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E’ festa d’aprile… resistere e costruire!

Oggi, come ogni 25 aprile, ancora in piazza. Perchè la lotta non è finita. Perchè dobbiamo ancora conquistare la rossa primavera! Continua a leggere »

Ciao Salvini, ci rivediamo al prossimo flop

 

Troppo facile oggi intestarci tutti quanti i meriti della più grande manifestazione cittadina da molti anni a questa parte. Un successo al di là delle più rosee aspettative. Non staremo a scannarci sui numeri: c’è chi parla di ventimila, chi di trenta o quarantamila, in ogni caso una marea umana che a Roma, per un evento esclusivamente cittadino, non si vedeva dagli anni Novanta. Oggi stiamo tutti comodi sul carro dei vincitori, rilassati, affaticati e sorridenti. Costruire questo carro non è stato però per niente semplice, in un contesto votato unicamente allo smarcamento preventivo, alle logiche da (retro)bottega, alle piccole invidie di chi non rappresenta altro che se stesso, vittima di un avanguardismo effettiva tara mentale del movimentismo degli anni Dieci. Non era ieri il banco di prova del movimento antagonista. Lo è stato per tutto questo lungo mese di iniziative, di conflittualità diffusa, di attacchinaggi, di assemblee nei quartieri popolari, di azioni, di presidi. Un mese speso per una sfida contro un nemico più grande e garantito di noi, contro l’unica forza politica legittimata a rappresentare “l’opposizione” funzionale al sistema renziano nel paese. Lontani da logiche evenemenziali, siamo riusciti, con il contributo di alcuni e contro gli interessi di altri, a mettere in campo un movimento reale che praticasse un’iniziativa politica egemone, larga e conflittuale al tempo stesso. La città ieri, come per tutto il mese di febbraio, è stata nostra, perché di noi si è parlato per tutto questo tempo, perché articolando tutti i piani di intervento abbiamo fatto capire alla Lega di non essere la benvenuta a Roma, anzi di essere apertamente rifiutata. Il risultato è stata la totale diserzione dei cittadini romani per una piazza tirata su con i pullman pagati dalla fiscalità generale, con la ridicola quanto ininfluente presenza del centinaio scarso di neofascisti di CasaPound, anch’essi per di più giunti dal resto d’Italia. Roma ha rifiutato Salvini, impedendo al suo progetto politico di tracimare dai confini settentrionali in cui continuerà ad essere relegato, almeno per oggi. Continua a leggere »

Le parole della Carovana: intervista ad un compagno di ritorno dal Donbass

 

Di seguito, riportiamo un colloquio che abbiamo avuto con un compagno della rete Noi Saremo Tutto, di ritorno dalla Carovana Antifascista nel Donbass. Una specie di intervista che speriamo possa servire a rispondere a quelle domande, sospetti e più o meno legittimi dubbi sulla lotta antifascista in Ucraina e sulla natura della Carovana Antifascista. Un’opinione che non vuole essere né un report della Carovana, né la posizione ufficiale di NST, quanto delle impressioni a mente fredda sulla delicata iniziativa di cui siamo stati protagonisti e co-organizzatori. L’opinione informale di un compagno che ha potuto vedere con i propri occhi, sentire con le proprie orecchie, toccare con le proprie mani, una lotta antifascista nel cuore dell’Europa liberista. Un contributo in più, secondo noi importante, per farsi un’idea più precisa di quello che sta avvenendo nel Donbass. Buona lettura… Continua a leggere »

Contro UE e BCE, contro il governo PD e il neoliberismo monetarista: giovedì 2 ottobre tutti a Napoli!

 

Giovedì 2 ottobre sarà una data importante, un tassello in più nella costruzione di un’opposizione politica e sociale alla UE e alle sue tecnostrutture. Arriva in gran completo la BCE, l’organo tecnico più importante dell’Unione Europea. Un organo tecnico, è bene sottolinearlo, che risponde ad una visione politica ben definita, cioè l’ideologia egemonica del capitale UE in fase di costruzione e di definizione. Nonostante dunque la “tecnicità” del ruolo della BCE, non è inutile sottolineare almeno due aspetti che la rendono un’istituzione sui generis. In primo luogo è guidata da un esponente della borghesia internazionale europeista che in realtà ha un ruolo politico ben definito. Mario Draghi non è solo un grigio banchiere, seppur rilevante, ma uno dei cardini della politica economica della UE. E’ colui che in questi anni ci sta “mettendo una toppa”, cercando di mediare tra la spinta tedesca alla stabilità dei prezzi e le necessità dell’Europa monetaria di uscire dalle secche della crisi. Continua a leggere »

Piano piano qualcosa si muove…tutti in piazza contro UE e PD!

 

Leggiamo da Repubblica che la scorsa notte il portone della sede della Commissione Europea a Roma è stato imbrattato con vernice bianca. In vista del corteo di oggi, la notizia non può che farci piacere. L’organizzazione del corteo odierno e del controsemestre popolare sono una sfida ambiziosa, rischiosa ma decisiva. Allargare questo fronte, inserirlo in tutte le mille contraddizioni di cui si compone il conflitto sociale di questo paese, non è uno dei tanti percorsi politici contingenti, ma l’obiettivo politico decisivo del nostro tempo. Non lo abbiamo scelto noi questo terreno, ma ci è stato imposto dalla crisi del capitale. Fare finta di niente, girarsi dall’altra parte sperando di non ritrovarci una destra estrema che raccolga voti e consensi contro l’Unione Europea anche in Italia è un scommessa a perdere che vorremmo davvero evitare. Per quanto nella nostra vita tante volte abbiamo rischiato, pagando sempre in prima persona il prezzo della lotta, vorremmo evitare questa coazione a ri-perdere di una certa sinistra. Ci basta Grillo come arma di distrazione di massa. Evitiamo che alla farsa grillesca si aggiunga la tragedia neofascista.Oggi è solo il primo passo, ed essere riusciti a farlo è già una mezza vittoria. Ci vediamo nelle lotte. Partendo da oggi, da un corteo determinato, che sarà attraversato da azioni ed iniziative contro la UE in tutte le declinazioni possibili che questa riversa nelle nostre vite. Ci vediamo a Piazza della Repubblica alle 15.00

Verso il 28, oggi più che mai

 

Sembra impossibile crederci, ma quella del 28 giugno prossimo sarà la prima manifestazione contro l’Unione Europea e le sue politiche neoliberiste fatta in Italia nel corso di questi vent’anni. L’assenza di una presa di posizione netta contro questo sistema di sviluppo politico-economico ha determinato un vuoto politico come sappiamo occupato oggi dal M5S, dalla Lega e dall’astensionismo. Soprattutto, la perdita di credibilità totale della sinistra di classe all’interno delle proprie fasce sociali di riferimento, quelle più colpite da questo processo politico. A forza di trincerarsi dietro a fumose ed equivoche posizioni “contro l’austerità”, “la crisi”, o peggio ancora scimmiottando slogan interclassisti d’oltre oceano, la differenza di posizioni e di prospettive tra la sinistra radicale e il resto del panorama politico si è andata via via assottigliando. Tutte le forze politiche, di sinistra, di centro o di destra, si sono dette in questi anni contro crisi e austerità. Non comprendere che una retorica comune avrebbe prodotto una scomparsa delle posizioni di sinistra era francamente difficile immaginarlo. Eppure è avvenuto proprio questo. Continua a leggere »

La lotta di classe arriva in libreria!

 

In questi giorni, come rete nazionale Noi Saremo Tutto, abbiamo dato alle stampe due pubblicazioni particolari, due libri che in realtà costituiscono un unico ragionamento e che non a caso si intitolano nello stesso modo: Exit Strategy. Da una parte abbiamo finalmente pubblicato gli atti – ragionati ed ampliati – del convegno fatto a Roma il 22 marzo scorso. Un convegno che ha visto la straordinaria partecipazione di centinaia di persone, ma che soprattutto è riuscito a far convergere pezzi differenti della sinistra di classe facendoli confrontare sull’Unione Europea e il suo ruolo nella crisi economica e politica del continente. La seconda pubblicazione cerca di spiegare, attraverso un’indagine storico-politica, la nascita e lo sviluppo della UE dalla seconda guerra mondiale in avanti. Un libro che abbiamo pensato notando il vuoto politico di analisi dell’Unione Europea da sinistra, l’assenza di strumenti agevoli per comprendere come si è andato sviluppando storicamente il processo di concentrazione politica ed economica della UE. I libri vanno insieme, l’uno è il necessario complemento dell’altro: da una parte il racconto storico dei fatti, dall’altra i ragionamenti politici. Continua a leggere »

I limiti e le potenzialità di un movimento antagonista

Quella di ieri è stata una piazza colma di contraddizioni, alcune positive, altre meno. Si conferma forte la voglia di un pezzo importante di movimento di porsi su un piano di aperta conflittualità con l’attuale gestione centrosinistra della crisi, senza le mediazioni e gli accomodamenti di un passato che per fortuna sembra essere alle nostre spalle. Tutto questo sta avvenendo al prezzo di una durissima stretta repressiva, di cui le cariche di ieri costituiscono soltanto l’epifenomeno evidente, la dimostrazione fisica di un potere politico che non gioca più alla democrazia liberale. La rottura con una certa “sinistra”, con un certo istituzionalismo tatticista, sta inoltre avvenendo su un piano di massa, per quanto ancora piccolo e disorganizzato: niente velleitarismi minoritari, ma la capacità di una parte del movimento di classe di interagire con la vertenzialità sociale non accodandosi ma provando a costruire una sintesi politica. Continua a leggere »

12 aprile, Roma: rompiamo la gabbia dell’Unione Europea!

Sabato scorso, sul finire del convegno che abbiamo promosso come rete nazionale, abbiamo di fatto aperto una campagna che si pone in aperta rottura con l’Unione Europea, le sue stringenti politiche di austerità e la sua rinnovata tendenza militarista e imperialista. Il passaggio del 12 aprile, come dicevamo in un post di qualche giorno fa, è solo uno dei passaggi focali in cui provare a dare voce e visibilità ad un’analisi che punti il dito contro Bruxelles e Strasburgo. Ma il 12 aprile sarà anche un momento di piazza che, proprio perché abbiamo più volte detto che nessuno ora è autosufficiente e che la tendenza ricompositiva deve essere una prerogativa qui ed ora del movimento di classe, ci immaginiamo partecipato senza il peso di sterili steccati identitari. Al contrario, quello che proponiamo come rete nazionale, è la costruzione di un’area di corteo che si riconosca in una rottura aperta, determinata e organizzata con il processo di integrazione europea sponsorizzato dall’UE. Per noi, l’Europa è uno spazio organizzativo dove sperimentare un’alternativa al dominio del capitale; e a partire da questo immaginiamo di costruire collettivamente un processo di mobilitazione che dichiari senza mezzi termini di voler mettere un punto e a capo con l’UE e le sue propaggini tecnocrati a livello nazionale.

(da noisaremotutto.org)

12 aprile, Roma: rompiamo la gabbia dell’Unione Europea!

Il prossimo 12 aprile la città di Roma ospiterà una manifestazione nazionale dei movimenti anticapitalisti e del sindacalismo conflittuale di base. Un giornata convocata da una piattaforma di contenuti molto ampia che, seppur declinata secondo le sensibilità delle diverse strutture che stanno costruendo il corteo, mette al centro della mobilitazione il tema dell’Europa e le sue politiche di austerity. Uno sforzo di costruzione che, pur mirando a ricomporre un variegato universo d’opposizione sociale e politica, sembra mancare in una delle sue missioni essenziali: quella di prendere di petto – definendolo chiaramente – il nemico di classe che in tutto il territorio europeo sta calcando la mano dell’austerità sulla vita di milioni di lavoratori precarizzati: l’Unione Europea. Continua a leggere »

La meglio gioventù

Il convegno di sabato, organizzato da Noi Saremo Tutto, ha visto la partecipazione di oltre 150 persone, andato in diretta streaming anche su “LiberaTV”, presenza non richiesta e che conferma l’interesse pubblico per un tentativo di approfondimento politico-economico sul ruolo e le tendenze del polo imperialista europeo. Un’affluenza che difficilmente ci saremmo immaginati, e che nel suo piccolo ci ripaga di tutte le fatiche di questi mesi nell’organizzazione del convegno, che apre “ufficialmente” la nostra campagna *contro* l’Unione Europea. Al di là della (ottima) qualità degli interventi, il dato significativo è la richiesta di analisi, di profondità, di “strategia”, che un’importante platea di compagni e militanti politici chiedeva, confermata non solo dalla mera presenza fisica (anche dal resto d’Italia), ma dall’interesse e la voglia di partecipare che hanno animato l’incontro. Continua a leggere »