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ACCADEVA OGGI…

19 November :
1969 - A Milano, in occasione dello sciopero nazionale, la polizia carica un corteo nel centro città, provocando numerosi feriti. Rimane ucciso, per lo scontro fra due automezzi, l’agente Antonio Annarumma. Il filmato televisivo francese, che accerta la dinamica dei fatti sarà fatto sparire.

1974: SPESE PROLETARIE A MILANO

STATS

Di decoro urbano e controllo sociale

Pochi giorni fa l’assemblea capitolina ha approvato a larga maggioranza il nuovo regolamento di polizia urbana, norma fortemente richiesta e resasi necessaria dopo circa 70 anni dall’approvazione dell’ultimo regolamento di questo tipo nella Capitale. Un nuovo regolamento che interrompe la lunga stagione delle ordinanze straordinarie, definendo la lunga lista dei divieti cui il “buon” cittadino deve sottoporsi per vivere in città, se non vuole essere sanzionato con il famigerato “Daspo Urbano”, che consiste nel divieto di accesso a determinate aree della città per 48 ore.

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Presentazione del libro “Sovranismi” (gli audio)

Sabato scorso, di fronte a più di 50 persone, abbiamo presentato “Sovranismi”, il libro di Alessandro Somma edito de DeriveApprodi. Come ha ricordato Giacchè nel suo intervento il termine “sovranista” era per lo più sconosciuto ed inutilizzato nel dibattito pubblico fino a soli pochi mesi fa, oggi invece è uno dei lemmi più adoperati del dizionario della politica al punto che, a detta di gran parte dei commentatori internazionali, le prossime elezioni europee si giocheranno proprio intorno alla diade sovranismo/europeismo. Continua a leggere »

La pratica della teoria

Ieri pomeriggio, con un presidio e un volantinaggio di massa, il Nodo Territoriale della Tiburtina ha nuovamente acceso i riflettori sulla vicenda dell’ex fabbrica di Penicillina Leo. Un esempio piccolo piccolo (forse), ma estrememente significativo, di come debba essere declinato l’antirazzismo in periferia, e di come in una questione “particolare” sia contenuto il “generale” di questa fase storica. Continua a leggere »

Tutta la periferia in uno svincolo…

Si dice in giro, si mormora, che il primo giugno dovrebbero finalmente riprendere i lavori per l’allargamento della Tiburtina. Il Comune di Roma e l’amministratore strardinario della Tecnis, l’azienda vincitrice dell’appalto, avrebbero finalmente trovato il modo per evitare che i fondi pubblici stanziati per i cantieri venissero poi stornati per saldare i debiti dell’azienda stessa. Nulla ci toglie dalla testa che questa “accelerazione improvvisa” sia anche (e soprattutto) merito delle mobilitazioni popolari di questi mesi. Continua a leggere »

Fascismo mediatico e antifascismo elettorale: domani al Cinema Palazzo, San Lorenzo

 

Nei giorni che ci hanno accompagnato da Genova a Macerata l’Italia sembra essersi accorta dei suoi viscerali rigurgiti neofascisti, o quantomeno sembra aver avuto la prova concreta che la continua e martellante propaganda razzista (che ha trovato asilo bipartisan sui media nostrani) può effettivamente produrre degenerazioni materiali nella realtà quotidiana. Domani pomeriggio al Nuovo Cinema Palazzo di San Lorenzo, in compagnia di relatori che a diverso titolo lavorano nel mondo del giornalismo e dell’informazione, proveremo a fare una riflessione a voce alta su cosa significa nei fatti sdoganare mediaticamente il neofascismo, ma soprattutto quale funzione politica sottintende questa operazione. Abbiamo avuto modo di ricordare già che a nostro avviso al sistema mediatico e politico attuale non interessa il neofascismo in quanto tale, come esperimento politico. Non è questa la congiuntura storica in cui il governo delle relazioni sociali in Italia passa attraverso lo strumento del fascismo. In un recente approfondimento avevamo precisato come, nonostante le diseguaglianze vadano mano mano ad aumentare, siamo in un periodo di sostanziale pace sociale e la legittimazione del neofascismo, dunque, è più funzionale alla delegittimazione di un certo tipo di antifascismo, quello che non riconosce le fondamenta liberali/liberiste della rappresentanza politica, tanto nazionale quanto europea. Continua a leggere »

L’ideologia del decoro contro la città pubblica

 

Negli ultimi anni il binomio degrado/decoro è entrato prepotentemente nel lessico pubblico conquistando una centralità nel dibattito politico e nelle agende di governo delle città e del Paese. Si tratta di concetti labili e apparentemente “neutri”, che possono cioè essere stiracchiati in ogni direzione, ma che sempre più spesso, però, finiscono col sovrapporsi e il coniugarsi con il tema della sicurezza. Il lavoro di Carmen Pisanello, che giovedì presenteremo come Carovana delle Periferie al Sally Brown, ha, da questo punto di vista, il grande merito di spiegare le ragioni profonde del successo di quella che si va configurando come una vera e propria ideologia, una falsa coscienza che si sta sempre più dimostrando capace di indirizzare e influenzare le politiche urbane ridisegnando le città in funzione della rendita e della valorizzazione del territorio. Continua a leggere »

Dopo dieci anni tolti i jersey a Settecamini: la battaglia per la Tiburtina strappa le prime vittorie

 

La lotta per la riqualificazione della periferia industriale romana è solo all’inizio. Sempre a San Basilio, da decenni giace morente uno dei principali ecomostri cittadini, l’ex fabbrica della penicillina, sconfinata costruzione abbandonata, piena d’amianto, dove nel frattempo hanno trovato rifugio un centinaio di senza casa italiani e migranti. Uno scenario letteralmente post-atomico nel cuore della periferia storica della città, sulla Tiburtina all’incrocio col quartiere di San Basilio. Come Carovana delle Periferie e Nodo Territoriale Tiburtino ne chiediamo l’abbattimento e la riconversione in alloggi popolari, salvaguardando i diritti dei senza casa che al momento risiedono dentro. Una riconversione che deve avvenire a spese del proprietario (privato) delle ex fabbrica, che deve farsi carico dello smaltimento dell’amianto presente nella struttura. Il Comune (nonché Regione e Stato), devono invece impegnarsi nella ricostruzione del vuoto urbano, evitando speculazioni edilizie e commerciali. L’ex penicillina può trasformarsi nel simbolo di una nuova idea di città pubblica, al servizio dei cittadini residenti e non degli utenti della città gentrificata. Continua a leggere »

Sperimentazioni popolari

 

La continua e ansiosa ricerca di modelli originali per ricostruire legami sociali nei territori della periferia procede per sperimentazione. A lungo andare è probabilmente un limite, ma oggi è l’unica alternativa al già visto e al già fallito. E’ attraverso questo estremo pragmatismo che si è arrivati all’iniziativa di sabato, la riapertura – parziale e purtroppo temporanea – di uno dei mille cantieri che in questi dieci anni hanno devastato una delle principali direttrici cittadine tra centro e periferia, via Tiburtina. Se l’organizzazione dei lavoratori dipendenti rimane il nostro problema principale, il completo sfaldamento delle relazioni produttive ci costringe ad aggirare una difficoltà che appare sempre più come strutturale per la sinistra: intervenire nelle contraddizioni tra capitale e lavoro laddove queste non assumono la forma immediata delle relazioni tra lavoratori salariati e padronato. Niente di nuovo evidentemente: da almeno quarant’anni la sinistra, soprattutto quella distante dalle organizzazioni storiche, ha sempre tentato strade alternative al rapporto sindacato-partito nei luoghi di produzione. Continua a leggere »

Liberiamo la Tiburtina. Combattiamo abbandono e speculazione.

Negli ultimi decenni le città europee, soprattutto quelle dei paesi periferici, sono state interessate da un cambio di paradigma economico che ha avuto effetti devastanti, anche se asimmetrici. Da un modello di città “manageriale”, in cui il potere politico (molto schematicamente) amministrava e redistribuiva i trasferimenti provenienti dalla Stato centrale, si è progressivamente approdati ad un modello “imprenditoriale”  di crescente competitività e concorrenzialità tra le città stesse. Continua a leggere »

La traversata del deserto è appena cominciata

 

Sabato c’è stato un grande corteo cittadino, nonostante i media unificati abbiano scientemente oscurato la notizia. E’ stato un grande corteo tenuto conto delle circostanze, ovviamente. I numeri dichiarati, circa 10.000 persone, più realisticamente forse qualcosa di meno, raccontano comunque di una sfida vinta sul piano della partecipazione. Una sfida vinta nonostante tutto remasse contro la mobilitazione. A cominciare dalla sentenza della Corte dei conti sul mancato danno erariale, con le conseguenti dichiarazioni dell’assessore al patrimonio Mazzillo, che rischiavano di ammorbidire la volontà di partecipazione di quel pezzo sociale sotto attacco delle “politiche di risanamento finanziario” del Comune. Così non è stato, ribadendo un’evidenza tipica di questi ultimi tempi: nessuno più si fida delle istituzioni, soprattutto quando promettono scenari “rosei” verso quel mondo del sociale costantemente sotto attacco e costantemente “fregato” dalle politiche del rigore neoliberale. Ma la manifestazione non è stata vincente solo sul piano numerico. Anche la notevole trasversalità politica della mobilitazione ha contribuito alla sua riuscita. Sabato è scesa in piazza la sinistra cittadina. Una sinistra ancora in affanno, minoritaria, legata a ristretti bacini sociali e ancora senza una strategia politica definita, ma comunque espressione autentica di quel pezzo di sinistra di classe ancora presente in città. Una sinistra sociale e fuori dai partiti, ancora debolissima ma non per questo assente. Un fatto non da poco, considerati i tempi in cui viviamo. Continua a leggere »