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23 February :
1848 Parigi e scossa da un'insurrezione operaia

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Pietà l’è morta

 

«Nemici e traditori un altro compagno è morto ma un altro partigiano oggi è risorto. Ma prima di morire tre volte ha pregato che Dio maledica il nemico alleato. Che Dio stramaledica chi ci ha tradito»

La fiera dell’infamità, miserabile natura di questa borghesia stracciona, rancorosa, vigliacca, senza palle e senza onore. Questo il volto emerso dall’infame palco montato a Ciampino in attesa di Battisti, uomo ormai prigioniero, stanco, vinto, senza più amici né compagni, nelle perfide mani dello Stato che sghignazza ben protetto dal corteo di gendarmi attorno al detenuto disumanizzato. Se c’era un punto di non ritorno, il fatidico fondo per antonomasia irraggiungibile, ecco: è stato raggiunto. Un fondo tale da farci rimpiangere Andreotti e Cossiga, Craxi e Berlusconi, o un altro a caso degli aguzzini di ieri. Questi di oggi sono peggio: hanno il ghigno mostruoso dei parvenu, l’inumanità di neofiti secondini bullizzati a scuola e spavaldi oggi, forti dello stuolo di guardie poste a sostegno del loro coraggio. L’unico modo per darsi un tono. Bonafede ad esempio. Avvocaticchio prima, secondino oggi che ha vinto la lotteria del governo. Quale parabola più misera?   Continua a leggere »

1999-2019… Vent’anni di Euro, ma niente da festeggiare.

Questo inizio di 2019 porta con se anniversari belli, come i 60 anni della rivoluzione cubana, ed altri decisamente più infausti. Il primo gennaio del 1999, infatti, nasceva l’Euro, inizialmente solo come valuta e poi, dal 2002, anche come moneta e banconota fisica. Vent’anni rappresentano un lasso di tempo più che sufficiente a stilare un primo, nemmeno troppo sommario, bilancio. E visto che alle nostre latitudini politiche persiste una sorta di tabù sui ragionamenti critici rispetto all’UEM, ci ha pensato così Bloomberg (non proprio una centrale operativa dell’euroscetticismo) a fare due conti su chi ha vinto e chi ha perso con l’introduzione della moneta unica (leggi). Continua a leggere »

Ex Penicillina: la lotta comincia adesso.

Era stato preparato in pompa magna, con decine e decine di comparse in tuta e casco blu ad arricchire la scena e con i giornalisti convocati ad immortalarla, eppure ieri lo showdown salviniano sullo sgombero della ex Penicillina non dev’essere andato proprio come se l’era immaginato il titolare del Viminale, almeno dal punto di vista mediatico. Continua a leggere »

Lotte di popolo, tra Vandea e anti-europeismo

 

E’ inutile stare a sofisticare nel mentre di una mobilitazione popolare contro un governo liberista. Ciò che sta avvenendo in Francia non è altro che il portato di uno scontro più generale tra euro-liberismo e pezzi di popolo impoverito e incattivito. E’ una protesta carsica e ormai strutturale, che di volta in volta prende le sembianze più progressive o più retrive, a seconda dei contesti, del caso, della capacità dei soggetti politici e sociali di rappresentarle. Ma dietro le forme, le contingenze casuali, la sostanza è la medesima: non è lotta di (una) classe, sono lotte di popolo, essenza sociale da cui il “populismo” trae legittimità politica e forza elettorale. Possono trovare rappresentazione in Tsipras o Le Pen, Salvini o Iglesias, Mélenchon e Corbyn o Trump e Di Maio: il cuore è altrove. Chi si ferma alle etichette, alle verniciature giornalistiche, concentrerà la propria attenzione sui rappresentanti di turno: Salvini rappresenta “gli italiani fascisti”, mentre Melenchon “i proletari francesi”. E continuerà a non capire nulla di un mondo in trasformazione, anzi, già completamente trasformato senza che la sinistra se ne accorgesse. Continua a leggere »

La piazza e la Politica

 

La bella e partecipata manifestazione di sabato scorso a Roma ha dimostrato che esiste un’opposizione alle politiche populiste del governo Lega-Cinquestelle. Eppure non sarà la sinistra a capitalizzare le spinte sociali che pure resistono all’imbarbarimento dei rapporti politici. Il modo e il tono con cui è stata trattata la manifestazione dal partito di Repubblica dovrebbe, in tal senso, chiarire la tendenza in atto. Sabato pomeriggio, sul sito del quotidiano, campeggiava in primo piano la diretta della manifestazione romana. Subito dopo, in posizione dominante, la manifestazione “Si Tav” di Torino. Le due manifestazioni, diverse sotto molti punti di vista (ma non tutti i punti di vista: un legame ideologico poteva essere rintracciato, ad esempio, in un certo antirazzismo umanitario), venivano assimilate da Repubblica come “mobilitazioni anti-populiste” (e menomale che è fallito il referendum sulla privatizzazione dell’Atac, altrimenti avremmo avuto la tripletta impazzita condensata nel trionfalismo giornalistico del partito di Scalfari a Calabresi). Continua a leggere »

L’immigrazione uccide…

Caro amico ti scrivo…

L’ultimatum inviato ieri da Moscovici al governo italiano dovrebbe rappresentare un memorandum anche per gli euroingenui di casa nostra e per tutti quelli che, a sinistra, continuano a coltivare l’illusione che, se mai un giorno andranno al governo, potranno mettere in campo politiche espansive e redistributive rimanendo all’interno dell’Unione Europea. Che è un po’ come dire di voler allargare casa senza abbattere nessun muro. Continua a leggere »

Il cor(ro)sivo della Militant

“Eppur si muove” avrebbe commentato Galilei osservando le ultime covulsioni del PD in attesa del rigor mortis. L’altro ieri il segretario romano dei democratici ha annunciato di averci denunciato per i cosiddetti manifesti “fake”, peccato però che quei manifesti fossero tutto tranne che falsi. Il buon Andrea Casu dichiara di non voler vedere accostato il nome del suo partito a quello di Salvini, dimenticando, però, che il ministro leghista sta solo proseguendo il lavoro iniziato dal “compagno” Minniti. Ora, però, compagni, la situazione è seria, siamo sotto attacco del PD e dovete aiutarci… si, aiutateci a dire: e sti cazzi!

La doppia morale sull’immigrazione

 

Qualche giorno fa un’incauta pubblicità di Busitalia (il trasporto su gomma di Trenitalia) invitava a «portare al nord il meglio del sud». Pessima frase, che esplicitava un’idea della società ancora peggiore. L’iniziativa pubblicitaria è stata giustamente criticata un po’ da tutti, soprattutto a sinistra. “Idealizzare” lo svuotamento selettivo delle risorse umane del meridione, scherzare apertamente sulla traumatica necessità dei disoccupati del sud di trovare altrove (al nord) la propria realizzazione lavorativa, non poteva non generare un moto d’indignazione, per quanto affidato unicamente alla voce social delle nostre coscienze. La pubblicità in questione non faceva altro che certificare un pensiero diffuso della borghesia italiana (ed europea), secondo il quale le disparità sociali tra territori e popolazioni non vanno ridotte ma addirittura incentivate, rivendicate come esempio di competitività. Ed è effettivamente così: la ricchezza del “nord” (del centro) si fonda sulla depredazione delle risorse del “sud” (della periferia). Depredazione che è prima di tutto un saccheggio di risorse umane. La vera ricchezza naturale, il vero petrolio inesauribile della società, è sempre e soltanto l’uomo. Eppure tale ragionamento viene meno se i territori e le popolazioni da saccheggiare non sono più quelle del sud Italia, ma quelle del sud del mondo. Continua a leggere »

Al fianco dei compagni funzionari

 

Fin dove può spingersi l’ipocrisia del giornalismo liberale italiano? Di seguito un velocissimo resoconto di quanto pensava la cricca giornalistica italiana, di destra e di “sinistra”, sulla burocrazia ministeriale. Prima, ovviamente, che Rocco Casalino aprisse bocca e se la prendesse coi funzionari dei ministeri. Al fianco dei funzionari ministeriali, per il comunismo! Continua a leggere »