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23 September :
1868 - 200 rivoluzionari creoli occupano la città di Lares, Puertorico, e proclamano l'indipendenza dalla Spagna. Verranno tutti massacrati dall'esercito di Madrid

1977: IL CONVEGNO A BOLOGNA CONTRO LA REPRESSIONE

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A chi dà fastidio Geraldina Colotti?

 

Da qualche giorno la compagna e giornalista del manifesto Geraldina Colotti è vittima di un vero e proprio linciaggio (per fortuna solo virtuale) scatenato dal dissociato Enrico Galmozzi. Poca roba e pure triste, se non fosse che la vicenda ha progressivamente assunto i sordidi caratteri della resa dei conti. A difendere l’attacco gratuito e meschino del dissociato sono infatti intervenuti addirittura diversi colleghi della stessa Geraldina. Mascherato da ambigue disquisizioni sulla deontologia giornalistica s’intravede un linciaggio politico per interposta polemica. Perché tutto questo? Noi siamo inevitabilmente di parte: Geraldina è una “nostra” compagna, mentre Galmozzi è solo un dissociato. Il discorso potrebbe chiudersi qua, eppure sentiamo comunque il bisogno di parlarne perché, nonostante la distanza siderale che divide le nostre posizioni politiche con quelle del manifesto, ne abbiamo un rispetto che travalica questa stessa distanza. Continua a leggere »

Qualcosa di più di un terremoto


Dopo una prima nostra presa di parola in cui sottolineavamo l’ipocrisia del governo e l’uso strumentale che si fa delle emergenze, ritorniamo ancora una volta sul terremoto del Centro Italia, forti anche dei racconti di alcuni nostri compagni che lì si sono recati in questi giorni e che vi torneranno in futuro, al fianco dei compagni della Brigata di Solidarietà Attiva.
Arrivando ad Amatrice nei giorni dopo il sisma, la prima cosa che si nota è – oltre ad un imponente dispiegamento di forze e mezzi dell’esercito, che formano due file di mezzi parcheggiati per circa 2km – una spropositata quantità di giornalisti e troupe televisive che fanno a spallate per aggiudicarsi l’inquadratura con la maceria più spettacolare. Continua a leggere »

Il contratto di privatizzazione

Se uno volesse trovare un leitmotiv fra le politiche pubbliche degli ultimi tempi verrebbe da dire che – per un curioso controsenso – è l’amore per il privato. Che si parli della stretta del Comune di Roma verso la privatizzazione delle municipalizzate o della ‘Maker Faire’, la fiera di metà ottobre delle aziende innovative tenuta alla Sapienza (che farà pagare perfino l’accesso agli studenti), ormai pare che l’unico obiettivo che le istituzioni pubbliche centrali e locali sono in grado di portare avanti sia capire come contaminare di privato ciò che è (ancora) pubblico. E questo, cavalcando nell’opinione pubblica l’idea che l’unica alternativa alle inefficienze del pubblico sia quella di passare al privato. Le strade di Roma sono sporche perché l’Ama è sottodimensionata? Appaltiamo lo spazzamento ai privati. Non ci sono fondi pubblici per la ricerca scientifica? Facciamola fare ai privati anche se è finalizzata solo all’industria. Le politiche per il lavoro non funzionano e i neolaureati sono disoccupati? Riempiamo le università di operatori di agenzie per l’impiego private (ex interinali) come Manpower, Adecco e GiGroup. Continua a leggere »

il cor(ro)sivo della Militant

Nella terra di Ippocrate ieri è stata trovata la medicina contro quel mal d’austerità che ormai da anni affligge i lavoratori europei. L’Oxi, questo il nome dell’ultimo ritrovato della farmacopea ellenica, ha inoltre chiaramente dimostrato di avere effetti benefici sulla postura di chi lo assume, restituendogli la schiena dritta e la testa alta. Dai primi test sembrerebbe che questo portentoso ritrovato possa rappresentare una cura anche per chi, lamentando scarsa lucidità, crede ancora che l’Unione Europea possa essere riformata. L’unica “controindicazione” è la feroce emicrania e la rotazione testicolare… dei padroni. Assumere senza moderazione, il prodotto non è stato approvato dalla UE.

Lo spettro del Regina Elena vaga per la metropoli

 

Otto anni fa, nell’estate del 2007, dopo aver abbandonato uno stabile occupato pochi giorni prima sito in via Catania, centinaia di famiglie in emergenza abitativa entrarono temporaneamente nei padiglioni dell’ex ospedale Regina Elena, abbandonato dieci anni prima, lasciato all’incuria, al degrado vigliacco, insulto permanente alle coscienze e ai bisogni della città governata trasversalmente da una mafia di cui le inchieste di questi mesi ne descrivono solo la patina sacrificabile. Quella soluzione temporanea si trasformò nella più grande occupazione d’Europa, circa mille persone che per due anni sconvolsero la politica cittadina, tanto nel piccolo della vita quotidiana del quadrante piazza Bologna-Università, quanto nel grande della questione abitativa romana. Occupammo anche noi insieme al Coordinamento cittadino di lotta per la casa. Continua a leggere »

Resistere alla Nato


Lo abbiamo detto più volte nella battaglia politica di questi anni che viviamo tempi non ordinari, contrassegnati da una permanente instabilità: crisi economica, rivolgimenti politici, e da una immanente tendenza alla guerra, come strumento politico di risoluzione delle grandi controversie che agitano il mondo attuale. Veniamo da alcuni anni in cui la crisi economica, che è anche sociale, politica, culturale, si è andata approfondendo anche nell’emisfero occidentale. Continua a leggere »

il cor(ro)sivo della Militant

Ieri, incensata di media mainstream, è scesa per strada la Milano “per bene” e la parola d’ordine era una e una sola: ripulire la città. Strano senso del decoro quello di questa borghesia piccola piccola, che si indigna e si mobilita per le scritte sui muri e l’arredo urbano, ma poi tace immobile di fronte a morte, sfruttamento e speculazione. Dove eravate quando Klodian Elezi è morto cadendo da un ponteggio in un cantiere legato all’Expo? Perchè non vi siete indignati del fatto che non avesse nè casco nè imbracatura? Dov’erano allora gli attori “di sinistra”, i sindaci “progressisti” e i cantanti “impegnati”? Domande retoriche, lo sappiamo. Il fatto è che abbiamo punti di vista inconciliabili. Loro provano piacere a manifestare con le pezzette in mano, noi proviamo rabbia per l’essere costretti a girare con le pezze al culo.

Chi di legalità ferisce di giustizialismo muore

 

“Oggi il tribunale di Torino ha giustamente condannato per violenza a pubblico ufficiale, lesioni e danneggiamento  47 attivisti No Tav per gli incidenti provocati in Val di Susa nell’estate del 2011. E’ una sentenza che fa giustizia anche di tante coperture politiche e intellettuali di quella violenza, che hanno cercato e cercano di nobilitarla con assurdi  richiami alla Resistenza”. 27 gennaio 2015

“Pieno sostegno alla Procura di Torino che continua a ipotizzare il reato di terrorismo per episodi di violenza no Tav e ha preannunciato appello contro la recente sentenza che ha assolto quattro no Tav dall’accusa di terrorismo perché il fatto non sussiste”. 22 dicembre 2014

“Finalmente, come auspico da tempo, in tema di case e occupazioni abusive a Milano si sta iniziando a ripristinare la legalità, e non saranno le reazioni violente dei soliti noti che lo impediranno”. 18 novembre 2014

“La legge 80 prevede in modo molto chiaro che chiunque occupa abusivamente un immobile non può chiedere né la residenza, né l’allacciamento ai servizi[...]I prefetti facciano rispettare la legge», anche tagliando luce e gas”. 2 novembre 2014

A Lupi vattelapianderculo!

 

L’orologio rotto due volte al giorno ci racconta qualcosa di vero

 

Purtroppo ogni tanto ci troviamo ad essere d’accordo con Giuliano Ferrara. Forse per il suo sguardo materialista delle vicende politiche, o per la sua impostazione comunista che emerge anche da strenuo difensore del berlusconismo – oggi renzismo – eppure riesce ad individuare il problema meglio di tanti supposti progressisti. In particolare, ci riferiamo al suo discorso sulla corruzione. In sostanza, Ferrara dice che non è questo il problema del paese, chissenefrega della corruzione, è un problema tecnico che andrebbe affrontato giuridicamente, non politicamente. Il problema è il sistema che non funziona, non il livello di corruzione dei suoi singoli rappresentanti. Certo, il suo punto di vista è di chi vorrebbe salvare ideologicamente il berlusconismo dal suo necessario corollario d’illegalità congenita, ma dopo vent’anni abbondanti di egemonia legalitaria, dopo aver mandato in soffitta la questione morale e la presunta “differenza antropologica”, è arrivato il momento di dire che si, della corruzione non ce ne frega davvero niente, che nel tempo ha assunto la funzione del classico specchietto per le allodole fuorviante e pacificante. Continua a leggere »

L’introduzione unitaria – il video

 

Il video dell’introduzione all’assemblea di ieri a Lettere