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Alcune considerazioni su tortura, leggi speciali e 41 bis

In occasione dell’approssimarsi della data del 15 ottobre – giorno dell’udienza per la revisione del processo per calunnia che vide imputato Enrico Triaca, allora militante delle Brigate rosse, che aveva denunciato le torture subite in carcere nel 1978 – il Comitato “La tortura è di Stato!  Rompiamo il silenzio!” ha chiesto un contributo specifico all’avvocata Caterina Calia,  compagna, firmataria dell’appello e difensore di molti compagni.

Da oggi la campagna “La tortura è di Stato! Rompiamo il silenzio!” sarà presentata in alcune città: alle ore 18 di oggi a Roma, all’interno del LogosFest presso il csoa Ex-Snia Viscosa, alla presenza di Enrico Triaca, dei giornalisti Paolo Persichetti e Geraldina Colotti, dell’avvocato Francesco Romeo; alle ore 21.30 sarà invece presentata a Firenze, presso il Cpa Fi-Sud, con l’avvocatessa Calia. Nei prossimi giorni seguirano altri appuntamenti: domani, venerdì 11 ottobre, la campagna sarà presentata alle ore 22 a Napoli, presso la Mensa Occupata di via Mezzocannone; sabato sarà il turno di Teramo (appuntamento alle ore 20 al Gagarin 61), lunedì 14 quello di Perugia (ore 17,30 presso il Macadam). Ricordiamo inoltre l’appuntamento di martedì 15 ottobre, alle ore 9, sotto il Tribunale di Perugia, per un presidio in sostegno a Enrico Triaca.

Alcune considerazioni su tortura, leggi speciali e 41 bis

(di Caterina Calia)

Dopo le dichiarazioni di alcuni torturatori che tra la fine degli anni 70 ed i primi anni 80, per contrastare la lotta di classe, hanno sottoposto a brutali sevizie decine di militanti delle Brigate Rosse e di altre organizzazioni, la stampa ufficiale è stata costretta a riconoscere che in quegli anni lo stato democratico italiano aveva “istituito” la tortura, facendo sue le pratiche (sequestri di persona, finte fucilazioni, violenze e sevizie di ogni genere, waterboarding etc.) fino ad allora notoriamente utilizzate in America Latina. Continua a leggere »

Elisabetta Teghil: Imperialismo e antiamericanismo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un nuovo contributo di Elisabetta Teghil.

 

di Elisabetta Teghil

 

“Se si volesse dare la definizione più concisa possibile dell’imperialismo si dovrebbe dire che l’imperialismo è lo stadio monopolistico del capitalismo. Tale definizione conterrebbe l’essenziale”

Lenin, L’imperialismo come fase suprema del capitalismo

 

Per Lenin, l’imperialismo non è altro che la fase monopolistica del capitalismo. Non è la dimensione dell’impresa e la sua collocazione, ma le sue capacità di essere monopolio che fa l’imperialismo. Continua a leggere »

Elisabetta Teghil: Tertium non datur

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un’interassante riflessione di Elisabetta Teghil sul dibattito emerso durante le recenti elezioni su dove e come collocarsi come movimento.

di Elisabetta Teghil

“La coscienza della classe operaia non può diventare vera coscienza politica se gli operai non si abituano a reagire contro ogni abuso, contro ogni manifestazione dell’arbitrio e dell’oppressione, della violenza e della soperchieria, qualunque sia la classe che ne è colpita e a reagire da un punto di vista socialdemocratico e non da un punto di vista qualsiasi. La coscienza delle masse operaie non può essere una vera coscienza di classe se gli operai non imparano a osservare, sulla base dei fatti e degli avvenimenti politici concreti e attuali, ognuna delle altre classi sociali in tutte le manifestazioni della vita intellettuale, morale e politica: se non imparano ad applicare in pratica l’analisi e il criterio materialistico a tutte le forme di attività e di vita di tutte le classi, strati e gruppi della popolazione. Chi induce la classe operaia a rivolgere la sua attenzione, il suo spirito di osservazione e la sua coscienza esclusivamente, o anche principalmente, su se stessa non è un socialdemocratico perché per la classe operaia la conoscenza di se stessa è indissolubilmente legata alla conoscenza esatta dei rapporti reciproci di tutte le classi della società contemporanea, è conoscenza non solo teorica, anzi non tanto teorica, quanto ottenuta attraverso l’esperienza della vita politica.”

Lenin, “Che fare?

 

In tanta parte del movimento c’è la convinzione che l’alleanza con il PD e con i partitini della sinistra così detta radicale sarebbe una riedizione aggiornata dei fronti popolari.

Alla base di questo assunto c’è la lettura che il PD e i partitini di cui sopra sarebbero sì riformisti e, magari, collusi per un certo verso con la borghesia, ma comunque sarebbero di sinistra e una diga contro le avventure neo fasciste. Continua a leggere »

Giulia Bausano ed Emilio Quadrelli: Gli insegnamenti delle giornate di Roma

Le recenti elezioni amministrative, a Roma e in altre città, hanno prodotto una riflessione di Giulia Bausano ed Emilio Quadrelli, che riceviamo e volentieri pubblichiamo.

 

In questa fase, l’insubordinazione attiva di reparti del proletariato – interpretata, promossa, inscritta dentro il programma di una rete di nuove avanguardie comuniste – è il passaggio politico preliminare a tutto. (Senza tregua. Giornale degli operai comunisti. Luglio 1976)

I fatti e i dati hanno la testa dura. Il cinquantasei per cento della popolazione romana, alle ultime elezioni amministrative, si è astenuta. Le cose non sono andate troppo diversamente anche nei restanti collegi elettorali, ma è a Roma che l’astensionismo di massa ha raggiunto i picchi di maggiore consistenza. Ci soffermiamo su Roma poiché, in quanto realtà metropolitana, è in grado di anticipare e prefigurare gli scenari complessivi di un futuro che, a ragion veduta, sembra essere dietro l’angolo. L’analisi del voto romano, pertanto, assume un significato di particolare interesse in virtù della tendenza che oggettivamente incarna: saperla  leggere e interpretare con anticipo è ciò che fa delle avanguardie comuniste una realtà degna di questo nome.  Proprio su tale capacità si gioca, per intero, quell’essere sul filo del tempo che il metodo leniniano ci ha consegnato sulla scia della scienza marxista. Vediamo, pertanto, che cosa è successo a Roma considerando la prima tornata elettorale. La somma dei due poli governativi ottiene circa un terzo dei consensi. Il Movimento 5 stelle, in neppure due mesi, brucia gran parte dell’appeal protestatario raccolto alle politiche, irrisorio il risultato del cartello della sinistra parlamentarista, praticamente nullo il risultato della cosiddetta destra radicale. Continua a leggere »

Giulia Bausano ed Emilio Quadrelli: Al voto, al voto! Ieri in Sicilia, domani…

Ancora si dibatte sulle elezioni in Sicilia, su Beppe Grillo che spaventa l’intero arco costituzionale neanche fosse Alarico, il re dei visigoti, su Crocetta che rappresenta il vecchio vestito di nuovo, sull’astensione della mafia… Le elezioni siciliane, al di là del dato specifico, hanno suggerito a Giulia Bausano ed Emilio Quadrelli alcune riflessioni, che condividiamo e proponiamo di seguito.

Crisi della politica, o politica della crisi? Il paradigma siciliano

“I partiti dei socialisti – rivoluzionari di destra e dei menscevichi conducono, in realtà,fuori dalle mura dell’Assemblea costituente la lotta più accanita contro il potere sovietico facendo appello apertamente,nei loro giornali, all’abbattimento di questo potere definendo arbitrario il legame tra repressione – da parte delle classi lavoratrici – della resistenza degli sfruttatori, repressione necessaria per liberarsi dallo sfruttamento, difendendo i sabotatori al servizio del capitale, giungendo fino all’appello diretto al terrore che “gruppi ignoti” hanno già cominciato ad applicare. È chiaro che in forza di ciò l’altra parte dell’Assemblea costituente avrebbe potuto soltanto avere la funzione di coprire la lotta dei controrivoluzionari per l’abbattimento del potere sovietico. Perciò il Comitato Esecutivo Centrale decide: l’Assemblea costituente è sciolta.” (Lenin, Decreto di arresto dei capi della guerra civile contro la rivoluzione)

 

La recente tornata elettorale in Sicilia è stata considerata, da tutte le aree politiche, un significativo banco di prova per l’intero panorama politico nazionale. Così è stato a tutti gli effetti. I risultati sono, solo in apparenza, sorprendenti. Continua a leggere »

Giulia Bausano ed Emilio Quadrelli: Linea di condotta. Per una discussione su Siria, guerra e internazionalismo

Come ampiamente previsto, la Turchia è entrata a gamba tesa nella questione siriana. Dopo l’incidente alla frontiera dell’altroieri il Parlamento turco ha votato il via libera, “valido” un anno, per eventuali operazioni militari contro la Siria, su precisa richiesta del premier. La situazione, dobbiamo aggiungere “fortunatamente”, non è però così lineare, né esplicitamente indirizzata verso l’intervento turco. A calmare la situazione ha contribuito non tanto la dichiarazione di scuse di Damasco per il colpo di mortaio che uccise cinque turchi ad Akcakale, quanto “il polso” dell’opinione pubblica turca, assolutamente contraria alla guerra. In tutto ciò l’opinione pubblica italiana, fino a pochi anni fa alla testa dei movimenti pacifisti, sembra dimenticare che tra i ministri con l’elmetto spicca il nostro Terzi. La guerra civile in Siria ha spinto Giulia Bausano ed Emilio Quadrelli ad alcune interessanti riflessioni, che vi proponiamo:

I piemontesi hanno commesso un errore enorme fin dall’inizio, contrapponendo agli austriaci soltanto un esercito regolare e volendo condurre una guerra ordinaria, borghese, onesta. Un popolo che vuole conquistarsi l’indipendenza non deve limitarsi ai mezzi di guerra ordinari. L’insurrezione in massa, la guerra rivoluzionaria, la guerriglia dappertutto, sono gli unici mezzi con i quali un piccolo popolo può vincerne uno più grande, con i quali un esercito più debole può far fronte ad un esercito più forte e meglio organizzato.

(K. Marx, F. Engels, Sui metodi di condotta della guerra popolare d’indipendenza)

 

Gli scenari che si sono delineati giorno dopo giorno in Medio Oriente sono una puntuale conferma di come, dentro la crisi sistemica del modo di produzione capitalista, la tendenza alla guerra diventi l’elemento cardine intorno al quale ruota per intero l’attuale fase imperialista. Continua a leggere »

Emilio Quadrelli: L’esclusione ovunque. Una rivisitazione del paradigma foucaultiano.

I borghesi hanno ottime ragioni per attribuire al lavoro una soprannaturale forza creativa, poiché proprio dalla natura condizionata del lavoro risulta che l’uomo, possessore soltanto della propria forza – lavoro, deve essere, in tutte le condizioni sociali e culturali, schiavo di altri uomini che si sono resi proprietari delle materiali condizioni di lavoro. (K. Marx, Critica al programma di Gotha)

Intorno al carcere, alla sua storia e funzione, sono state scritte intere biblioteche. È  immaginabile che il lettore di questo sito ne abbia una conoscenza abbastanza ampia. Diamo quindi per scontato gran parte di ciò che ci sta alle spalle e proviamo a tracciare alcune linee di ricerca e intervento a partire dal presente. Continua a leggere »

Emilio Quadrelli: Grecia e Francia, nuove e…lezioni primaverili.

Questo fine settimana ci ha regalato due importanti passaggi elettorali in Francia e soprattutto in Grecia. Ormai ognuno di questi appuntamenti deve essere letto come un momento della politica interna europea per cui ci ripromettiamo di tornarci a breve con una nostra riflessione, nel frattempo così come già accaduto un mese fa (leggi) riceviamo e pubblichiamo più che volentieri un contributo al dibattito.

La lezione greca: o preparazione rivoluzionaria, o preparazione elettorale
In molti, già stasera, si strapperanno i capelli chiedendosi come sia stato possibile che, in Grecia, al termine di un ciclo di lotte durissime, di un numero infinito di scioperi generali e via dicendo, tutto sia tornato come prima. La destra vince le elezioni e si appresta a varare, in coabitazione con i socialisti, un governo solido del tutto prono ai diktat dei poteri finanziari transnazionali. La “grande speranza” di sinistra se ne torna a casa con le pive nel sacco, i nazisti incassano un discreto successo lasciando ampiamente distanziati i comunisti, intanto, il 40% dei greci si è astenuto. Continua a leggere »

Emilio Quadrelli: Elezioni, classe e comunisti. Un contributo al dibattito

Qualche tempo fa avevamo detto ad Emilio Quadrelli che se, compatibilmente con i propri impegni, gli fosse andato di scrivere qualcosa per il nostro blog, noi saremmo stati felici di pubblicarlo. Quello che segue è il suo primo, interessantissimo, contributo.


A volte la Storia ha bisogno di una spinta (V. I. Lenin)

Quanto accaduto nella recente tornata elettorale è di non poco interesse. Se prendiamo i risultati  delle due principali città, Genova e Palermo, la prima cosa che salta agli occhi è l’altissimo tasso di astensionismo. A Genova su 504.110 elettori il numero dei votanti si è fermato a 263.849. Un’astensione non distante dal 50%. Ancor più esplicativo il dato di Palermo dove, a fronte dei 564.019 aventi diritto, il numero degli elettori si è attestato a 210.203 unità. In questo caso l’astensionismo non è distante dal 60%. Continua a leggere »

Angela: Scrivono per noi…

Con la puntata odierna della rubrica lasciamo la parola ad Angela, una compagna di Action che da anni ormai si occupa delle relazioni con i movimenti palestinesi; oltre ad essere stata artefice, con molti altri compagni, dell’esperienza del progetto “Sport sotto l’assedio”, Angela è stata anche nostra compagna di viaggio nella recente visita che il convoglio in memoria di Vittorio Arrigoni (CO.R.UM.) ha fatto a Gaza nello scorso mese di maggio. Da poco tornata dai territori della West Bank, le abbiamo chiesto alcune impressioni a caldo su quanto sta accadendo al popolo palestinese sotto il silenzio dei media nostrani, in un momento storico in cui il dibattito sul riconoscimento di uno stato palestinese è entrato con prepotenza persino nell’agenda ONU. Continua a leggere »