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ACCADEVA OGGI…

19 May :
1991 Il 19 maggio al centro sociale Corto Circuito, in una notte come molte altre, un rogo illuminò il cielo e un fumo denso riempì l'aria, quella notte fu assassinato Auro Bruni. Aveva 19 anni. Ancora oggi questo omicidio non ha colpevoli.

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Le curve, la retta e la quarantena della politica. Stare a casa non basta/1

E’ davvero complicato provare a prendere parola collettivamente rispetto “all’emergenza coronavirus” con il clima di opinione che si è generato in questo paese. Da giorni siamo tutti letteralmente investiti da un flusso unidirezionale di informazioni da parte del circuito mediatico e da quello politico che sembra non avere fine e che sta alimentando un senso di ansia e di insicurezza diffuse che difficilmente avremmo potuto immaginare soltanto un mese fa. A questo flusso “istituzionale”, che si dirige dall’alto verso il basso, si aggiunge poi la cacofonia delle decine e decine di post, tweet, meme, appelli, video e messaggini WhatsApp che quotidianamente ognuno di noi riceve orizzontalmente dai contatti della propria “infosfera” social e che, coerenti con il mood dominante, come in un sistema di forze danno comunque come risultante quello della estrema drammatizzazione della situazione. Sia ben chiaro, non vogliamo certamente negare la serietà dell’epidemia in corso, ma non vogliamo nemmeno cedere allo storytelling della catastrofe “naturale” , e quindi “imprevedibile”, con cui si sta cercando di depoliticizzare la situazione, nascondendone le cause sistemiche e alimentando un clima da “unità nazionale” che serve soltanto a nascondere le responsabilità politiche più che a individuare come uscire da questa situazione. Continua a leggere »

Dazi, Stato e Rivoluzione (digitale)

 

“La Cina è vicina” gridavano le piazze degli anni Settanta, e dopo quasi mezzo secolo di storia quello slogan non è mai stato tanto aderente alla realtà come lo è oggi, anche se in forme ben diverse da quelle auspicate allora. Non si intravede nessun nuovo Mao al timone, nessuna Rivoluzione Culturale si profila all’orizzonte e non ci sono nemmeno le guardie rosse intente a bombardare il quartier generale. Da Deng Xiaoping in poi la Cina ha smesso di rappresentare un’alternativa ideologica di riferimento, non solo rispetto al comunismo sovietico, ma anche, e soprattutto, rispetto a quell’occidente capitalistico a cui si è andata viepiù, per l’appunto, avvicinando. Continua a leggere »

Le privatizzazioni in Italia. Il buio oltre la siepe

Quotidiano “la Repubblica”, inserto Affari&Finanza, 5 agosto 2019, un lunedì. L’approfondimento firmato da Luca Pagni spiega come tra le prima quaranta aziende quotate presso la Borsa di Milano (listino Ftse Mib, quello più rilevante) un buon 40%, a livello di valore della capitalizzazione, appartenga a società a controllo pubblico, cioè con il socio di maggioranza rappresentato dal Ministero del Tesoro o da qualche ente locale. Molte di queste, peraltro, sono attive in un settore oggettivamente strategico: quello dell’energia. Continua a leggere »

Vertenza Penicillina: non si molla un centimetro.

L’ex fabbrica di penicillina romana, la LEO, era balzata recentemente agli onori della cronaca, ghiotta di occasioni di questo tipo, per via della presenza, al suo interno, di diverse centinaia di disperati che la occupavano (privi di qualsivoglia alternativa abitativa) nonchè per lo sgombero in grande stile che ne era seguito; durante la grande parata mediatica dello sgombero, si è fatto a gara ad intestarsi la cosiddetta “vittoria” tra il Ministro degli Interni, la Sindaca e la Presidente di Municipio, e i vari esponenti di Casapound (mascherati da comitati di quartiere in cui di “quartiere” c’è ben poco). Continua a leggere »

Privatizzare? Attaccateve a ‘sto quorum!

Il referendum per la privatizzazione dell’Atac è stato un vero flop e solo il 16% degli aventi diritto al voto ha deciso di esprimersi sui due quesiti promossi dai radicali. Il 20% in meno di quelli che nel 1997 si erano recati alle urne per il precedente referendum consultivo sulla privatizzazione della Centrale del latte e dell’Acea. Segno evidente che il richiamo al privato e al libero mercato ha perso un po’ del suo smalto. Continua a leggere »

L’Unione Europea e i “populisti ingenui”

Fin dal giorno dopo l’insediamento del governo giallo-blu (sulla questione cromatica ci torneremo in un prossimo post) i due vice ministri Salvini e Di Maio hanno continuato a ripetere urbi et orbi che non esiste alcun piano B per la fuoriuscita dall’Unione Europea né, tantomeno, dalla zona euro. Aggiungendo che la loro reale intenzione è quella di riformare l’Ue e non certo di romperla. Continua a leggere »

Le guerre tra poveri le combattono due eserciti.

Qualche giorno fa, navigando in rete, ci siamo imbattuti in un articolo di Roma Today in cui si faceva riferimento ad una lettera aperta inviata da alcune associazioni al prefetto in merito alle sorti della ex Fabbrica Penicillina Leo, da tempo in cima alla lista degli stabili da sgomberare. Continua a leggere »

Numeri per un programma d’opposizione

Mentre Di Maio e Boeri litigavano sugli 8mila posti di lavoro (precari) che il “Decreto Dignità” farebbere perdere ogni anno, lunedì scorso il Corriere Economia pubblicava i risultati “sorprendenti” di una ricerca realizzata da Eurostat, l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea. Secondo l’Istituto, che fa direttamente riferimento alla Commissione europea, non propriamente il politburo del Pcus, in Italia mancherebbero oltre 2 milioni di posti di lavoro nel settore pubblico. Continua a leggere »

Ronaldo, lo sciopero e il “Cialtrone della Sera”

Ieri mattina le pagine sportive del Corriere della Sera ospitavano un lungo e compiaciuto articolo di Dario Di Vico sull’ “insuccesso” dello sciopero indetto negli stabilimenti FCA di Melfi e di Pomigliano “contro Ronaldo”. Il giornalista, che passa per essere un esperto di relazioni industriali e questioni sindacali, infieriva in punta di penna sul fallimento del “populismo sindacale” dell’USB e del Si Cobas, sottolinenado invece il ruolo svolto da Fim, Uilm, Fismic e Ugl che, responabilmente e “a petto in fuori” (sic), avevano combattuto “il dilagare della più bieca demagogia”. Continua a leggere »

Ma poi, è davvero un reddito di cittadinanza?

Nel tentativo quasi disperato di recuperare almeno in parte il centro della scena politica e di conteneree in questo modo la visibilità mediatica di Salvini, Luigi Di Maio sta cercando di rimettere in agenda i temi più cari ai cinque stelle. Tra questi su tutti, il Reddito di Cittadinanza, un misura di contrasto alla povertà che nelle intenzioni del leader pentastellato dovrebbe iniziare a prendere forma già da quest’anno. Continua a leggere »