APPUNTAMENTI

img_2621

MILITANT AUTLET


Infoshop
www.militantautlet.com
T-shirt, felpe, cappelli, giacche e sciarpe per sostenere le spese dell’attività politica.

Donazione Paypal

La lotta paga, ma ha anche un costo. Non riceviamo finanziamenti, non abbiamo trattorie, nessuno ci paga manifesti, striscioni o trasferte. Tutta la nostra attività politica è finanziata con l'autotassazione e la vendita delle magliette. Se pensi che il nostro impegno meriti un piccolo sostegno, non indugiare. Anche un piccolo contributo economico è per noi una grande forma di solidarietà politica.

PAGINE FACEBOOK: MILITANT


Collettivo Militant

NOI SAREMO TUTTO


Rete Nazionale

MILITANT AUTLET


Infoshop

ACHTUNG BANDITEN


Festival Antifascista

Caracas Chiama


Rete di solidarietà al Socialismo del XXI secolo

Comitato per il Donbass Antinazista


Coordinamento Operaio Ama


SOCIAL

pagina twitter Profilo Twitter pagina twitter Canale Youtube abbonati alle notizie Rss Feed Rss

ACCADEVA OGGI…

24 March :
1980 A San Salvador l'esercito uccide l'arcivescovo Oscar Romero, colpevole di stare dalla parte dei poveri.

STATS

Verso il 25 marzo: cambio di percorso, e di scenario

 

L’impossibile corteo proposto dalla Questura ha subito uno stravolgimento dell’originale percorso. Il 25 la manifestazione partirà da Porta San Paolo, passerà per Testaccio e terminerà a Bocca della Verità. Non un grande percorso, ma con almeno un pregio: si dirigerà verso il vertice, invece di allontanarsene come originariamente pensato dalla Polizia. Terminerà nei pressi del Campidoglio, che è l’obiettivo, quella giornata, della lotta al liberismo europeista. Un passo in avanti, sebbene rimangano tutte le criticità di una manifestazione criminalizzata dall’artefatto clima di terrore agitato dai media unificati. E’ il prezzo dell’incompatibilità politica, e ne eravamo certo preparati. La lotta all’Unione europea come istituzione liberista non può uscire dall’ambito delle mere posizioni testimoniali. Non a caso chi la agita da destra – Lega nord o M5S – se ne guarda bene dall’organizzare una lotta politica conseguente. Sabato 25 al contrario la lotta al liberismo europeista prende la strada della politica, della mobilitazione, del conflitto. Una mobilitazione capace di coinvolgere sindacati di base, lotte sociali, migranti, militanti politici. Un primo passo, certamente, senza altra ambizione di squarciare il velo del consenso neoliberale alla Ue. Ma un passaggio necessario.

La trappola poliziesca sul 25 marzo

 

Comincia il tam tam giornalistico contro la manifestazione del 25 marzo, per quanto ne fossimo ampiamente preparati. La Questura, da par suo, sta architettando il trappolone politico-repressivo: nella giornata che vedrà tutto il parterre di proposte politiche sfilare nel centro cittadino, l’unica manifestazione confinata fuori dalla città abitata è quella anti-liberista. L’organizzazione del vertice non prevede “zone rosse”, e infatti la mattina sarà la sinistra neoliberale a sfilare da Piazza Vittorio al Colosseo, mentre nel pomeriggio sarà la destra neofascista di Alemanno e Storace a marciare da Piazza dell’Esquilino a Largo Corrado Ricci. Persino un sedicente Movimento Federalista terrà la sua micro-mobilitazione nel centro, dalle parti di Bocca della Verità. Per chi non si adegua alla fascinazione liberale o alla reazione nazionalista? Continua a leggere »

Il metodo anti-Salvini

 

Dovremmo riconoscere a Salvini almeno un merito: aver costretto la sinistra antagonista all’intelligenza. Come il monolite alieno in 2001 Odissea nello Spazio, Salvini stimola indirettamente l’ingegno, mette in mora le vere e presunte differenze politiche in funzione del risultato. Ci obbliga a un terreno comune, quello della difesa delle nostre città dal suo progetto razzista, nazionalista, xenofobo, anti-sociale, reazionario. La lotta alla reazione leghista in questi anni ha sviluppato un metodo politico che è il suo più grande lascito. A volte questo metodo viene raccolto nel migliore dei modi, come a Napoli, altrove non sviluppa gli stessi risultati, ma si pone come inaggirabile. Laddove tale metodo viene abbandonato, il risultato fallisce. Bisogna però intendersi su quale risultato leggere nelle mobilitazioni anti-leghiste di tutta Italia, da anni a questa parte. Alcuni si fermano al dito: Salvini, in qualche modo, riesce comunque a tenere i suoi comizietti minoritari. Altri, la maggior parte a dire il vero, intravedono la luna: un terreno comune dove trovare la sintesi tra la partecipazione popolare e modalità di conflitto capaci di legare tutte le componenti della mobilitazione stessa. Continua a leggere »

L’Ottobre sta arrivando. Presentazione romana della campagna per il centenario della Rivoluzione

 

Da settimane sui muri di alcune città italiane campeggiano dei manifesti che annunciano l’arrivo dell’Ottobre. Un riferimento immediato per ogni comunista, un messaggio più criptico per la maggioranza della classe che ha visto recisa ogni connessione, anche sentimentale, con la rivoluzione bolscevica. Ed è proprio da qui che, insieme ad altri compagni e ad altre organizzazioni politiche, siamo voluti ripartire. Con una campagna politica che metta al centro della discussione l’attualità e l’inattualità della rivoluzione bolscevica e la necessità di ritornare a pensare la trasformazione radicale dei rapporti di produzione. Ma che al tempo stesso sappia giocare sul piano sul piano dei simboli, della comunicazione e dell’immaginario. Senza nessun cedimento al nostalgismo o alla celebrazione liturgica, perché la testa dei rivoluzionari non è mai rivolta all’indietro. Domani, al Sally, nel pub più bolscevico di Roma, ci sarà la prima presentazione cittadina. E chi non viene è un menscevico! Continua a leggere »

Contro l’Unione europea del liberismo e delle guerre: il 25 marzo mobilitazione nazionale contro il vertice Ue

 

Senza sprezzo del ridicolo, l’Unione europea delle guerre, del liberismo, delle lobby finanziarie, della speculazione, delle controriforme sociali, della povertà generalizzata, celebrerà se stessa in un vertice tanto inutile quanto simbolico. Inutile perché i luoghi decisionali della Ue sono altrove, non certo nella fanfara dei vertici autocelebrativi. Simbolico perché la Ue proverà a presentarsi come luogo-istituzione del progresso e della democrazia liberale, nonostante il ventennio di spoliazione che questa ha materialmente significato per le classi lavoratrici europee. Un trionfo di retorica liberale si abbatterà come una slavina sulla città e sul paese intero. Questo vertice va allora contestato con ogni mezzo necessario. Va impedita la narrazione unica che vuole l’Unione europea come portavoce della democrazia, come espressione dei diritti umani (a corrente alternata), del libero mercato come unico orizzonte di sviluppo, delle guerre umanitarie e dei pogrom sui flussi migranti. Per queste e altre mille ragioni, l’unica mobilitazione decisa a esprimere la rabbia popolare contro questa istituzione canaglia è quella che partirà alle 14 da piazza della Repubblica. Continua a leggere »

Contro la violenza criminale, corteo antifascista a Ostia

 

L’ennesima aggressione fascista a Ostia. Lo stesso scenario di sempre: un ragazzo (legato peraltro a un’associazione cattolica) assalito in cinque, violentemente picchiato da quelle stesse persone che si presentano come “alternativa per il quartiere”. Di che alternativa parliamo, ne sono piene le cronache giudiziarie di questi anni. Ma tutto questo appartiene al già detto, al già sentito e conosciuto. La novità è che l’aggressione fascista ha provocato finalmente una resistenza popolare, un’indignazione di massa, trasversale ed eterogenea, ma ferma nel chiedere la chiusura dei covi che controllano il quartiere. Una novità importante in un quadrante degradato e abbandonato dalla politica com’è Ostia, il quartiere dimenticato di Roma, commissariato, in mano alle mafie e alla rassegnazione. Il corteo, che partirà sabato alle ore 15.30 dal piazzale della stazione della Roma-Lido (con appuntamento romano alle 14.00 da Piramide), sfilerà in concomitanza della lurida marcetta organizzata da Casapound a Acilia: buon per noi, male per loro Continua a leggere »

San Basilio non abbozza, Barletta stai sereno

 

Dopo aver provato la carta della guerra tra poveri, aizzando italiani contro stranieri nella lotta per una casa popolare in un panorama di migliaia di case vuote in attesa di assegnazione, il Dipartimento politiche abitative ci riprova domani. E’ previsto infatti lo sfratto di una signora (peraltro malato di cancro: il destino sfigato conferma vederci benissimo, a differenza della giustizia bendata) per l’assegnazione della casa ad un’altra famiglia. Non c’è dubbio: la famiglia assegnataria ha diritto ad entrare. Ma non a scapito di un altro povero, visto che a poche centinaia di metri (a Casal Monastero) giacciono da anni vuote intere palazzine di case popolari, presidiate da uno sfigato vigilantes investito del sacro compito di difendere la proprietà privatizzata del Comune non tanto contro le occupazioni, ma contro le stesse assegnazioni. Perché lasciarle vuote? Perché fomentare guerre tra poveri quando di case ce ne sarebbero in eccedenza? Per calcolo politico, e per interesse economico. Non c’è d’altronde altra spiegazione, visto che al limite dello stesso quartiere vegetano centinaia di case popolari abbandonate. Per non dire delle altre centinaia nella stessa San Basilio murate contro ipotetiche occupazioni. Continua a leggere »

Assemblea cittadina dopo il No: venerdì al Tiburtino III, ore 17.30

Dopo aver mandato a casa il Pd nelle elezioni comunali della scorsa estate, le periferie hanno mandato a casa anche il governo Renzi. La composizione sociale/territoriale del voto d’altronde non lascia scampo ai professionisti della chiacchiera: è tra i giovani, è nel sud desertificato culturalmente ed economicamente, è nelle periferie cittadine imbarbarite da disoccupazione e lotta tra poveri, che il No travolge come una valanga inarrestabile la narrazione triste del renzismo decadente. In pochi giorni abbiamo assistito all’immediata reazione di un potere sordo alla realtà dei fatti: la nascita di un governo fotocopia di quello sfiduciato dalla larga maggioranza del paese. Continua a leggere »

Mandiamolo a casa!

Siamo al rush finale della campagna sociale per il No. Forte è la percezione che la giornata del 4 dicembre, nel bene o nel male, segni la fine di una stagione politica, aprendone un’altra. In ogni caso le cose nel nostro paese non saranno più le stesse: in gioco non c’è soltanto la modifica costituzionale, la riscrittura pasticciata della seconda parte della Costituzione, ma l’affermazione definitiva della dimensione oligarchica nel campo politico e giuridico. Non andiamo incontro alla fine del mondo, ma è una data che porta con sé delle conseguenze profonde per il futuro prossimo, non solo in Italia ma anche per il resto della Ue. Un fatto politico che segue l’inaspettata Brexit di giugno e precede due appuntamenti altrettanto strategici come le elezioni francesi della prossima primavera e le elezioni tedesche dell’autunno 2017 (senza contare le elezioni austriache di questa stessa domenica). Insomma, quello che è in ballo il 4 travalica i confini e potrebbe incrinare l’assetto europeista. Continua a leggere »

Seminario universitario sul referendum: venerdì, ore 16.30, a Fisica (La Sapienza)

Mancano ormai pochi giorni all’appuntamento della consultazione referendaria e in questo clima si avvicendano, con sempre maggiore assiduità, le dichiarazioni, i dibattiti e le analisi politiche rispetto agli scenari futuri verso cui potrebbe proiettarci l’esito della consultazione del 4 dicembre. Nella lunga campagna referendaria che si accinge ormai alla sua naturale conclusione abbiamo più volte preso parola e ci siamo mobilitati per esprimere e portare alla luce le nostre posizioni, considerazioni ed argomentazioni nel merito della riforma costituzionale, sia per quanto concerne il suo portato tecnico, sia rispetto all’influenza che avrebbe sull’intero assetto politico ed economico del paese. Continua a leggere »