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Da Mentana a Formigli: la normalizzazione politico-culturale del fascismo

 

Proprio ieri, Leonardo Bianchi pubblicava su Vice un opportuno, centrato e illuminante articolo sulla legittimazione del neofascismo attraverso lo sdoganamento culturale mainstream di Casapound, presentata massmediaticamente come faccia pulita di una nuova destra, finalmente compresa nel gioco democratico. Facciamo nostro questo articolo in ogni sua virgola: non si poteva esprimere meglio il significato politico alla base del plateale sdoganamento neofascista (qui il pezzo). Le tragiche comparsate di Mentana e Formigli demoliscono, forse definitivamente, gli ultimi riferimenti all’antifascismo quale collante costituzionale, un recinto politico fuori dal quale quella legittimità è negata esattamente per conto della democrazia. Continua a leggere »

Tornano i nazisti dell’Illinois?

 

Torna il nazismo in Germania, a sentire i più sinistri maître a penseer democratici. Eppure lo spauracchio nazista appare la più classica delle bufale storiche. Non perché il previsto exploit del partito neonazista Alternative für Deutschland non rappresenti effettivamente un problema politico, ma per l’alone di eccezionalità che circonda l’evento elettorale: «La prima volta dopo 72 anni!» si legge in giro, soprattutto a “sinistra”, laddove dimora ancora l’insaziabile perversione del “fronte popolare contro il fascismo”. Eppure, la lettura di qualche libro di storia contemporanea tedesca dovrebbe favorire più cautela storica, meno allarmismo liberale. Consigliamo, su tutti, la decisiva ricerca di Alfred Wahl: La seconda vita del nazismo, ripubblicato recentemente da Lindau. Scopriremmo, absit iniuria!, che i nazisti – quelli veri peraltro – rinominati opportunamente Deutsche Partei, erano nel primo governo Adenauer formato nel 1949, occupando i ministeri dei Trasporti e degli Affari federali; nel secondo governo Adenauer, formato nel 1953, dove amministrarono niente meno che la Giustizia, i Trasporti, gli Affari regionali e, tramite il BHE (Blocco dei rifugiati), il Ministero degli Affari dei rifugiati; nel terzo governo Adenauer, formato nel 1957, dove occuparono i ministeri dei Traporti e degli Affari regionali. Continua a leggere »

L’antifascismo del XXI secolo

 

Da mesi a Roma siamo dentro una trasformazione del rapporto tra fascismo e antifascismo. Un mutamento che costringe alla riflessione perché cambia non solo gli attori in campo, ma anche le modalità politiche con cui si combatte il fascismo in città. L’autunno sarà sempre più attraversato da scontri come quelli avvenuti la scorsa settimana al Tiburtino III o in estate a Tor Bella Monaca, motivo in più per attrezzarci rapidamente alla mutazione genetica in corso. Ma cosa sta cambiando in concreto? E’ la periferia metropolitana il nuovo contesto che costringe al salto di paradigma. Per alcuni le periferie si starebbero drammaticamente “spostando a destra”. Per altri sono definitivamente serbatoio di elettori e militanti neofascisti. Il nostro lavoro quotidiano nelle periferie ci racconta altro: è la politica che è stata espunta completamente dalla periferia, sia essa di destra o di sinistra. Lontani dalle rappresentazioni mediatiche, le difficoltà che incontriamo noi, come sinistra, a rientrare nei quartieri (veramente) popolari, le incontra anche la destra neofascista. Continua a leggere »

Assediandoli rideremo

 

Politicamente, la giornata di ieri rappresenta al tempo stesso una vittoria e una sconfitta. Una vittoria perché nonostante tutto, nonostante la convergenza implicita tra Pd, M5S e Casapound, il consiglio della vergogna xenofoba non si è tenuto. Non si è tenuto grazie unicamente alle forza degli abitanti del Tiburtino III e al resto delle organizzazioni sociali del IV Municipio che hanno impedito coi fatti, non con le chiacchiere social, lo svolgimento del gran consiglio (fascista). La sconfitta è al contrario della “democrazia”, se questo termine ha ancora un significato nel XXI secolo e in Italia. La sconfitta di un territorio, il più popolare della Capitale, dove un tempo, fino ai primi anni Duemila, la sinistra radicale raccoglieva percentuali a doppia cifra, dove la presenza militante delle organizzazioni comuniste era solida e radicata, governato oggi da quattro destre di varia natura: Pd, M5S, Fratelli d’Italia e Lista Marchini. La politica municipale, in perfetta assonanza con le direttive nazionali dei rispettivi partiti, ha soffiato sul fuoco della guerra tra poveri, dello scontro di quartiere declinato in chiave razzista, agitando una non questione – il presunto conflitto tra “italiani” e “migranti” – e su questa speculando politicamente per esclusivi fini elettorali. Il risultato è stato l’assalto degli abitanti e dei militanti della Tiburtina a un consiglio illegittimo. Hanno voluto la guerra, se la sono ritrovata in casa.  Continua a leggere »

Mitologemi narrativi reazionari sul Tiburtino III

 

Tutta la vicenda riguardante lo “scontro” tra “residenti” e migranti in corso al Tiburtino III può racchiudersi attorno alla “questione sicurezza”. Questo il mantra agitato tanto nel quartiere romano quanto a livello nazionale quando si parla di migranti. I migranti porterebbero insicurezza, di vario tipo. Il mito della sicurezza però è appunto un luogo comune discorsivo che non solo non trova fondamento nella realtà, ma viene addebitato all’estraneo, al migrante in questo caso, quando semmai ha provenienza molto più prossima e interna alle relazioni tra autoctoni presenti sul territorio. Come abbiamo visto, l’«aggressione» di cui sarebbe stata vittima una donna del quartiere, da cui è partita la cagnara razzista contro i migranti, in realtà si è dimostrata un’aggressione a un migrante di passaggio. Notizia di ieri è invece che l’aggressore, tale Pamela Pistis, è stata arrestata per furto. Continua a leggere »

Il consiglio contro i poveri non s’ha da fare

 

Stamattina, insieme alle realtà territoriali che da sempre fanno (vero) lavoro sociale sulla Tiburtina, abbiamo occupato il IV Municipio per chiedere la revoca del consiglio straordinario indetto da tutte le forze politiche presenti in Municipio su richiesta di Casapound. Quel consiglio non deve svolgersi, questa l’unica richiesta portata avanti dai residenti del IV Municipio. Lo sciacallaggio politico sulla pelle dei migranti non può essere avallato da istituzioni (formalmente) rappresentative di tutta la popolazione del territorio. La discussione avvenuta in Municipio ha avuto però risvolti surreali, meritando una breve cronaca. Le quattro forze politiche presenti: M5S, Pd, Fratelli d’Italia e Lista Marchini, si sono tutte a parole dette concordi con i ragionamenti fatti dai residenti. La guerra tra poveri alimentata dal nuovo fascismo va stroncata. Alle parole non sono però seguiti i fatti. Tranne il M5S, che ha provato a prendere tempo (“vedremo cosa si può fare”, “ci riuniremo”), gli altri partiti, e soprattutto il Pd, hanno confermato la volontà di fare il consiglio straordinario per “ascoltare le problematiche del quartiere”. Continua a leggere »

Le dimensioni dello sciacallaggio politico in corso al Tiburtino III

 

L’immagine descrive i confini del IV Municipio, uno dei più grandi della città: 49 km quadrati per 176mila persone ufficialmente residenti. E’ anche uno dei municipi più problematici dal punto di vista sociale: nel municipio infatti convivono quartieri dormitorio come quelli oltre il Raccordo anulare (Settecamini, Casal Monastero, Case Rosse, ecc); quartieri ghetto dove la crisi economica e l’assenza di soluzioni politiche ha incattivito ogni relazione sociale, come Tor Sapienza, Tor Cervara, Collatino, San Basilio, eccetera; quartieri della periferia consolidata che sopravvivono tra degrado sociale e scarsi tentativi di gentifricazione spacciata per recupero urbano, come Casal Bertone o Pietralata; infine, alcune ridotte di (relativo) benessere, tra viale Kant e Colli Aniene. Un municipio dalle profonde contraddizioni, complesso da amministrare, dove la crisi economica e il progressivo disfacimento della città hanno assunto le forme più dirette e violente. Continua a leggere »

Come un non problema scatenato da un non fatto genera la guerra tra poveri

 

Lo scorso 30 agosto tale Pamela Pistis, ambiguo personaggio del quartiere Tiburtino III, ha aggredito un eritreo che passeggiava vicino al centro di accoglienza per migranti sito in via del Frantoio. L’uomo prima si è rifugiato nel centro, poi ha chiamato la polizia per denunciare l’aggressione. Nel mentre che l’edificante capovolgimento dei ruoli prestabiliti andava avanti (la donna italiana che picchia l’uomo straniero), si presentava davanti al centro il compagno della Pamela, prendendola a schiaffi. Questi i fatti. La polizia, accertati gli eventi, iscriveva nel registro degli indagati (per aggressione) l’unica responsabile dell’avvenimento, per l’appunto tale Pamela Pistis. Storie di ordinaria follia metropolitana, non fosse che immediatamente tali fatti subivano un stravolgimento comico dalle penose conseguenze. Continua a leggere »

Verso Renoize017


Il 27 Agosto sono 11 anni dalla morte di Renato Biagetti, ucciso a Focene da due fascisti. Come ogni anno, fra il 27 Agosto e il 2 settembre si terrà Renoize017, un’iniziativa che cerca di far vivere le memoria di Renato attraverso la musica, la cultura e l’aggregazione contro ogni fascismo.
I “banditi” hanno voluto ricordare Renato così, sui muri della nostra città.
UCCIDONO UN COMPAGNO…NE NASCONO ALTRI CENTO! ACHTUNG BANDITEN!

Chi porta il “degrado” nei quartieri popolari?

 

E’ appena il caso di ricordare chi sono i soggetti che per ben due volte in una settimana sono scappati a Tor Bella Monaca. Un gruppetto di tossici, qualcuno pure confidente, che infestano i quartieri portando guardie e delinquenza. La gente di Tor Bella Monaca l’ha capito da tempo.