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Un anno fa l’amministrazione Alemanno metteva a segno uno dei primi colpi dell’infame campagna lanciata contro i movimenti per il diritto all’abitare. Read more »

Ieri, nell’anniversario della morte di Carlo Giuliani, i compagni e le compagne dell’Assemblea nazionale antifascista hanno portato uno striscione a Genova per ricordare Carlo e tutti i compagni, molti ancora sotto processo, che in quelle giornate si sono ribellati. Di seguito il comunicato. Read more »

dalla Redazione di Carmilla

Un intero libro contro Carmilla! (1) Accidenti, che onore! Noi, secondo l’autore (il dottor Giuseppe Cruciani, titolare della rubrica La Zanzara su Radio 24, collaboratore di Panorama e di La 7), saremmo una lobby di inaudita potenza, capace di mobilitare fior di intellettuali di destra e di sinistra (da Erri De Luca a Tiziano Scarpa a Marco Müller, da Bernard Henri-Lévy a Philippe Sollers a Gabriel Garcîa-Márquez) in giro per il mondo. Il tutto a partire dalla “lista della vergogna”, cioè dalla nostra raccolta di firme (del 2004) a sostegno di Cesare Battisti. Read more »

Negli scorsi giorni, il questore di Terni ha notificato ad una decina di compagni – militanti antifascisti e sindacalisti attivi nelle mobilitazione contro la Thyssenkrupp e contro gli incidenti, anche mortali, che si sono verificati all’interno della fabbrica – degli “avvisi orali” in base alla legge 1423 del 1956, contenente “Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità”. La legge è diretta contro coloro “che sono abitualmente dediti a traffici delittuosi” e che “per il loro comportamento, debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che sono dediti alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo l’integrità fisica o morale dei minorenni, la sanità, la sicurezza o la tranquillità pubblica” (leggi). Read more »

Domani, sabato 12 giugno, saremo in quel di Parma, più precisamente a Ravadese, per la serata organizzata da Parma Antifascista in ricordo del tifoso del Parma Matteo Bagnaresi, morto a soli 28 anni schiacciato da un pullman di juventini. Sarà un’occasione per conoscerci, per presentare e promuovere il nostro nuovo materiale, per parlare con altri compagni in giro per l’Italia, per stare insieme.

Per chiunque volesse conscerci, domani saremo a Parma. L’invito vale anche per i camerati, domani venite a trovarci, una maglietta non la si nega a nessuno…

Invitiamo tutti e tutte a partecipare ai presidi che si terranno oggi pomeriggio in tutte le città italiane. Per Roma, l’appuntamento è alle ore 17 a piazza San Marco (piazza Venezia).

da italy.indymedia.org

La Freedom Flotilla è stata attaccata dalle navi israeliane nella notte, vi sono 19 morti confermati. Read more »

Il 19 maggio di 19 anni fa, il csoa Corto Circuito subì, durante la notte, un attentato incendiario che lo distrusse completamente: al suo interno trovò la morte Auro Bruni, un ragazzo di 19 anni che era rimasto a dormire lì. Read more »

Domani, 12 marzo, sono stati convocati dai Cobas uno sciopero generale del mondo della scuola e una manifestazione che raggiungerà il Ministero dell’Istruzione (leggi), come protesta contro l’ennesimo atto che mira a quello smantellamento dell’istruzione pubblica portato avanti dai governi liberisti succedutisi negli ultimi anni. Unica ideologia dietro a questi tentativi di “riforma” sembra essere quella del risparmio e dei “tagli”, che accentuano la differenza tra scuole di serie a e scuole di serie b, tra studenti di serie a e studenti di serie b, facendo della scuola sempre più uno strumento di selezione di classe. Rilanciamo l’invito dei Cobas ad una mobiltiazione unitaria di docenti, studenti e personale ata e invitiamo tutti a partecipare al corteo che partirà domani mattina alle ore 9,30 da piazza Repubblica.

occupare2

Siamo ormai, da quasi un anno, in una nuova fase politica a Roma. Una stagione caratterizzata da sgomberi, arresti,perquisizioni, limitazioni varie alla partecipazione politica. L’insediamento di Alemanno e della sua giunta hanno fatto sentire sin da subito il peso che un amministrazione fascista, se non nei contenuti sicuramente nelle modalità, porta con se nell’amministrare un territorio. Assenza di proposte e confronti politici, abuso incondizionato di polizia e repressione, per gestire come ordine pubblico qualsiasi problema sociale, culturale o economico. Read more »

convento

“Questo passa il convento. Cronache e valutazioni di una lotta antifascista a Napoli” è un documento scritto dai compagni della Federico II: lo potete scaricare dalla sezione documenti sulla destra della pagina. Riteniamo questo documento molto utile, per le valutazioni che contiene sia sulla mobilitazione antifascista di questi mesi a Napoli – che ha portato alla cacciata di Casa Pound dalla città – sia più in generale su cosa debba essere e su come debba esplicarsi la lotta antifascista oggi, evidenziando i limiti dell’antifascismo per l’antifascismo e la necessità di costruire percorsi reali, puntando alla massima unità possibile su questo terreno.  La mobilitazione antifascista dei compagni napoletani, il loro modo di intenderla, può e deve essere uno stimolo e un esempio per tutti noi.

Avvicinandosi la “giornata del ricordo” assistiamo a nuove puntate della grottesca liturgia rappresentata dalla “questione foibe”. Per la serie: “come rendere teatrale, strumentale e FALSA una vicenda storica che meriterebbe, invece, seri approfondimenti. Come ogni liturgia che si rispetti, un punto importante è rappresentato dall’identificazione di un NEMICO.
Identificando un nemico si cerca di ottenere visibilità e attenzione popolare per una questione che l’opinione pubblica continua a ignorare, nonostante una campagna-stampa martellante, per giunta ogni anno caratterizzata da un anti-comunismo più marcato (basti vedere gli spot televisivi, piccole gemme di accusa nei confronti dei partigiani yugoslavi). Dicevamo del “nemico”: dopo aver bandito le ricerche storiografiche di Alessandra Kersevan, Claudia Cernigoi e Sandi Volk (ai quali la Provincia di Milano arrivò a negare la sala, già concessa, in cui si sarebbe dovuto tenere il convegno “Foibe: la verità. Contro il revisionismo storico”) – che cercavano di mettere ordine nel circo di numeri, cifre e morti sbandierati dalla destra come fossero un gagliardetto di vittoria culturale, gli alchimisti della storia si sono concentrati sull’anziano scrittore sloveno Boris Pahor (tutt’altro che comunista, tra l’altro), il quale a gennaio aveva rifiutato un’onorificenza promessa dal Comune di Trieste, rispondendo in un modo a dir poco limpido: “Se il sindaco vuole darmi una medaglia deve riferirsi non solo alle mie sofferenze nei campi di concentramento del Führer ma anche ai patimenti che subii durante il fascismo”. Dove è lo scandalo? La giunta triestina, che contiene un buon numero di ex missini (di quelli che ancora non hanno assimilato la presunta “svolta di Fiuggi”) si indigna, nel momento in cui viene scompaginato il progetto di riscrittura storica. Inaccettabile, evidentemente, che qualcuno metta in dubbio la loro versione: la dittatura del Führer era effettivamente brutta e cattiva (ma tra un po’ rivaluteranno pure quella…), quella fascista – invece – era bonacciona e simpatica. Senza contare che i crudelissimi “titini” hanno tolto al suolo italico l’Istria e la Dalmazia, nonostante il cane fascista ci avesse pisciato sopra con insistenza per venti anni.
Archiviata la questione Pahor, il nuovo NEMICO è diventato lo storico dell’Università di Capodistria Jose Pirjevec, per la pubblicazione del libro – in realtà è una curatela – “Una storia d’Italia”. Lo “scandaloso Pirjevec” non fa altro che contestualizzare le vicende istriane successive all’8 settembre 1943 nel ricordo dell’italianizzazione forzata di quelle terre imposta dal fascismo durante i due decenni precedenti. Sempre Pirjevec ricorda come il “dramma” di molti esuli italiani nascondesse, in realtà, la volontà di allontanarsi da una terra nella quale non avrebbero potuto più fare i loro porci comodi, in seguito al cambio di sovranità. Ancora Pirjevec mette in dubbio – ma non è certo l’unico a farlo – i numeri degli infoibati, sottolineando come la cementificazione delle più famose tombe comuni (che rende molto difficile il conteggio effettivo dei cadaveri) fu voluta nel dopoguerra dagli stessi italiani (e non dai “terribili titini”) con l’evidente obiettivo di mantenere l’indeterminatezza del fenomeno. Così che a parlare fosse il mito, piuttosto che la ricerca storica.
Per lo stesso motivo conviene mantenere viva la favoletta degli “italiani brava gente”, nonostante i vari Angelo Del Boca, Davide Conti e Gianni Oliva abbiano da tempo scritto saggi sulle efferatezze dell’esercito italiano, specializzato nel dare il peggio di sé contro i civili e la popolazione inerme, per poi scappare a gambe levate quando si trattava di combattere contro eserciti regolari.
Mancando questi passaggi fondamentali, è evidente che la narrazione della “questione-foibe” assuma caratteri favolistici, difesi a spada tratta dalla componente ex-missina del Pdl.
L’obiettivo è semplice: nell’impossibilità di dire pubblicamente che Mussolini era molto fico e ci manca tanto, gli orfanelli di Almirante (un altro personaggio che sull’essere forte contro i deboli e debole contro i forti ha costruito la sua fortuna politica) cercano rivincite ricostruendo piccoli pezzi di storia nazionale, all’insegna dell’anti-comunismo militante.
Quando qualcuno rompe le uova nel paniere, i nostalgici del sabato fascista impazziscono e danno di matto. Eppure serve molta fantasia per trovare falsità e bugie nelle opere degli storici che abbiamo citato. Non a caso, gli ex-missini ora al potere alla critica preferiscono di gran lunga la censura, come insegnava il nonno pelato (e impiccato). Quando proprio non possono fare a meno di parlarne, nascondono un certo imbarazzo. È il caso del Corriere della Sera, che il 9 febbraio fa una recensione del lavoro di Pirjevec e sembra essere un po’ in difficoltà nel trovare pecche ed errori. Conclude con l’accusa di “riduzionismo”, dato che non può oggettivamente usare quella di “negazionismo”. È un po’ come dire “non so bene di cosa accusarti, ma intanto ti dico che così non si fa”.
Un modo come un altro, evidentemente, per continuare a non voler fare i conti con il comunismo. Preferendo, per ovvi motivi, la facile (e infame) equazione: nazismo uguale comunismo. Shoah uguale foibe. Hitler uguale Stalin uguale Tito. Dato che a noi piace indagare la storia, ma non sentirci raccontare storie, sabato13 febbraio, alle ore 19.30, il collettivo Militant e il collettivo Senza Tregua propongono il dibattito “Il revisionimo e l’uso politico della storia”. Saranno presenti gli storici Gino Candreva (redazione della rivista “Zapruder. Storie in movimento”), Sandi Volk e Davide Conti. Il dibattito si terrà presso il “BLOW” di Porta Labicana 24, San Lorenzo, Roma.
In questi giorni la Rai sta nuovamente mandando in onda la fiction revisionista “Il cuore nel pozzo”. Insieme ad una nostra riflessione sulla questione, riproponiamo il video che abbiamo fatto quando lo sceneggiato fu trasmesso per la prima volta.

Con l’avvicinarsi del “Giorno del ricordo” abbiamo assistito anche quest’anno a nuove puntate della grottesca liturgia rappresentata dalla “questione foibe”. Per la serie: “come rendere teatrale, strumentale e FALSA una vicenda storica che meriterebbe, invece, seri approfondimenti”. Come ogni liturgia che si rispetti, un punto importante è rappresentato dall’identificazione di un nemico. Read more »

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da parmantifascista.org

SCARCERATO ALESSANDRO DELLA MALVA!!

Da oggi il compagno Alessandro Della Malva è agli arresti domiciliari, dopo più di tre mesi di detenzione in una situazione di isolamento e censura, e ben tre trasferimenti (dal carcere di Pistoia a quello di Prato e poi a Parma), in attesa del giudizio dei Tribunali di Massa e Pistoia.

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GIAP IL RITORNO light

I compagni di Parma del Comitato Montanara Antifascista iniziano il 2010 così come avevano chiuso il 2009: da ANTIFASCISTI! A loro va un nostro saluto ed un plauso per la continuità dell’iniziativa antifascista, con l’augurio di un 2010 ancora sulle barricate…

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da senzatregua.orgDSC_0472-3

IMBRATTATO DI VERNICE ROSSA IL TRAM NATALIZIO DEL COMUNE

Il tram natalizio del Comune di Roma, con la sponsorizzazione della Coca Cola, proprio non ci andava giù. Secondo le dichiarazioni dell’Assessore alla mobilità la caratteristica principale di questo mezzo sarebbe « la possibilità per tutti di viaggiare a bordo dei tram illuminati, sentendosi parte di questa versione “in movimento” dello spirito del Natale cittadino.» Lo stesso spirito natalizio che il sindaco Alemanno ha ben pensato di difendere vietando cortei e manifestazioni per tutto il periodo delle feste, sostenendo che la presenza dei manifestanti avrebbe fatto diminuire sensibilmente gli acquisti natalizi ed aumentare il traffico cittadino.
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