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CAMPAGNE

Grillo è come la religione?

La miseria religiosa è, da un lato, l’espressione della miseria effettiva e, dall’altro, la protesta contro questa miseria effettiva. La religione è il gemito della creatura oppressa, l’animo di un mondo senza cuore, così come è lo spirito d’una condizione di vita priva di spiritualità. Essa è l’oppio del popolo.

Karl Marx, Per la critica della filosofia del diritto di Hegel

 

Siamo ormai subissati da analisi sul Movimento 5 Stelle, e come da copione si è aperta la corsa al carro del vincitore. Tutti coloro che prima lo deridevano oggi analizzano seriosi le sue proposte e il suo bacino elettorale. Più o meno tutti affascinati non da Grillo o dal suo movimento, ma dal suo successo elettorale. A destra, si descrive il Movimento 5 Stelle con gli stessi strumenti che già inquadrarono la Lega Nord e che in fondo sono gli stessi del Berlusconismo. Una piccola e media borghesia in via di impoverimento che si ritrova nella protesta di pancia di Grillo, che in fondo da voce a ciò che chiede anche l’imprenditoria del nord: meno stato, meno burocrazia, più efficienza, abbattimento del “pubblico” in favore di un privato “illuminato” in un contesto di mercato dalle regole certe e concorrenziali, meno tasse, meno “politica” in qualsiasi campo. La visione del mondo di Grillo effettivamente è parallela a quella di questa borghesia, che poi è la stessa della grande finanza, come si evince dall’appoggio della Goldman Sachs al Movimento. Continua a leggere »

Quello che ci conferma questa tornata elettorale

 

Un risultato schizofrenico: l’Italia ha attraversato la crisi e affrontato i sacrifici imposti dalle misure di risanamento con più compostezza, con meno proteste e tensioni sociali degli altri paesi europei. Poi, al momento di votare, ecco che il paese che era considerato tra i più europeisti, premia un movimento anti-UE come quello di Grillo e la coalizione di Berlusconi, sotto l’effetto di impulsi populisti e di ostilità nei confronti di Bruxelles”.  Firmato: Charlie Kupchan, politologo statunitense del Council on Foreign Relations.

Iniziamo da queste parole, lette oggi sul Corriere della Sera, che da sole confermano tutto ciò che andiamo dicendo da anni, che abbiamo detto il giorno stesso delle elezioni, e che la cosiddetta “sinistra radicale” continua a non capire, chiudendosi nel suo ostinato quanto sprezzante tentativo di aggirare la realtà provando a chiedere un voto basato sul nulla. Voto che ne ha decretato l’ulteriore scomparsa da qualsiasi orizzonte politico. Un accanimento terapeutico, questo, a cui avremmo tutti il dovere di porre fine con una significativa eutanasia per impossibilità di rianimazione. Continua a leggere »

Le letture di classe del Corriere della Sera

 

Velocemente e rimestando nel torbido, ci avviciniamo alla fatidica data delle elezioni, che se non altro avrà il pregio di porre fine questa campagna elettorale che segna il passaggio dalla seconda repubblica alla politica post-contemporanea, talmente moderna che ha completato il giro storico da cui era iniziata. Il prossimo parlamento non rappresenterà solo la visione del mondo della borghesia nelle sue varie sfaccettature, ma sarà composta da un unico ceto sociale – l’alta borghesia imprenditoriale e/o professionale – e da una dialettica interna a due varietà di destra politica: quella conservatrice liberale del PD-PDL e quella reazionaria liberista di Monti (che, peraltro, governeranno insieme). Dopo più di un secolo torniamo al parlamento quale comitato d’affari della borghesia, in cui un gruppo più o meno folto di notabili dei ceti privilegiati della società chiacchierano su quali architetture istituzionali dare allo sviluppo del mercato. Continua a leggere »

venghino signori, venghino…

Come abbiamo spiegato già in altre occasioni alle prossime elezioni non andremo a votare. Pur non riconoscendo nell’astensionismo una scelta strategica da praticare sempre e comunque crediamo che in questa fase l’obiettivo per i comunisti e per i proletari sia quello di riconquistare una propria autonomia politica, sociale e culturale; e ci pare di poter dire senza timore di smentita che nessuna delle compagini in campo vada anche solo lontanamente in quella direzione. Non per questo però assisteremo indifferenti a questo vero e proprio “Circo Barnum” e alle capriole di nani, saltimbanchi e ballerine che da sempre animano le italiche campagne elettorali. Le elezioni sono pur sempre un barometro, per quanto falsato, dell’umore del paese ed è in questa ottica che proviamo dunque ad elencare, così per come ci vengono, alcuni motivi di interesse e possibili chiavi di lettura. Continua a leggere »

A presto Prospero, la tua lotta è la nostra lotta…

Morte,

non ardire!

Costruisce,

distrugge,

taglia

e strappa,

s’acqueta,

e ribolle

e spumeggia,

romba,

parla,

tace e urla

il giovane esercito

dei leninisti.

Noi

siamo il sangue nuovo

nelle vene della città,

la carne

dei campi di biade,

il filo

del tessuto di idee.[...] Continua a leggere »

No all’Inquisizione spagnola! Lander libero!

 

Sul caso di Lander abbiamo già detto e scritto molto. Questa mattina con altri compagni della rete Un Caso Basco a Roma abbiamo fatto visita alla ministra Severino per sottolineare le gravi responsabilità politiche del nostro governo nell’assurda montatura che da oltre 6 mesi sta privando Lander delle sue libertà. Domani è prevista l’udienza che deciderà sull’estradizione richiesta da Madrid; domani saremo in centinaia a riempire Piazzale Clodio, dando vita al presidio che inizierà alle ore 9.00.  Continua a leggere »

I fantasmi “arancioni” del passato

Credevamo che il golpe suave montiano avesse mandato in soffitta la dialettica ventennale fra berlusconismo illegale e antiberlusconismo giustizialista. Avesse relegato a bizzarria della storia italica la sequela di magistrati scesi in politica per salvarci dal male assoluto. Che, infine, il dibattito interno alla sinistra si fosse liberato dalle maglie dell’opposizione legalitaria a Berlusconi, per ritornare alle radici della sua storia e del suo significato, quello del processo storico per la liberazione sociale del mondo del lavoro. E invece constatiamo dalle cronache dei giornali che siamo di fronte all’ennesima riproposizione di un film già visto, ogni volta riproposto in sedicesimi e con sempre meno speranze di riuscita. Oggi è il movimento arancione, l’estrema propaggine del giustizialismo piddino(picista) che, dalle sue posizioni di riformismo legalitario, si ritrova alla sinistra dello schieramento parlamentare. Miracoli del trasformismo politico. Continua a leggere »