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8 December :
1970 - Fallisce il tentativo di colpo di stato in Italia, capitanato dal ex-repubblichino Junio Valerio Borghese

2005: VENAUS È LIBERA!

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Roma non si sgombera

La lista dei 24 spazi occupati considerati da questo governo come obiettivi da colpire è solo l’ultimo atto di una lunga serie di provvedimenti volti a dare un chiaro segnale di intolleranza nei confronti di una città che non si vuole piegare alla nuova china reazionaria, e che ha sempre rivendicato il diritto a costruire un’alternativa concreta a partire proprio da quegli spazi salvati dall’abbandono e liberati dalla speculazione. Continua a leggere »

Battisti e la cattiva coscienza di certi “sinistri”.

Se c’è qualcosa che rende più cupe queste ore, sono le reazioni di certa “sinistra” di fronte all’arresto di Battisti, e più in generale rispetto all’uso strumentale che viene fatto di questa vicenda per sciorinare giudizi sommari sull’intero ciclo di lotte degli anni Settanta. Continua a leggere »

La politica fantasma

 

I fatti di ieri hanno un responsabile materiale e uno ideologico: Marco Minniti e il Partito democratico. Eppure – meraviglie della politichetta – proprio il Pd, direttamente o attraverso il nugolo di “organizzazioni umanitarie” contigue al partito, ha cercato, cerca e in molti casi riesce, ad intestarsi parte dell’indignazione popolare per quegli eventi, declinandola nella polemica contro la giunta Raggi. La quale ha, al contrario, un altro tipo di responsabilità, forse non meno grave di chi ha armato materialmente e ideologicamente la mano degli squadroni della morte che ieri hanno imperversato nel centro di Roma. La sua assenza, addirittura il malcelato disinteresse, di fronte a una città che ricordava più il Cile o il Messico di quarant’anni fa, segnano in qualche modo un punto di non ritorno, una dichiarazione di resa. L’assenza della politica genera il mostro di una polizia che diventa in tutto e per tutto attore politico. Continua a leggere »

Trovata la legge, continua l’inganno. Perché la “legge sulla tortura” è una toppa peggio del buco

 

I recenti accadimenti legislativi in Parlamento hanno permesso ad un tema, annoso ma politicamente sempre attuale, di riemergere a suo modo all’interno del dibattito pubblico: parliamo dell’istituzione del reato di tortura in Italia o, per altri versi, del recepimento nell’ordinamento interno di quelle che sono state le disposizioni delle Convenzioni europee e l’orientamento giurisprudenziale della Corte in merito. Lungi da noi soffermarci, in questa sede, in analisi tecnico-giuridiche sulle proposizioni di intenti (di ciò trattasi) degli organi europei sul tema, né tantomeno è nostra intenzione ergerci a difensori delle posizioni e dell’autorità di istituzioni rappresentanti un ordinamento europeo di cui non si può andar fieri (per usare un eufemismo); sul senso dell’istituzione del reato o sulla critica, troppe volte legata al sentimento dirittoumanista più che ad un’attenta analisi politica, alla legge recentemente promulgata sono stati poi già spesi fiumi di parole da diverse associazioni e forze politiche in campo (alcune delle quali avrebbero fatto miglior figura tacendo). Continua a leggere »

A Roma il primo morto della guerra contro i poveri del PD

 

Ieri, la guerra contro i poveri inaugurata dal governo PD col decreto Minniti, ha fatto la sua prima vittima. Nian Maguette, un lavoratore ambulante senegalese di 54 anni, è morto mentre veniva inseguito dagli agenti in borghese dell’”Unità Operativa Sicurezza Pubblica ed Emergenziale”, una squadraccia messa in piedi dall’attuale vicecomandante dei Vigili Urbani, Antonio Di Maggio, e che da alcuni mesi viene impiegata per fare il “lavoro sporco” in città. Sfratti, sgomberi, caccia all’ambulante… a Roma chiunque vive nel “mondo di sotto” sa bene come lavora questo “corpo d’elite” della municipale composto da mancati poliziotti frustrati. Non fatichiamo quindi a credere ai racconti degli altri lavoratori sugli inseguimenti per le vie di Trastevere. Sono scene abituali, così come i pestaggi o le minacce o le “scoattate” davanti ai picchetti antisfratto. Continua a leggere »

Dei delitti, delle pene e del controllo sociale

“Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di introdurre strumenti volti a rafforzare la sicurezza delle città e la vivibilità dei territori e di promuovere interventi volti al mantenimento del decoro urbano”: così si apre uno dei due decreti Minniti, quello riguardante la sicurezza urbana, che ha sollevato voci di protesta per lo più incentrate su una critica “dirittocivilista” alle misure ivi contenute, piuttosto che una più prettamente politica che guarda a tutto il parterre di decreti che stanno producendo i Ministri dell’Interno e della Giustizia (col decreto Orlando). Il decreto Minniti sulla sicurezza urbana viene giustificato con “l’urgente e straordinaria necessità” di introdurre misure atte a contrastare l’illegalità e a garantire la sicurezza e il decoro nelle città, nonché la “vivibilità” dei territori, attraverso strumenti deterrenti della maggior parte degli abusi e dei reati che andrebbero a persistere nelle principali aree urbane. Continua a leggere »

La trappola poliziesca sul 25 marzo

 

Comincia il tam tam giornalistico contro la manifestazione del 25 marzo, per quanto ne fossimo ampiamente preparati. La Questura, da par suo, sta architettando il trappolone politico-repressivo: nella giornata che vedrà tutto il parterre di proposte politiche sfilare nel centro cittadino, l’unica manifestazione confinata fuori dalla città abitata è quella anti-liberista. L’organizzazione del vertice non prevede “zone rosse”, e infatti la mattina sarà la sinistra neoliberale a sfilare da Piazza Vittorio al Colosseo, mentre nel pomeriggio sarà la destra neofascista di Alemanno e Storace a marciare da Piazza dell’Esquilino a Largo Corrado Ricci. Persino un sedicente Movimento Federalista terrà la sua micro-mobilitazione nel centro, dalle parti di Bocca della Verità. Per chi non si adegua alla fascinazione liberale o alla reazione nazionalista? Continua a leggere »

Espropri proprietari

 

Cambiano le giunte, continuano gli sgomberi. Lo sgombero dell’Alexis Occupato, effettuato ieri mattina attraverso il solito spropositato spiegamento di Forze dell’ordine, però, può probabilmente offrire un importante segnale alla città e creare, si spera, un precedente non di poco conto. La solidarietà che lo spazio di via Ostiense, forte delle proprie iniziative sociali, politiche e culturali che svolgeva al proprio interno e della ricchezza che queste hanno apportato al territorio, ha saputo coltivare intorno a sé è stata la chiave per l’avvio di una trattativa importante con le amministrazioni competenti: gli occupanti sono infatti riusciti ad impegnare concretamente l’assessore Berdini, l’Assessorato alle politiche sociali della Regione e la Giunta dell’VIII Municipio, per la realizzazione del progetto di recupero dello stabile, precedentemente abbandonato al degrado, al fine di dar continuità e valorizzare lo spazio sociale abitativo di Alexis (in cui risiedono circa venti giovani studenti e lavoratori); risultato prezioso, questo, per uno dei quartieri romani maggiormente colpiti dalla gentrificazione dilagante e per un paese che “vanta” un patrimonio di Edilizia residenziale pubblica pari al solo 3% del totale residenziale. Continua a leggere »

Repressione e solidarietà: aggiornamento a due mesi dagli scontri di Magliana

 

E’ necessario vigilare sulle ripercussioni repressive dei fatti di Magliana, visto che – per l’ennesima volta – Polizia e Magistratura, in assenza di prove dimostrabili, stanno procedendo alla rappresaglia economica sui compagni. Un copione già ampiamente visto in molti altri casi, che aggira il normale corso giudiziario e procede vendicandosi sugli imputati. Oltre ad un aggiornamento sulla questione repressiva, in coda all’articolo daremo conto (ancora parziale, per fortuna), come sempre fatto, della nostra solidarietà economica. Una mini-campagna (qui a lato trovate il manifesto) che ha dato i suoi frutti e che contribuirà alla difesa di tutti i compagni coinvolti nei processi. Continua a leggere »

La verità complottista dell’Antidiplomatico alle prese con la realtà politica

Non sappiamo se il sito internet “L’Antidiplomatico” sia organico al Movimento 5 Stelle, solamente vicino alle posizioni politiche di quel movimento, o non c’entri direttamente nulla. Fino a qualche giorno fa rientrava nel vasto universo internettiano dei siti d’approfondimento più o meno interessanti ma allo stesso tempo tutti accomunati dalla completa disorganicità con qualsiasi forma della militanza politica. Tale disorganicità si riverbera d’altronde nelle loro analisi, anche quelle interessanti, viziate però dall’evidente distacco dall’impegno politico militante. Questioni decisamente secondarie, fino al 5 novembre. Quella giornata ha però contribuito a smascherare una forma di opinionismo online che, all’occorrenza, si trasforma in grimaldello della repressione – quella vera, non quella virtuale a cui è abituato il mondo dell’intellettualismo internettiano – pensando così di “smascherare” presunti “complotti” ai danni di questa o quella ragione politica. Continua a leggere »