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Sciopero dei professori, tra enormi contraddizioni e qualche possibilità

 

E’ notizia delle ultime settimane che fra settembre ottobre moltissimi professori di varie università italiane aderiranno a uno sciopero per chiedere lo sblocco degli scatti salariali. Lo sciopero consisterà nella sospensione della sessione d’esame autunnale e impedirà di fatto a migliaia di studenti di sostenere esami nel periodo che andrà dal 1 settembre al 31 ottobre del 2017. Prima di fare qualche commento sullo sciopero in quanto tale e sulle contraddizioni che questo potrebbe generare ci sembra doveroso fare una premessa forse scontata ma comunque necessaria. I professori universitari non appartengono certo a quel pezzo di società con cui ci preme interloquire. Anche ai livelli più bassi, e nonostante le eccezioni, la composizione di certi contesti resta quella di una borghesia che replica se stessa. Anni e anni di controriforme hanno reso quasi impossibile al normale lavoratore accedere addirittura alla formazione universitaria, figuriamoci alla docenza. Continua a leggere »

Università e mondo della formazione fra crisi, movimenti e ristrutturazione

 

L’università e il mondo della formazione sono stati oggetto, negli ultimi venticinque anni, di una lunga serie di controriforme che ne hanno modificato profondamente la struttura. L’obiettivo di riorganizzare il mondo dell’istruzione, facendo si che rispondesse maggiormente agli interessi del capitalismo odierno, è stato perseguito da governi di tutti gli schieramenti politici, in linea con le direttive europee in materia. Tuttavia questo progetto ha incontrato resistenze all’ interno di scuole e università, provocando negli anni movimenti e lotte che, pur non essendo stati in grado di vincere, bloccando le riforme in questione, sono riusciti a mobilitare grandi masse di studenti e professori e di rappresentare un problema per governi e istituzioni. Inoltre in alcuni casi, intorno a questi movimenti, si è ricompattata a livello embrionale una vasta composizione sociale, sfruttata ed esclusa dalle logiche del capitalismo, che ha di fatto invaso lo scenario politico facendo sentire la propria rabbia durante giornate di piazza come il 14 dicembre 2010 o il 15 ottobre 2011. Continua a leggere »

Scrivono opportunità, leggiamo sfruttamento: contestata l’ennesima riforma privatizzante dell’Università

 

Oggi come studenti medi e universitari abbiamo contestato la formalizzazione dell’accordo tra La Sapienza e l’ufficio scolastico regionale che prevede l’alternanza scuola-lavoro per gli studenti degli istituti superiori, oltre che ulteriori normative per quanto riguarda i tirocini e la formazione degli insegnanti. Ancora una volta quella che viene fatta passare come opportunità è soltanto l’ennesima occasione di sfruttamento: per sopperire alla mancanza di fondi pubblici, invece che assumere personale strutturato, si sceglie ancora una volta di usare gli studenti come manovalanza a basso costo, gratis o con pochi spiccioli di rimborso; il tirocinio con la promessa di esperienza e di una futura assunzione non è altro che un regalo alle aziende… ma lo studio è un diritto, così come il lavoro! Se lavoriamo ci dovete pagare! Continua a leggere »

Le scuole nello stato di eccezione permanente. Un contributo degli studenti

 

Pubblichiamo un contributo scritto dal nostro gruppo studentesco e universitario, insieme agli studenti in queste settimane coinvolti nelle occupazioni scolastiche, sull’adeguamento scolastico allo stato di eccezione permanente presente nella Capitale.

Nelle ultime settimane la città di Roma appare sempre più nervosa per la “minaccia terrorismo”  e  mentre tutti corrono ai ripari nessuno sa realmente cosa fare. Quindi, per ora, si riempiono le stazioni di militari con l’unico apparente compito di controllare l’obliterazione di tutti i biglietti mentre il ceto politico romano, Pd in testa, è intento a capire il modo migliore per spartirsi la torta del Giubileo e, magari, trovare un altro fantoccio da far sedere in Comune per distogliere l’attenzione dai loro sporchi affari “privati”. Già, affari, che di privato hanno solo i profitti come quello della Metro C, il cui cantiere rischia di fermarsi definitivamente a dicembre finchè il Comune non pagherà qualcosa come 260 milioni a fronte di una spesa totale che finora, secondo alcune stime, si aggira tra i 4 e 5 miliardi! Continua a leggere »

Il Maker Faire non inventa proprio niente: come al solito prefetto, polizia e rettore schierati contro gli studenti.

 

Ieri, dopo settimane di mobilitazioni dentro la Sapienza contro la volontà di trasformare per tre giorni l’università più grande d’Europa in una vetrina per Enel, Eni, BNL ecc., noi come collettivo e molti altri studenti ci siamo diretti in corteo per reclamare la libera entrata all’università. Al nostro arrivo ci siamo trovati il solito spettacolo a cui siamo abituati qui a Roma da più di qualche mese: polizia a destra, a sinistra, davanti e dietro, con tanto camionette ed idranti. Nonostante questo il corteo si è diretto verso l’entrata dell’ateneo ed è iniziata una trattativa con gli organizzatori della Maker Faire per riuscire ad entrare ma senza ottenere risultati. A questo punto abbiamo chiesto di parlare con dei rappresentanti della Sapienza che non si sono fatti vedere, delegando di fatto la “risposta istituzionale” alla polizia che, apparentemente da un momento all’altro, è partita con una dura carica con tanto di idranti e membri della digos sguinzagliati con la bava alla bocca che puntavano singoli studenti. Il bilancio è di una testa spaccata, molti ammaccati e 5 arresti, due dei quali denunciati a piede libero mentre 3 compagni sono ancora in carcere in attesa della convalida o meno. Continua a leggere »

La fiera del liberismo alla Sapienza

 

Da qualche giorno la città universitaria si è trasformata in un cantiere a cielo aperto: lavori in corso, ditte di montaggio, ponteggi e assemblaggi di tensostrutture. Chi vive quotidianamente la Sapienza potrebbe anche non accorgersi della differenza tra la normalità e lo stato di eccezione imposto dalla fiera dell’innovazione tecnologica chiamata Maker faire. In realtà però proprio chi l’università la frequenta per studio o lavoro da ieri è stato lasciato forzatamente a casa. Aule chiuse e lezioni sospese, lavoratori in ferie obbligate, studenti a spasso, tanto siamo a ottobre mica a luglio dove è invece obbligatorio presenziare il (fu) pratone cercando di rimorchiare facendo la spola col Village. Da ieri e fino a domenica l’università è di proprietà di Intel, Eni, Microsoft e Bnl. Per chi vuole accedere all’ateneo c’è la possibilità di comprare in prevendita un comodo biglietto da quattro euro, mentre se non sei studente o lavoratore della Sapienza, di soli dieci euro. Un vero affare. Continua a leggere »

Gli spazi di agibilità nel nuovo modello universitario: lo sgombero del Lucernario e la sua riconquista

 

Lunedì scorso il rettore Frati ha disposto lo sgombero del Lucernario, stabile occupato lo scorso 14 ottobre dagli studenti di Sapienza Clandestina all’interno della Sapienza. In prima istanza lo sgombero è avvenuto senza l’intervento della polizia, ma mandando degli operai a togliere tavoli e sedie presenti all’interno e saldando le porte di accesso. Lo stabile è stato in seguito riaperto dagli studenti, che si sono poi trovati di fronte i soliti dipendenti della Questura che hanno ribadito la volontà di sgomberare lo stabile, come richiesto dal rettore nel caso in cui non fosse riuscito il suo primo tentativo. Continua a leggere »

L’università delle larghe intese

 

Interveniamo, ormai con qualche giorno di ritardo, sulla giornata del 12 dicembre all’università La Sapienza, in cui, durante la contestazione alla conferenza nazionale sulla biodiversità a cui avrebbero dovuto prendere parte anche Letta e Napolitano, la polizia, chiamata dal rettore Frati, ha caricato in città universitaria. Qualche centinaio di studenti sono partiti in corteo, andando a circondare il rettorato e l’aula magna in cui si svolgeva la conferenza, alla presenza peraltro dei ministri Saccomanni, Orlando, Lorenzin e altri. Hanno poi “violato” la recinzione che chiudeva l’intero piazzale antistante l’edificio e si sono diretti verso l’ingresso del rettorato, per provare ad entrare, trovandolo ovviamente chiuso al loro arrivo. Continua a leggere »

Daje Degage!

Lo scorso sabato 6 aprile, insieme ai movimenti di lotta per la casa, un gruppo di studenti del progetto Degage ha occupato uno stabile in Via Musa 10. Tra loro ci sono anche molti compagni a noi vicini, ma non è solo per questo che esprimiamo solidarietà a questa occupazione che si trova a rischio sgombero e sotto attacco mediatico, in particolare da parte di quei giornali che difendono – quando non sono di proprietà – i palazzinari, e che con retoriche squallide alternativamente li chiamano “bamboccioni” o li accusano di terrorismo e di voler “ritornare agli anni ’70”.

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Il caldo da’ alla testa: ad agosto sgomberata la Baracca Occupata

 

In estate succedono spesso cose molto brutte. A farne le spese si trovano a essere, altrettanto spesso, le strutture politiche che fanno il loro intervento nelle università. Il motivo è presto detto: ad agosto le università sono chiuse e i compagni/e non hanno modo di organizzare forme di resistenza attiva. Comunque, anche quando vi riescono, non possano contare sulla forza d’urto della massa universitaria (ad agosto latente), ma devono limitarsi alle energie dei militanti. È su questo che giocano i poteri forti, gli speculatori e i baronati universitari, quando vogliono annullare una struttura ritenuta preoccupante, quantomeno problematica. Senza confronto, senza dialettica, senza neanche “l’onore delle armi” di una sconfitta dopo una giornata campale: aspettano agosto, sfondano giù una porta e tanti saluti. Vi piace vincere facile?

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