Lo scorso venerdì, leggendo il Corriere della Sera, scopriamo che il portiere del Milan, Christian Abbiati, è un nostalgico del Ventennio, così come da lui raccontato sull’inutile supplemento della Gazzetta dello Sport, Sport Week. Ignoriamo i motivi per cui il prode Abbiati, anziché preoccuparsi di guadagnare il posto da titolare all’interno del trio di portieri più scarso di tutti i tempi (Abbiati, Kalac e Dida, la fabbrica dei mostri), si preoccupi di affermare questo suo credo politico, vergandolo con i soliti distinguo inutili (il fascismo sì, ma senza leggi razziali, alleanza con Hitler e guerra: come dire va bene Moggi come direttore sportivo ma senza che compri arbitri e partite). Si potrebbe obiettare che Abbiati non è un soggetto interessante dal punto di vista calcistico, figuriamoci politico. Questa sua “coraggiosa” dichiarazione (dello stesso coraggio dei Pansa, dei Telese e degli altri revisionisti d’accatto, ovviamente) ha suggerito, però, una piacevole “lettera aperta” al portiere-camerata, trovata in rete a firma di Martino Mai, che sentiamo di condividere a pieno, tanto da riportarla qui sotto.
Caro Christian, mi permetto di rivolgermi a te con il “tu”, dal momento che abbiamo quasi la stessa età (tu sei del ‘77 ed io del ’79). Read more »
Il padronato europeo sembrerebbe seriamente determinato a ribaltare una delle parole d’ordine più felici del movimento operaio, quel “lavorare meno, lavorare tutti” che ancora oggi potrebbe essere una delle vertenze su cui mobilitare milioni di proletari (se solo in certa sinistra si superassero le fascinazioni per le strampalate teorie sulla fine del lavoro). Nel mese di ottobre verrà discussa dall’Unione Europea una proposta di direttiva comunitaria per estendere l’orario di lavoro fino a ben 60-65 ore settimanali. Read more »
Tonino libero, liberi tutti!
Dove sono finiti i soldi per le scuole pubbliche?