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ACCADEVA OGGI…

19 February :
1977 A Roma 50000 studenti sfilano per la città gridando: ci avete cacciato dalle Università, ci riprenderemo tutta la città.

STATS

Chi sono i comunisti?

 

[Mesi fa, il collettivo politico di Esc ci chiese di partecipare, con una breve relazione, alla Conferenza sul comunismo – C17 – per celebrare l’anniversario della Rivoluzione. Come direbbe Wu Ming, si trattava di sconfinare abbondantemente dalle nostre “zone di comfort”, tanto politiche quanto culturali. Molte cose, potete immaginare, ci distanziano da *quel* modo di celebrare l’Ottobre. Eppure abbiamo aderito senza problemi. Per due ragioni fondamentali. La prima, coi compagni di Esc c’è (molta) differenza ma c’è altrettanto “riconoscimento” politico. Tra compagni, insomma, ci si confronta apertamente, su tutto, nella condivisione come nello scontro dialettico. La seconda ragione fondamentale è data dalla convinzione che il marxismo ha la forza di confrontarsi con tutto il pensiero umano, non solo con chi ne condivide le premesse. Il marxismo è un pensiero della totalità: non ha paura a confrontarsi col grande pensiero borghese, così come non ha paura di discutere con forme di operaismo post-moderno. Anzi, preferiamo di gran lunga discutere con chi non la pensa come noi, piuttosto che darci ragione a vicenda in sterili dibattiti improduttivi. Il problema non era tanto, allora, “dove” e “con chi” discutere di comunismo, ma “come” essere efficaci in un contesto di reciproca diffidenza. Nel ristrettissimo spazio di dieci minuti (questo il tempo consentito ai relatori) sapersi fare ascoltare diveniva il problema centrale. Speriamo con questa relazione di esserne venuti a capo. Buona lettura]. Continua a leggere »

Euro o non Euro, questo è il problema (tedesco)

 

Su CorriereEconomia dello scorso 9 gennaio Marcello Minenna si chiedeva “cosa c’è dietro il successo dell’export tedesco?”, arrivando alla clamorosa risposta: “il segreto? Nell’euro debole”. E grazie al cazzo, verrebbe da dire, visto che da anni parte importante della comunità politica ed economica, nazionale e internazionale, individua proprio nell’euro il problema originario della crisi europea. Ma Minenna, sebbene buon ultimo, ancora non coglie il problema nella sua ampiezza, che non sta in un “euro debole”, ma nell’euro in quanto tale. La debolezza altro non è che l’inevitabile direzione impressa dall’economia tedesca, visto che se l’euro si apprezzasse proporzionalmente alla sua produttività, la Germania andrebbe in crisi economica e tutto il circo europeista crollerebbe un minuto dopo. Ma nell’articolo si citano un po’ di dati interessanti: “il surplus commerciale tedesco per l’anno appena passato raggiungerà il valore stratosferico del 9,2% del Pil, circa 260 miliardi di euro. Il più alto del mondo, superiore a quello della Cina anche in valore assoluto per oltre 30 miliardi di euro […] La Germania dunque da oltre 16 anni continua ad esportare più di quanto importi, accumulando crediti finanziari nei confronti del resto del mondo; in pratica da quando è nata l’Unione monetaria. E non si tratta di una coincidenza”. E no, non si tratta di una coincidenza. Continua a leggere »

Gramsci e i movimenti populisti: un contributo alla discussione

 

Nel 1949, nell’ambito della prima edizione completa dei Quaderni del carcere, Einaudi pubblica uno dei testi più famosi e importanti di Antonio Gramsci: Note sul Machiavelli, sulla politica e sullo Stato moderno. Come noto, i Quaderni determineranno il pensiero e la politica del Pci nel secondo dopoguerra. Molte delle riflessioni contenute sono preziose tutt’oggi: ad esempio, l’atteggiamento comunista nei confronti del populismo. Per tale ragione, riproponiamo qui un breve passo contenuto nel Machiavelli, che quasi novant’anni dopo (i Quaderni furono scritti tra il 1929 e il 1935) ancora chiarisce il rapporto dialettico tra movimento comunista e quei soggetti politici populisti che di volta in volta acquisiscono consensi popolari più delle loro reali capacità di rappresentarli: Continua a leggere »

Qualche doveroso chiarimento sui fatti di Magliana

 

Ancora oggi, giornata di interrogatori di garanzia, dieci compagni sono rinchiusi nelle carceri di Regina Coeli e Rebibbia per la manifestazione antifascista di sabato scorso a Magliana. La loro liberazione e la difesa nei processi che seguiranno saranno il primo banco di prova di un “movimento” che sabato scorso ha dato la peggiore prova di sé. Non solo dieci compagni, però. Altri cinquanta, arrestati sabato e scarcerati nella mattinata di domenica, si troveranno a gestire processi con gravissime e sconclusionate imputazioni da cui sarà difficilissimo difendersi, visto il clima politico repressivo che indicavamo nel nostro ragionamento di lunedì. Una brutta situazione, che richiede la massima solidarietà e freddezza, ma che non può impedire una riflessione politica sulla giornata. Necessaria, doverosa, per la credibilità nostra e del movimento antifascista romano. Continua a leggere »

Cosa succede nel M5S?

 

Ieri è uscita contemporaneamente su Repubblica e Corriere un’intervista (forse un estratto di una conferenza stampa improvvisata) di Roberta Lombardi sull’attuale situazione del Movimento grillino (intervista subito smentita, ovviamente). L’intervista esce in una fase calda e criptica del Movimento, segnato dalle difficoltà della giunta romana, dal ritorno di Grillo a “capo politico” del Movimento, alla ridefinizione del ruolo del cosiddetto “direttorio”. Una fase contraddittoria segnata però dall’oscurità in cui viene avvolta qualsiasi dialettica interna: capire cosa succede davvero dentro il M5S è affare estremamente complicato. Tutti i vari commentatori, giornalisti e opinionisti scontano questa difficoltà nell’interpretare la vita interna al M5S, contribuendo alla confusione generale su quello che però è, ad oggi, il secondo partito italiano nei sondaggi e che esprime i sindaci di due delle tre città più importanti del paese. Continua a leggere »

I curdi e la sinistra italiana

 

Dovrebbe esserci una qualche differenza tra solidarietà internazionale e analisi degli eventi. Eppure, quando si parla di guerra civile internazionalizzata creatasi dal tentativo di destabilizzazione interna in Siria, così come di Turchia e di imperialismi statunitensi nel Mashreq, tutto viene ridotto alla questione curda, importante ma che, slegata dal contesto e dall’analisi degli interessi in campo, non esaurisce la complessità della situazione. Le vicende del popolo curdo, nonostante la mitizzazione e il misticismo e talvolta la mistificazione ideologica, rappresentano uno dei tanti aspetti della vicenda siriana, che però è decisamente più articolato. E’ questa articolazione che viene persa per strada nella lettura degli eventi presente in certa sinistra. Inoltre, non vale solo per la Siria. Quando si parlava del golpe contro Erdogan, molti sottolineavano le “conseguenze per i curdi”; quando sono state applicate le leggi speciali farlocche anti-Daesh in Turchia, idem; e così via, sviluppando una narrazione limitante ma che è decisamente “interessata”, vedremo in seguito perchè. In Turchia non esiste solo la questione curda: al contrario, è presente una frattura di classe ben più profonda, che divide la società e la sua politica, una frattura di cui fa parte anche la questione curda ma che, per le sue peculiarità, difficilmente può fagocitare tutto lo scontro sociale e politico turco nonché mediorientale. Lo scontro tra l’estrema sinistra e il potere turco non trova alcuno spazio nelle notizie condivise dal mondo della sinistra italiana, che riduce la lotta di classe turca a una vicenda esclusiva tra lo Stato e il Kurdistan, inframezzata dalle proteste della società civile veicolate dai media mainstream.  Continua a leggere »

Referenzum, se dico No…

La strategia del sommergibile, l’hanno chiamata proprio così gli spin doctor di Renzi, neanche ci trovassimo in piena “Battaglia dell’Atlantico” durante la Prima Guerra Mondiale. Parliamo del tentativo di salvare in extremis le sorti del referendum autunnale, fortemente caldeggiato dall’Unione Europea, limitando al massimo l’esposizione mediatica del Premier rispetto alla riforma costituzionale. Continua a leggere »

Mussolini urbanista e la genesi della città dis-urbanizzata

 

Non sappiamo se Virginia Raggi vincerà davvero il ballottaggio di domenica prossima. Nel caso, è incerto anche che Paolo Berdini diventi davvero il nuovo assessore all’urbanistica. Anche nel caso si avverasse questa concatenazione di eventi, siamo al contrario convinti che un assessore difficilmente avrà un potere decisivo nel cambiare le sorti dell’urbanizzazione cittadina, soprattutto se slegato da una concreta volontà di rompere i vincoli di bilancio e nel mezzo di una guerra finanziaria che il governo non tarderà a dichiarare contro l’eventuale giunta Cinque stelle. Nonostante tutte queste premesse, Paolo Berdini all’urbanistica sarebbe potenzialmente un fatto epocale per la politica cittadina. Perché il rapporto tra organizzazione urbanistica della metropoli, abusivismo e speculazione edilizia è la forma che lo sviluppo capitalista liberista ha assunto a Roma dall’Unità d’Italia ad oggi. Continua a leggere »