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ACCADEVA OGGI…

3 December :
1984 - A Bophal, in India, dagli impianti della Union Carbide (ora Dow Chemical) vengono liberate 40 tonnellate di gas velenosi. Moriranno 20000 persone mentre gli intossicati saranno 500000. nessuno di loro ha ricevuto un risarciimento

STATS

Sapere chi è Stato

 

Lo scorso 15 gennaio sono scaduti i famigerati 90 giorni da quando la Corte d’appello di Perugia aveva emesso la sentenza di accoglimento dell’istanza di revisione presentata dal collegio difensivo si Enrico Triaca. Molti ricorderanno la campagna che il Comitato La tortura è di Stato! Rompiamo il silenzio! aveva istruito per sostenere la battaglia di Enrico: la volontà, cioè, di revisionare la condanna per calunnia che gli fu inflitta il 7 novembre 1978 dopo che aveva denunciato di essere stato sottoposto a tortura in seguito al suo arresto (avvenuto il 17 maggio dello stesso anno, nell’ambito delle indagini sull’omicidio Moro) (leggi qui, qui e qui). Continua a leggere »

L’infografica del consenso

Da diversi anni tanto gli old quanto i new media stanno facendo largo uso della cosiddetta infografica: tabelle, disegni, prospetti, grafici, mappe concettuali e quant’altro la fantasia del creativo di turno riesce a partorire vengono così messi al servizio del giornalismo per esprimere in maniera visuale concetti che in forma testuale potrebbero risultare astratti od ostici al grande pubblico. Continua a leggere »

La scomparsa della rappresentanza nell’epoca della democrazia autoritaria

Troppe volte citata, la “crisi della rappresentanza” sta trovando la propria soluzione storica nella scomparsa tout court di ogni sua forma concreta. In questi giorni tale dinamica ha subìto un’accelerazione notevole, sovrapponendo la discussione sulla rappresentanza politica a quella sindacale. Ambiti diversi ma unica direzione: così come immaginata e realizzata effettivamente in questo cinquantennio, la rappresentanza degli interessi di classe, siano essi politici o sindacali, dev’essere rimodellata. Discorso complesso, che abbraccia vari livelli d’analisi, e che però il ceto politico borghese sta risolvendo con l’accetta e in chiave autoritaria come difficilmente sperimentato nel corso di questo secolo. Continua a leggere »

Guai a chi ci tocca

A Milano è stato aggredito un compagno e dirigente del Sindacato Intercategoriale Cobas. Questo sindacato, assieme all’ADL Cobas e ai tanti compagni delle strutture organizzate in giro per l’Italia, è uno dei propulsori delle lotte che animano il mondo della logistica. Non stupisce che la reazione padronale si faccia sentire. Non stupisce che lo faccia attraverso le forze dell’ordine e la magistratura così come attraverso i pestaggi di origine fascista e mafiosa. Queste sono intimidazioni che stanno dentro un contesto più generale. Quello di un blocco sociale compattato dalla crisi che non accetta di rinunciare ai suoi margini di accumulazione. Con l’intensificarsi della crisi e delle lotte questi episodi si faranno sempre più frequenti. Per questo, oltre la solidarietà di rito, bisognerà stare bene attenti e organizzarsi affinché non accadano. Riportiamo di seguito il comunicato del S.I. Cobas nazionale.

Ieri pomeriggio il compagno Fabio Zerbini è stato attirato in una specie d’imboscata e pestato a sangue. Con la scusa di un incontro per risarcire i danni di un incidente automobilistico (uno specchietto rotto) avvenuto a fine dicembre, è stato attirato in zona Affori. Appena sceso dall’auto, è stato assalito a tradimento e pestato a sangue. Gli aggressori si sono quindi allontanati promettendogli una brutta fine se si occuperà ancora dell’organizzazione delle lotte operaie. Questo pestaggio è la continuazione della strategia repressiva che combina l’intervento delle forze del disordine, con quelle dell’ordine di mafia, n’drangheta e camorra di cui hanno fatto le spese i nostri militanti sindacali , con minacce, processi, pestaggi, incendi d’auto ecc…

Più lo scontro politico si accentua, più si intrecceranno queste azioni atte ad intimidire la lotta dei lavoratori della logistica, ma solo l’estensione di questa, l’organizzazione di essa e dei COBAS potrà garantire una maggior difesa agli attacchi posti in atto dal padronato e dai loro sgherri, contro i sindacalisti attivi.

Non ci faremo intimidire!

Un caloroso saluto e una pronta guarigione va a Fabio, uno dei nostri compagni più in vista nelle lotte portate avanti tra gli operai della logistica.

Il S.I. COBAS nazionale

I miracoli della svendita del patrimonio pubblico: l’ideologia liberista e la realtà dei fatti

Inutile stare qui a ricordare la retorica dominante che vorrebbe il processo di privatizzazione dell’economia quale principale strumento per la crescita e la modernizzazione del “sistema paese” e il suo sviluppo economico-sociale. Privatizzare tutto ciò che un tempo era di proprietà dello Stato è assunto, da ormai un trentennio abbondante, quale dogma irrinunciabile di qualsiasi ricetta economica. Soprattutto oggi, dove il ruolo economico dello Stato viene identificato come controllo della politica sull’economia, dunque della “casta” sulle imprese, distorcendo le leggi di un mercato altrimenti perfettamente in grado di regolarsi da sé. Producendo, anche a sinistra, il rifiuto della proprietà statale sui mezzi di produzione economici, in luogo di fantasiose “proprietà comuni” che non siano né private né statali. Niente meglio del processo di privatizzazione dell’economia italiana dagli anni novanta ad oggi sintetizza bene il fallimento di questa linea politica. E niente meglio della privatizzazione della rete autostradale riesce a racchiudere una serie di ragionamenti altrimenti astratti o esclusivamente teorici. Continua a leggere »

Roma, AMA, Manlio Cerroni

Roma e Manlio Cerroni intrecciano le loro strade senza soluzione di continuità. Dall’interno e dal vivo delle lotte AMA, un nostro contributo, un contributo operaio di chi ogni giorno vive sulla propria pelle le politiche dei tagli e delle “revisioni della spesa”, sulle vicende che hanno portato all’arresto del monnezzaro più famoso d’Europa, parte di quella politica cittadina indistintamente di destra e di sinistra a seconda di chi promette maggiori guadagni.

Già in un post passato avevamo parlato di questo personaggio alla ribalta che oggi ritroviamo sulle pagine di tutti i quotidiani. Manlio Cerroni, l’avvocato, il monopolista, il “benefattore di Roma” come amava definirsi, il “re della spazzatura romana” per i media nazionali, il “supremo”come lo chiamava invece la sua losca cricca. Uomo apolitico o meglio incolore, minimalista nel look, amico intimo di Alberto Sordi, con quel fascino di andreottiana memoria. Il detentore della più estesa, contestata, sanzionata, maledetta discarica d’Europa. L’uomo che ha tenuto in scacco qualsiasi amministrazione comunale di qualsivoglia colore senza eccezioni, da sempre. Continua a leggere »

Ciao Mario, proletario per sempre

Il nome e la faccia di Mario “der Coc” forse non diranno nulla a chi non è di Roma e a chi non ha vissuto in questi anni le battaglie dei movimenti di lotta per la casa. Per noi invece rappresenta quella Roma che davvero non c’è più, quella Roma proletaria, borgatara, e allo stesso tempo profondamente “compagna”, istintivamente comunista, dalla parte dei più deboli nonostante tutto. Mario ha vissuto parte della sua vita militando nella lotta per la casa, animando, con la sua capacità organizzativa tipica di chi viene dal popolo, uno dei movimenti di lotta di questa città, il Comitato Obiettivo Casa. Era un nostro amico, un nostro compagno. Un proletario di quella generazione uscita dal dopoguerra che aveva molto da perdere e infatti molto ha perso nelle vicessitudini della vita, una vita di strada con tutte le sue contraddizioni e sempre senza lieto fine. Fino all’ultima estenuante malattia, che lentamente lo ha debilitato nel fisico ma non nella mente e nell’umanità di un compagno che sapeva di morire ma non per questo non participava alle lotte cittadine. E’ morto abitando nella sua stanza occupata, lui che nella vita ne aveva occupate a centinaia, a migliaia, sempre per gli altri, per quei proletari che come lui non riuscivano a pagare affitti o mutui. E allora non possiamo che rendergli omaggio così, dedicandogli quel poco di visibilità che può garantire questo piccolo blog. Ciao Mario. La tua lotta è la nostra lotta.

I funerali si terranno oggi, sabato 11 gennaio, a via del mortaro 24, angolo piazza Chigi, alle ore 10.00

E venne il giorno…

Neanche il tempo di appassionarci alla prossima farsa elettorale e subito si scoprono le carte delle alleanze e degli obiettivi politici di alcuni noti attori dei circo politico. Roba da non curarsene, se non fossero proprio quei soggetti a cui qualcuno, dalle nostre parti, voleva delegare il voto e la propria rappresentanza. A dire il vero, è già qualche tempo che anche i più scafati teorici dell’antiberlusconismo di movimento hanno capito di essere fuori posto e fuori dalla storia. Fino ad un certo punto, però. Ancora recentemente ricordiamo gli inviti a votare Ingroia e la sua “rivoluzione civile”, ed è utile ricordarlo oggi che esce un libretto a quattro mani, fra il nostro rivoluzionario e Caselli, dove una parte importante del testo è destinata a giustificare la repressione in val di Susa. Si, proprio l’ex magistrato che voleva farsi nuovo paladino contro la ca$ta e lottare per i “benicomuni”,  oggi pubblica un libro in cui si ammette la giusta repressione della resistenza piemontese contro l’alta velocità. Buono a sapersi. Il problema è che, come sempre, l’importante era rendersene conto prima, non dopo l’ennesimo insuccesso elettorale, forti del senno di poi della corsa ad attaccare colui che fino al giorno prima ci veniva invitato a votare. Continua a leggere »