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ACCADEVA OGGI…

23 September :
1868 - 200 rivoluzionari creoli occupano la città di Lares, Puertorico, e proclamano l'indipendenza dalla Spagna. Verranno tutti massacrati dall'esercito di Madrid

1977: IL CONVEGNO A BOLOGNA CONTRO LA REPRESSIONE

STATS

La crisi idrica e l’individualizzazione dei problemi del capitalismo

 

Scriveva due anni fa Giulio Moini nel suo Neoliberismi e azione pubblica che «il secondo tipo di depoliticizzazione riguarda il trasferimento di questioni di interesse pubblico nella sfera privata, ossia nell’ambito delle scelte individuali. Le questioni ambientali, ad esempio, non implicano scelte di governo o mutamento nei comportamenti delle imprese che producono beni e determinano inquinamento, ma diventano questioni che riguardano gli stili di vita e di consumo dei singoli. Il benessere individuale non è più conseguenza del funzionamento di un efficace sistema di welfare, ma diventa l’esito possibile di un individuo che responsabilmente si occupa di se stesso». Tale processo liberista di depoliticizzazione delle questioni sociali si adatta bene alla vicenda dell’acqua a Roma. Da settimane media e politici ci invitano a “consumare di meno”, a “chiudere-il-rubinetto-quando-ci-laviamo-i-denti”, e contestualmente la giunta Raggi, d’accordo con Acea, sta razionando l’afflusso di acqua nelle abitazioni private. Non mancano i quotidiani avvertimenti su quanti litri d’acqua potremmo risparmiare se solo facessimo le lavatrici a pieno carico o se, putacaso, facessimo la doccia al posto del bagno (ma chi diamine si fa il bagno caldo d’estate?). Tutto molto bello e, al tempo stesso, tutto molto inutile. Continua a leggere »

Nutrire il pianeta, da oggi ci pensa Bayer

 

Che il libero mercato tenda inevitabilmente al monopolio è una legge economica difficilmente contestabile persino dall’economia politica borghese neoclassica. Che persino l’alimentazione e i suoi connessi legati al mondo della produzione agricola vengano governati esclusivamente dalle logiche privatistiche, è anch’essa un’evidenza ormai secolare. Nonostante Expo e gli intenti retorici sull’accesso al cibo e nuove forme di produzione alimentare, a stabilire forme, tempi e costi dell’agricoltura era, fino al 15 settembre, un ristretto gruppo di mega aziende multinazionali di sementi e pesticidi. Da quel giorno, di fatto, l’intero comparto agricolo globale, almeno in Occidente, è controllato da una sola grande azienda. La recente acquisizione della monopolista americana degli Ogm Monsanto da parte del colosso chimico tedesco Bayer si inscrive nella battaglia mondiale in corso tra le grandi corporation del settore, una guerra che la crisi economica, come ogni crisi economica, ha incentivato e, in qualche modo, reso inevitabile. Continua a leggere »

Il degrado cittadino e il processo di privatizzazione dell’economia pubblica: parlano gli operai Ama

 

Riportiamo di seguito un intervento del Coordinamento Operaio Ama, gruppo di compagni-operai dell’azienda dei rifiuti municipale del quale facciamo parte. Un intervento dal di dentro della situazione gestionale e lavorativa della vicenda rifiuti, che smonta pezzo per pezzo le retoriche del volontarismo e della privatizzazione come soluzione dei problemi cittadini legati al degrado e al suo contraltare neoliberista, il decoro. 

Roma e provincia si trovano attualmente in una profonda crisi ambientale: per anni lo smaltimento dei rifiuti si è basato esclusivamente sulla discarica più grande d’Europa – Malagrotta – che ha chiuso e non si ha alcuna alternativa concreta. Attualmente sono in funzione gli impianti Ama del Salario per la trasferenza (carico del rifiuto tal quale su tir che portano il rifiuto fuori regione),  Rocca Cencia per trasferenza e il trattamento meccanico biologico (TMB) dei rifiuti solidi urbani (RSU) e l’impianto di compostaggio di Maccarese che tratta una percentuale irrisoria del rifiuto umido raccolto. Gli impianti di Malagrotta e quello a Rocca Cencia di Cerroni vanno in soccorso a quelli Ama. Parliamo di un’impiantistica non in grado di soddisfare le necessità di una città come Roma. Dobbiamo tener conto che delle 4000 Tonnellate di rifiuto indifferenziato raccolto (attenzione, non prodotto!) al giorno, Rocca Cencia riesce a trattarne 750, tutto il resto va fuori regione in impianti privati. Continua a leggere »

Ora come allora la Resistenza continua!

Sono passati dieci anni da quell’8 dicembre 2005 in cui il movimento NoTav decise di riprendersi Venaus. E in cui ci riuscì. La comunità in lotta della Valle – decine di migliaia persone, con in testa i sindaci No Tav – marciò compattamente verso Venaus e, nonostante le manganellate e i lacrimogeni, riuscì ad abbattere la rete messa pochi giorni prima a protezione del cantiere, mentre la polizia indietreggiava. Il cantiere fu occupato, i macchinari pronti ai lavori danneggiati: Venaus era stata liberata e il governo decise la sospensione dei lavori in quella zona. Continua a leggere »

Le condanne ai No Tav, tra strategia e “vendetta”

 

I numeri della sentenza nel maxi-processo che ha chiuso il primo grado di giudizio per 53 imputati No Tav sono oggi cosa nota. 47 condanne, 145 anni comminati, 150 mila euro in risarcimenti, provvisionali e pagamento delle spese legali per le parti civili in causa (poliziotti refertati, sindacati di polizia, ministeri vari e la LTF – società franco-italiana che si occupa di meccanica di precisione ), oltre 6 ore di pantomima giudiziaria nell’aula-bunker delle Vallette, a Torino. Meno noto, ma sicuramente più degno di evidenza, il fatto che nelle ore successive alle condanne emesse dal dispositivo di Stato che da quasi 4 anni lavora in maniera instancabile sulla trama di questa sceneggiata, molti compagni e compagne sono scesi nelle strade della Valle dando vita ad un corteo spontaneo, ad una prima risposta che ha portato al blocco del nodo autostradale A32, costato denunce a 3 militanti accusati di resistenza aggravata, danneggiamento aggravato e interruzione di pubblico servizio.

Sui social network, nel viavai di solidarietà che ha riscaldato i cuori della lotta No Tav, abbiamo gridato alla vendetta di Stato, ribaltando le carte in tavola e mettendo sul banco degli imputati la capillare attività d’inchiesta giudiziaria che la magistratura torinese, in collaborazione con le procure di mezza Italia, ha messo in piedi per dare una giustificazione penale ed amministrativa ad un processo di ordinaria repressione politica. Continua a leggere »

17 maggio, in piazza con i “minatori all’aria aperta”…

 A breve scenderemo in piazza, nel corteo nazionale che grida forte il suo No! Alle politiche di privatizzazione che stanno smantellando il sistema pubblico italiano. Nelle nostra città questo attacco al welfare di Stato è la logica conseguenza ad un asservimento diretto e passivo ai diktat dell’Unione Europea, portati avanti da un esecutivo monocolore che ha fatto delle cosiddette “larghe intese” la ricetta definitiva per una politica neo-liberista e filo-europeista. A Roma, in particolare, parlare di privatizzazioni significa parlare di servizi pubblici di trasporto, di raccolta della nettezza urbana, di energia e di acqua; ma non può non significare anche parlare di Unione Europea e della netta opposizione che ad essa va messa in campo. Continua a leggere »

Ipocrisia di Stato…

Sono i giorni dell’ipocrisia, lo sappiamo bene. Quell’ipocrisia che si fa cordoglio per la strage annunciata di Lampedusa e per la nuova tenuta “responsabile” del governo delle larghe intese. Un’ipocrisia che non ha messo in discussione le politiche italiane su immigrazione e accoglienza, ma che annunciava giorni fa il lutto nazionale per la morte dell’ennesimo carico di capitale umano, domani manodopera sfruttata nella nostra economia. Un’ipocrisia che in fondo anche in punto di morte sembra voler fare differenze, non essendo stato proclamato nessun lutto nazionale per i morti che continuamente popolano le coste siciliane senza (a quanto pare) destare in nessun politicante la stessa commozione e contrizione dettata dalla presenza delle telecamere. Delle ipocrisie e dei bluff, potrebbe essere il titolo di un saggio o di un instant book che fotografi il livello attuale del dibattito politico pubblico nel nostro paese. Continua a leggere »

Il misterioso legame tra femminicidio e movimento No Tav

Approfittando della calura estiva, che rende tutti un po’ più disattenti, giovedì scorso il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge – che, in quanto tale, è immediatamente attuativo, anche se dovrà essere approvato dal Parlamento entro 60 giorni – intitolato «Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province». Tale decreto, il cui testo completo non è ancora stato reso noto (vedi) ma di cui è stata diffusa una sintesi, costituisce un vero e proprio «pacchetto sicurezza» che, come i suoi illustri predecessori, è stato presentato all’opinione pubblica sotto tutt’altra veste. Continua a leggere »

La protesta della birra?

«La protesta della birra», «caroselli con gli alcolici in mano», una «folla variopinta», coppiette che si baciano sulla bocca, ambientalisti che vogliono difendere 600 alberi: è a questo che i media italiani riducono la rivolta che negli ultimi giorni ha preso corpo in varie città della Turchia, descrivendola come un fenomeno di costume. Una rivolta che ha, al momento, un bilancio di 1.000 feriti (alcuni gravissimi, colpiti alla testa da lacrimogeni), 1.700 arrestati e almeno 2 morti (secondo la certamente poco rivoluzionaria Amnesty International; l’associazione che riunisce i medici turchi parla invece di 4 vittime) viene così sminuita e ridicolizzata: basti pensare che secondo il «Corriere della sera», che agisce come organo di diffusione delle veline del governo turco, ci sarebbero stati “solo” 79 feriti (di cui 26 agenti di polizia). Continua a leggere »

I sogni non si sgomberano… stayzam!

Questa mattina nella Milano amministrata dal centrosinistra del “progressista” Pisapia hanno sgomberato Zam, esprimiamo la totale solidarietà e complicità con le compagne e i compagni che si sono battuti, che mille barricate prendano fuoco e riportino un po’ di luce in questo paese di merda!

di seguito il comunicato e il video

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