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ACCADEVA OGGI…

24 July :
1938 Inizio della battaglia dell'Ebro. Le forze repubblicane tentano di distogliere i nazionalisti dall'attaccare Valencia e di diminuire la pressione sulla Catalogna. In un primo momento le truppe repubblicane, comandate dal generale Modesto, ottennero un considerevole successo, ma vennero limitate dalla supremazia aerea nazionalista. I pesanti combattimenti continuarono fino a novembre.

STATS

La traversata del deserto è appena cominciata

 

Sabato c’è stato un grande corteo cittadino, nonostante i media unificati abbiano scientemente oscurato la notizia. E’ stato un grande corteo tenuto conto delle circostanze, ovviamente. I numeri dichiarati, circa 10.000 persone, più realisticamente forse qualcosa di meno, raccontano comunque di una sfida vinta sul piano della partecipazione. Una sfida vinta nonostante tutto remasse contro la mobilitazione. A cominciare dalla sentenza della Corte dei conti sul mancato danno erariale, con le conseguenti dichiarazioni dell’assessore al patrimonio Mazzillo, che rischiavano di ammorbidire la volontà di partecipazione di quel pezzo sociale sotto attacco delle “politiche di risanamento finanziario” del Comune. Così non è stato, ribadendo un’evidenza tipica di questi ultimi tempi: nessuno più si fida delle istituzioni, soprattutto quando promettono scenari “rosei” verso quel mondo del sociale costantemente sotto attacco e costantemente “fregato” dalle politiche del rigore neoliberale. Ma la manifestazione non è stata vincente solo sul piano numerico. Anche la notevole trasversalità politica della mobilitazione ha contribuito alla sua riuscita. Sabato è scesa in piazza la sinistra cittadina. Una sinistra ancora in affanno, minoritaria, legata a ristretti bacini sociali e ancora senza una strategia politica definita, ma comunque espressione autentica di quel pezzo di sinistra di classe ancora presente in città. Una sinistra sociale e fuori dai partiti, ancora debolissima ma non per questo assente. Un fatto non da poco, considerati i tempi in cui viviamo. Continua a leggere »

Rosso è il sangue che scorre nelle arterie della metropoli antifascista


Giunto alla sua quinta edizione, il Festival antifascista cittadino Achtung Banditen prosegue nella sua geometrica capacità di moltiplicare i propri orizzonti politici, culturali, narrativi, sociali. Ad un possibile e in qualche modo fisiologico logoramento, il Festival ha saputo rispondere cambiando faccia, dilatandosi nel tempo e nei contenuti, rilanciando la sfida di un appuntamento antifascista metropolitano in grado di reggere l’urto della post-modernità, dell’a-fascismo istituzionale, del populismo reazionario. Non era facile, bisognava escogitare soluzioni adatte alla desolazione culturale e alla repressione politica di questa Italia democratica. La strada scelta è stata quella di espanderne i contenuti: l’antifascismo è ormai un concetto talmente abusato quanto abbandonato. L’abuso retorico ne ha stravolto il significato sovrapponendolo a quello di “democrazia liberale”, rischiando di trasformarlo in una sorta di inutile false flag neoliberale; il suo abbandono concreto ha al contrario ri-plasmato una Repubblica fondata sull’assenza antifascista, relegata alla memorialistica e all’antiquariato intellettuale. Per noi, al contrario, l’antifascismo è ancora una categoria necessaria, se declinata nelle contraddizioni vive dell’Italia del XXI secolo. Ecco perché questi due mesi ininterrotti di iniziative antifasciste hanno avuto come obiettivo quello di ridefinire un campo di appartenenza. Continua a leggere »

Verso il corteo cittadino del 6 maggio

Il continuismo e l’immobilismo della giunta Raggi costituiscono ormai un dato politico con cui fare i conti e, allo stesso tempo, un terreno di battaglia su cui insistere. Le motivazioni che stanno dietro questo pantano sono numerose e contraddittorie: alcune attengono alla natura politica e sociale del Movimento 5 Stelle, che abbiamo altre volte messo in evidenza; altre alla questione nazionale e ai vincoli liberisti di gestione della cosa pubblica. Poi viene anche la parte di una sinistra cittadina, chiaramente non ci stiamo riferendo alle rappresentazioni residuali della sinistra partitica tradizionale, che tenta di costruire un progetto cittadino di lotta e unità su un programma alternativo ma spesso non ci riesce per spirito di frammentazione, culto dell’orticello e scarso respiro strategico. Questo insieme di fattori producono un sostanziale e paradossale immobilismo: la giunta Raggi naviga nella perfetta continuità con le precedenti gestioni, ma né le sinistre (dalle meno alle più “radicali”), né tantomeno le destre (affogate nei processi di Mafia capitale), traggono giovamento dall’attuale situazione. Continua a leggere »

L’Ottobre sta arrivando: aggiornamenti sulla campagna per il centenario

Il 3 (16) aprile del 1917 Lenin arriva alla stazione Finlandia di Pietrogrado. Il giorno dopo nella sede del Soviet illustra a tutti, alleati e nemici, le proprie Tesi d’aprile, e la  rivoluzione russa, che fino ad allora aveva visto una sostanziale collaborazione tra il governo borghese e la “democrazia organizzata”, prende una nuova piega. Il cambio di passo è tutt’altro che lineare e indolore, le resistenze all’interno dello stesso partito bolscevico sono forti. Da parte menscevica viene scomodato il decano dei marxisti russi, Georgij Plechanov, affinché sconfessi Lenin anche sul piano teorico. Si tratta di un tornante fondamentale nella storia dei rivoluzionari e con la nostra campagna per il centenario abbiamo voluto sottolinearlo. Lo scorso 14 aprile, con un’assemblea molto partecipata, è stata presentata la campagna a Napoli. Il 28 sarà la volta di Bologna, al Barnout. E sempre a Napoli, il 12 maggio, si terrà il primo incontro nazionale che porrà al centro una questione affatto scontata: quali sono, per i comunisti e i rivoluzionari, le tesi d’aprile del 2017? Nel frattempo anche i muri hanno detto la loro…

L’Ottobre sta arrivando. Presentazione romana della campagna per il centenario della Rivoluzione

 

Da settimane sui muri di alcune città italiane campeggiano dei manifesti che annunciano l’arrivo dell’Ottobre. Un riferimento immediato per ogni comunista, un messaggio più criptico per la maggioranza della classe che ha visto recisa ogni connessione, anche sentimentale, con la rivoluzione bolscevica. Ed è proprio da qui che, insieme ad altri compagni e ad altre organizzazioni politiche, siamo voluti ripartire. Con una campagna politica che metta al centro della discussione l’attualità e l’inattualità della rivoluzione bolscevica e la necessità di ritornare a pensare la trasformazione radicale dei rapporti di produzione. Ma che al tempo stesso sappia giocare sul piano sul piano dei simboli, della comunicazione e dell’immaginario. Senza nessun cedimento al nostalgismo o alla celebrazione liturgica, perché la testa dei rivoluzionari non è mai rivolta all’indietro. Domani, al Sally, nel pub più bolscevico di Roma, ci sarà la prima presentazione cittadina. E chi non viene è un menscevico! Continua a leggere »

Contro l’Unione europea del liberismo e delle guerre: il 25 marzo mobilitazione nazionale contro il vertice Ue

 

Senza sprezzo del ridicolo, l’Unione europea delle guerre, del liberismo, delle lobby finanziarie, della speculazione, delle controriforme sociali, della povertà generalizzata, celebrerà se stessa in un vertice tanto inutile quanto simbolico. Inutile perché i luoghi decisionali della Ue sono altrove, non certo nella fanfara dei vertici autocelebrativi. Simbolico perché la Ue proverà a presentarsi come luogo-istituzione del progresso e della democrazia liberale, nonostante il ventennio di spoliazione che questa ha materialmente significato per le classi lavoratrici europee. Un trionfo di retorica liberale si abbatterà come una slavina sulla città e sul paese intero. Questo vertice va allora contestato con ogni mezzo necessario. Va impedita la narrazione unica che vuole l’Unione europea come portavoce della democrazia, come espressione dei diritti umani (a corrente alternata), del libero mercato come unico orizzonte di sviluppo, delle guerre umanitarie e dei pogrom sui flussi migranti. Per queste e altre mille ragioni, l’unica mobilitazione decisa a esprimere la rabbia popolare contro questa istituzione canaglia è quella che partirà alle 14 da piazza della Repubblica. Continua a leggere »

Sciopero generale e corteo nazionale: il conflitto è qui e ora!

 

L’ambizione che ci ha guidato nell’indire questa due giorni di mobilitazione politica e sociale è in effetti smisurata. Nel deserto della partecipazione politica, non abbiamo puntato sull’”evento” – parola quanto mai abusata e improduttiva – ma sulla costruzione di un momento di ricomposizione generale della mobilitazione contro il governo Renzi, la controriforma costituzionale e le politiche liberiste dell’Unione europea (tre “momenti” di una stessa lotta). Una due giorni che non ha l’obiettivo di (ri)aggregare atomi polverizzati di un “movimento” inesistente, ma che punta ad intercettare il malessere sociale diffuso ma senza rappresentazione politica se non quella ultra-alienata e regressiva delle destre e dei populismi anti-proletari. Come ogni scommessa, può fallire. Da queste parti non si è mai gridato al successo prima di vedere i risultati, e non ci si è mai sottratti alla critica e all’autocritica. Continua a leggere »

La Working Poor Generation vota NO!

 

Il 4 dicembre si vota al Referendum Costituzionale. Un appuntamento storico. Perché mai l’ordinamento sociale scaturito dalla Resistenza fu messo così fortemente in discussione. Perché la Terza Repubblica in cui entreremmo se la revisione costituzionale passasse sarebbe la ratifica definitiva della transazione da una pur limitata democrazia rappresentativa a una completa democrazia per investitura. Una contraddizione in termini fondata sull’esautoramento dei pochi poteri rimasti in mano alla collettività. Chi non arriva alla fine del mese è il primo interessato a fermare la deriva autoritaria voluta dal governo per conto delle multinazionali e della finanza rappresentate a Bruxelles. Se loro perderanno il referendum, non saranno riusciti a consolidare costituzionalmente il potere acquisito nella economia e nella società, e la lotta per i diritti e la giustizia potrà riprendere. Continua a leggere »

Dalle periferie al Campidoglio, cresce l’opposizione sociale

 

L’assemblea popolare di ieri pomeriggio in Campidoglio ha segnato un punto di svolta, per diversi motivi. Immaginata come “semplice” assemblea, ha travolto le aspettative di tutti e si è trasformata in una mobilitazione inaspettata. Più di 500 persone hanno occupato letteralmente la scalinata antistante l’entrata al Comune, un numero imprevisto e che infatti ci ha obbligato a trasformare l’assemblea in manifestazione pubblica. Il dato numerico è il più eclatante ma forse non il più rilevante. E’ la composizione sociale dei partecipanti che ha determinato un salto di qualità, anche questo ricercato ma per niente scontato in partenza. Non è stata un’assemblea di “compagni”, men che meno di militanti. E’ stata una mobilitazione dei lavoratori delle multiformi vertenze cittadine; degli abitanti delle periferie degradate; della miriade di comitati che lottano contro le devastazioni ambientali territoriali; del sindacalismo conflittuale; dei senza casa; dei migranti in lotta. E’ stata una mobilitazione di classe e di sinistra Continua a leggere »

Da Napoli al Referendum e oltre

 

Qualcosa sta cambiando nella palude movimentista? Può essere. Di certo, le due assemblee di Napoli di sabato scorso sono un passaggio importante, nuovo, che costringe a una riflessione. Non è solo la grande partecipazione, più di 200 persone in un sabato di metà luglio, il dato incoraggiante. E’ piuttosto la qualità complessiva del dibattito, dei temi affrontati e del cammino immaginato che ci fa essere ottimisti. Ci aspettano mesi decisivi: le contorsioni del Pd, l’esperimento politico napoletano, il referendum, il post-Brexit, la speculazione finanziaria che tornerà ad agitare spettri in autunno. Andiamo con ordine. Il voto amministrativo dello scorso giugno ha scomposto un quadro politico in via di assestamento, aprendo fratture potenziali che obbligano i movimenti a giocarsi la partita. Continua a leggere »