APPUNTAMENTI

achtung-banditen-2017-1 bomber-renegade

MILITANT AUTLET


Infoshop
www.militantautlet.com
T-shirt, felpe, cappelli, giacche e sciarpe per sostenere le spese dell’attività politica.

Donazione Paypal

La lotta paga, ma ha anche un costo. Non riceviamo finanziamenti, non abbiamo trattorie, nessuno ci paga manifesti, striscioni o trasferte. Tutta la nostra attività politica è finanziata con l'autotassazione e la vendita delle magliette. Se pensi che il nostro impegno meriti un piccolo sostegno, non indugiare. Anche un piccolo contributo economico è per noi una grande forma di solidarietà politica.

PAGINE FACEBOOK: MILITANT


Collettivo Militant

NOI SAREMO TUTTO


Rete Nazionale

MILITANT AUTLET


Infoshop

ACHTUNG BANDITEN


Festival Antifascista

Caracas Chiama


Rete di solidarietà al Socialismo del XXI secolo

Comitato per il Donbass Antinazista


Coordinamento Operaio Ama


SOCIAL

pagina twitter Profilo Twitter pagina twitter Canale Youtube abbonati alle notizie Rss Feed Rss

ACCADEVA OGGI…

30 March :
1953 A Bitonto, durante la protesta nazionale contro la ‘legge truffa’ la polizia, caricando i manifestanti, colpisce a morte Francesco Ricci di 57 anni, che morirà alcuni giorni dopo.

STATS

Gli anni Settanta sono ancora un nostro problema

 

Dei tanti modi di ricordare l’anniversario del Settantasette, uno dei più “obliqui” è quello di procedere partendo da un libro decisamente minore, giornalistico, e che affronta le vicende di un gruppo della sinistra extraparlamentare di fatto dismesso l’anno prima. Eppure, questa storia di Lotta continua regge allo scorrere del tempo proprio perché fatta senza l’ambizione della rivalsa o della condanna. Cazzullo non ha certo gli strumenti culturali per interpretare gli anni Settanta, ma nella sua vera o apparente ingenuità ricostruisce un mondo, senza decisive pregiudiziali ideologiche, e proprio per questo capace di riflettere l’ansia di quegli anni, di quella generazione di rivoluzionari. Gli anni Settanta, col loro culmine nel ’77, segnano l’ultimo ciclo di lotte di classe rivoluzionarie nel nostro paese. Intendiamo, con questo, che nel tornante tra il ’77 e il ’78 si conclude, per la sinistra rivoluzionaria italiana, la questione del potere. Qualsiasi opinione si abbia delle scelte politiche della sinistra rivoluzionaria di quegli anni, rimangono l’esperienza a noi più vicina dalla quale provare a ripartire. Ecco perché, nonostante la distanza temporale e politica, il problema suscitato in quel decennio è ancora un nostro problema, e l’enigma che li avvolge ancora tutto da decifrare. Continua a leggere »

Visioni Militant(i): Manchester by the sea, di Kenneth Lonergan

 

Con sei candidature ai prossimi premi Oscar, Manchester by the sea sembrerebbe essere l’unico ostacolo alla prevedibile incetta di statuette di La La Land. Nonostante il fastidioso battage massmediatico, che ha costruito attorno al musical di Chazelle un consenso trasversale quanto sospetto, meriterebbe il film di Lonergan più di una considerazione. La trama è semplice: la morte di Joe Chandler impone l’affidamento del figlio (Patrick) allo zio Lee Chandler. Lee ha però una tragica storia alle spalle, che ha determinato il fallimento del matrimonio e il suo trasferimento a Boston. L’irruzione di Patrick nella vita di Lee comporterà una riflessione sulla propria vita e il proprio destino, costringerà Lee a fare i conti con un passato che gli impedisce una vita normale. Riuscirà il protagonista a liberarsi del peso del passato tornando, grazie al rapporto col nipote, alla serenità? Continua a leggere »

Visioni Militant(i): Paterson, di Jim Jarmusch

 

In una cittadina del New Jersey, Paterson, scorre monotona la vita di una coppia, autista di autobus lui, casalinga lei. Paterson (che è anche il nome del protagonista) passa le sue giornate sempre uguali trovando l’unico momento d’evasione nelle poesie che scrive nei ritagli di tempo. La moglie, Laura, impiega la noia quotidiana cucinando biscotti, arredando il salotto, imparando nel frattempo a suonare la chitarra tramite un corso accelerato in dvd. Ogni giorno segue identico, anonimo eppure impreziosito dai piccoli incontri quotidiani del protagonista. In apparenza poco stimolante, Jarmusch ci regala un intelligente film sull’alienazione umana, antiretorico e volutamente anti-epico. L’indagine sull’alienazione piccolo borghese è uno dei topos letterari e cinematografici moderni. Continua a leggere »

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti: La Terza guerra mondiale e il fondamentalismo islamico, di Domenico Moro

Ormai da quasi un anno è disponibile in libreria l’ultima fatica di Domenico Moro, un autore (e compagno) che apprezziamo particolarmente per la semplicità con cui associa al rigore analitico marxista un’attitudine alla divulgazione fuori dalla norma. Prova ne è il capitolo che l’Autore dedica all’analisi materialistica dei fenomeni migratori, poche pagine che però andrebbero lette e imparate a memoria anche da quei (troppi) compagni che nell’affrontare la questione non riescono quasi mai ad emanciparsi da un approccio esclusivamente caritatevole.
La terza guerra mondiale e il fondamentalismo islamico, questo il titolo del libro edito dai tipi della Imprimatur, mette a fuoco fin dalle prime pagine la stretta correlazione tra la diffusione del radicalismo islamico e il processo di destabilizzazione dell’area mediorientale e nordafricana operato dalle potenze dominanti e più in generale della tendenza alla guerra che caratterizza la nuova fase imperialista. Continua a leggere »

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti: L’egemonia digitale, a cura di Renato Curcio

L’ultimo lavoro di Renato Curcio, pubblicato nel 2016 per Sensibili alle foglie, è la seconda tappa di un percorso di analisi sulle trasformazioni che le nuove tecnologie inducono all’interno della società a partire dal mondo del lavoro, e segue di un anno la pubblicazione de L’impero virtuale. Il libro è stato costruito a partire da due “cantieri socioanalitici” tenuti a Roma e Milano, e ruota in modo decisivo attorno alla narrazione in prima persona delle esperienze dei lavoratori coinvolti negli incontri. Crediamo che alcuni dei pregi decisivi del lavoro siano già nelle premesse stesse con cui è stato pensato. Se infatti è indubbio che le nuove tecnologie digitali abbiano negli ultimi decenni modificato in modo profondo il modo di vivere, di produrre, di socializzare, andando a intaccare quelle che nel libro vengono chiamate le nostre “mappe concettuali”, ci sembra chiaro che d’altra parte la capacità di criticizzare questo cambiamento da parte della sinistra sia stata debole o del tutto assente. Continua a leggere »

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti: La nuova ragione del mondo, di Pierre Dardot e Christian Laval

E’ un libro importante e contraddittorio questo opus magnum uscito nel 2009 in Francia e nel 2013 in Italia, tanto da diventare – come si legge nella quarta di copertina – “opera di riferimento nel dibattito internazionale” sul neoliberismo. E in effetti il corposo libro (500 pagine) si presenta come indagine sulla genealogia, le forme e i contenuti del liberismo dal XVIII secolo ad oggi, attraverso una vasta ricognizione delle principali linee teoriche che hanno ispirato l’attuale “ragione del mondo”, quella razionalità governamentale liberista (per usare il tipico lessico foucaultiano) che oggi dispone non solo i rapporti di produzione, ma la politica e la stessa antropologia dell’uomo contemporaneo. Nonostante gli autori scelgano un’impostazione rigidamente foucaultiana, l’opera riesce a far luce e a smascherare una serie di confusi cliché ideologici che ancora trovano spazio nel dibattito politico sulla natura del liberismo attuale. Primo e più deviante dei quali, quello sul ruolo dello Stato. Continua a leggere »

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti: Rottamare Maastricht, di A. Barba, M. D’Angelillo, S. Lehndorff, L. Paggi, A. Somma

Da qualche anno Derive Approdi sta rispondendo ad un’esigenza culturale e politica di confronto d’alto profilo sulla natura della crisi del capitalismo e sulle possibili vie d’uscita. Invece di sposare una posizione, ne mette sostanzialmente due a confronto: da una parte il filone foucaultiano-biopolitico dell’analisi del/sul potere liberale dei nostri giorni; dall’altra l’analisi marxista della crisi, le sue origini, le sue conseguenze economiche e politiche. Le due impostazioni sembrano trovare un terreno di confronto comune sull’Unione europea. E’ inevitabile che sia così: la Ue è la concretizzazione politica, economica ma anche culturale e “valoriale” che il capitalismo liberista assume nell’Europa oggi. Parlare di potere e di crisi non può che condurre ad una riflessione sulla costruzione europeista. E’ in questa direzione interpretativa che va inserita la pubblicazione di questo Rottamare Maastricht, un libro breve (186 pagine), composto di più saggi, che si offre come strumento per la comprensione delle storture dell’Unione europea intesa come progetto politico-economico fallato dalle sue fondamenta. Continua a leggere »

Visioni Militant(i): The Young Pope, di Paolo Sorrentino

La forma della politica moderna è il prodotto di concetti teologici secolarizzati, secondo Carl Schmitt. Il disincanto del mondo conduce alla scomparsa del sacro e alla sua reintroduzione nella politica, secondo Max Weber. Teologia e disincanto stanno alla base dell’ultima opera di Paolo Sorrentino, The Young Pope, la serie tv appena terminata (l’ultima delle dieci puntate è andata in onda il 18 novembre), prodotta da Sky, Hbo e Canal+. Un’opera dai molteplici significati, svianti, complessi, arditi. Paolo Sorrentino non ha timore a confrontarsi con l’arte, ne possiede gli strumenti e l’irriverenza. E allora con Sorrentino bisogna farci i conti. The Young Pope è un’opera politica, in senso filosofico. Solamente il degrado intellettuale odierno può confinarla al suo superficiale aspetto religioso-clericale, come se parlasse davvero solamente di un Papa folle o degli intrighi vaticani. Continua a leggere »

Visioni Militant(i): Lo and Behold, di Werner Herzog

 

Internet e la (post)modernità, il futuro della rete, l’uomo e le macchine, la rivoluzione tecnologica. Temi centrali e ineludibili della contemporaneità e del futuro prossimo, che Herzog decide di affrontare di petto attraverso un documentario con l’ambizione nientemeno che tratteggiare l’origine della rete, la sua apoteosi, il suo lato oscuro. Non potevamo allora mancare la visione di un’opera nelle premesse così intrigante. Il film è, come detto, un documentario, che attraverso l’apocalittica progressione in dieci capitoli ripercorre la “storia” di internet dalle origini degli anni Sessanta alle mille domande traverse che apre un mondo che ormai sembrerebbe (e qui il condizionale è necessario) sfumare nella virtualità e in una rete di flussi comunicativi anarchici e imprevedibili. Eppure il film si presenta quasi subito come grande occasione mancata. Non è tanto la forma documentaria il problema – sebbene rifletta un approccio equivoco all’arte, è bene ribadirlo – ma sono le domande mancate e il punto di vista che esce fuori da questa “inchiesta” a deludere. Continua a leggere »

La variante populista, di Carlo Formenti. Il video

 

Questo pomeriggio – alle 18 alla libreria Assaggi di via degli Etruschi (di fronte al Sally, pe capisse) – presenteremo l’ultimo libro di Carlo Formenti, La variante populista. Un libro importante e coraggioso. Lo abbiamo letto tutto d’un fiato, come si leggono le cose significative. Tutti i luoghi comuni della sinistra luogocomunale vengono demoliti uno per uno: dal cosmopolitismo scambiato per internazionalismo, ai “movimenti” single issue ambientalisti, femministi, studentisti, dirittocivilisti, che in questi anni hanno lavorato per il rafforzamento della gestione dei nuovi dispositivi di potere, e non contro; dall’ottimismo tecnologico che contraddistingue tutte le sinistre post-moderne (ma anche quelle moderne, a dire il vero), alla lotta alla Ue. Ce n’è per dibattere settimane, e noi ne avremo solo per due ore. Continua a leggere »