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26 February :
1988 Dopo 22 anni di galera, Rubin "Hurricane" Carter, pugile, è prosciolto da un'accusa per triplice omicidio perché riconosciuto innocente e vittima di un complotto razzista della polizia locale.

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Consigli (o sconsigli) per gli acquisti: La guerra partigiana, a cura di Emilio Quadrelli

 

L’ultima fatica intellettuale di Emilio Quadrelli è anche quella in cui ci sembra tirare le somme di un lungo ragionamento. La direzione intrapresa sin da “Gabbie Metropolitane” giunge, quasi un decennio dopo, a una sintesi sempre più chiara e definita. Questa volta, il libro si presenta come raccolta di una serie di testi delle maggiori personalità politiche del movimento comunista internazionale (Marx, Engels, Lenin, Stalin), testi di volta in volta introdotti dall’autore da commenti che ne chiariscono il significato politico sostanziale. Sono proprio i commenti di Emilio Quadrelli a trasformare una raccolta di per sé importante in un testo significativo per comprendere le radici politiche del presente, inquadrare il pensiero delle classi dominanti e attrezzarsi culturalmente per farvi fronte. Continua a leggere »

Lavori a scadenza, precari a vita

Cosa accade quando si liberalizzano i contratti a tempo determinato come nel decreto sul lavoro appena varato, come primo atto del Governo Renzi? L’esperienza della Spagna è molto utile a riguardo.

Esordisce così Tito Boeri su lavoce.info, sito di approfondimento di politica economica di cui è redattore, intervenendo (con non velato disappunto) nel dibattito sulle riforme proposte dal nuovo governo in materia di lavoro e in particolare sul Decreto Poletti. Sarà la delusione per la mancata conferma a ministro del lavoro e delle politiche sociali ipotizzata nell’ultimo totoministri, sarà che il neopremier ha ripreso e rimodellato l’idea del contratto unico “a tutele crescenti” pensata, tra gli altri, dallo stesso Boeri e anche già presentata in parlamento, fatto sta che l’economista di scuola Keynesiana, riformista ed editorialista di Repubblica pare non aver preso bene il Jobs Act. Tra i suoi diversi interventi, ad esempio, si è espresso su Repubblica dicendo in modo un po’ pittoresco che “Non è un’avventurosa e impegnata vita spericolata. È semplicemente una deprimente vita lavorativa segregata, da lavoratore di serie B, spesso a vita, condannato a non poter pianificare in alcun modo il proprio futuro…”. Su lavoce.info, riportando il dibattito sul piano politico-economico, ha invece riportato uno studio (di Garcia-Perez, Ioana Marinescu e Judit Vall Castello) in chiave critica sugli effetti delle riforme di liberalizzazione dei contratti a tempo determinato. Continua a leggere »

Devastata la sede fascista di Sempre Domani

da www.contropiano.org/

La sede di Spazio Tenaglia, legato a CasaPound, in via Assisi a Roma, è stata devastata durante la notte. Su quanto accaduto è stato recapitato agli organi di informazione un comunicato firmato “Roma Antifascista e Meticcia” che riportiamo qui di seguito:

“Ieri notte la Roma antifascista ha deciso di sanzionare lo Spazio Tenaglia, sede di Sempre Domani, una fida costola della più nota Casapound, organizzazione della destra neofascista romana e nazionale. La crisi avanza, le tigri di carta populiste si travestono da soluzione, finti rivoluzionari strisciano nei nostri quartieri. Smascherarli, colpirli e isolarli è il compito degli antifascisti e degli anticapitalisti. Ieri oggi domani, Sempre antifascisti”.

L’associazione Sempre Domani, così spiega la sua natura sociale: “Sempre Domani è un’associazione nata il 6 Ottobre 2010 per iniziativa del nucleo fondante dell’Appio-Tuscolano come superamento delle precedenti esperienze politiche. Sempre Domani è una comunità organica ed umana, cioè composta dai cuori,  dalle menti, dal sudore e dall’impegno dei suoi militanti. Sempre Domani sviluppa la sua visione della vita oltre che in ambito politico anche in quello culturale grazie all’Associazione Emmetrentanove e in ambito sportivo grazie alla squadra di calcio dilettantistica Pro Appio…. dopo soli tre mesi di lavoro per la ristrutturazione,appunto dello spazio, i militanti di Sempre Domani hanno organizzato una giornata in ricordo dei martiri delle Foibe, chiamandola “Anche le pietre parlano italiano”. L’organizzazione è stata rapida ma ben strutturata e consisteva in una conferenza, alla quale sono stati invitati illustri ospiti (il professore e scrittore storico Vincenzo De Luca, il dottor Antonio Ballarin dell’associazione Venezia Giulia e Dalmazia e il presidente dell’associazione Urbe 2006 Francesco Fedeli), ed una mostra fotografica. La partecipazione è stata molto soddisfacente. Numerosi i giovani che hanno partecipato. Presente inoltre un‘anziana esule fiumana la cui testimonianza fisica ha reso la serata ancor più emozionante. A fine serata, inoltre, un rinfresco con pasta, pizza, salumi e vino ha accompagnato la chiusura dell’iniziativa inaugurale dello Spazio. Consci del fatto che Spazio Libero Tenaglia non indica per Sempre Domani un punto di arrivo va comunque sottolineato il grande passo di questa comunità che oggi ancor di più dimostra di essere avanguardia politica”……

Dena Izango Gara!

Eccoci di ritorno da Euskal Herria, dove una nostra delegazione ha avuto il piacere di essere stata invitata per una due-giorni molto interessante e che, dopo aver “assolto” ai doveri di discussione e confronto, si è trasformata in una permanenza un po’ più lunga, per riabbracciare vecchi compagni e cercare di capire meglio la trasformazione che il movimento basco sta attraversando, un movimento, vogliamo sottolinearlo, che per noi rimane modello di organizzazione e di lotta. La due-giorni è stata composta da due momenti di discussione seguiti dal concerto dei Nucleo Terco: il primo sull’evoluzione storica delle lotte di classe in Italia e il secondo sulla necessità di una nuova soggettività organizzata in Euskal Herria. Oltre a noi erano stati invitati i compagni di Ibil (Iraultzaileen Bilguneak) e di Reconstrucción Comunista. Si è trattato di discussioni molto vive e che hanno visto la partecipazione di circa 150 compagni nel complesso. Continua a leggere »

Fra realtà e percezione dei fenomeni politici

 

Riceviamo e pubblichiamo volentieri una riflessione di un nostro lettore, che preferisce rimanere in incognito. La riflessione centra decisamente uno dei piani del discorso, quello fra la realtà sociale, il nostro modo di raccontarla e la percezione che la gente “comune” ha di quello che legge sui media. Un contributo importante insomma, che ci aiuta a definire la strada da percorrere. 

L’altra sera ero a cena da una coppia di distinti amici dalle parti di San Pietro. Gente coi soldi, abituata a disinteressarsi alla politica, men che meno alle contraddizioni sociali di cui questa ne è la rappresentazione. Una famiglia benestante, sicuramente non di sinistra ma neanche effettivamente di destra. Una volta si sarebbe detta democristiana, oggi non si sa. Una serie di voti per Berlusconi, poi Grillo, forse qualche cedimento alla Lega Nord, forse un passaggio per il PD. Continua a leggere »

A chi giova il risultato di Le Pen?

Leggendo i giornali in questi giorni sembrerebbe che le elezioni francesi siano state vinte dal Front National di Marine Le Pen. Un qualsiasi lettore distratto dovrebbe pensare a una straripante vittoria del partito neofascista, un testa a testa con i partiti del cosiddetto “fronte repubblicano”, lo scardinamento delle basi politiche della Quinta Repubblica gollista. Leggendo più attentamente i dati, però, si scopre che quella che i cronisti chiamano “vittoria” nei fatti è il raggiungimento del 6% a livello nazionale, una percentuale che ha permesso al Front National di conquistare 200 comuni su 36.000. Continua a leggere »

12 aprile, Roma: rompiamo la gabbia dell’Unione Europea!

Sabato scorso, sul finire del convegno che abbiamo promosso come rete nazionale, abbiamo di fatto aperto una campagna che si pone in aperta rottura con l’Unione Europea, le sue stringenti politiche di austerità e la sua rinnovata tendenza militarista e imperialista. Il passaggio del 12 aprile, come dicevamo in un post di qualche giorno fa, è solo uno dei passaggi focali in cui provare a dare voce e visibilità ad un’analisi che punti il dito contro Bruxelles e Strasburgo. Ma il 12 aprile sarà anche un momento di piazza che, proprio perché abbiamo più volte detto che nessuno ora è autosufficiente e che la tendenza ricompositiva deve essere una prerogativa qui ed ora del movimento di classe, ci immaginiamo partecipato senza il peso di sterili steccati identitari. Al contrario, quello che proponiamo come rete nazionale, è la costruzione di un’area di corteo che si riconosca in una rottura aperta, determinata e organizzata con il processo di integrazione europea sponsorizzato dall’UE. Per noi, l’Europa è uno spazio organizzativo dove sperimentare un’alternativa al dominio del capitale; e a partire da questo immaginiamo di costruire collettivamente un processo di mobilitazione che dichiari senza mezzi termini di voler mettere un punto e a capo con l’UE e le sue propaggini tecnocrati a livello nazionale.

(da noisaremotutto.org)

12 aprile, Roma: rompiamo la gabbia dell’Unione Europea!

Il prossimo 12 aprile la città di Roma ospiterà una manifestazione nazionale dei movimenti anticapitalisti e del sindacalismo conflittuale di base. Un giornata convocata da una piattaforma di contenuti molto ampia che, seppur declinata secondo le sensibilità delle diverse strutture che stanno costruendo il corteo, mette al centro della mobilitazione il tema dell’Europa e le sue politiche di austerity. Uno sforzo di costruzione che, pur mirando a ricomporre un variegato universo d’opposizione sociale e politica, sembra mancare in una delle sue missioni essenziali: quella di prendere di petto – definendolo chiaramente – il nemico di classe che in tutto il territorio europeo sta calcando la mano dell’austerità sulla vita di milioni di lavoratori precarizzati: l’Unione Europea. Continua a leggere »

La meglio gioventù

Il convegno di sabato, organizzato da Noi Saremo Tutto, ha visto la partecipazione di oltre 150 persone, andato in diretta streaming anche su “LiberaTV”, presenza non richiesta e che conferma l’interesse pubblico per un tentativo di approfondimento politico-economico sul ruolo e le tendenze del polo imperialista europeo. Un’affluenza che difficilmente ci saremmo immaginati, e che nel suo piccolo ci ripaga di tutte le fatiche di questi mesi nell’organizzazione del convegno, che apre “ufficialmente” la nostra campagna *contro* l’Unione Europea. Al di là della (ottima) qualità degli interventi, il dato significativo è la richiesta di analisi, di profondità, di “strategia”, che un’importante platea di compagni e militanti politici chiedeva, confermata non solo dalla mera presenza fisica (anche dal resto d’Italia), ma dall’interesse e la voglia di partecipare che hanno animato l’incontro. Continua a leggere »