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1979 - Franco Piperno, leader di Autonomia operaria, viene estradato dalla Francia e rinchiuso nel carcere romano di Rebibbia

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Achtung Banditen 2017 – Partigiani nella metropoli

 

Settantadue anni dalla Liberazione. Ma anche quarant’anni dal 1977. E, sopra ogni cosa, cento anni dalla Rivoluzione. Le stelle dicono che è l’anno buono. Bisogna organizzarsi, fare presto, farci trovare pronti. La lotta al fascismo, ai fascismi mascherati, alle nuove destre reazionarie che soffiano sul fuoco della guerra fra poveri, ci impegnano quotidianamente in quelle periferie nelle quali viviamo, lavoriamo, amiamo e lottiamo. Per questa ragione ricordare il 25 aprile non è uno sforzo di retorica celebrativa, ma pratica quotidiana. E’ sopravvivenza e necessità, ed è così che intendiamo la lotta al fascismo oggi. Giunto alla quinta edizione, l’Achtung Banditen Festival è l’Appuntamento antifascista romano, il luogo e il tempo dove ragionare di politica, dove incontrare compagni da tutta Europa, dove ascoltare musica resistente e garantire la solidarietà economica a tutti i compagni inquisiti per antifascismo. Le quattro edizioni precedenti hanno segnato l’inizio di una tradizione popolare e militante. Questo è l’anno in cui moltiplicare sforzi e successi. Continua a leggere »

Sabato scegli l’Europa delle lotte e dei lavoratori contro quella del capitale e delle guerre. Con intervista a Vladimiro Giacchè

 

Domani scenderà in piazza la vera “altra Europa”: quella delle lotte sociali, del conflitto, del lavoro, dei poveri, dei migranti e dei precari. E’ l’Europa popolare e subalterna contrapposta all’Europa delle banche, della finanza, delle guerre, del liberismo, delle nuove schiavitù, dei razzismi. Sembra stanca retorica, eppure mai come domani, in questo ventennio di accelerazione europeista, la contrapposizione assumerà caratteri così spiccatamente simbolici. Nelle sedi istituzionali della città vetrina verrà celebrata la razionalità neoliberale del progetto europeista: capi di Stato e di governo bivaccheranno in un centro anestetizzato della sua popolazione; da Porta San Paolo – origine della Resistenza romana – prenderà forma il rifiuto dell’Unione europea e delle sue intrinseche politiche liberiste. Una manifestazione che segna una rottura anche nella sinistra. La forza materiale dei processi storici impone oggi una critica all’Unione europea. Una critica che, ovviamente, non esaurisce lo spettro delle proposte politiche, ma che al tempo stesso diviene elemento necessario al proprio posizionamento: o con questa Unione europea o contro di essa. Sarà sempre più questo il terreno di scontro dei prossimi anni, e non perché lo decidiamo noi, ma perché questo è imposto alla popolazione europea nel suo insieme: o lo affrontiamo, o i “populismi” saranno destinati a egemonizzare il campo del dissenso politico verso le élite dominanti. Continua a leggere »

Verso il 25 marzo: cambio di percorso, e di scenario

 

L’impossibile corteo proposto dalla Questura ha subito uno stravolgimento dell’originale percorso. Il 25 la manifestazione partirà da Porta San Paolo, passerà per Testaccio e terminerà a Bocca della Verità. Non un grande percorso, ma con almeno un pregio: si dirigerà verso il vertice, invece di allontanarsene come originariamente pensato dalla Polizia. Terminerà nei pressi del Campidoglio, che è l’obiettivo, quella giornata, della lotta al liberismo europeista. Un passo in avanti, sebbene rimangano tutte le criticità di una manifestazione criminalizzata dall’artefatto clima di terrore agitato dai media unificati. E’ il prezzo dell’incompatibilità politica, e ne eravamo certo preparati. La lotta all’Unione europea come istituzione liberista non può uscire dall’ambito delle mere posizioni testimoniali. Non a caso chi la agita da destra – Lega nord o M5S – se ne guarda bene dall’organizzare una lotta politica conseguente. Sabato 25 al contrario la lotta al liberismo europeista prende la strada della politica, della mobilitazione, del conflitto. Una mobilitazione capace di coinvolgere sindacati di base, lotte sociali, migranti, militanti politici. Un primo passo, certamente, senza altra ambizione di squarciare il velo del consenso neoliberale alla Ue. Ma un passaggio necessario.

La trappola poliziesca sul 25 marzo

 

Comincia il tam tam giornalistico contro la manifestazione del 25 marzo, per quanto ne fossimo ampiamente preparati. La Questura, da par suo, sta architettando il trappolone politico-repressivo: nella giornata che vedrà tutto il parterre di proposte politiche sfilare nel centro cittadino, l’unica manifestazione confinata fuori dalla città abitata è quella anti-liberista. L’organizzazione del vertice non prevede “zone rosse”, e infatti la mattina sarà la sinistra neoliberale a sfilare da Piazza Vittorio al Colosseo, mentre nel pomeriggio sarà la destra neofascista di Alemanno e Storace a marciare da Piazza dell’Esquilino a Largo Corrado Ricci. Persino un sedicente Movimento Federalista terrà la sua micro-mobilitazione nel centro, dalle parti di Bocca della Verità. Per chi non si adegua alla fascinazione liberale o alla reazione nazionalista? Continua a leggere »

Il metodo anti-Salvini

 

Dovremmo riconoscere a Salvini almeno un merito: aver costretto la sinistra antagonista all’intelligenza. Come il monolite alieno in 2001 Odissea nello Spazio, Salvini stimola indirettamente l’ingegno, mette in mora le vere e presunte differenze politiche in funzione del risultato. Ci obbliga a un terreno comune, quello della difesa delle nostre città dal suo progetto razzista, nazionalista, xenofobo, anti-sociale, reazionario. La lotta alla reazione leghista in questi anni ha sviluppato un metodo politico che è il suo più grande lascito. A volte questo metodo viene raccolto nel migliore dei modi, come a Napoli, altrove non sviluppa gli stessi risultati, ma si pone come inaggirabile. Laddove tale metodo viene abbandonato, il risultato fallisce. Bisogna però intendersi su quale risultato leggere nelle mobilitazioni anti-leghiste di tutta Italia, da anni a questa parte. Alcuni si fermano al dito: Salvini, in qualche modo, riesce comunque a tenere i suoi comizietti minoritari. Altri, la maggior parte a dire il vero, intravedono la luna: un terreno comune dove trovare la sintesi tra la partecipazione popolare e modalità di conflitto capaci di legare tutte le componenti della mobilitazione stessa. Continua a leggere »

L’Ottobre sta arrivando. Presentazione romana della campagna per il centenario della Rivoluzione

 

Da settimane sui muri di alcune città italiane campeggiano dei manifesti che annunciano l’arrivo dell’Ottobre. Un riferimento immediato per ogni comunista, un messaggio più criptico per la maggioranza della classe che ha visto recisa ogni connessione, anche sentimentale, con la rivoluzione bolscevica. Ed è proprio da qui che, insieme ad altri compagni e ad altre organizzazioni politiche, siamo voluti ripartire. Con una campagna politica che metta al centro della discussione l’attualità e l’inattualità della rivoluzione bolscevica e la necessità di ritornare a pensare la trasformazione radicale dei rapporti di produzione. Ma che al tempo stesso sappia giocare sul piano sul piano dei simboli, della comunicazione e dell’immaginario. Senza nessun cedimento al nostalgismo o alla celebrazione liturgica, perché la testa dei rivoluzionari non è mai rivolta all’indietro. Domani, al Sally, nel pub più bolscevico di Roma, ci sarà la prima presentazione cittadina. E chi non viene è un menscevico! Continua a leggere »

Contro l’Unione europea del liberismo e delle guerre: il 25 marzo mobilitazione nazionale contro il vertice Ue

 

Senza sprezzo del ridicolo, l’Unione europea delle guerre, del liberismo, delle lobby finanziarie, della speculazione, delle controriforme sociali, della povertà generalizzata, celebrerà se stessa in un vertice tanto inutile quanto simbolico. Inutile perché i luoghi decisionali della Ue sono altrove, non certo nella fanfara dei vertici autocelebrativi. Simbolico perché la Ue proverà a presentarsi come luogo-istituzione del progresso e della democrazia liberale, nonostante il ventennio di spoliazione che questa ha materialmente significato per le classi lavoratrici europee. Un trionfo di retorica liberale si abbatterà come una slavina sulla città e sul paese intero. Questo vertice va allora contestato con ogni mezzo necessario. Va impedita la narrazione unica che vuole l’Unione europea come portavoce della democrazia, come espressione dei diritti umani (a corrente alternata), del libero mercato come unico orizzonte di sviluppo, delle guerre umanitarie e dei pogrom sui flussi migranti. Per queste e altre mille ragioni, l’unica mobilitazione decisa a esprimere la rabbia popolare contro questa istituzione canaglia è quella che partirà alle 14 da piazza della Repubblica. Continua a leggere »

Contro la violenza criminale, corteo antifascista a Ostia

 

L’ennesima aggressione fascista a Ostia. Lo stesso scenario di sempre: un ragazzo (legato peraltro a un’associazione cattolica) assalito in cinque, violentemente picchiato da quelle stesse persone che si presentano come “alternativa per il quartiere”. Di che alternativa parliamo, ne sono piene le cronache giudiziarie di questi anni. Ma tutto questo appartiene al già detto, al già sentito e conosciuto. La novità è che l’aggressione fascista ha provocato finalmente una resistenza popolare, un’indignazione di massa, trasversale ed eterogenea, ma ferma nel chiedere la chiusura dei covi che controllano il quartiere. Una novità importante in un quadrante degradato e abbandonato dalla politica com’è Ostia, il quartiere dimenticato di Roma, commissariato, in mano alle mafie e alla rassegnazione. Il corteo, che partirà sabato alle ore 15.30 dal piazzale della stazione della Roma-Lido (con appuntamento romano alle 14.00 da Piramide), sfilerà in concomitanza della lurida marcetta organizzata da Casapound a Acilia: buon per noi, male per loro Continua a leggere »

San Basilio non abbozza, Barletta stai sereno

 

Dopo aver provato la carta della guerra tra poveri, aizzando italiani contro stranieri nella lotta per una casa popolare in un panorama di migliaia di case vuote in attesa di assegnazione, il Dipartimento politiche abitative ci riprova domani. E’ previsto infatti lo sfratto di una signora (peraltro malato di cancro: il destino sfigato conferma vederci benissimo, a differenza della giustizia bendata) per l’assegnazione della casa ad un’altra famiglia. Non c’è dubbio: la famiglia assegnataria ha diritto ad entrare. Ma non a scapito di un altro povero, visto che a poche centinaia di metri (a Casal Monastero) giacciono da anni vuote intere palazzine di case popolari, presidiate da uno sfigato vigilantes investito del sacro compito di difendere la proprietà privatizzata del Comune non tanto contro le occupazioni, ma contro le stesse assegnazioni. Perché lasciarle vuote? Perché fomentare guerre tra poveri quando di case ce ne sarebbero in eccedenza? Per calcolo politico, e per interesse economico. Non c’è d’altronde altra spiegazione, visto che al limite dello stesso quartiere vegetano centinaia di case popolari abbandonate. Per non dire delle altre centinaia nella stessa San Basilio murate contro ipotetiche occupazioni. Continua a leggere »

Assemblea cittadina dopo il No: venerdì al Tiburtino III, ore 17.30

Dopo aver mandato a casa il Pd nelle elezioni comunali della scorsa estate, le periferie hanno mandato a casa anche il governo Renzi. La composizione sociale/territoriale del voto d’altronde non lascia scampo ai professionisti della chiacchiera: è tra i giovani, è nel sud desertificato culturalmente ed economicamente, è nelle periferie cittadine imbarbarite da disoccupazione e lotta tra poveri, che il No travolge come una valanga inarrestabile la narrazione triste del renzismo decadente. In pochi giorni abbiamo assistito all’immediata reazione di un potere sordo alla realtà dei fatti: la nascita di un governo fotocopia di quello sfiduciato dalla larga maggioranza del paese. Continua a leggere »