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ACCADEVA OGGI…

20 August :
1976: GRAZIANO MESINA EVADE DAL CARCERE DI LECCE

1991 - Oltre 100000 persone manifestano a Mosca contro il colpo di Stato che ha deposto il presidente Mikail Gorbaciov.

STATS

Dicono i muri

Hanno scritto che si era trattato di una sparatoria, ma quando qualcuno spara alle spalle ad un uomo disarmato non è una sparatoria: è un’esecuzione. Hanno scritto che c’era stato un tentativo di furto, ma cercare lamiere in una fabbrica abbandonata per costruirsi una baracca non è rubare: è tentare di sopravvivere in un paese di merda dove vieni pagato pochi euro al giorno per spezzarti la schiena nei campi. Da una parte e dall’altra ora stanno provando a specularci sopra politicamente, dimenticandosi che sono stati loro gli artefici e i complici di questo “ritorno al passato”. Hanno riportato i rapporti di lavoro all’ottocento, hanno reintrodotto la schiavitù e l’hanno chiamata modernità. Soumaila Sacko era un bracciante nero nell’Italia del XXI secolo, era un militante sindacale dell’USB, era un proletario, uno di noi, ed è stato assassinato per questo motivo. Ma prima o poi il nostro giorno verrà, ne siamo certi, e quel giorno pagheranno caro… e pagheranno tutto.

Dicono i muri

Mentre tutti i giornali borghesi dicono una cosa, i muri di Roma ne dicono un’altra. Al fianco del Venezuela che resiste, contro l’imperialismo e ogni forma di ingerenza, il 20 maggio Vota Maduro. Perchè alcune elezioni sono importanti, davvero.

Con la Grecia che dice no, per una sovranità popolare liberata dalla tecnocrazia neoliberista di Ue, Bce e Fmi

 

Oggi sapremo che strada prenderanno le popolazioni subalterne d’Europa. Da oggi passa la definitiva pacificazione sociale del continente o, all’opposto, la crisi di un programma economico e politico, quello dell’egemonia neoliberista finanziaria sovranazionale europeista. Sarebbe stato meglio, forse, non giocare ad una roulette russa in cui noi rischiamo tantissimo, troppo, mettendo in gioco, forse definitivamente, la possibilità di incidere riguardo alle strategie politiche della Ue. Ma, come dicevano i latini, hic Rodus hic salta. Oggi questo è il terreno su cui giocare, questa la lotta da portare avanti. In ogni caso, il voto di oggi rappresenta uno spartiacque: anche la più ottimista delle sinistre riformiste oggi dovrà prendere atto dell’inconciliabile alterità d’interessi tra Unione europea e popolazioni subalterne. Non esiste possibile riforma di questa Unione. Un dato di fatto che, qualsiasi sia il risultato referendario, rimarrà sul terreno dei rapporti politici. Da oggi il campo della sinistra conosce una faglia chiarificatrice: la sinistra del si e quella del no. Quella del nai e quella del oxi. La sinistra di Junker e Draghi, e quella in lotta col popolo greco, espressione oggi di tutti i popoli d’Europa. Oggi c’è un’unica scelta possibile.

Dicono i muri…

 

I muri sono tornati a parlare, le periferie della metropoli assediata da Caronte tornano ad esprimersi come nelle migliori tradizioni. In vista del convegno nazionale del 14 giugno presso lo spazio occupato Scup in via Nola 5, e in preparazione del corteo nazionale contro la UE del 28 giugno, è iniziata la campagna “decoro urbano”, con cui ripulire e far parlare i muri cittadini. Anche le periferie rifiutano la UE, anche i muri gridano vendetta!

 

Dicono i muri


Tribunale del popolo

Cancelliere: “Compagni silenzio, entra la corte!”
Presidente: “Introducete l’imputato”
Cancelliere: “Questo tribunale è costituito dai compagni Bruni, meccanico Gianni, taxista Rossi, contadino Paoli, studente Neri, pensionato Presiede il compagno Boni, tranviere”
Accusatore: “L’imputato ha confessato,
propongo sia interrogato”
Presidente: “Compagno imputato,
perchè hai commesso
questo reato?
Vuoi dirci in cosa
abbiamo sbagliato?”

Sante Notarnicola
Volterra 13 febbraio 1971 Continua a leggere »

26 giugno, giornata contro la tortura… dicono i muri

Ieri, 26 giugno, si è celebrata la giornata internazionale contro la tortura. A modo nostro, come spesso accade, abbiamo deciso di far parlare i muri della città anche per questa ricorrenza. Oltre a questo, però, nel ricollegare il tema della tortura e della repressione di Stato a questa data simbolica, proponiamo qui di seguito il testo di un articolo apparso sulle colonne de Il Manifesto in data 20 marzo 1982, a firma di Franco Marrone (già coofondatore di Magistratura Democratica). Un articolo in cui Marrone sposava le dichiarazioni di Triaca, vittima di tortura fisica e psicologica dopo l’arresto del 17 maggio 1978, pur non partendo da premesse “rivoluzionarie”. Rimane comunque un dato interessante a partire da alcune contraddizione giuridiche che evidenzia Marrone stesso nel corso della sua articolata disamina.

 

 

Certo che esiste la tortura in ltalia. Il caso Triaca, modello per pentiti o per ottenere pentimenti.

di Franco Marrone

[...] Esiste la tortura in Italia? Credo purtroppo che bisogna rispondere positivamente e non da oggi. Un caso, estremamente interessante, anche perché può essere ricostruito nel dettaglio, essendo ormai gli atti tutti pubblici, è quello di Enrico Triaca. Il tipografo delle Br che il 7-11-78 è stato condannato dalla 8^Sez. del tribunale di Roma quale responsabile del delitto di calunnia (artt. 368 e 61 n. 10 c.p.) «perché nell’interrogatorio reso al consigliere istruttore presso il tribunale di Roma il 19-6-78 quale imputato di partecipazione a banda armata e di altri reati, incolpava ufficiali e agenti di polizia giudiziaria di Ps, sapendoli innocenti, di averlo costretto con torture fisiche a rendere dichiarazioni ammissive di responsabilità proprie e altrui, il 17-18 maggio 1978». Triaca venne arrestato Il 17-5-78 nella tipografia di via Pio Foa a Roma. Nominò immediatamente suo difensore l’avv. Alfonso Cascone. Dagli atti risulta: l) che il Triaca venne interrogato il 17 maggio ore 17,50 nel locali della Digos da due ufficiali di Pg. Il verbale consta di sei facciate dattiloscritte a spazio uno. In esso non vi è alcun cenno al fatto che il Triaca è imputato, né al suo difensore, né al suo diritto a non rispondere. Continua a leggere »

26 e 27 maggio, elezioni comunali. Inizia…

 

In questa tornata elettorale cittadina abbiamo deciso di astenerci. E’ necessario però spiegare bene la nostra scelta del non voto, perché da molti anni questa è stata delegata a opzioni politiche assolutamente distanti dal modo di pensare e d’agire dei collettivi comunisti.

Non siamo astensionisti per principio, e anzi crediamo che un movimento di classe debba portare il conflitto anche all’interno delle istituzioni statali con suoi rappresentanti. Crediamo che, intelligentemente e creativamente, le organizzazioni comuniste debbano sfruttare ogni margine che il nemico lascia loro. Perciò, anche le assemblee elettive costituiscono un luogo dove far valere la propria battaglia. Oltretutto, si tratta di istituzioni non gentilmente concesse dallo Stato, ma conquistate dai lavoratori nel corso di decenni di dure lotte di classe. Continua a leggere »

Chi devasta e saccheggia è il capitale!

Oggi a Roma si apre il processo contro 25 compagni accusati di devastazione e saccheggio e resistenza per i fatti del 15 Ottobre mentre altre 16 persone hanno già ricevuto in primo grado condanne dai 2 ai 9 anni. Da stamattina alle ore 9.00 c’è un presidio di solidarietà a Piazzale Clodio, al quale invitiamo tutti ad andare. Inoltre in solidarietà i compagni di Teramo e Davide Rosci, detenuto in carcere, l’11 aprile si terrà un altro presidio sotto il Tribunale di Roma, giorno in cui si esprimerà il Tribunale del riesame. Continua a leggere »

Sciopero: dalla resistenza all’attacco (aggiornato)

Venerdì inizierà lo sciopero nazionale di 24 ore dei lavoratori della logistica indetto da SI. Cobas e ADL. Cobas. Il Contratto Nazionale Trasporto Merci Facchinaggio è giunto a scadenza e lo sciopero ha lo scopo di ottenerne uno nuovo sulle migliori basi possibili. Le aspettative sono alte. In questi mesi i lavoratori della logistica sono tra quelli che hanno mostrato più combattività, capacità organizzativa e disposizione al conflitto. Tutti abbiamo in mente la lotta dell’Ikea di Piacenza ma sappiamo anche che non è stata l’unica. Solo qui a Roma c’è stata quella dell’SDA e ora sta partendo quella di Bartolini.

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Chi ha compagni non muore!

 

Sabato siamo stati ai funerali di Prospero. Ci aspettavamo tanta gente, e siamo stati felici di vedere centinaia di persone da tutta Italia venire a portare l’ultimo saluto al compagno, al contadino, al combattente Prospero Gallinari. Era importante esserci, perchè era un atto politico. Si leggeva negli occhi della gente commossa che quella presenza non stava solo ad omaggiare un compagno morto, ma  significava molto di più. Significava non arrendersi, mantenere vivo non solo un ricordo, ma l’idea politica dietro a quel ricordo. Non è stato un funerale di reduci, come sarebbe piaciuto descriverlo ai media allarmati ed impauriti del seguito di cui Prospero ancora godeva. E’ stato un funerale fatto da compagni, di ogni parte d’Italia e delle più svariate aree politiche. Che hanno sentito tutte l’esigenza di prendere la macchina, o il treno, ed arrivare fino a Coviolo. Perchè la lotta armata è stata sconfitta e il conflitto di classe se la passa malissimo. Ma noi ci siamo ancora, e la presenza al funerale ha dimostrato questa volontà di non arrendersi. E’ stato bello e per nulla scontato vedere così tanta gente, viste le divisioni e le incomprensioni che attanagliano le varie anime di movimento. Il fatto che tante aree differenti abbiano voluto comunque essere presenti da anche l’idea di quanto Prospero fosse rispettato, e quanto il suo sacrificio umano fosse compreso. Con buona pace dei vari giornalisti impressionati, che mai si sarebbero immaginati questa solidarietà. Volevano relegare gli anni settanta ad infelice parentesi della nostra storia, si sono ritrovati increduli a rosicare sui giornali, vomitanti bile come non mai. Fanno bene, perchè hanno paura. La paura dell’odio di classe. Continua a leggere »