INFOSHOP AUT-LET

Il vostro carrello è vuoto
Visitate il negozio

APPUNTAMENTI

PAGINE FACEBOOK: MILITANT


Collettivo Militant

NOI SAREMO TUTTO


Rete Nazionale

MILITANT AUT-LET


Infoshop

ACHTUNG BANDITEN


Festival Antifascista

SOCIAL

pagina twitter Profilo Twitter pagina twitter Canale Youtube abbonati alle notizie Rss Feed Rss

STATS

CAMPAGNE

Morire di fame o morire di tumore… this is the question

Perdere il lavoro, per quanto di merda. Perdere la casa e regalarla alla banca con cui hai acceso il mutuo. Perdere la possibilità di immaginare un futuro per te e la tua famiglia in una regione in cui questa parola ha sempre avuto poco senso. Insomma, morire di fame, adesso. Oppure morire di tumore fra qualche anno. E’ questo il dubbio tutt’altro che amletico che ci pone la vicenda dell’Ilva di Taranto. Un dubbio che all’interno del quadro delle compatibilità capitalistiche non potrà essere sciolto. Sappiamo bene quanto questo ragionamento possa apparire astratto di fronte alla durezza del contingente, perchè con le idee non ci riempi il piatto. Almeno finchè non diventano forza materiale.  Avevamo pensato di dire la nostra sulla mobilitazione operaia di Taranto, una lotta con cui non possiamo che essere solidali, ma girando in rete abbiamo trovato questo post sul sito Operai Contro che ci pare estremamente efficace oltre che condivisibile, per cui ve lo riproponiamo.

CHE COSA SUCCEDE ALL’ILVA DI TARANTO?

Lo stabilimento siderurgico di Taranto è una bomba a cielo aperto. Lo è sempre stato, da oltre mezzo secolo, da quando negli anni ’50 polizia e carabinieri sgomberarono con la forza centinaia di contadini poveri dagli oliveti e mandorleti espropriati per fare posto alla tomba industriale di centinaia di operai e di proletari dei quartieri più vicini. Continua a leggere »

Siempre en 26

Il 26 luglio del 1953 la “generazione del centenario” tenta l’assalto alla più importante caserma di Santiago de Cuba, il Cuartel Moncada. Il tentativo di insurrezione fallisce, molti rivoluzionari vengono uccisi, torturati e arrestati dagli sgherri della dittatura batistiana. Tra le maglie della repressione cade anche il leader degli insorti, Fidel. Poteva essere la fine ma la storia ha dimostrato che fu solo l’inizio. Chi vuole… può. Oggi a Cuba è un giorno di festa. Oggi è festa anche per noi.

Carreteras antimperialistas…

Domenica scorsa è morto in un incidente stradale Oswaldo Payà, il “dissidente” cubano preferito dalla socialdemocrazia europea. Subito dopo l’89 in previsione di un crollo che non c’è mai stato ogni frazione della borghesia internazionale immaginava di sedersi al tavolo della spartizione dell’isola e accreditò come proprio referente questo o quel “dissidente”. Los tiburones del libero mercato non avevano però fatto i conti col popolo cubano e con la sua tenace resistenza. Fatto sta che da allora a Payà toccò fare da sponda al PSE e all’UE pur non rappresentando altro che se stesso. Continua a leggere »

Il cor(ro)sivo della Militant

Nello stato più paranoico del mondo un pazzo fa una strage durante la prima del nuovo film di Batman. Era forse un arabo? un islamico? un migrante? un terrorista? No, era semplicemente un nerd a stelle strisce mascherato come il cattivo del film in un paese in cui le pistole le compri al supermarket. Ma non temete, Obama ha ordinato l’invasione di Gotham City.

Dicono i muri

Nonostante sia ormai estate inoltrata, come arriva un po’ di frescura serale e con il favore dell’oscurità, i muri di Roma ricominciano a parlare. Questa volta sussurrano di alcuni compagni che scappano chissà dove alla ricerca della libertà che qui non possono avere e di altri compagni che, ancora una volta, salgono sulle barricate per provare a conquistarsela.

Con Carlo sempre in prima linea…

Libertà l’ho vista dormire nei campi coltivati…/2

Dopo le condanne della Cassazione nei confronti dei compagni che parteciparono alle giornate di Genova del 2001, abbiamo volutamente aspettato prima di commentare. Abbiamo preferito ragionare a mente fredda e guardandoci un po’ in giro. Anzitutto, come abbiamo già fatto, salutiamo con un sorriso di complicità il rifiuto di due compagni – condannati rispettivamente a 13 e 15 anni di galera – di accettare la pena loro inflitta. Che dire…Buona fortuna fuggiaschi! Continua a leggere »

Libertà l’ho vista dormire nei campi coltivati…

 

Sin dall’infanzia, mi sembra di avere sempre avuto, molto netto, il doppio sentimento che doveva dominarmi durante tutta la prima parte della mia vita: quello cioè di vivere in un mondo senza evasione possibile, dove non restava che battersi per un’evasione impossibile

Tanti si sono espressi sulla sentenza della cassazione per i fatti del G8 di Genova. Chi credeva o sperava nella giustizia dello Stato, in una sua clemenza, in un suo ravvedimento postumo, ha dovuto fare i conti con una realtà ben diversa rispetto a come se l’era immaginata.  A mente più fredda anche noi diremo la nostra. Ieri però una bella notizia ha illuminato le nostre giornate, la fuga di alcuni compagni condannati. Non ci resta che augurargli buona fortuna e tanto coraggio. Vento in poppa compagni, e ricordatevi sempre: il nostro giorno verrà!