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ACCADEVA OGGI…

29 September :
1944 - Fra il 29 settembre e il 5 ottobre i nazifascisti fanno strage dei civili considerati vicini ai partigiani, dopo sei giorni di violenze, il bilancio delle vittime civili si presentava spaventoso: oltre 800 morti

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Costruiamo la nostra Fase 2

 

Domani saranno passati circa tre mesi dall’inizio della crisi epidemica e dall’entrata in lockdown del Paese. Tre mesi che, come scriveva qualcuno che di rivoluzioni ne capiva, potrebbero davvero valere come anni, a dimostrazione che il tempo della politica non scorre mai in maniera lineare. La crisi epidemica ha avuto quanto meno il “merito” di dimostrare, qualora ce ne fosse ancora il bisogno, l’assoluta insostenibilità del sistema economico dominante. Da anni la comunità scientifica ammoniva sulla inevitabilità di un evento pandemico di questa portata e quello che era in discussione non era tanto il “se”, ma piuttosto il “quando” si sarebbe manifestata una nuova pandemia. E questo perché la corsa all’accumulazione capitalistica tende a generare le condizioni sociali ed ecologiche affinché eventi del genere si verifichino con sempre maggiore frequenza. Eppure le classi dominanti si sono dimostrate sorde a questi appelli, ed anzi hanno contribuito a rendere ancora più fragili i sistemi sanitari nazionali attraverso i processi di spoliazione e privatizzazione che sono stati portati avanti in questi decenni di controriforme neoliberiste, tanto dalla destra quanto dalla cosiddetta “sinistra”. Continua a leggere »

Cercando nuove rotte #3 – Intervista a Giulio Palermo

Con questa videointervista a Giulio Palermo si chiude “Cercando nuove rotte”, un piccolo ciclo di approfondimenti sulla crisi che come collettivo abbiamo messo in campo quando ormai era chiaro che la pandemia, la crisi epidemica da sars-CoV-2, si stava velocemente trasformando in una crisi economica e sociale di magnitudo perfino superiore a quella del 2008. Così come accade per gli tsunami c’è sempre uno scarto temporale fra l’evento sismico vero e proprio e l’arrivo dell’onda d’urto, un tempo prezioso di cui dovremmo approfittare per provare ad organizzarci partendo da alcune consapevolezze che potrebbero persino risultare banali, ma che è bene ribadire: Continua a leggere »

Le città e il lavoro nella “fase due”

[Nell'immagine, il grigio è il lavoro vivo]

Il “mondo di ieri” non ci manca, ma quello di domani potrebbe essere peggio. Questa crisi – come di consueto – accelera processi produttivi già in essere ma “finalmente” socializzati. L’economia delle piattaforme, d’altronde già modello capitalistico di sussunzione e valorizzazione avanzata, troverà in questa crisi quei caratteri tali da innervare ogni relazione sociale, fagocitando anche quel mondo produttivo che fino ad oggi sembrava sottrarsi ad essa. Seguiamo le tracce di questa possibile evoluzione allora. Continua a leggere »

Cercando nuove rotte #2 – Intervista a Marco Bersani

Continua con Marco Bersani il ciclo di interviste per provare a tracciare rotte alternative e praticabili nell’immediato.

Cercando nuove rotte #1: Intervista a Marco Veronese Passarella

La crisi epidemica si è rapidamente intrecciata con una crisi economica che tutti gli analisti non faticano a definire come “senza precedenti in tempo di pace”. Il rischio, nemmeno troppo remoto, è che a pagarla siano sempre gli stessi.

Con l’incontro con Marco Veronese Passarella iniziamo così un piccolo ciclo di interviste ad economisti eterodossi per provare a tracciare rotte alternative e praticabili nell’immediato.

Lo sviluppo capitalistico e la diffusione delle epidemie

Da qualche giorno è online l’Ordine Nuovo, una nuova rivista comunista a cui collaboriamo e che nasce con l’ambizione di rappresentare uno strumento di formazione, di dibattito e di radicamento nella classe. Invitando chi ci segue a farla girare e, soprattutto, a leggerla e discuterla, pubblichiamo di seguito il nostro contributo al primo “numero”.

Nel giro di alcune settimane un patogeno microscopico ha messo in crisi le lunghe catene del valore dell’economia capitalista. Un microrganismo che la scienza fatica perfino a classificare tra gli esseri viventi si è così trasformato nel fatidico granello di sabbia capace di inceppare i meccanismi della globalizzazione, riuscendo a rallentare o, in alcuni casi, addirittura a fermare la produzione. In questo momento milioni di salariati sono confinati nell’isolamento, mentre ad altri viene imposto, nonostante il rischio di contagio, di andare a lavorare e sacrificarsi in nome del profitto. Una pandemia che sta progressivamente investendo tutti i paesi del mondo, a partire da quelli a capitalismo avanzato, ma in cui anche la capacità di risposta della sanità pubblica e la tenuta dei rispettivi sistemi di welfare si stanno trasformando in fattori decisivi nella competizione inter-imperialistica. Continua a leggere »

Le curve, la retta e la quarantena della politica. Stare a casa non basta/1

E’ davvero complicato provare a prendere parola collettivamente rispetto “all’emergenza coronavirus” con il clima di opinione che si è generato in questo paese. Da giorni siamo tutti letteralmente investiti da un flusso unidirezionale di informazioni da parte del circuito mediatico e da quello politico che sembra non avere fine e che sta alimentando un senso di ansia e di insicurezza diffuse che difficilmente avremmo potuto immaginare soltanto un mese fa. A questo flusso “istituzionale”, che si dirige dall’alto verso il basso, si aggiunge poi la cacofonia delle decine e decine di post, tweet, meme, appelli, video e messaggini WhatsApp che quotidianamente ognuno di noi riceve orizzontalmente dai contatti della propria “infosfera” social e che, coerenti con il mood dominante, come in un sistema di forze danno comunque come risultante quello della estrema drammatizzazione della situazione. Sia ben chiaro, non vogliamo certamente negare la serietà dell’epidemia in corso, ma non vogliamo nemmeno cedere allo storytelling della catastrofe “naturale” , e quindi “imprevedibile”, con cui si sta cercando di depoliticizzare la situazione, nascondendone le cause sistemiche e alimentando un clima da “unità nazionale” che serve soltanto a nascondere le responsabilità politiche più che a individuare come uscire da questa situazione. Continua a leggere »

Dazi, Stato e Rivoluzione (digitale)

 

“La Cina è vicina” gridavano le piazze degli anni Settanta, e dopo quasi mezzo secolo di storia quello slogan non è mai stato tanto aderente alla realtà come lo è oggi, anche se in forme ben diverse da quelle auspicate allora. Non si intravede nessun nuovo Mao al timone, nessuna Rivoluzione Culturale si profila all’orizzonte e non ci sono nemmeno le guardie rosse intente a bombardare il quartier generale. Da Deng Xiaoping in poi la Cina ha smesso di rappresentare un’alternativa ideologica di riferimento, non solo rispetto al comunismo sovietico, ma anche, e soprattutto, rispetto a quell’occidente capitalistico a cui si è andata viepiù, per l’appunto, avvicinando. Continua a leggere »

Le privatizzazioni in Italia. Il buio oltre la siepe

Quotidiano “la Repubblica”, inserto Affari&Finanza, 5 agosto 2019, un lunedì. L’approfondimento firmato da Luca Pagni spiega come tra le prima quaranta aziende quotate presso la Borsa di Milano (listino Ftse Mib, quello più rilevante) un buon 40%, a livello di valore della capitalizzazione, appartenga a società a controllo pubblico, cioè con il socio di maggioranza rappresentato dal Ministero del Tesoro o da qualche ente locale. Molte di queste, peraltro, sono attive in un settore oggettivamente strategico: quello dell’energia. Continua a leggere »

Vertenza Penicillina: non si molla un centimetro.

L’ex fabbrica di penicillina romana, la LEO, era balzata recentemente agli onori della cronaca, ghiotta di occasioni di questo tipo, per via della presenza, al suo interno, di diverse centinaia di disperati che la occupavano (privi di qualsivoglia alternativa abitativa) nonchè per lo sgombero in grande stile che ne era seguito; durante la grande parata mediatica dello sgombero, si è fatto a gara ad intestarsi la cosiddetta “vittoria” tra il Ministro degli Interni, la Sindaca e la Presidente di Municipio, e i vari esponenti di Casapound (mascherati da comitati di quartiere in cui di “quartiere” c’è ben poco). Continua a leggere »