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ACCADEVA OGGI…

28 April :
1945 A piazzale loreto, Milano, vengono esposti i corpi del dittatore Mussolini e dei suoi sgerri. I partigiani sono costretti a usare gli idranti per disperdere la folla che voleva farne scempio.

STATS

Il 19 ottobre di Noi Saremo Tutto

Dopo una settimana dalle giornate del 18-19 ottobre e la liberazione di tutti i compagni e tutte le compagne arrestati sabato scorso, la rete Noi Saremo Tutto – di cui il nostro Collettivo fa parte – prende parola sulle giornate di mobilitazione.

dal profilo facebook di Noi Saremo Tutto

A quasi una settimana dalla conclusione delle giornate di lotta e mobilitazione dei giorni scorsi ci sembra doveroso provare a fare una valutazione ed un bilancio, seppur parziali, di quanto tali giornate, ed in particolar modo il corteo del 19, abbiano detto. Continua a leggere »

Alcune riflessioni sulla manifestazione del 19 ottobre

Passato qualche giorno, è possibile riflettere con maggiore lucidità sulle mobilitazioni di questo ottobre e in particolare sull’evento principale, la manifestazione di sabato scorso. E’ importante valutare attentamente questa prima fase dell’autunno, perché ci sembra porti con se delle interessanti novità e alcuni storici problemi. Dividiamo perciò in due il ragionamento, partendo dai diversi dati positivi e analizzando successivamente le criticità. Continua a leggere »

19 ottobre… libere tutti, liberi tutte!

Mentre pubblichiamo questo post ci stiamo dirigendo a via della Lungara, sul Lungotevere, all’altezza del carcere di Regina Coeli dove a breve si terrà l’udienza di convalida dell’arresto per 6 compagni e compagne arrestati dopo gli scontri sotto il Ministero dell’Economia lo scorso 19 ottobre.

Nel ribadirgli la nostra incondizionata complicità e solidarietà, vi lasciamo con una lettera di Davide Rosci (compagno ancora in carcere per i fatti del 15 ottobre 2011) che ci è giunta in questi giorni. Una lettera che Davide ha scritto partendo dall’adesione alla campagna per Enrico Triaca (il cui epilogo giudiziario si è consumato martedì 15 ottobre a Perugia), ma in cui ha poi speso parole e riflessioni sulla lotta alla repressione di Stato e sull’invito ad una ricomposizione di classe che non lasci nessuno e nessuna in mano ai nostri carcerieri. Crediamo che, in attesa dell’udienza di stamane, sia il modo migliore per testimoniare la nostra parzialità di giudizio.

LA LOTTA DI CLASSE NON SI PROCESSA!

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19 ottobre.. noi saremo tutto

La due giorni di mobilitazione contro l’austerity si è chiusa in maniera positiva e viste le premesse il risultato non era affatto scontato. Ci pare forse un po’ troppo presto per parlare della nascita di un “blocco sociale antagonista” ma è indiscutibile che la dimensione qualitativa del corteo, prima ancora che quella meramente quantitativa, rappresenti il tratto più significativo su cui provare a ragionare nei prossimi tempi. Altre volte infatti avevamo visto sfilare per le strade di Roma cortei magari numericamente anche più imponenti degli oltre 60mila di sabato, ma erano spesso manifestazioni in cui si percepiva una sorta “isolamento sociale”, di una “autoreferenzialità” subita. Continua a leggere »

La lotta è di classe

Assoluzioni, verità e torture di Stato…

«Revoca la sentenza di condanna limitatamente al reato di calunnia e assolve Triaca Enrico dal reato di calunnia perché il fatto non sussiste. Ordina la trasmissione degli atti alla Procura di Roma per quanto di competenza per la posizione di Nicola Ciocia. Ordina l’affissione della sentenza per estratto presso la Casa comunale di Roma. Ordina la pubblicazione della sentenza per estratto sul quotidiano Repubblica».

Con questa formula ieri il Tribunale penale di Perugia ha emesso la sentenza che rende merito alla giusta battaglia (legale e delle idee) portata avanti da Enrico Triaca e dal suo collegio difensivo, formato da Claudio Giangiacomo e Francesco Romeo. Per chi, come noi, ha preso parte alla campagna “La tortura è di Stato! Rompiamo il silenzio!” è un grande successo essere riusciti a rompere il muro dell’omertà su un fatto di tale portata. Come abbiamo più volte detto e ribadito nel corso di questo mese abbondante in cui è decollata la campagna, il caso di Enrico assumeva (e assume ancor più oggi) una valenza altamente simbolica proprio perché di fattispecie come questa è costellata la storia dello scontro di classe che animò tutti gli anni ’70. Continua a leggere »

Amnistia e indulto: perchè sì

Aggio passato na vita aret’ ‘e sbarre, ma queste di Poggioreale sono le più infami. La leggenda racconta che l’ingegnere che ha progettato quest’Alcatraz al centro di Napoli, si è impiccato, quando il figlio fu rinchiuso qui dentro. Pure se non è vero, qualcosa vuole dire. Nessuno sa quello che succede veramente qua dentro, tranne i carcerati e le loro famiglie. Tutta gente che non tiene voce. Ogni tanto sui giornali fanno il conto dei suicidi e per un attimo qualcuno apre gli occhi, intuisce qualcosa. Ma li richiude subito dopo. Il tempo di un articolo in terza pagina e di una proposta di amnistia. (p. 131)

 

È questo uno dei passaggi più significativi di Non mi avrete mai (Einaudi, 2013), libro autobiografico in cui Gaetano Di Vaio, affermato produttore del cinema indipendente italiano con un lungo passato criminale alle spalle. Un passato che lo ha portato a trascorrere diversi periodi di tempo come “ospite” tanto del carcere di Poggioreale quanto della comunità di recupero per tossicodipendenti di San Patrignano: una realtà, quest’ultima, che descrive come di gran lunga peggiore e più disumanizzante di quella della prigione. Continua a leggere »

Curve e “distinti”

Più di un anno fa, dalle colonne del blog, prendemmo parola su quanto accadde in occasione della partita Genoa-Siena (leggi QUI). Un match che vide una dura contestazione da parte della gradinata Nord rossoblù e che, soprattutto, fu oggetto di un’accanita campagna stampa diffamatoria contro i tifosi che l’avevano promossa. Pur non entrando nel merito della questione, avevamo sottolineato con forza come i tifosi avessero il sacrosanto diritto di intervenire a gamba tesa nelle questioni che riguardavano il proprio club, con contestazioni o manifestazioni che osannassero i calciatori, e questo perché – ed è una regola che ci porta ai fatti di questi giorni – i tifosi sono i veri “proprietari” delle squadre. Continua a leggere »

La piazza è del popolo…

Oggi i muri e le piazze di Roma sono tornati a parlare contro la repressione e la tortura di Stato, e anche contro chi in nome di un ottuso legalitarismo ha troppo spesso fatto finta di non vedere. Insieme agli altri compagni del comitato abbiamo calato uno striscione che evidentemente non dev’essere piaciuto troppo agli organizzatori della manifestazione, come ha tenuto a precisare lo speaker dal palco. Fatto sta che dopo l’input che è risuonato nella piazza, prontamente alcuni solerti agenti della Digos hanno provveduto a sequestrarci il “pericolosissimo” striscione dopo averci seguito quasi fino alle macchine. Immaginiamo che in tempi di spending review questa attivita di “intelligence” rientri tra le attività essenziali. Comunque sia, Roma ha parlato: nel nome della legge lo Sato tortura. Continua a leggere »

Chi la dura la vince

Ieri è stato pubblicato da Il Manifesto l’appello della campagna nazionale contro la tortura di Stato. Dopo settimane di pressioni e di iniziative, alla fine hanno ceduto. La pubblicazione è avvenuta però con un commento della redazione in cui non solo prendevano le distanze apertamente dalla lettura che l’appello da degli anni Settanta e del contesto in cui maturarono quelle torture, ma anche definendoci con epiteti poco edificanti. Non c’è problema, sta nelle cose e non pretendevamo certo una condivisione politica da parte di un organo che da anni ormai ha abbandonato la strada del comunismo. Continua a leggere »