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Comitato per il Donbass Antinazista


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ACCADEVA OGGI…

3 June :
1944 Le truppe tedesche lasciano Roma definitivamente, dando il via libera alla sua liberazione che avverrà il giorno dopo ad opera con l'ingresso delle truppe alleate.

STATS

8 Marzo: qualche considerazione di classe

Tra le date che scandiscono la vita e la militanza politica dei compagni, alcune assumono un valore imprescindibile (il 25 Aprile e il Primo Maggio, per citarne un paio…), mentre altre, anno dopo anno, sembrano perdere il loro significato collettivo, sfumarsi in quello che le forze politiche più disparate (e per loro volontà i media mainstream) hanno deciso di dare loro.
È il caso dell’8 Marzo. Davvero la celebrazione di questa data può essere ridotta a una cena tra donne con le amiche? Abbiamo davvero bisogno che sia la Vodafone a ricordarci le disparità di genere, attraverso il suo ultimo spot?
E soprattutto, vogliamo davvero che questa disparità venga trattata solo per quelli che sono gli aspetti culturali e sociali (l’invecchiamento – e, quindi, la bellezza; il matrimonio; i figli) che, per quanto urticanti e onnipresenti, sono evidentemente solo la punta dell’iceberg di una questione che riguarda le disparità economiche, lo sfruttamento e le differenze di classe? Continua a leggere »

Achtung Banditen 2015, zona infestata da partigiani

Perché essere antifascisti? Oggi a 70 anni da quel lontano 25 aprile del ’45 la domanda sembrerebbe pertinente. Potremmo rispondere cavandocela con il richiamo ai partigiani, alla guerra di liberazione. Oppure potremmo parlare delle stragi degli anni 70, delle bombe nelle piazze e nelle stazioni, dei compagni assassinati sotto casa. Sicuramente è anche per questo che siamo antifascisti, ma la memoria non è la sola né può essere l’unica ragione per spiegare una scelta di campo netta e irreversibile. L’antifascismo però non è ricordo, liturgia o vuota retorica, è soprattutto lotta perché i fascisti, proprio come le guardie, i magistrati o gli altri apparati dello Stato non sono altro che uno strumento utilizzato dalla classe dominante che nei quartieri e nelle curve si atteggiano a ribelli, ma che nei momenti decisivi ritrovi sempre dalla parte del potere costituito. Dall’altra parte della barricata. In un momento storico come questo, in assenza di un movimento anticapitalista forte capace di sfidare la crisi e i diktat dell’Unione Europea, il fascismo e la sua demagogia in tutta Europa strisciano anche nei quartieri delle masse popolari arrivando a contendere apertamente quello che una volta sarebbe stato il nostro blocco sociale di riferimento. Diventa così necessario tornare ad essere presenti là dove sta la nostra classe e riprendersi agibilità, egemonia, spazio politico. Continua a leggere »

Torino-Lione? No, solidareietà NoTav a Torino-Athletic

E così, mentre ieri la cronaca italiana dell’Europa League era concentrata a strepitare sugli ormai noti “fatti della Barcaccia” senza citare gli ormai noti limiti della polizia italiana in tema di gestione di appuntamenti sportivi, a Torino i dispositivi della politica della paura (per dirla con le parole di Quadruppani) hanno dirottato l’attenzione su quanto accadeva nel settore ospiti dei tifosi baschi dell’Athletic Bilbao. Una bandiera No Tav è spuntata tra le molte ikurriña che coloravano il settore ospiti, mandando in tilt l’apparato di sicurezza che già da alcuni giorni, vista anche la ravvicinata data di domani del corteo NoTav, era in preallarme e fibrillazione.

Bene, diciamo come sono andate le cose però, visto che in quel settore ospiti ieri c’eravamo, insieme ad altri compagni saliti da Roma per riabbracciare in un’occasione diversa Lander e i molti compagni baschi conosciuti in questi anni di lotta e solidarietà reciproca. Continua a leggere »

Su Benigni e il suo stucchevole buonismo cristiano aveva già detto tutto De Andrè

 

Poche cose irritano più del Benigni nazional-populista che spiega quanto siano belli i buoni sentimenti cristiani, la grandezza di Dio e la forza dell’amore racchiusa nei dieci comandamenti. Il tragitto del comico toscano descrive molto bene quello della sinistra un tempo “comunista”, oggi liberista. Da Dante alla Costituzione, dal tricolore al Risorgimento all’inno di Mameli, nel corso di questi anni Benigni ha fatto incetta di tutto l’armamentario nazionalista interpretandolo in chiave “democratica”. Cedendo ogni volta qualcosa in più al pensiero unico, oggi ha compiuto un passo in avanti, quello di dare nuova linfa alla Bibbia e al cristianesimo. Intendiamoci, Benigni è un campione del palcoscenico, è un ottimo attore e riesce ad orchestrare uno spettacolo coinvolgente come pochi in Italia e in Europa. Quello che dice però è paccottiglia di seconda mano, tornata in auge grazie al costante cedimento culturale delle sinistre. Continuare con la retorica degli italiani “brava gente”, del carattere progressista del Risorgimento, del messaggio cristiano inteso in chiave sociale, spingendo su un nazionalismo illuminato fondato sui valori della Costituzione o della Magistratura, poteva andare bene in altre epoche a noi remote. Fino a qualche decennio fa sarebbe stato deriso e marginalizzato, estromesso da quell’ambiente culturale progressista decisamente più avanti dell’ideologia ottocentesca del buon nazionalismo in salsa religiosa. Continua a leggere »

La boxe proletaria nel ventre della bestia

 

Non è stato solo Lenny Bottai, sabato scorso a Las Vegas, a tenere alto l’onore della boxe antifascista. Anche Leonard Bundu ha cercato l’assalto al cielo pugilistico, sfidando per il titolo mondiale WBA Keith Thurman. Purtroppo anche per Leonard è andata male, sconfitto dopo una battaglia di dodici difficilissime riprese. La sconfitta non cancella però l’impresa, quella di andarsi a giocare il titolo in casa del favorito, in un contesto dove per vincere devi stravincere e non solo giocartela. Non è questo l’importante. Il fatto decisivo è che Lenny e Leonard hanno portato al grande pubblico il risultato di un lavoro di anni, quello dei compagni e dei proletari che da tempo hanno fatto della boxe uno dei terreni di socializzazione e di riappropriazione dei territori degradati delle periferie metropolitane. Soprattutto in questi ultimi anni la boxe è lo sport dei proletari, degli antifascisti, di chi lotta per le strade e sul lavoro. Lenny e Leonard sono i vertici di un movimento costruito nel tempo e con la fatica, ma che finalmente si impone come parte di una cultura umana più generale, inclusiva, edificante, spezzando quel pregiudizio culturale che vede nel pugilato uno sport per “picchiatori”, sovente “fascisti”, comunque violenti. Leonard Bundu, esattamente come Lenny Bottai, sono nostri eroi, figli del popolo, che si impongono sulle scena sportiva senza l’inutile carico di odio imposto dal racconto mainstream statunitense.  Con il sorriso sulle labbra e la consapevolezza di essere non eroi individuali, ma vertici di un movimento e di una passione collettiva, fanno di più loro per la causa antifascista di tanti soloni della chiacchiera politica. Onore a loro, al loro coraggio e alla loro dedizione.

Musica d’avanguardia

Di fronte al potentissimo attacco che l’imperialismo ha messo in campo negli ultimi anni e che, negli ultimi mesi, trova il suo apice in Ucraina e a Gaza, abbiamo notato due vicende che ci hanno particolarmente colpito e, allo stesso tempo, fatto riflettere sul “nostro” stato di salute. Lo spunto della riflessione ci viene dal lavoro svolto in questi giorni da due dei gruppi musicali con i quali molti di noi sono cresciuti e, in parte, formati politicamente: la Banda Bassotti e i 99 Posse. Fino a qualche anno fa ci saremmo aspettati di vederli sostenere la lotta antimperialista attraverso dei concerti, prendendo posizione con qualche intervista, magari anche suonando nei cortei. Invece i primi si trovano ormai da mesi impegnati in prima fila nella faticosa controinformazione su ciò che sta accadendo in Ucraina e nella solidarietà attiva nei confronti degli antifascisti del Donbass, i secondi sono diventati una delle poche voci dalle quali attingere informazioni sulla resistenza palestinese. Onore a loro, ovviamente, ma il fatto che dei gruppi musicali, per i quali nutriamo rispetto e ammirazione, debbano farsi carico soggettivamente delle insufficienze del movimento di classe in Italia dovrebbe preoccupare non poco. Continua a leggere »

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti: Un giorno triste così felice, di Lorenzo Iervolino

 

La Democrazia Corinthiana è stata l’unica

cosa importante della mia carriera,

tutto il resto sono stati calci ad un pallone.  

 

Non è semplice scrivere di calcio, se non si vuole cadere negli stereotipi o, forse anche peggio, nella letteratura dei buoni sentimenti. Un giorno triste così felice, di Lorenzo Iervolino, riesce nel difficile compito di raccontare una storia di calcio senza mai cadere nell’una o nell’altra trappola, in cui finiscono tristemente tanti scrittori da autogrill, e già solo per questo meriterebbe di essere letto.
Quello che ci è piaciuto di più di questo libro, però, è la storia straordinaria del suo protagonista: Socrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira, o Dotour. Il libro la traccia per intero, da quando Socrates bambino ammira l’idolo Santista Pelè, passando per il giovane studente di medicina che preferisce l’anatomia agli allenamenti, fino al Socrates adulto, politico, nemico giurato della dittatura militare (e di Pelè, a cui imputa una mancata presa di posizione contro il regime). Continua a leggere »

Contro il reato d’opinione, anche noi vogliamo Speziale libero!

 

Il copione repressivo orchestrato dal circuito politico-mediatico, per giunta questo volta davvero condiviso da tutte le posizioni politiche – anche le meno sospettabili, ha raggiunto ieri il suo punto culminante, e cioè l’introduzione del reato d’opinione. Gennaro De Tommaso, ultras del Napoli, sarebbe stato oggetto di un provvedimento di divieto di accesso alle manifestazioni sportive (un Daspo di 5 anni!), nonché indagato dalla magistratura, per la maglietta indossata sabato scorso all’Olimpico, recante la scritta “Speziale Libero”. Anche altri tifosi del Napoli l’altro ieri sera, nella partita contro il Cagliari, sarebbero stati fermati e allontanati dallo stadio con l’unica accusa di indossare la maglietta incriminata. Bocciata da anni dal dibattito pubblico, quindi, la proclamazione del reato d’opinione è rientrata dalla finestra sfruttando il clima accusatorio verso il tifo organizzato, oggi più che mai terreno di sperimentazione di tecniche repressive da estendere al resto della società. Continua a leggere »

Il contropotere delle curve e i rosicamenti di Stato

 

Sabato scorso si è palesato in tutta la sua evidenza quel contropotere sociale che alcune curve ancora riescono ad esercitare nei confronti del potere legittimo organizzato dallo Stato. Una dimostrazione che non può non aver messo in imbarazzo i rappresentanti legali del potere costituito, che infatti hanno dato avvio all’ennesima compagna di criminalizzazione verso il tifo organizzato e tutto ciò che gli ruota attorno. Non abbiamo intenzione di entrare nella vicenda della sparatoria. Non solo perché i contorni sono quanto mai indefiniti e oscuri, ma perché non costituisce il fatto importante della giornata. L’evento dirimente, affermatosi per l’ennesima volta su un campo di calcio, è il potere alternativo che alcune curve riescono a contrapporre al potere costituito. Continua a leggere »

La discriminazione cerebrale della Lega Calcio

 

Anche i distinti sud dello stadio Olimpico sono stati raggiunti dall’assurdo provvedimento che identifica i cori di scherno verso i tifosi e la squadra avversaria come forma di razzismo. Questa volta però sotto accusa non ci sono i soliti “cento teppisti” appartenenti alle curve, ma un diverso settore dello stadio, per di più applaudito dal resto delle serissime tribune colme di profonda coscienza antirazzista. Tutto ciò non ha minimamente turbato la campagna repressiva del giudice sportivo e dell’apparato mediatico che lo manovra, volto ancora una volta a distinguere le mele marce (i tifosi delle curve), dal resto della cittadinanza pacifica e sportiva (il resto dello stadio). Continua a leggere »