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10 December :
1973 - A Torino le Brigate Rosse rapiscono il capo del personale Fiat Ettore Amerio

STATS

Privatizzare? Attaccateve a ‘sto quorum!

Il referendum per la privatizzazione dell’Atac è stato un vero flop e solo il 16% degli aventi diritto al voto ha deciso di esprimersi sui due quesiti promossi dai radicali. Il 20% in meno di quelli che nel 1997 si erano recati alle urne per il precedente referendum consultivo sulla privatizzazione della Centrale del latte e dell’Acea. Segno evidente che il richiamo al privato e al libero mercato ha perso un po’ del suo smalto. Continua a leggere »

L’Unione Europea e i “populisti ingenui”

Fin dal giorno dopo l’insediamento del governo giallo-blu (sulla questione cromatica ci torneremo in un prossimo post) i due vice ministri Salvini e Di Maio hanno continuato a ripetere urbi et orbi che non esiste alcun piano B per la fuoriuscita dall’Unione Europea né, tantomeno, dalla zona euro. Aggiungendo che la loro reale intenzione è quella di riformare l’Ue e non certo di romperla. Continua a leggere »

Le guerre tra poveri le combattono due eserciti.

Qualche giorno fa, navigando in rete, ci siamo imbattuti in un articolo di Roma Today in cui si faceva riferimento ad una lettera aperta inviata da alcune associazioni al prefetto in merito alle sorti della ex Fabbrica Penicillina Leo, da tempo in cima alla lista degli stabili da sgomberare. Continua a leggere »

Numeri per un programma d’opposizione

Mentre Di Maio e Boeri litigavano sugli 8mila posti di lavoro (precari) che il “Decreto Dignità” farebbere perdere ogni anno, lunedì scorso il Corriere Economia pubblicava i risultati “sorprendenti” di una ricerca realizzata da Eurostat, l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea. Secondo l’Istituto, che fa direttamente riferimento alla Commissione europea, non propriamente il politburo del Pcus, in Italia mancherebbero oltre 2 milioni di posti di lavoro nel settore pubblico. Continua a leggere »

Ronaldo, lo sciopero e il “Cialtrone della Sera”

Ieri mattina le pagine sportive del Corriere della Sera ospitavano un lungo e compiaciuto articolo di Dario Di Vico sull’ “insuccesso” dello sciopero indetto negli stabilimenti FCA di Melfi e di Pomigliano “contro Ronaldo”. Il giornalista, che passa per essere un esperto di relazioni industriali e questioni sindacali, infieriva in punta di penna sul fallimento del “populismo sindacale” dell’USB e del Si Cobas, sottolinenado invece il ruolo svolto da Fim, Uilm, Fismic e Ugl che, responabilmente e “a petto in fuori” (sic), avevano combattuto “il dilagare della più bieca demagogia”. Continua a leggere »

Ma poi, è davvero un reddito di cittadinanza?

Nel tentativo quasi disperato di recuperare almeno in parte il centro della scena politica e di conteneree in questo modo la visibilità mediatica di Salvini, Luigi Di Maio sta cercando di rimettere in agenda i temi più cari ai cinque stelle. Tra questi su tutti, il Reddito di Cittadinanza, un misura di contrasto alla povertà che nelle intenzioni del leader pentastellato dovrebbe iniziare a prendere forma già da quest’anno. Continua a leggere »

Tutta la periferia in uno svincolo…

Si dice in giro, si mormora, che il primo giugno dovrebbero finalmente riprendere i lavori per l’allargamento della Tiburtina. Il Comune di Roma e l’amministratore strardinario della Tecnis, l’azienda vincitrice dell’appalto, avrebbero finalmente trovato il modo per evitare che i fondi pubblici stanziati per i cantieri venissero poi stornati per saldare i debiti dell’azienda stessa. Nulla ci toglie dalla testa che questa “accelerazione improvvisa” sia anche (e soprattutto) merito delle mobilitazioni popolari di questi mesi. Continua a leggere »

Gli scioperi, quelli veri

 

Tra aprile e giugno – tre mesi – i sindacati francesi hanno proclamato 36 – trentasei – giornate di sciopero in tutto il settore ferroviario nazionale. Una ogni tre giorni. Il tutto, «in un clima crescente di tensione sociale, [dove sciopereranno] anche il personale di Air France, i netturbini e alcuni lavoratori del settore energia» (qui). Per cogliere lo stato di putrefazione della nostra democrazia basterebbe una notizia come questa: quello che altrove viene considerato possibile, qui sarebbe trattato alla stregua di un colpo di Stato. Continua a leggere »

Meno lavoro, più occupati: l’orizzonte della nuova “crescita economica”

 

All’inizio, più o meno un anno fa, la “crescita” era derisa dai più: “non c’è crescita, sono solo oscillazioni statistiche senza ricadute nella realtà”. Col passare dei mesi, la narrazione si faceva più performante: “c’è una crescita, ma è senza lavoro”. Oggi siamo allo step successivo: “mai così tanti occupati dal 1977”. Il coro mediatico ripete l’ultima buona notizia sul fronte economico: con 23.183.000 occupati, non abbiamo mai avuto tanti lavoratori in attività (qui). Siamo davvero usciti dalla grande recessione decennale? Le statistiche si stanno traducendo in condizioni materiali migliori per la popolazione? In realtà, ancora no. Anzi, la dinamica del mercato del lavoro, speculare tanto in Italia come in Germania e nel resto d’Europa, ci racconta di un impoverimento complessivo e progressivo dei lavoratori europei. Continua a leggere »

Uno sciopero e un sindacato: tutto ciò che abbiamo in questo momento

 

Le due mobilitazioni nazionali del 10 e 11 novembre rappresentano al tempo stesso poco e molto delle lotte di classe del paese. Nessun’altra forza sociale, men che meno politica, ha oggi la forza di organizzare una mobilitazione nazionale nei principali settori di classe, caricandosi anche il peso di una sua rappresentazione pubblica politico-sociale. E’ un dato oggettivo che descrive la nostra debolezza, non la nostra forza, ma è perlomeno un fatto concreto, che ci permette di ragionare su dati di fatto reali e non immaginari. Tutti noi vorremmo altro, ma quest’altro non c’è. La piazza romana di sabato ci racconta di questa potenzialità e della sua impossibile autosufficienza. Continua a leggere »