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metropoli_e_periferie_2016-05-23

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ACCADEVA OGGI…

25 May :
1944 Fallisce l'Operazione Rösselsprung con cui i nazisti intendevano eliminare Josip Broz Tito, leader della resistenza jugoslava.

STATS

L’idea di sinistra del popolo di Repubblica

Si sa, agosto è il mese del disimpegno, e niente meglio di un bel sondaggione estivo su internet ravviva la poche riserve cerebrali consumate dall’afa e dalle creme doposole. Qualche tempo fa le curiosità mondane avrebbero riguardato l’ultimo flirt della velina o del calciatore di turno. Oggi il quizzone estivo di Repubblica concerne nientemeno che l’idea di sinistra e le parole per descriverla. Segno dei tempi, la sinistra è divenuta evidentemente una simpatica curiosità a metà fra il gossip e il divertimento. Continua a leggere »

Elisabetta Teghil: Aspettando Godot

Riceviamo e pubblichiamo, in ritardo ma con molto piacere, un contributo di Elisabetta Teghil sull’abbandono dell’antimperialismo da gran parte della sinistra italiana. Il contributo è già stato pubblicato su sinistrainrete.info.

 

di Elisabetta Teghil

Sto facendo mente locale sul perché mi è sfuggita la notizia che verso la fine di giugno 2009 c’è stato un colpo di Stato in Honduras. Evidentemente in quei giorni non devo aver letto il giornale! Ho cercato, sia pure in ritardo, di informarmi sul fattaccio.

Ho letto che in Sudamerica ci sarebbero due potenze imperialiste, il Brasile e l’Argentina, che si affiancherebbero a quella tradizionale che sono gli USA e mi sono detta “poveri latino-americani” non bastava la dottrina Monroe con il principio che l’America Latina era il cortile di casa, adesso ci si sono messi anche l’Argentina e il Brasile! Continua a leggere »

Il misterioso legame tra femminicidio e movimento No Tav

Approfittando della calura estiva, che rende tutti un po’ più disattenti, giovedì scorso il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge – che, in quanto tale, è immediatamente attuativo, anche se dovrà essere approvato dal Parlamento entro 60 giorni – intitolato «Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province». Tale decreto, il cui testo completo non è ancora stato reso noto (vedi) ma di cui è stata diffusa una sintesi, costituisce un vero e proprio «pacchetto sicurezza» che, come i suoi illustri predecessori, è stato presentato all’opinione pubblica sotto tutt’altra veste. Continua a leggere »

Campagna per l’amnistia sociale: un’adesione “critica”

 

Il Collettivo Militant ha deciso di aderire alla campagna politica per l’amnistia sociale, lanciata dall’Osservatorio sulla repressione e da molte altre strutture politiche e di movimento. Non nascondiamo che si tratta, nel nostro caso, di una adesione critica, espressa per due ordini di motivi: 1) ogni tentativo volto a far uscire dalle misure restrittive di diverso tipo i compagni e le compagne impegnati nelle lotte sociali trova il nostro appoggio; 2) è importante esprimere un segnale di controtendenza rispetto alle attuali linee della repressione che, come accade in ogni democrazia liberale, colpiscono chi si contrappone al dogma della proprietà privata, alla consuetudine della speculazione contro il territorio, alla instancabile tendenza alla privatizzazione dei beni comuni, al taglio del welfare e dei servizi, al restringimento di tutti i diversi tipi di salario, all’inevitabilità del lavoro privato e semi-schiavistico. Detto questo – e applauditi i compagni e le compagne che si pongono il problema di segnare un punto a sfavore delle suddette tendenze – non nascondiamo alcuni dubbi.

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Quel passo in avanti che fa il cammino…

Sorprenderà forse che scriviamo solo oggi, a quasi una settimana dall’evento, quando i compagni arrestati la notte tra venerdì e sabato scorso in Valle sono già tornati a casa loro, per quanto continuino a essere privati della loro libertà. Ma scriviamo oggi, anche se molti (ottimi) contributi sono stati già pubblicati, perché pensiamo comunque che sia importante che tutti i compagni e tutte le compagne dicano la loro sugli eventi dello scorso fine settimana, e che lo facciano anche a mente più fredda, non spinti dall’emergenzialità dettata dai ferimenti e dagli arresti dei compagni, di fratelli che, come nel caso di Piero e Matthias, sono anche coloro con cui lottiamo fianco a fianco nella nostra città. Continua a leggere »

Elisabetta Teghil: Imperialismo e antiamericanismo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un nuovo contributo di Elisabetta Teghil.

 

di Elisabetta Teghil

 

“Se si volesse dare la definizione più concisa possibile dell’imperialismo si dovrebbe dire che l’imperialismo è lo stadio monopolistico del capitalismo. Tale definizione conterrebbe l’essenziale”

Lenin, L’imperialismo come fase suprema del capitalismo

 

Per Lenin, l’imperialismo non è altro che la fase monopolistica del capitalismo. Non è la dimensione dell’impresa e la sua collocazione, ma le sue capacità di essere monopolio che fa l’imperialismo. Continua a leggere »

Aux armes, citoyens, Formez vos bataillons!

Nel suo 224° anniversario, riviviamo l’assalto al cielo del popolo francese tramite uno stralcio di quei giorni narrati da Victor Hugo nel suo “Novantatrè”, ancora oggi il libro che più di ogni altro riesce a rievocare le sensazioni e le emozioni vive della rivoluzione. Di ogni rivoluzione.

Parigi, 1793

Si viveva in pubblico; si mangiava su tavole apparecchiate fuori dell’uscio; le donne, sedute sulle gradinate delle chiese, facevano filacce cantando la “Marsigliese”; il parco Monceau e il Lussemburgo erano piazze d’armi; a ogni crocevia c’erano armaioli che lavoravano a tutto andare, fabbricando fucili sotto gli occhi dei passanti, che battevano le mani; sulle bocche di tutti, non si udivano che queste parole: “Pazienza. Siamo in tempo di rivoluzione!”. Tutti sorridevano eroicamente. Tutti andavano a teatro come ad Atene durante la guerra del Peloponneso; sulle cantonate si leggevano manifesti di questo tenore: “L’assedio di Thionville” – “La madre di famiglia salvata dalle fiamme” – “Il circolo degli Spensierati” – “Giovanna, la maggiore delle papesse” – “I filosofi soldati” – “L’arte di amare al paese”. I tedeschi erano alle porte; correva voce che il re di Prussia avesse fatto prenotare alcuni palchi al teatro dell’Opera. Tutto era spaventevole e nessuno era spaventato. La tenebrosa legge dei sospetti, delitto di Merlin di Douai, rendeva visibile la ghigliottina al di sopra di ogni testa. Un procuratore, chiamato Séran, denunciato, aspettava che andassero ad arrestarlo, in veste da camera e in pantofole, suonando il flauto alla finestra. Nessuno pareva aver tempo. Tutti si affrettavano. Non un cappello che non avesse una coccarda. Le donne dicevano: “Siamo belle sotto il berretto rosso”. Continua a leggere »

Ancora sulla Sanchez, i “dissidenti” e i dissociati…

Alcuni “fattarelli” dei giorni scorsi ci spingono a tornare sulla tournee italiana di Yoani Sanchez, sulla contestazione con cui l’accogliemmo in quel di Perugia e sulle polemiche e le dissociazioni (sic) che ne seguirono. Se lo facciamo non è per toglierci i sassolini dalle scarpe, anche se confessiamo di averne avuto gran voglia, ma per provare a riflettere sull’efficacia di alcune forme di contestazione e di agitazione politica. Continua a leggere »