yuppie contribuì ad affermare, per contro, un immagine più “fashion”. Il manager era palestrato, perennemente abbronzato e sempre elegante. E’ arrivata l’ora, però, di svelare il vero volto di chi si nasconde dietro la facciata della rispettabilità sociale. Individui assetati di profitti pronti a passare su tutto e su tutti. Read more »

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ottobre 15th, 2008 antifascismo 1 Comments

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A Brinzio, un paesino in provincia di Varese, la notte tra il 13 e il 14 ottobre anonimi razzisti hanno “sbiancato” delle sagome di legno raffiguranti dei bambini migranti. Le sagome erano state realizzate dai bambini della scuola elementare e servivano ad avvisare le macchine della presenza del complesso scolastico. Senza commento.

ottobre 15th, 2008 antimperialismo none Comments

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Il 15 ottobre del 1987 un colpo di stato pone fine alla vita di Thomas Sankara, il presidente-ribelle del Burkina Faso. Nel 1983 aveva guidato la rivoluzione che in pochi anni trasformò l’Alto Volta (leggi qui), un piccolo paese africano piagato dall’ingiustizia e dalla corruzione, nel Burkina Faso, che nella lingua locale significa “paese degli uomini liberi e integri”. Ancora oggi la sua figura è ispirazione per milioni di africani che non vogliono arrendersi al dominio neocoloniale e alle borghesie locali asservite agli interessi delle multinazionali. Un saluto a pugno chiuso, Comandante.

ottobre 14th, 2008 rassegna stampa none Comments

Amettiamolo, la storia di Milan Kundera “delatore” puzza un po’ di falso scoop, ma ammettiamo anche che non proviamo alcun dispiacere nel vedervi coinvolto un personaggio della sua risma (leggi qui). Il nostro diventò noto al grande pubblico per “l’insostenibile leggerezza dell’essere”, un libro pubblicato in Francia nel 1984 e diventato un best sellers negli anni’80. Celebrato come una sorta di capolavoro della letteratura, il libro è in realtà un manifesto revisionista antelitteram e a nostro avviso non è neanche un granchè dal punto di vista stilistico. Al di la della storia narrata, infatti, il messaggio che passa neanche troppo velatamente dalle pagine del romanzo è la continua equiparazione tra il nazismo e il comunismo. E’ divertente, quindi, vedere accusato di essere una “spia comunista” chi anticipò di qualche anno le tesi revisioniste di Nolte e soci. Vuoi vedere che fra qualche anno uscirà fuori che Pansa era dei GAP?

ottobre 14th, 2008 antifascismo 1 Comments

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Giorgio Almirante, il 17 maggio 1944, in qualità di Capo di Gabinetto del Ministro della Repubblica sociale italiana Mezzasoma, firmò un bando in cui fra l’altro si ribadiva la pena di morte per i giovani che non avessero risposto alla chiamata alle armi nell’esercito repubblichino.
Qui di seguito il testo del bando antipartigiano.
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ottobre 11th, 2008 antifascismo none Comments


Vienna – Il leader del partito austriaco di estrema destra Bzö e governatore della Carinzia, Jörg Haider, è morto in un incidente stradale. Haider, 58 anni, all’1,15 stava guidando la sua auto ufficiale presso Lambichl, a sud di Klagenfurt, capitale della Carinzia di cui era governatore, allorché ha compiuto un’improvvisa sterzata nel corso di un sorpasso andando a cozzare contro un altro veicolo; quindi ne ha perso il controllo ed è uscito violentemente dalla carreggiata, dopo essersi ribaltato diverse volte. Secondo la polizia austriaca, Haider stava viaggiando a una velocità «nettamente più elevata» rispetto ai 70 km all’ora ammessi in quel tratto di strada. Haider ha riportato lesioni gravissime alla testa e al torace, è stato portato in ospedale ma è deceduto durante il tragitto. (Corriere.it)

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ottobre 8th, 2008 capitale/lavoro none Comments


La notizia è vecchia di qualche giorno, ma merita attenzione. Premessa: l’India difficilmente rappresenta oggi un esempio di sviluppo sostenibile e rispettoso dei diritti sociali della sua popolazione. Piuttosto è uno dei Paesi asiatici che sta producendo le migliori performance economiche, con la conseguenza, però, di accentuare le disuguaglianze di classe, i conflitti etnici e i fondamentalismi religiosi. Nonostante questo (forse proprio per questo), a volte presenta situazioni sociali molto interessanti. A fine settembre, infatti, si verificò un evento dai contorni tragici: il direttore indiano della sede di New Delhi di una ditta internazionale aveva appena licenziato duecento dipendenti. Read more »

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