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ACCADEVA OGGI…

22 August :
1944 - 32 spagnoli e 4 francesi contrastano una colonna tedesca (1.300 uomini in 60 camion, con 6 carri armati e 2 pezzi d'artiglieria semoventi), a La Madeiline, Francia. Tre Maquis feriti, 110 soldati tedeschi uccisi e 200 feriti

STATS

Numeri per un programma d’opposizione

Mentre Di Maio e Boeri litigavano sugli 8mila posti di lavoro (precari) che il “Decreto Dignità” farebbere perdere ogni anno, lunedì scorso il Corriere Economia pubblicava i risultati “sorprendenti” di una ricerca realizzata da Eurostat, l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea. Secondo l’Istituto, che fa direttamente riferimento alla Commissione europea, non propriamente il politburo del Pcus, in Italia mancherebbero oltre 2 milioni di posti di lavoro nel settore pubblico. Continua a leggere »

Ronaldo, lo sciopero e il “Cialtrone della Sera”

Ieri mattina le pagine sportive del Corriere della Sera ospitavano un lungo e compiaciuto articolo di Dario Di Vico sull’ “insuccesso” dello sciopero indetto negli stabilimenti FCA di Melfi e di Pomigliano “contro Ronaldo”. Il giornalista, che passa per essere un esperto di relazioni industriali e questioni sindacali, infieriva in punta di penna sul fallimento del “populismo sindacale” dell’USB e del Si Cobas, sottolinenado invece il ruolo svolto da Fim, Uilm, Fismic e Ugl che, responabilmente e “a petto in fuori” (sic), avevano combattuto “il dilagare della più bieca demagogia”. Continua a leggere »

Ma poi, è davvero un reddito di cittadinanza?

Nel tentativo quasi disperato di recuperare almeno in parte il centro della scena politica e di conteneree in questo modo la visibilità mediatica di Salvini, Luigi Di Maio sta cercando di rimettere in agenda i temi più cari ai cinque stelle. Tra questi su tutti, il Reddito di Cittadinanza, un misura di contrasto alla povertà che nelle intenzioni del leader pentastellato dovrebbe iniziare a prendere forma già da quest’anno. Continua a leggere »

Tutta la periferia in uno svincolo…

Si dice in giro, si mormora, che il primo giugno dovrebbero finalmente riprendere i lavori per l’allargamento della Tiburtina. Il Comune di Roma e l’amministratore strardinario della Tecnis, l’azienda vincitrice dell’appalto, avrebbero finalmente trovato il modo per evitare che i fondi pubblici stanziati per i cantieri venissero poi stornati per saldare i debiti dell’azienda stessa. Nulla ci toglie dalla testa che questa “accelerazione improvvisa” sia anche (e soprattutto) merito delle mobilitazioni popolari di questi mesi. Continua a leggere »

Gli scioperi, quelli veri

 

Tra aprile e giugno – tre mesi – i sindacati francesi hanno proclamato 36 – trentasei – giornate di sciopero in tutto il settore ferroviario nazionale. Una ogni tre giorni. Il tutto, «in un clima crescente di tensione sociale, [dove sciopereranno] anche il personale di Air France, i netturbini e alcuni lavoratori del settore energia» (qui). Per cogliere lo stato di putrefazione della nostra democrazia basterebbe una notizia come questa: quello che altrove viene considerato possibile, qui sarebbe trattato alla stregua di un colpo di Stato. Continua a leggere »

Meno lavoro, più occupati: l’orizzonte della nuova “crescita economica”

 

All’inizio, più o meno un anno fa, la “crescita” era derisa dai più: “non c’è crescita, sono solo oscillazioni statistiche senza ricadute nella realtà”. Col passare dei mesi, la narrazione si faceva più performante: “c’è una crescita, ma è senza lavoro”. Oggi siamo allo step successivo: “mai così tanti occupati dal 1977”. Il coro mediatico ripete l’ultima buona notizia sul fronte economico: con 23.183.000 occupati, non abbiamo mai avuto tanti lavoratori in attività (qui). Siamo davvero usciti dalla grande recessione decennale? Le statistiche si stanno traducendo in condizioni materiali migliori per la popolazione? In realtà, ancora no. Anzi, la dinamica del mercato del lavoro, speculare tanto in Italia come in Germania e nel resto d’Europa, ci racconta di un impoverimento complessivo e progressivo dei lavoratori europei. Continua a leggere »

Uno sciopero e un sindacato: tutto ciò che abbiamo in questo momento

 

Le due mobilitazioni nazionali del 10 e 11 novembre rappresentano al tempo stesso poco e molto delle lotte di classe del paese. Nessun’altra forza sociale, men che meno politica, ha oggi la forza di organizzare una mobilitazione nazionale nei principali settori di classe, caricandosi anche il peso di una sua rappresentazione pubblica politico-sociale. E’ un dato oggettivo che descrive la nostra debolezza, non la nostra forza, ma è perlomeno un fatto concreto, che ci permette di ragionare su dati di fatto reali e non immaginari. Tutti noi vorremmo altro, ma quest’altro non c’è. La piazza romana di sabato ci racconta di questa potenzialità e della sua impossibile autosufficienza. Continua a leggere »

Saggi di politica elettorale

 

Dal primo gennaio 2019 l’età pensionabile passerà da 66 anni e sette mesi a 67 anni. Il frutto, uno dei tanti, della famigerata Legge Fornero, controriforma sociale votata da tutte le forze politiche che oggi dicono di volerla cambiare (ad eccezione di Lega nord, contraria, e M5S, al tempo non rappresentata in Parlamento). Il problema, ovviamente, non sono quei tre mesi in più o in meno, ma l’impianto generale che costringe uomini e donne al lavoro sino alla soglia dei settant’anni, in presenza, peraltro, di una fortissima disoccupazione giovanile e di un depauperamento costante del sistema pensionistico grazie all’introduzione del metodo contributivo. Le elezioni però sono alle porte e bisogna in qualche modo camuffare l’adesione entusiastica e trasversale alle controriforme sociali dei governi Prodi-Berlusconi-Monti-Letta-Renzi-Gentiloni. Continua a leggere »

A chi riscalderà l’autunno lo Stato regalerà tanti guai

 

Si avvicinano le giornate di mobilitazione del 10 novembre con lo sciopero generale promosso in particolare da Usb, e il corteo nazionale dell’11 lanciato da Eurostop. Questi appuntamenti di rilevanza nazionale cadono in un contesto molto diverso dalle giornate dello scorso autunno, che segnarono un punto alto della mobilitazione sindacale e politica contro il  tentativo di controriforma costituzionale targato Renzi, Pd e Ue. Il governo Renzi, nonché l’Unione europea, subirono la pesante sconfitta referendaria, frenando (ma certo non incrinando) il rafforzamento della restaurazione istituzionale nel paese. L’ostilità della gran parte della popolazione al progetto liberista autoritario risolse nel breve periodo i limiti di una sinistra che, per fortuna, poco incise nella battaglia referendaria (altrimenti avremmo avuto Renzi presidente a vita). Continua a leggere »

Esselunga, o della cattedrale nel deserto urbano

 

 

Nel triangolo urbano compreso tra Collatina, Prenestina e Togliatti da qualche mese troneggia l’ennesimo baraccone commerciale. Tutto il (non)quartiere sentiva l’insopprimibile esigenza del mastodontico magazzino, questa volta targato Esselunga, che “finalmente” – a leggere gli sbrodolati titoloni dei giornali – sbarca a Roma alla conquista del sud. Nel piccolo non-quartiere infatti non bastavano il superstore Eurospin, il centro commerciale Auchan, la nuova sede Ikea, il mercato all’aperto Porta Portese 2 e lo spaccio carni per la grande distribuzione, tutti confinanti con il nuovo Esselunga. Tutte attività, soprattutto le prime tre, presentate come “soluzione” dei problemi del territorio degradato e, puntualmente, generatrici dirette di ulteriore degrado sociale.

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