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24 March :
1980 A San Salvador l'esercito uccide l'arcivescovo Oscar Romero, colpevole di stare dalla parte dei poveri.

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Insieme a chi resiste, dalle metropoli alla val di Susa

Lo scorso 17 novembre la Procura di Torino ha nuovamente calcato la mano contro il movimento No Tav, approfittando dell’ultima udienza dell’appello del maxiprocesso, che nel primo grado di giudizio aveva visto comminati oltre 140 anni di reclusione per 47 dei 53 imputati e un centinaio di migliaia di euro di risarcimenti vari. 84 anni di pena per provare a cancellare nella memoria collettiva le giornate del 27 giugno e del 3 luglio del 2011, quando migliaia di persone assediarono il cantiere TAV con la determinazione e la coscienza politica di chi è schierato dalla parte giusta della barricata. Circa un anno fa, in un articolo dove raccontavamo la passeggiata in Valle nel decennale di Venaus, parlavamo dell’ennesima prova di maturità «di un movimento organizzato e radicato nel tessuto sociale, che negli anni è diventato elemento di coesione e si è elevato da territoriale a nazionale», capace di non farsi «abbattere neanche dalla repressione e dai momenti di minore mobilitazione». È una valutazione che non possiamo non replicare anche oggi, quando intorno alle condanne arrivate in appello il moto solidale corso da nord a sud nella penisola ha dato prova della ragione politica che anima la lotta del movimento. Continua a leggere »

Dal Campidoglio ai territori, partono le consulte popolari

 

A partire da oggi, con l’assemblea cittadina nella sala consiliare del VII Municipio di Cinecittà, inizia il percorso delle consultazioni popolari lanciato dalla grande e partecipata assemblea del 4 ottobre al Campidoglio. Che vuol dire consultazione popolare oggi?  Questa è la prima domanda che ci siamo posti insieme ad altri quando, alcuni mesi fa, abbiamo intrapreso il percorso politico che ci ha portato al 4 ottobre. L’intuizione di fondo è che nella città devastata da decenni di liberismo cialtronesco e para-mafioso, di privazione costante dei diritti sociali, di separazione totale tra Comune e cittadini, di abbrutimento indotto da una politica trasversale e consociativa, bisognasse tornare a sporcarsi le mani con le dure e contraddittorie esigenze della periferia. Siamo partiti da questa urgenza collettiva, che è anche una necessità, se si vuole ridare un senso alla sinistra, una sinistra popolare, espressione diretta delle lotte e dei bisogni delle classi subalterne, una sinistra sociale e politica in grado di cogliere e rappresentare l’insieme disperso e frammentato degli interessi materiali del proletariato urbano e non fermarsi alla gestione delle mille beghe maturate negli anni del distacco tra sinistra e società. Continua a leggere »

L’antifascismo non si processa

 

Gli strascichi giudiziari della manifestazione dello scorso sabato saranno lunghi e dispendiosi, anche dal punto di vista economico. Per questo motivo servono immediatamente risorse economiche per portare avanti la difesa dei 10 arrestati – di cui 7 liberati mercoledì – nonchè degli altri cinquanta denunciati per reati gravissimi quanto sconclusionati. La vendita di questa maglietta avrà come scopo quello di sostenere economicamente i compagni e gli avvocati di ogni denunciato. Perchè l’antifascismo non si processerà nelle aule di un tribunale.

Presentazione de La variante populista: gli audio

Finalmente a disposizione gli audio della presentazione del libro di Carlo Formenti, La variante populista. Ne consigliamo fortemente l’ascolto, per diversi motivi. Per la qualità dei relatori, che non si sono risparmiati e non si sono sottratti al confronto dialettico, anche polemico, dettato dal libro. Per la discussione, capace per una volta di rimanere ancorata ai contenuti proposti dal libro, senza deviare per tangenti astratte e improduttive. Per il significato politico che si è prodotto, quello di uno scontro tra posizioni proficuo alla messa in discussione del proprio comodo orizzonte intellettuale. Una discussione per la prassi, l’unica discussione che ci interessava fare. Buon ascolto.

V Incontro italiano di solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana del Venezuela

Comincia oggi la tre giorni di dibattiti e incontri in solidarietà con il Venezuela, mai come oggi sotto attacco politico, economico e mediatico. Il Venezuela non va più di moda. Proprio oggi allora è importante ribadire che, nonostante gli errori e le difficoltà anche soggettive, l’esperienza bolivariana venezuelana è un patrimonio politico da salvaguardare e soprattutto da difendere dall’attacco statunitense in corso. Di seguito, il programma della manifestazione. 

L’imperialismo avanza e cerca nel Latino America un laboratorio per nuove tecniche di sopraffazione: guerra economica, golpe suave, corruzione, accaparramento dei beni di prima necessità risultano persino più efficaci degli attacchi diretti e degli interventi militari. Il Venezuela, però, resiste, con la solidarietà di chi ancora vede nella Rivoluzione Bolivariana l’alternativa concreta al neoliberismo globale. Ne parliamo insieme a movimenti, collettivi, associazioni e singoli compagni/e. Continua a leggere »

La variante populista, di Carlo Formenti. Il video

 

Questo pomeriggio – alle 18 alla libreria Assaggi di via degli Etruschi (di fronte al Sally, pe capisse) – presenteremo l’ultimo libro di Carlo Formenti, La variante populista. Un libro importante e coraggioso. Lo abbiamo letto tutto d’un fiato, come si leggono le cose significative. Tutti i luoghi comuni della sinistra luogocomunale vengono demoliti uno per uno: dal cosmopolitismo scambiato per internazionalismo, ai “movimenti” single issue ambientalisti, femministi, studentisti, dirittocivilisti, che in questi anni hanno lavorato per il rafforzamento della gestione dei nuovi dispositivi di potere, e non contro; dall’ottimismo tecnologico che contraddistingue tutte le sinistre post-moderne (ma anche quelle moderne, a dire il vero), alla lotta alla Ue. Ce n’è per dibattere settimane, e noi ne avremo solo per due ore. Continua a leggere »

Sciopero generale e corteo nazionale: il conflitto è qui e ora!

 

L’ambizione che ci ha guidato nell’indire questa due giorni di mobilitazione politica e sociale è in effetti smisurata. Nel deserto della partecipazione politica, non abbiamo puntato sull’”evento” – parola quanto mai abusata e improduttiva – ma sulla costruzione di un momento di ricomposizione generale della mobilitazione contro il governo Renzi, la controriforma costituzionale e le politiche liberiste dell’Unione europea (tre “momenti” di una stessa lotta). Una due giorni che non ha l’obiettivo di (ri)aggregare atomi polverizzati di un “movimento” inesistente, ma che punta ad intercettare il malessere sociale diffuso ma senza rappresentazione politica se non quella ultra-alienata e regressiva delle destre e dei populismi anti-proletari. Come ogni scommessa, può fallire. Da queste parti non si è mai gridato al successo prima di vedere i risultati, e non ci si è mai sottratti alla critica e all’autocritica. Continua a leggere »

La Working Poor Generation vota NO!

 

Il 4 dicembre si vota al Referendum Costituzionale. Un appuntamento storico. Perché mai l’ordinamento sociale scaturito dalla Resistenza fu messo così fortemente in discussione. Perché la Terza Repubblica in cui entreremmo se la revisione costituzionale passasse sarebbe la ratifica definitiva della transazione da una pur limitata democrazia rappresentativa a una completa democrazia per investitura. Una contraddizione in termini fondata sull’esautoramento dei pochi poteri rimasti in mano alla collettività. Chi non arriva alla fine del mese è il primo interessato a fermare la deriva autoritaria voluta dal governo per conto delle multinazionali e della finanza rappresentate a Bruxelles. Se loro perderanno il referendum, non saranno riusciti a consolidare costituzionalmente il potere acquisito nella economia e nella società, e la lotta per i diritti e la giustizia potrà riprendere. Continua a leggere »

Dalle periferie al Campidoglio, cresce l’opposizione sociale

 

L’assemblea popolare di ieri pomeriggio in Campidoglio ha segnato un punto di svolta, per diversi motivi. Immaginata come “semplice” assemblea, ha travolto le aspettative di tutti e si è trasformata in una mobilitazione inaspettata. Più di 500 persone hanno occupato letteralmente la scalinata antistante l’entrata al Comune, un numero imprevisto e che infatti ci ha obbligato a trasformare l’assemblea in manifestazione pubblica. Il dato numerico è il più eclatante ma forse non il più rilevante. E’ la composizione sociale dei partecipanti che ha determinato un salto di qualità, anche questo ricercato ma per niente scontato in partenza. Non è stata un’assemblea di “compagni”, men che meno di militanti. E’ stata una mobilitazione dei lavoratori delle multiformi vertenze cittadine; degli abitanti delle periferie degradate; della miriade di comitati che lottano contro le devastazioni ambientali territoriali; del sindacalismo conflittuale; dei senza casa; dei migranti in lotta. E’ stata una mobilitazione di classe e di sinistra Continua a leggere »

Roma deve cambiare

 

L’assemblea popolare convocata per domani in Campidoglio dalle reti sociali e sindacali resistenti della città (Carovana delle Periferie, Usb, percorso Decide Roma, Rete dei comitati popolari contro la devastazione ambientale e le grandi opere, eccetera) potrebbe segnare, e noi lo auspichiamo, un momento importante della mobilitazione per la discontinuità che tanto è stata rivendicata ed evocata negli ultimi mesi dalla massa di abitanti delle periferie romane. Non è certo una novità che si faccia un’assemblea sotto il governo capitolino: quante volte cortei dei movimenti sociali, a partire dai Movimenti di lotta per la casa, si sono conclusi sotto il palazzo del sindaco, ma questa volta la pubblica assemblea al Campidoglio vuole dare un segnale alla città e alla Giunta: che è possibile cambiare, e si deve svoltare radicalmente rispetto al recente e lontano passato. Continua a leggere »