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ACCADEVA OGGI…

26 February :
1988 Dopo 22 anni di galera, Rubin "Hurricane" Carter, pugile, è prosciolto da un'accusa per triplice omicidio perché riconosciuto innocente e vittima di un complotto razzista della polizia locale.

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Trentasette anni dopo, per Valerio

 

Anche quest’anno ci avviciniamo alla ricorrenza dell’omicidio di Valerio Verbano, giovane militante comunista ucciso il 22 Febbraio del 1980 da un commando di fascisti, i quali precedentemente erano entrati nell’appartamento dove viveva a Montesacro, immobilizzando i suoi genitori. Gli assassini di Valerio, legati comunque all’eversione nera e ai Nar, non saranno mai scoperti nonostante la lunga battaglia portata avanti dalla madre Carla, scomparsa purtroppo cinque anni fa. Al di là dell’incapacità di uno Stato, per molti versi colluso, di assicurare giustizia, nel corso degli anni il ricordo di Valerio è rimasto vivo nella memoria della città e porta ogni anno migliaia di persone a sfilare per le strade di Montesacro. Continua a leggere »

Contro la violenza criminale, corteo antifascista a Ostia

 

L’ennesima aggressione fascista a Ostia. Lo stesso scenario di sempre: un ragazzo (legato peraltro a un’associazione cattolica) assalito in cinque, violentemente picchiato da quelle stesse persone che si presentano come “alternativa per il quartiere”. Di che alternativa parliamo, ne sono piene le cronache giudiziarie di questi anni. Ma tutto questo appartiene al già detto, al già sentito e conosciuto. La novità è che l’aggressione fascista ha provocato finalmente una resistenza popolare, un’indignazione di massa, trasversale ed eterogenea, ma ferma nel chiedere la chiusura dei covi che controllano il quartiere. Una novità importante in un quadrante degradato e abbandonato dalla politica com’è Ostia, il quartiere dimenticato di Roma, commissariato, in mano alle mafie e alla rassegnazione. Il corteo, che partirà sabato alle ore 15.30 dal piazzale della stazione della Roma-Lido (con appuntamento romano alle 14.00 da Piramide), sfilerà in concomitanza della lurida marcetta organizzata da Casapound a Acilia: buon per noi, male per loro Continua a leggere »

Repressione e solidarietà: aggiornamento a due mesi dagli scontri di Magliana

 

E’ necessario vigilare sulle ripercussioni repressive dei fatti di Magliana, visto che – per l’ennesima volta – Polizia e Magistratura, in assenza di prove dimostrabili, stanno procedendo alla rappresaglia economica sui compagni. Un copione già ampiamente visto in molti altri casi, che aggira il normale corso giudiziario e procede vendicandosi sugli imputati. Oltre ad un aggiornamento sulla questione repressiva, in coda all’articolo daremo conto (ancora parziale, per fortuna), come sempre fatto, della nostra solidarietà economica. Una mini-campagna (qui a lato trovate il manifesto) che ha dato i suoi frutti e che contribuirà alla difesa di tutti i compagni coinvolti nei processi. Continua a leggere »

Qualche doveroso chiarimento sui fatti di Magliana

 

Ancora oggi, giornata di interrogatori di garanzia, dieci compagni sono rinchiusi nelle carceri di Regina Coeli e Rebibbia per la manifestazione antifascista di sabato scorso a Magliana. La loro liberazione e la difesa nei processi che seguiranno saranno il primo banco di prova di un “movimento” che sabato scorso ha dato la peggiore prova di sé. Non solo dieci compagni, però. Altri cinquanta, arrestati sabato e scarcerati nella mattinata di domenica, si troveranno a gestire processi con gravissime e sconclusionate imputazioni da cui sarà difficilissimo difendersi, visto il clima politico repressivo che indicavamo nel nostro ragionamento di lunedì. Una brutta situazione, che richiede la massima solidarietà e freddezza, ma che non può impedire una riflessione politica sulla giornata. Necessaria, doverosa, per la credibilità nostra e del movimento antifascista romano. Continua a leggere »

Ecrasez l’infame

Tra le molte derive linguistiche della sinistra rosa, ce n’è una davvero significativa: quella di procedere per “scomunica rossobruna” verso qualsiasi posizione politica dell’universo mondo che non coincida pedissequamente con le proprie teorie post-moderne sull’uomo e il suo destino. Tutto rientrerebbe nel distopico universo online in cui, in genere, prendono vita, divampano e rapidamente muoiono le dispute politiche del XXI secolo. Eppure in questo caso la questione ci sembra leggermente più problematica. Da qualche tempo una fitta(?) schiera di scienziati sociali, twittologi, facebookers, pinterestomani, instagrammofoni, alle prese con lo smascheramento del complotto neofascista mondiale, indaga sulla natura rossobruna di “certa sinistra”.

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Militant vs il Cazzaro nero

Saremo sinceri, in questi ultimi anni abbiamo quasi fatto il callo ai reiterati tentativi di sdoganamento dei fascisti da parte di certi “sinistrati” in cerca di audience. C’avevano già provato Paola Concia, Piero Sansonetti, Andrea Colombo e la redazione de “Gli Altri” per cui l’ultima marchetta a Ca$aclown di tal Saverio Tommasi ( che confessiamo di conoscere poco) ci fa schifo, ma non ci sorprende. Quelle che invece proprio non si possono sentire sono le sparate di quel cuore impavido del “Cazzaro nero”, al secolo Simone Di Stefano, che dice che loro agli antifascisti gli hanno sempre menato… questo a dimostrazione di quanto va affermando la scienza medica da tempo, ovvero che esiste un legame stretto tra le pizze prese e l’insorgenza del morbo Alzheimer.

A Renato, per sempre

 

Il 27 agosto di 10 anni fa moriva Renato Biagetti, accoltellato da una mano fascista all’uscita di una dancehall ospitata su una spiaggia di Focene. Erano gli anni in cui il livello di scontro con la manodopera fascista raggiunse vette considerevoli, ma soprattutto erano gli anni in cui la rivendicazione delle pratiche antifasciste come architrave fondante dell’agire politico è parte integrante del movimento di classe, nonostante si iniziasse a prefigurare una caduta libera che vorticosamente e senza paracadute ci ha catapultato nell’angolo in cui, inutile negarlo, siamo oggi stretti. Continua a leggere »

Novità e continuità: cosa è Casapound oggi?

Ritorniamo, a bocce ferme, sulla marcetta di Casapound del 21 maggio. Ci ritorniamo non per autoflagellarci, per gridare allo scandalo sul loro concerto a colle Oppio (che ci ha fatto schifo, ma non è che le sedici edizioni di Atreju nello stesso posto – dal 1998 al 2013 – siano state meglio: ci sono stati anni, infatti, in cui Azione giovani non era quel covo di tiepide mammolette che è oggi), per paventare un pericoloso rischio fascista o un ritorno del ventennio mussoliniano che, di fatto, non esiste. Lo facciamo, invece, per tentare di abbozzare un’analisi di cosa sia Casapound oggi, perché ogni – necessaria e, probabilmente, non più derogabile – riflessione dei compagni su come si pratichi l’antifascismo oggi deve partire da questo. Continua a leggere »