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8 dicembre: consigli… per i risparmi

In tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo anche due euro possono fare la differenza. Se vai a fare la spesa ti ci compri un litro di latte o due chili di mandarini o tre pacchi di pasta… La mattina ti ci escono cappuccino e cornetto al bar, oppure ci prendi il caffè e il giornale… Se vai a cena fuori li puoi lasciare di mancia al cameriere, che tanto lo sai che prende un salario da fame… Insomma ci sono mille e uno modi per spendere due euro e se vuoi puoi anche decidere di infilarli nel salvadanaio o metterli da parte per i regali di natale, solo una cosa davvero non ci puoi fare: decidere di regalarli al PD, al partito dei sacrifici e dell’austerità. “Si”, ci dirai, “ma stiamo parlando comunque di una cifra iniqua”, non importa, perchè come insegna Maccio Capatonda …“soccomunque$oldi!”.

Genova per noi. Lotte operaie, organizzazione di massa, soggettività politica.

Pubblichiamo di seguito una cronaca ed un’analisi del Collettivo Noi saremo Tutto di Genova sulle “cinque giornate” di lotta dei ferrotramvieri del capoluogo ligure.

Per cinque giorni a Genova, il trasporto pubblico cittadino è stato bloccato dall’iniziativa autonoma degli operai AMT. Ciò ha obbligato sia i sindacati di regime, il cui peso all’interno dell’azienda è ridotto all’osso, sia il “sindacato autonomo” a cavalcare la tigre della rabbia operaia. Sabato mattina, dopo una votazione farsa, lo sciopero è terminato sancendo, di fatto, una tregua armata. Al momento non ci sono né vinti, né vincitori. Una situazione di stallo che lascia aperte diverse prospettive. Questa lotta non si è limitata a questo, poiché da un lato ha assunto una valenza nazionale in relazione ai nodi del trasporto pubblico, dall’altro, ed è l’aspetto preponderante, ha indicato i non improbabili scenari che il conflitto capitale/lavoro salariato potrebbe riservare di qui a poco. Tutto ciò contribuisce non poco, sul piano del dibattito politico complessivo, a ricalibrare intorno alla centralità del lavoro operaio e subordinato i limiti e le genericità emersi dentro le giornate romane del 18 e 19 ottobre. Continua a leggere »

Dinamiche centrosinistre

Succede a volte che delle analisi prodotte da quotidiani filo-padronali abbiano una capacità critica nel leggere le dinamiche interne alle forze politiche più lucide di quanto capita di leggere a latitudini più vicine a noi. In particolare, la scorsa settimana sono uscite due interessanti riflessioni, una sul Corriere della Sera e l’altra ospitata su Sette, il periodico del venerdì sempre legato alla testata milanese.  Sul Corriere di sabato 30 novembre Ernesto Galli della Loggia rifletteva sulla natura politica del PD. Continua a leggere »

Blocchi della produzione alla TNT

Il 28 Novembre i lavoratori dei magazzini TNT di molte città hanno intrapreso un blocco della produzione di due ore come dimostrazione della loro determinazione a non rinunciare alle loro rivendicazioni e hanno annunciato di voler intraprendere altre forme di sciopero e di blocchi qualora le loro richieste non venissero prese in considerazione dall’azienda e dalle cooperative appaltanti… il che, con il periodo natalizio alle porte, vorrà dire enormi perdite per un’azienda come la TNT i cui profitti dipendono dal lavoro (e dallo sfruttamento) di facchini e corrieri. A riguardo, si riporta di seguito il comunicato dell’Assemblea di supporto alle lotte della logistica sulla situazione attuale e sulle prospettive di lotta delle settimane a venire.

SCIOPERO NAZIONALE E STATO D’AGITAZIONE AI MAGAZZINI TNT

Giovedì 28 Novembre i facchini dei magazzini Tnt di Milano, Treviso, Torino, Brescia, Padova, Piacenza, Ancona e Bologna sono entrati in sciopero dopo mesi di mobilitazione e dopo ripetuti affronti da parte dell’azienda.

Anche a Roma, nei magazzini di Fiano Romano, via di Salone e Ciampino, un centinaio di lavoratori si sono ritrovati fuori i cancelli dei magazzini per dire NO! al piano di ristrutturazione aziendale in corso e per denunciare le pessime condizioni di lavoro che caratterizzano tutto il settore della logistica.

Come in tutti gli altri magazzini della Logistica, infatti, anche in Tnt i lavoratori sono trattati da schiavi con la complicità delle cooperative: i facchini sono costretti a carichi e orari di lavoro massacranti, sotto gli insulti e le minacce di capi e caporali, sottopagati rispetto alle ore di lavoro effettuate e senza retribuzione degli straordinari, mentre i corrieri si trovano costretti a correre nel traffico per 12 ore con l’obiettivo di fare il maggior numero di consegne per portare a casa un misero stipendio.

Come se non bastasse la TNT, con la complicità dei sindacati confederali ha approvato un piano di ristrutturazione che prevede da gennaio 2014 la messa in mobilità di 1/3 degli impiegati diretti e la diminuzione delle commesse in Italia. Questo piano di ristrutturazione naturalmente avrà delle conseguenze sulle cooperative di facchini e corrieri in quanto con la diminuzione delle ore di lavoro ci saranno licenziamenti e cassa integrazione anche per tutti i lavoratori di tutte le cooperative in tutta Italia.
Una ristrutturazione che non è giustificata da nessuna crisi economica, ma soltanto dal mancato raggiungimento dei profitti prefissati che si vuole far pagare come sempre sulle spalle di chi lavora.

In questi mesi i facchini hanno dimostrato grande determinazione a non cedere ai ricatti e alle provocazioni padronali, scioperando e scendendo in piazza, come il 23 novembre a Bologna, contro lo sfruttamento del lavoro nei magazzini.

Gli obiettivi di fondo della vertenza aperta dagli stessi operai sono quelli classici di tutto il settore: rispetto delle tariffe e maggiorazioni previste dal CCNL, pagamento di tutti gli istituti al 100% (ferie, 13ma, 14ma, ecc.), riconoscimento dei livelli e dell’anzianità, e una ripartizione equa delle ore e dei carichi di lavoro.

Il termine per una possibile interlocuzione con l’azienda era stato fissato per martedì 26 Novembre e, non avendo ricevuto alcuna comunicazione in merito, i lavoratori sono ricorsi allo strumento di lotta più efficace che abbiano in mano, lo sciopero!

Il 28 Novembre, quindi, i lavoratori hanno indetto lo stato di agitazione permanente in tutti i magazzini d’Italia, bloccando per due ore l’intera produzione nazionale. A questo faranno seguito altre iniziative di sciopero improvvise finché l’azienda non darà una risposta sicura e soddisfacente.

Se la Tnt e le cooperative pensano di risolvere il conflitto con ricatti e false promesse commettono un grave errore. In questo periodo, a ridosso delle festività natalizie, i carichi di lavoro per facchini e driver sono triplicati e, di conseguenza, anche i profitti dell’azienda subiscono una notevole impennata. Nelle mani di facchini e driver, passa infatti tutta la merce che riempie i negozi, rifornisce le fabbriche e giunge direttamente a casa del consumatore. Colpire adesso significa provocare un grosso danno economico all’azienda, che si ripercuote sull’intera catena produttiva. Affinché l’intero progetto aziendale di ristrutturazione non si abbatta sui lavoratori, per fermare licenziamenti e cassa integrazione, per non cedere ai ricatti e alle minacce dei dirigenti TNT e dei “capetti” delle cooperative, l’unica strada percorribile dai lavoratori è la lotta!

Assemblea di supporto alle lotte della logistica – Roma

 

Non c’è “fatalità” o giustificazione…

Bruciati vivi nella fabbrica-dormitorio in cui lavoravano, immolati sull’altare del dio profitto. Sono morti così i sette operai di Prato, come fossero ancora in una di quelle zone economiche speciali su cui si fonda il miracolo cinese. Perchè la nuova cartografia del lavoro non riconosce più i confini tra metropoli e periferia e universalizza al ribasso le condizioni di vita e di sfruttamento di milioni di proletari. Continua a leggere »

Il “soft power” israeliano e l’atomica iraniana

Quando parla un ex direttore del Mossad, sebbene in forma sintetica e stringata quale l’intervista di ieri sul Corriere della Sera a pagina 15, è bene leggere attentamente ogni singola parola. Ogni singola allusione, infatti, proviene da chi concorre a determinare la politica israeliana nella regione, e di conseguenza quella statunitense, al di là degli sterili battibecchi fra i due stati buoni per qualche titolo giornalistico. Continua a leggere »

Il cor(ro)sivo della Militant

Guido Roberto Vitale, banchiere d’affari: “Renzi può incarnare un moderno partito socialdemocratico di stampo europeo che si occupa anche dei meno fortunati e non alimenta odio di classe.” Pippo Baudo:” io non sono mai stato socialista, sono sempre stato democristiano, e per questo voterò Renzi“. E’ sorprendente come a volte bastino davvero poche parole per decrivere un partito.

Uniti e organizzati al fianco dei facchini!

Torniamo dal corteo di Bologna con delle impressioni più che positive, sintomo che quanto abbiamo detto in questi ultimi tempi sulla vivacità delle lotte nel comparto logistico è un dato reale anche nella pratica di piazza, l’unica deputata ad emettere giudizi incontrovertibili. Poco dopo le 15 di ieri erano oltre 1000 le persone che si sono mosse da Piazza Maggiore in direzione della Prefettura, simbolico arrivo di un corteo che, oltre a dare voce alle lotte di un settore in agitazione in tutta Italia, ha ribadito con forza la solidarietà militante ai 179 denunciati rei di aver bloccato la produzione durante i picchetti selvaggi della scorsa primavera. Un corteo, dicevamo, che ci ha soddisfatto non tanto e non solo da un punto di vista quantitativo – non fosse altro perché si è scontata una promozione un po’ difettosa e si era pur sempre al cospetto di una manifestazione con lavoratori chiamati in piazza da un sindacato di base di categoria, anche se il migliaio di manifestanti è di per sé un buon risultato – quanto per alcuni aspetti qualitativi: a partire proprio dalla composizione di quell’agguerrito serpentone umano che ha attraversato il centro di una Bologna comunque recettiva, incuriosita e sodale soprattutto con i lavoratori in lotta contro l’azienda di casa, la Granarolo. Continua a leggere »

La consapevolezza che emerge dalle lotte definisce i suoi nemici

 

Le mobilitazioni di questo autunno hanno tutte dei tratti comuni che le definiscono in opposizione a questo decennio paludoso. Sono radicali, ma al tempo stesso non riflettono una disperazione senza obiettivo che non sia l’esplosione di una violenza fine a se stessa. Non accettano compromessi istituzionali, mediazioni al ribasso o gestioni della propria forza, e per adesso sono tutte caratteristiche positive. Mancano di organizzazione politica, ma non di una organizzazione, che invece sta gestendo positivamente alcuni passaggi di crescita collettiva in questi anni assenti. E nel suo sviluppo, questa che noi abbiamo definito radicalità diffusa precisa i suoi obiettivi, che nonostante l’assenza di direzione politica complessiva, si stanno definendo in maniera assolutamente cosciente. Ieri è stato il turno del PD, e questo episodio di lotta mette immediatamente quella piazza su un gradino di coscienza più alto rispetto al passato e ad altre piazze numericamente simili. La piazza cioè sta facendo esperienza, e nel suo percorso determina sempre meglio i suoi nemici e gli obiettivi da praticare. Continua a leggere »

S/Carichiamo i padroni: corteo delle lotte della logistica a Bologna!

Come rete nazionale Noi Saremo Tutto non possiamo non aderire e partecipare sabato 23 novembre al corteo nazionale dei lavoratori della logistica a Bologna. Mentre scriviamo, apprendiamo che ieri, 20 novembre, si sono svolte iniziative di sciopero con blocchi della produzione nell’Interporto bolognese, con la partecipazione di diverse centinaia di lavoratori e con l’intervento brutale della polizia che ha caricato i lavoratori. Non è la prima volta che scriviamo sulle vicende che riguardano la lotta del movimento dei lavoratori della logistica, ma l’appuntamento di sabato è particolarmente importante. Si svolgerà un corteo dei lavoratori della logistica, in sostegno e solidarietà con i facchini della Granarolo che hanno subito in questi mesi una pesante repressione. Qualche settimana fa infatti 179 lavoratori e compagni sono stati denunciati dalle aziende del settore rei, secondo la magistratura – sempre solerte nel perseguire chi appartiene alle classi subalterne – di avere organizzato la scorsa primavera alcuni picchetti e scioperi bloccando la produzione della Granarolo. Questa vicenda si aggiunge alla lotta, salita alle cronache nazionali, dei lavoratori di Ikea di Piacenza, il polo logistico per la distribuzione nel Nord Italia, dove i facchini per settimane sostennero una dura e unitaria mobilitazione contro i turni massacranti, le paghe da fame, subendo dure cariche dalla polizia. Continua a leggere »