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28 April :
1945 A piazzale loreto, Milano, vengono esposti i corpi del dittatore Mussolini e dei suoi sgerri. I partigiani sono costretti a usare gli idranti per disperdere la folla che voleva farne scempio.

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L’Ottobre sta arrivando. Presentazione romana della campagna per il centenario della Rivoluzione

 

Da settimane sui muri di alcune città italiane campeggiano dei manifesti che annunciano l’arrivo dell’Ottobre. Un riferimento immediato per ogni comunista, un messaggio più criptico per la maggioranza della classe che ha visto recisa ogni connessione, anche sentimentale, con la rivoluzione bolscevica. Ed è proprio da qui che, insieme ad altri compagni e ad altre organizzazioni politiche, siamo voluti ripartire. Con una campagna politica che metta al centro della discussione l’attualità e l’inattualità della rivoluzione bolscevica e la necessità di ritornare a pensare la trasformazione radicale dei rapporti di produzione. Ma che al tempo stesso sappia giocare sul piano sul piano dei simboli, della comunicazione e dell’immaginario. Senza nessun cedimento al nostalgismo o alla celebrazione liturgica, perché la testa dei rivoluzionari non è mai rivolta all’indietro. Domani, al Sally, nel pub più bolscevico di Roma, ci sarà la prima presentazione cittadina. E chi non viene è un menscevico! Continua a leggere »

Contro l’Unione europea del liberismo e delle guerre: il 25 marzo mobilitazione nazionale contro il vertice Ue

 

Senza sprezzo del ridicolo, l’Unione europea delle guerre, del liberismo, delle lobby finanziarie, della speculazione, delle controriforme sociali, della povertà generalizzata, celebrerà se stessa in un vertice tanto inutile quanto simbolico. Inutile perché i luoghi decisionali della Ue sono altrove, non certo nella fanfara dei vertici autocelebrativi. Simbolico perché la Ue proverà a presentarsi come luogo-istituzione del progresso e della democrazia liberale, nonostante il ventennio di spoliazione che questa ha materialmente significato per le classi lavoratrici europee. Un trionfo di retorica liberale si abbatterà come una slavina sulla città e sul paese intero. Questo vertice va allora contestato con ogni mezzo necessario. Va impedita la narrazione unica che vuole l’Unione europea come portavoce della democrazia, come espressione dei diritti umani (a corrente alternata), del libero mercato come unico orizzonte di sviluppo, delle guerre umanitarie e dei pogrom sui flussi migranti. Per queste e altre mille ragioni, l’unica mobilitazione decisa a esprimere la rabbia popolare contro questa istituzione canaglia è quella che partirà alle 14 da piazza della Repubblica. Continua a leggere »

Contro la violenza criminale, corteo antifascista a Ostia

 

L’ennesima aggressione fascista a Ostia. Lo stesso scenario di sempre: un ragazzo (legato peraltro a un’associazione cattolica) assalito in cinque, violentemente picchiato da quelle stesse persone che si presentano come “alternativa per il quartiere”. Di che alternativa parliamo, ne sono piene le cronache giudiziarie di questi anni. Ma tutto questo appartiene al già detto, al già sentito e conosciuto. La novità è che l’aggressione fascista ha provocato finalmente una resistenza popolare, un’indignazione di massa, trasversale ed eterogenea, ma ferma nel chiedere la chiusura dei covi che controllano il quartiere. Una novità importante in un quadrante degradato e abbandonato dalla politica com’è Ostia, il quartiere dimenticato di Roma, commissariato, in mano alle mafie e alla rassegnazione. Il corteo, che partirà sabato alle ore 15.30 dal piazzale della stazione della Roma-Lido (con appuntamento romano alle 14.00 da Piramide), sfilerà in concomitanza della lurida marcetta organizzata da Casapound a Acilia: buon per noi, male per loro Continua a leggere »

San Basilio non abbozza, Barletta stai sereno

 

Dopo aver provato la carta della guerra tra poveri, aizzando italiani contro stranieri nella lotta per una casa popolare in un panorama di migliaia di case vuote in attesa di assegnazione, il Dipartimento politiche abitative ci riprova domani. E’ previsto infatti lo sfratto di una signora (peraltro malato di cancro: il destino sfigato conferma vederci benissimo, a differenza della giustizia bendata) per l’assegnazione della casa ad un’altra famiglia. Non c’è dubbio: la famiglia assegnataria ha diritto ad entrare. Ma non a scapito di un altro povero, visto che a poche centinaia di metri (a Casal Monastero) giacciono da anni vuote intere palazzine di case popolari, presidiate da uno sfigato vigilantes investito del sacro compito di difendere la proprietà privatizzata del Comune non tanto contro le occupazioni, ma contro le stesse assegnazioni. Perché lasciarle vuote? Perché fomentare guerre tra poveri quando di case ce ne sarebbero in eccedenza? Per calcolo politico, e per interesse economico. Non c’è d’altronde altra spiegazione, visto che al limite dello stesso quartiere vegetano centinaia di case popolari abbandonate. Per non dire delle altre centinaia nella stessa San Basilio murate contro ipotetiche occupazioni. Continua a leggere »

Assemblea cittadina dopo il No: venerdì al Tiburtino III, ore 17.30

Dopo aver mandato a casa il Pd nelle elezioni comunali della scorsa estate, le periferie hanno mandato a casa anche il governo Renzi. La composizione sociale/territoriale del voto d’altronde non lascia scampo ai professionisti della chiacchiera: è tra i giovani, è nel sud desertificato culturalmente ed economicamente, è nelle periferie cittadine imbarbarite da disoccupazione e lotta tra poveri, che il No travolge come una valanga inarrestabile la narrazione triste del renzismo decadente. In pochi giorni abbiamo assistito all’immediata reazione di un potere sordo alla realtà dei fatti: la nascita di un governo fotocopia di quello sfiduciato dalla larga maggioranza del paese. Continua a leggere »

Mandiamolo a casa!

Siamo al rush finale della campagna sociale per il No. Forte è la percezione che la giornata del 4 dicembre, nel bene o nel male, segni la fine di una stagione politica, aprendone un’altra. In ogni caso le cose nel nostro paese non saranno più le stesse: in gioco non c’è soltanto la modifica costituzionale, la riscrittura pasticciata della seconda parte della Costituzione, ma l’affermazione definitiva della dimensione oligarchica nel campo politico e giuridico. Non andiamo incontro alla fine del mondo, ma è una data che porta con sé delle conseguenze profonde per il futuro prossimo, non solo in Italia ma anche per il resto della Ue. Un fatto politico che segue l’inaspettata Brexit di giugno e precede due appuntamenti altrettanto strategici come le elezioni francesi della prossima primavera e le elezioni tedesche dell’autunno 2017 (senza contare le elezioni austriache di questa stessa domenica). Insomma, quello che è in ballo il 4 travalica i confini e potrebbe incrinare l’assetto europeista. Continua a leggere »

Seminario universitario sul referendum: venerdì, ore 16.30, a Fisica (La Sapienza)

Mancano ormai pochi giorni all’appuntamento della consultazione referendaria e in questo clima si avvicendano, con sempre maggiore assiduità, le dichiarazioni, i dibattiti e le analisi politiche rispetto agli scenari futuri verso cui potrebbe proiettarci l’esito della consultazione del 4 dicembre. Nella lunga campagna referendaria che si accinge ormai alla sua naturale conclusione abbiamo più volte preso parola e ci siamo mobilitati per esprimere e portare alla luce le nostre posizioni, considerazioni ed argomentazioni nel merito della riforma costituzionale, sia per quanto concerne il suo portato tecnico, sia rispetto all’influenza che avrebbe sull’intero assetto politico ed economico del paese. Continua a leggere »

Insieme a chi resiste, dalle metropoli alla val di Susa

Lo scorso 17 novembre la Procura di Torino ha nuovamente calcato la mano contro il movimento No Tav, approfittando dell’ultima udienza dell’appello del maxiprocesso, che nel primo grado di giudizio aveva visto comminati oltre 140 anni di reclusione per 47 dei 53 imputati e un centinaio di migliaia di euro di risarcimenti vari. 84 anni di pena per provare a cancellare nella memoria collettiva le giornate del 27 giugno e del 3 luglio del 2011, quando migliaia di persone assediarono il cantiere TAV con la determinazione e la coscienza politica di chi è schierato dalla parte giusta della barricata. Circa un anno fa, in un articolo dove raccontavamo la passeggiata in Valle nel decennale di Venaus, parlavamo dell’ennesima prova di maturità «di un movimento organizzato e radicato nel tessuto sociale, che negli anni è diventato elemento di coesione e si è elevato da territoriale a nazionale», capace di non farsi «abbattere neanche dalla repressione e dai momenti di minore mobilitazione». È una valutazione che non possiamo non replicare anche oggi, quando intorno alle condanne arrivate in appello il moto solidale corso da nord a sud nella penisola ha dato prova della ragione politica che anima la lotta del movimento. Continua a leggere »

Dal Campidoglio ai territori, partono le consulte popolari

 

A partire da oggi, con l’assemblea cittadina nella sala consiliare del VII Municipio di Cinecittà, inizia il percorso delle consultazioni popolari lanciato dalla grande e partecipata assemblea del 4 ottobre al Campidoglio. Che vuol dire consultazione popolare oggi?  Questa è la prima domanda che ci siamo posti insieme ad altri quando, alcuni mesi fa, abbiamo intrapreso il percorso politico che ci ha portato al 4 ottobre. L’intuizione di fondo è che nella città devastata da decenni di liberismo cialtronesco e para-mafioso, di privazione costante dei diritti sociali, di separazione totale tra Comune e cittadini, di abbrutimento indotto da una politica trasversale e consociativa, bisognasse tornare a sporcarsi le mani con le dure e contraddittorie esigenze della periferia. Siamo partiti da questa urgenza collettiva, che è anche una necessità, se si vuole ridare un senso alla sinistra, una sinistra popolare, espressione diretta delle lotte e dei bisogni delle classi subalterne, una sinistra sociale e politica in grado di cogliere e rappresentare l’insieme disperso e frammentato degli interessi materiali del proletariato urbano e non fermarsi alla gestione delle mille beghe maturate negli anni del distacco tra sinistra e società. Continua a leggere »

L’antifascismo non si processa

 

Gli strascichi giudiziari della manifestazione dello scorso sabato saranno lunghi e dispendiosi, anche dal punto di vista economico. Per questo motivo servono immediatamente risorse economiche per portare avanti la difesa dei 10 arrestati – di cui 7 liberati mercoledì – nonchè degli altri cinquanta denunciati per reati gravissimi quanto sconclusionati. La vendita di questa maglietta avrà come scopo quello di sostenere economicamente i compagni e gli avvocati di ogni denunciato. Perchè l’antifascismo non si processerà nelle aule di un tribunale.