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11 February :
1961 Inizia a Gerusalemme il processo ad Adolf Eichmann

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Una malattia che non va più via: la dissociazione

Come sempre capita, in questi casi, un’azione politica (anche la più indovinata e riuscita) provoca qualche polemica, maldipancia e invidia. Sono generalmente sintomi di un morbo da cui non si può guarire, perché costituisce di fatto un habitus mentale: la dissociazione. Ci spieghiamo meglio nelle righe che seguono. Continua a leggere »

E voi di Sel da che parte state?

Se c’è un aspetto interessante dei dibattiti parlamentari è che durante essi diventa evidente – auto-evidente, ci verrebbe da dire – la sostanziale unanimità e concordia tra tutte le forze politiche presenti in Parlamento. Al di là di quanto possano dire nei salotti televisivi, sui manifesti elettorali o negli spot radiofonici, infatti, è in parlamento –nel «comitato di affari della borghesia» – che i diversi partiti manifestano l’orizzonte comune della loro prospettiva politica. Oggi a distinguersi per la particolare idiozia del suo discorso è stato Massimo Cervellini, senatore e responsabile romano di Sel. Insomma, non il primo militante vendoliano passato per strada. Continua a leggere »

Yoani gusana, l’hai fatto per la grana… (il video e il comunicato)

“Il successo di Yoani è testimoniato da questa sala piena di gente”: quelle di Mario Calabresi, direttore de «La Stampa» potrebbero intitolarsi le ultime parole famose. Quando la tanto attesa (e che tanto si è fatta attendere) Yoani Sánchez prende la parola le prime tre file di pubblico si alzano contemporaneamente e “occupano” la presidenza ricordando alla stessa Yoani e agli scribacchini del “capitalismo progressista” che la vera vittima di un regime non è la ben remunerata Sánchez, ma sono Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando e René. E che il regime è quello statunitense, che li tiene imprigionati dal 1998. Continua a leggere »

Lo “Stato” delle cose

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la seconda parte del contributo –  già presente anche sul blog scateniamotempeste – della compagna Elisabetta Teghil contenente un’analisi della fase attuale.

Di Elisabetta Teghil

E’ presente una lettura che racconta lo stato attuale delle cose come prova provata della crisi del capitalismo che, pertanto, sarebbe arrivato alla fase terminale, con un’immagine pittorica, alla frutta, e, perciò, gli oppressi/e sarebbero maturi/e per la rivoluzione.

Questa interpretazione dimentica che non c’è nessuna crisi in atto, almeno nel senso tradizionale del termine, ma che tutto quello che sta avvenendo è il frutto dell’autoespansione del capitale e che gli aspetti più negativi sono stati messi in preventivo, anzi voluti. Continua a leggere »

Militant – Yoani Sanchez 1-0: “es normàl”

Anche in Italia, Yoani Sanchez ha avuto l’accoglienza che si merita, ed è sempre troppo poco. Dopo essere stata contestata in ogni paese in cui ha messo piede, non potevamo certo mancare il ghiotto appuntamento; e infatti oggi, al festival internazionale di giornalismo a Perugia, la gusana maledetta è stata accolta con la sacrosanta carica d’indignazione, che speriamo la seguirà ovunque abbia intenzione di andare, in Italia e nel mondo.

Piacevole è stata la sorpresa che i “filocastristi”, come ci ha definito Repubblica, occupavano quasi mezza sala, e molta più gente di quanto pensassismo si è alzata e ha gridato il suo disprezzo verso la blogger-burattino degli Stati Uniti, la sua rabbia e la sua giusta incazzatura verso chi spala merda quotidianamente sul socialismo cubano, sul socialismo in generale e verso ogni ipotesi alternativa al Washington consensus. Incazzatura popolare che ha travolto anche quei giornalai prezzolati come Omero Ciai, presente sul palco, e verso tutti quei ritrovi finto progressisti che alimentano l’odio e la menzogna verso il governo cubano, come “Internazionale”, che settimanalmente da spazio alle farneticazioni della blogger.

Ci fa piacere notare come in un orizzonte politico in cui l’internazionalismo trova sempre meno spazio, la gente che ha mosso il culo ed è andata a contestare un simbolo del’imperialismo sia molto di più di quanto credessimo. Un minimo, piccolo segnale di come il cambiamento può avvenire e la gente aspetti solo di essere attivata.

Infine, ringraziamo di cuore la Rete dei Comunisti per aver organizzato e partecipato con noi alla contestazione e alla riuscita della giornata. Mille di questi giorni, e Viva Fidel! Continua a leggere »

28 aprile 1945… guarda come dondolo…

Buon 28 aprile a tutti e tutte, e ricordiamogli che le iscrizioni sono sempre aperte…

ACHTUNG BANDITEN 2013… tempo di bilanci

Tirato il fiato dopo una due giorni per noi particolarmente impegnativa (a cui hanno fatto seguito i cortei e i banchetti del 25 aprile) proviamo come è nostra consuetudine a farci due conti in tasca, politicamente ed economicamente. Per quel che concerne il primo aspetto possiamo dirci particolarmente soddisfatti. Continua a leggere »

I fascisti e l’accento svedese

A volte alcune vicende sono talmente ridicole che meritano d’essere commentate. A Roma, su un muro di largo passamonti (zona San Lorenzo) da anni campeggia una scritta fatta dai compagni che recita “Lode e gloria, viva i partigiani”. Ogni tanto il decoro urbano la cancella, ma dopo pochi minuti la scritta torna al suo posto. Indelebile. L’altra notte un gruppo di “ardimentosi” fascisti ha pensato bene di dare prova del proprio “coraggio” tirando ben due secchielli di tinta bianca contro la scritta (vedi). Continua a leggere »