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Pala, piccone e fonderia!

Le reazioni all’espulsione da Cuba dei quattro giornalisti italiani così come il clamore suscitato dalla condanna di Nosferatu/Sallusti hanno riportato a galla tutte le contraddizioni di una vera e propria casta (in questo caso mai termine fu più appropriato) sempre pronta a cercare la pagliuzza nell’occhio altrui, senza però mai interrogarsi sul trave che sporge dal proprio: i giornalisti. Continua a leggere »

il cor(ro)sivo della Militant

Ieri 4 bianchissimi ed europeissimi giornalisti italiani hanno dovuto sopportare l’ennesimo affronto da un popolo di razza inferiore. Gli italici difensori della libertà di stampa(re sotto dettatura dei padroni) sono stati fermati da dei funzionari cubani, alcuni dei quali negri o mezzosangue, per essere entrati sull’isola con un visto turistico, e non con quello giornalistico. Continua a leggere »

Tanto fumo negli occhi

 

Sono ormai settimane che i quotidiani ci ammorbano l’esistenza con le vicissitudini della banda Batman-Polverini. Oltre ai fatti, evidentemente sintomo e causa stessa della degenerazione umana di un ceto politico ormai senza più attinenza col mondo reale, i commenti dei giornali e delle firme più importanti hanno del sorprendente. Dopo decenni in cui il concetto chiave della nuova politica era considerato l’abbandono della ideologie e dei partiti di massa in favore di una democrazia più matura e più “tecnica”, con l’obiettivo di sostituire i governi politici con delle amministrazioni in stile statunitense Continua a leggere »

Marchionne, Marx e le ripartenze…

La strada che porta all’inferno è lastricata di buone intenzioni, recita più o meno così il detto popolare. E di buone intenzioni nell’incontro tra FIAT e Governo ne sono state tirate fuori tante quante erano le slide di Marchionne; quello che invece ancora una volta è mancato, e non poteva essere altrimenti, sono stati gli impegni precisi. Confessiamo che da quando Marchionne ha rimesso nel cassetto il suo piano industriale “Fabbrica Italia” e i suoi fantomatici 20 miliardi di euro di investimenti, siamo quasi riusciti nuovamente a stupirci dello stupore, ovviamente ipocrita, dimostrato da ministri, sindacalisti e maître à penser. Continua a leggere »

Chi ti vuole addormentato l’ero non ti fa mancare…

 

Qualche giorno fa al Pigneto sono apparsi questi manifesti. Troviamo la provocazione a dir poco geniale. Ma si tratta davvero di una provocazione? Al di là delle ipotesi giornalistiche, che lasciano il tempo che trovano, il dubbio si è insinuato anche fra gli stessi compagni: un’intelligente provocazione o un manifesto che esprime un’esigenza concreta? Il fatto poi che questi manifesti siano apparsi in un quartiere ad elevatissima densità di spaccio ha reso la vicenda ancora più oscura. Continua a leggere »

Il cor(ro)sivo della Militant

Come qualcuno ricorderà due anni or sono, insieme ad altri compagne e compagni, andammo a contestare San Sonetti (patrono dei fascisti del III millennio) in occasione della festa de “Gli Altri” (leggi). Forse ricorderete pure che il nostro “democraticissimo” Piero insieme ad altri redattori del suo giornale ed anime belle dell’a-sinistra aveva da poco sottoscritto un appello promosso da Ca$apound in cui si richiedeva la libertà di marciare anche per i cameratti, fingendo di ignorare che così facendo contribuiva a sdoganare da “sinistra” chi delle aggressioni vigliacche ai danni dei compagni aveva fatto uno stile di vita. Continua a leggere »

Marchionne e la produttività

 

Circa due anni fa iniziava il braccio di ferro fra Marchionne e gli operai della Fiat. In realtà, sebbene la vicenda fosse drammatica anche di per sé, racchiudeva soprattutto il nocciolo delle relazioni industriali che si andavano modificando in questo paese. Come sappiamo gli operai – nonostante una lotta di classe durissima, nonostante il no al referendum (vinto solo grazie al terrorismo psicologico e alla partecipazione al voto dei colletti bianchi), nonostante una sovraesposizione della FIOM che mise in gioco in quella campagna tutta la sua forza organizzativa – persero quella partita. Marchionne e la Fiat l’ebbero vinta su tutto. Termini Imerese venne chiuso; venne riformata la contrattazione aziendale; la Fiom, cioè il sindacato più rappresentativo fra i lavoratori Fiat, venne espulso dalla fabbrica stessa. Continua a leggere »