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ACCADEVA OGGI…

26 April :
1937 Gli aerei tedeschi della legione Condor, alleati dei franchisti, bombardano la cittadina basca di Guernica provocando un massacro che sarà poi immortalato nell'omonimo quadro di Pablo picasso.

STATS

Note a margine sul Benigni ultima versione

Lo spettacolo di Benigni andato in onda lunedì scorso è solo l’ultimo di una lunga serie inaugurata dal comico qualche anno fa. Il nuovo Benigni, abbandonando Dante e gli sberleffi a Berlusconi, si è riproposto come comico nazional popolare, magnificatore dell’unità d’Italia, del sano patriottismo democratico, del tricolore, dell’inno di Mameli e delle istituzioni dello Stato repubblicano. Un cambiamento di prospettiva alquanto decisivo, soprattutto perché, per esclusivo interesse politico contingente – nel concreto la polemica annosa contro il cosiddetto “forzaleghismo” – sta contribuendo a sdoganare dei temi e delle retoriche assolutamente pericolose, da maneggiare con estrema cura e con grande perizia. Tutte cose che il comico toscano non fa nei suoi spettacoli. Da tre anni il Nostro ha preso ad esaltare il sano nazionalismo popolare, contrapponendolo alle retoriche centrifughe della Lega e del berlusconismo antistatale. Così facendo, però, per una sterile polemica politica attuale, è riuscito a (ri)sdoganare a sinistra il nazionalismo italiano e la coscienza patriottica. Oggi come oggi, il frame più abusato è che le forze coscientemente nazionaliste e attaccate ai valori dello Stato sono quelle di (centro)sinistra, contrapposte a una destra antistatale e antipatriottica. Se questo restasse esclusivamente nel campo della polemica politica di palazzo, ce ne faremmo una ragione. Il problema è che grandi fasce popolari si sono fatte conquistare da questa retorica, tanto che oggi mettere un tricolore alla finestra, esporlo alle manifestazioni e in altro modo è divenuto un simbolo politico da ostentare, ma ostentandolo da sinistra contro le forze politiche di destra. Continua a leggere »

Benigni ti volevamo bene.

Ieri sera è definitivamente scomparso Roberto Benigni per come lo conoscevamo. Il guitto toscano, un tempo materiale, osceno, rabbioso, era da tempo affetto da una malattia cronica che ne ha progressivamente minato il corpo e lo spirito trasformandolo in un sessantenne melenso e retorico: il conformismo piddino. Continua a leggere »

Ganò Venezuela

Nella pressochè totale indifferenza dei media nostrani domenica scorsa si sono svolte in Venezuela le elezioni amministrative per il rinnovo dei 23 governi regionali. Si è trattato di un passaggio estrememente importante e delicato per il processo bolivariano perchè ne saggiava il radicamento territoriale subito dopo l’investitura di Maduro da parte di Chavez come suo possibile successore. Continua a leggere »

Devono pur guadagnarsi la pagnotta. Comunicato

da csoaskatasuna.org

Per la seconda volta in un mese, la Questura di Torino costruisce una nuova operazione giudiziaria che durerà giusto  lo spazio di qualche settimana ma che nel frattempo confinerà in casa alcuni compagn* noti per la loro generosità nelle lotte sociali. L’obiettivo:  metterli temporaneamente fuori gioco e, già che ci sono,  godersi piccole vendette personali per smaltire le figure di merda accumulate nelle ultime scadenze di piazza.

A questo è ridotto l’istituto giuridico in questo paese: l’opposizione sociale si giudica ormai prima del processo, col generoso utilizzo di strumenti cautelari (leggi: preventivi) che limitano fortemente la libertà dei singoli nella (vana) illusione di fermare opzioni collettive di organizzazione senza passare per gli istituti della rappresentazione/mediazione sociale (partiti, sindacati, associazionismo e consorterie varie). È questo che fa paura ai tutori dell’ordine e ai loro mandanti sopra elencati (quelli che decidono la nomina di un direttore delle Asl, quali ospedali chiudere, quali appalti dare e a chi, quali poliziotti faranno carriera): che le nuove generazioni senza futuro pensino e si organizzino di conseguenza, mettendo in discussione lo status quo. È cosi che il dott. Ferrara diventa Cavaliere del Lavoro e il dott. Petronzi  Cavaliere della Repubblica: servendo i  poteri  forti, obbedendo a una Procura che più politica di così non si può, facendo sempre bene attenzione a ci si pestano i piedi. Non riscontriamo tanta efficienza nella prevenzione della criminalità organizzata, delle frode fiscali, delle speculazione immobiliari… la lista delle incapacità sarebbe troppo lunga.

I fatti contestati risalgono al primo maggio scorso, quando durante la consueta sfilata del Primo Maggio, quei partiti e quei sindacati da decenni impegnati nel ridurre quella giornata a sfilata di bandiere e apparati, furono fatti oggetto di contestazione non solo dei soliti facinorosi ma da una larga fetta di popolazione torinese che quel giorno schiumava di rabbia per le condizioni di vita cui sono stati ridotti da un decennio e oltre di amministrazione PD.
Il Pm mandante degli arresti è il dott. Rinaudo,  noto per le frequentazioni col sig. Moggi di Calciopoli (cosa non si fa per due biglietti gratis per la partita!) e per aver ordinato la confisca dei sacchi a pelo colpevoli degli occupanti della Pantera (1990). Massimo Numa scrive su La Stampa online che “durante il corteo sindacale, ci furono tentativi di aggressione e di violenza nei confronti di militanti di altre organizzazioni di sinistra”. Nei  verbali consegnati agli indagati si legge che gli antagonisti avrebbero addirittura tentato di impedire il corteo del 1 maggio!! Essere condannati o manganellati perché tentiamo di impedire un corteo di Forza Nuova lo assumiamo come conseguenza naturale della nostra identità politica, impedire un corteo del 1 maggio è un’accusa che trasuda infamia e che rinviamo ai mittenti.  Sempre sui verbali della Procura leggiamo che la “colpa” dei nostri compagni è di aver partecipato ad un corteo che aveva anche l’obiettivo di contestare il sindaco Fassino in quanto rappresentante di quella parte politica favorevole all’Alta Velocità. Cosa si configura? Il reato di lesa maestà o quello di essere No Tav? Quando diciamo che questa Procura è molto politica non ci sembra proprio di esagerare…

Cosa ci ricordiamo noi dell’ultimo Primo Maggio?
Una piazza intera che non dà tregua al “primo cittadino”: maestre d’asilo che si ritrovarono improvvisamente licenziate,  lavoratori e lavoratrici delle cooperative sociali da mesi senza stipendio,  vecchi militanti del Pci o del sindacato disgustati dalle derive delle loro organizzazioni di riferimento, ex-operai in pensione che ci raccontavano “sto ancora aspettando che quel pezzo di m…. di Fassino venga in fabbrica”, studenti presi a calci per aver fischiato i mammasantissima del PD, un migliaio di persone recarsi sotto il Comune e caricati, per aver osato appendere una bandiera Notav che ricordava i compagn in galera (sempre cautelare), tre braccia rotte refertate in ospedale (1 mese, non i  3 gg delle forze dell’ordine che si inventano ogni volta!) e soprattutto un Fassino umiliato e perseguitato dai suoi cittadini, un sindaco che non fu neanche in grado di terminare il proprio discorso (scena ripetutasi nei mesi seguenti in molte occasioni pubbliche: stadio, concerti ecc).
Per vendicarsi dello smacco, oggi vengono colpiti 14 giovani. Come dicevamo, questorini e digos devono guadagnarsi la pagnotta. Giornalisti vari anche. Provino magari  farlo un po’ più onestamente, se ne sono in grado. I materiali in Rete abbondano. Non ci crediamo molto ma tant’è.
Noi continuiamo a stare là dove continuerete a trovarci: nelle lotte, in città e in valle, in università, nelle scuole e in tutti quei luoghi dove la gente comune inizia ad alzare la testa, stufa di un presente di miseria.
Ai nostri posti ci troverete!

NETWORK ANTAGONISTA TORINESE
Csoa Askatasuna, csa Murazzi, coll. universitario autonomo, koll. studenti  autorganizzati

il cor(ro)sivo della Militant

Da giorni, tanto a livello italiano quanto europeo, l’establishment economico-politico sta chiedendo a Mario Monti di “scendere in campo” in vista delle prossime elezioni. La ragione sarebbe quella di non sacrificare al populismo antieuropeista “quanto fatto di buono fin qui” nella lotta contro il debito pubblico che “strangola la nostra economia”. Ma se i criteri fossero davvero questi  il nostro professore dovrebbe ritirarsi a vita privata. Eppure di corsa. Infatti nell’ultimo anno il debito non solo è salito in termini percentuali rispetto al PIL (126%), ma è cresciuto anche in termini assoluti (2014 miliardi di euro ). Continua a leggere »

Le cose che non quadrano

 

Va bene, il ritorno di Berlusconi sulla scena politica è una di quelle notizie a metà fra l’esilarante e il tragico che fatichiamo effettivamente a comprendere. Perché va bene ogni tipo di analisi politica, strutturale  e non relegata alle rappresentazioni mediatiche della realtà, ma l’eterno ritorno dell’impresentabile dice molto della condizione politica che sta vivendo il palazzo in questo momento. Però ci sono molte cose che non quadrano, e non può essere il semplice rigetto “di pancia” al berlusconismo a nascondercele. Continua a leggere »

Nelle peggiori librerie d’Italia

 

Qualche mese fa ci sobbarcammo il tentativo di organizzare un seminario sulla nuova composizione sociale che le trasformazioni produttive del capitalismo andavano producendo. Un seminario che non servisse solo da analisi di una determinata situazione, ma che ponesse subito sul terreno delle proposte pratiche di un possibile processo di ricomposizione, lontano sia dal settarismo di una certa sinistra (micro)comunista, sia dalle smentite teorie post-marxiste di moda in questi ultimi anni. Le date simboliche del 14 dicembre 2010 e del 15 ottobre 2011 erano passate apparentemente invano, fulmini a ciel sereno che non trovarono, e non trovano ancora adesso, nella sinistra antagonista quelle soggettività politiche capaci di intercettare, almeno in parte, la nuova composizione sociale che si era espressa in quelle giornate. E che ancora, in maniera scollegata e spontanea, si va esprimendo da diverso tempo senza che però questa sia in grado di produrre un qualsiasi avanzamento del panorama politico di movimento. Continua a leggere »