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18 October :
1979 - Franco Piperno, leader di Autonomia operaria, viene estradato dalla Francia e rinchiuso nel carcere romano di Rebibbia

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Consigli (o sconsigli) per gli acquisti: “Fuga dalla storia?” di Domenico Losurdo, ovvero: divergenze tra il compagno Losurdo e noi

 

Sebbene uscito nel 1999, scopriamo oggi un testo di Domenico Losurdo nella nuova edizione datata 2012, rivista e ampliata dall’autore. Colpevolmente in ritardo, decidiamo comunque di recensirlo soprattutto per la stima che proviamo verso uno dei rari studiosi, appartenenti al sistema universitario ufficiale, non piegati alle retoriche dominanti e alle mode accademiche del momento. Con una coerenza che gli fa onore, Losurdo ha col tempo mantenuto dritta la barra dell’antimperialismo, con la sua produzione teorica e la sua attività politica. Nonostante questo, non nascondiamo lo stupore per certe tesi avanzate nel presente testo, e nel recensirlo non possiamo che catalogare tale libro fra gli “sconsigli” per gli acquisti. Continua a leggere »

GLS: una nuova vittoria per i lavoratori della logistica

Le lotte della logistica degli ultimi anni hanno dimostrato molto a chi lotta fuori e dentro i posti di lavoro, ma soprattutto a chi aveva ancora dubbi sul senso e l’importanza di riportare al centro del dibattito politico le questioni del lavoro.

Prima ci hanno mostrato le cose negative: la possibilità di perdere, di essere licenziati, di subire ripercussioni, di essere denunciati o picchiati da forze dell’ordine e guardaspalle dei caporali, di vedere i crumiri lavorare al proprio posto, di assistere ai sindacati confederali che si appropriano di vittorie ottenute da altri o che provano a distogliere i lavoratori dalla lotta per collaborare coi padroni, di rendersi conto che le condizioni accordate non sono rispettate, di vedere i compagni di scioperi e blocchi allontanarsi sfiduciati o comprati dai capi con qualche promessa di condizioni migliori. Continua a leggere »

Il golpe ucraino: un passo avanti per il polo imperialista europeo

 

La settimana appena trascorsa ha segnato una tappa epocale non solo per la storia recente dell’Ucraina, ma forse per l’intero progetto di costituzione del nuovo polo imperialista europeo così come, già da tempo, lo stiamo definendo e man mano tratteggiando. Ma la novità più rilevante (e che ha determinato l’esito di questo sanguinoso braccio di ferro) è l’affollamento di attori internazionali che hanno assunto giorno dopo giorno un peso specifico di rilievo. Il problema, tuttavia, è stato quello di riuscire a distinguere cosa stesse effettivamente accadendo; un problema che, come già avvenuto in occasione delle rivolte libiche e siriane, ha interessato la variegata galassia della sinistra (o pseudo tale), impantanata in una atavica incapacità di leggere oltre le ricostruzioni propinate dai media mainstream di casa nostra. Ancora una volta sembra essere mancata un’analisi d’insieme che fosse in grado di scardinare la metodica lettura binaria del bene/male e del buono/cattivo. Ancora una volta, soprattutto, si è caduti nell’errore di simpatizzare aprioristicamente per una forma di ribellione di piazza, indipendentemente da quelli che poi si sono verificati essere i veri coordinatori della protesta di piazza Maidan. Pregna della peggior retorica sulla rivolta generazionale e schiacciata sul semplicismo di non voler essere annessa all’influenza (prima di tutto commerciale) della Russia, la rivolta ucraina è stata inquadrata nelle vesti più comode di una cittadinanza vogliosa di decidere sul proprio futuro, da disegnare secondo i canoni di democrazia e libertà del vicino Occidente targato UE. Continua a leggere »

Imparare dal nemico

Chi ci legge con una certa assiduità sa benissimo cosa pensiamo di Grillo e del suo “movimento”. In sintesi, quello che ne pensano i Wu Ming: un movimento poujadista, trasversale, sempre più legato al mondo della piccola imprenditoria commerciante, con venature xenofobe e intriso di anarco-capitalismo selvaggio tipico di certe correnti tea party nordamericane. Un movimento che in questi anni è servito come camera di decompressione di alcune istanze del movimento di classe, depotenziandole e inserendole in un frame liberista, antistatale e pacificato (ad esempio, qui). Bene, fatta questa premessa doverosa, non possiamo negare però la capacità di Grillo nel saper sottomettere agli interessi del M5S alcune dinamiche del mondo dell’informazione, una straordinaria capacità mediatica di saper fare opposizione, di farsi percepire dalla gente quale unica vera opposizione al sistema politico-economico presente in Italia e in Europa. Continua a leggere »

Il Re è nudo – la lotta No Tav ricordando Valerio Verbano

Ci prepariamo ad un’altra mobilitazione nazionale contro il TAV e contro la repressione di tutte le lotte sociali: dopo gli arresti del 9 dicembre contro alcuni NO  TAV accusati di terrorismo, la recente repressione poliziesca capitolina, a seguito della quale vari compagni sono sottoposti a misure cautelari oltre a ben 7 arrestati dopo la giornata di lotta del 31 Ottobre, ribadisce l’urgenza di questa mobilitazione sia su scala cittadina che su scala nazionale. Oggi, 22 Febbraio, è sicuramente un giorno molto particolare, in cui ricorre l’anniversario dell’uccisione per mano fascista di Valerio Verbano. Da qui la scelta delle strutture di movimento che tradizionalmente organizzano quella giornata di inserirla all’interno della mobilitazione nazionale contro il TAV e per la liberazione dei prigionieri.

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¡ Vamos a limpiar el Venezuela de fascistas!

 

Non ce vonno sta’. Il commento non è molto elegante, ma rappresenta al meglio la situazione in Venezuela da quasi un anno a questa parte: le oligarchie venezuelane, legate alle multinazionali e agli Stati imperialisti, speravano nella morte di Hugo Chávez per riprendersi il Venezuela. Nella loro lettura del contesto venezuelano, solo il carisma (e la capacità di intimidazione) del Comandante Chávez avevano condotto la Repubblica bolivariana fuori dal neoliberismo (che ha avuto nel Latino America la sua culla privilegiata). Tolto Chávez – vittima di una strana epidemia di tumore che ha colpito molti leader anticapitalisti nel Latino America – il Venezuela si sarebbe riallineato alla banda di briganti amica di Hillary Clinton. Questa era la lettura statunitense. Una lettura sbagliata, come spesso succede. Come quando, nel 1961, gli Usa fecero precedere l’invasione della Baia dei Porci dal lancio di armi con le quali, nella speranza di Eisenhower e Kennedy, i contadini si sarebbero rivoltati contro Fidel. Finì con i contadini che usarono quelle armi per bloccare l’avanzata dei mercenari Usa, finì con “c’erano dei porci in una baia”. Continua a leggere »

La discriminazione cerebrale della Lega Calcio

 

Anche i distinti sud dello stadio Olimpico sono stati raggiunti dall’assurdo provvedimento che identifica i cori di scherno verso i tifosi e la squadra avversaria come forma di razzismo. Questa volta però sotto accusa non ci sono i soliti “cento teppisti” appartenenti alle curve, ma un diverso settore dello stadio, per di più applaudito dal resto delle serissime tribune colme di profonda coscienza antirazzista. Tutto ciò non ha minimamente turbato la campagna repressiva del giudice sportivo e dell’apparato mediatico che lo manovra, volto ancora una volta a distinguere le mele marce (i tifosi delle curve), dal resto della cittadinanza pacifica e sportiva (il resto dello stadio). Continua a leggere »

GLS? General Logistics STRIKE!

Questa notte a Castel di Leva, appena fuori Roma, abbiamo partecipato ai picchetti organizzati dai lavoratori della GLS; lavoratori che da alcuni mesi sono in lotta per il rispetto del contratto nazionale con la Cooperativa “Tre Assi”, consorziata con la MT Trasporti che a sua volta – nell’ingarbugliato intreccio di appalti e contrappalti – ha un contratto con la DFS Trasporti (ovvero il partner con cui opera in franchising la GLS). Mai come in questi giorni, a nostro giudizio, è stato necessario essere presenti per dare una risposta concreta, collettiva, determinata, dopo i gravi fatti di inizio settimana. Continua a leggere »

Cosa si muove nel palazzo

La sostituzione di Letta con Renzi in realtà cambia poco del quadro generale in cui ci troviamo. Le dinamiche economiche e politiche che hanno portato al fallimento del governo Letta sostenendo la candidatura di Renzi sono le medesime che prima avevano sostenuto Letta stesso, e ancor prima Monti, e che da anni promuovono l’operato di Napolitano quale estremo tutore del progetto europeista neo-liberale. Insomma, dovremmo stare attenti a leggere in ogni cambio di facciata del “palazzo” un cambiamento di fase o una nuova strategia politica. Ciò che si muove in superficie è fatto proprio per celare ciò che avviene in profondità. Continua a leggere »

Riflessioni sul voto svizzero: i limiti di una lettura razzista e l’esigenza di una riposta internazionale di classe

Torniamo nuovamente sul voto svizzero dello scorso 9 febbraio e lo facciamo con il contributo a firma dei compagni e delle compagne del Collettivo Scintilla (Ticino). Un contributo interessante perché evidenzia, a nostro avviso, come il caso svizzero sia meglio comprensibile se guardato da un punto di vista più ampio (e di classe), capace di tenere dentro la discussione la complessità dei rapporti tra la Confederazione svizzera e l’Unione Europea. A loro vanno i  nostri ringraziamenti per il contributo; buona lettura!

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RIFLESSIONI SUL VOTO DEL 9 FEBBRAIO : I LIMITI DI UNA LETTURA RAZZISTA E L’ESIGENZA DI UNA RISPOSTA INTERNAZIONALE E DI CLASSE

Il 29 novembre 2009, gli elettori svizzeri accettavano l’iniziativa popolare : “Contro la costruzione di minareti”. Questa iniziativa, destinata ad avere ampio risalto nelle testate giornalistiche di tutta Europa, iscriveva nella Costituzione Federale l’esplicito divieto di edificazione delle caratteristiche “torri” dalle quali i muezzin sono soliti chiamare alla preghiera i fedeli mussulmani. All’epoca della votazione esistevano in Svizzera, ed esistono tuttora d’altronde, quattro moschee provviste di minareto, nessuna delle quali eseguiva appelli pubblici alla preghiera. Continua a leggere »