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STATS

Sciopero: dalla resistenza all’attacco (aggiornato)

Venerdì inizierà lo sciopero nazionale di 24 ore dei lavoratori della logistica indetto da SI. Cobas e ADL. Cobas. Il Contratto Nazionale Trasporto Merci Facchinaggio è giunto a scadenza e lo sciopero ha lo scopo di ottenerne uno nuovo sulle migliori basi possibili. Le aspettative sono alte. In questi mesi i lavoratori della logistica sono tra quelli che hanno mostrato più combattività, capacità organizzativa e disposizione al conflitto. Tutti abbiamo in mente la lotta dell’Ikea di Piacenza ma sappiamo anche che non è stata l’unica. Solo qui a Roma c’è stata quella dell’SDA e ora sta partendo quella di Bartolini.

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Compagno Nicola, l’ideale nostro alfine sarà.

Nicola Pellecchia, compagno napoletano prima dei Nap e poi delle Br, ci ha lasciato. Arrestato il 13 luglio 1975 a Roma, due anni dopo venne condannato dalla Corte d’Assise di Napoli a 21 anni e 5 mesi di carcere. Mai dissociato, mai pentito. Scontata tutta la pena si era dedicato, come sindacalista, ai pescatori di Procida. Una vita con la rivoluzione inchiodata addosso. Compagno Nicola, l’ideale nostro alfine sarà.

Bilancio 

Cominciò tutto diciotto anni fa.
Era il settembre
del millenovecentosessantasette.

Mostro, scrissero i giornali,
e la sentenza: bandito.

Poi l’ergastolo e la cartella
biografica su cui i carcerieri
tutt’oggi scrivono: sobillatore
sovversivo
rivoltoso
nappista
brigatista
terrorista
irrecuperabile.

Mi pareva di aver percorso
tutto l’arco della trasgressione.
Non è così. di recente
hanno coniato un’latra categoria:
irriducibile,
e il carceriere ha dato una triplice
mandata al blindato della mia cella.

Palmi marzo 1985 

(poesia di Sante Notarnicola)

 

Dicono i muri

Qualche giorno fa, sollecitato da un “genitore” di destra e con evidenti entrature al comune, il decoro urbano aveva “prontamente provveduto” alla cancellazione del murales in ricordo di Roberto Scialabba realizzato sul muro di una scuola di cinecittà il giorno dell’anniversario del suo assassinio. Un intervento talmente “tempestivo” da risultare sospetto, soprattutto in una città che vede alcuni quartieri riempiti di scritte fasciste e razziste senza che nessuno al comune senta il bisogno di andarle a cancellare. Il fatto, poi, che per la realizzazione dell’opera fosse stata persino richiesta (e concessa) un’autorizzazione al municipio di competenza (leggi) ha conferito all’intera vicenda quell’aurea paradossale che solo la giunta Alemanno è in grado di regalare. Ieri notte dopo aver aspettato inutilmente alcuni giorni che le cose si “sistemassero” i compagni e le compagne di zona hanno però ribadito che la memoria, la nostra memoria, non si cancella. Come diceva Totò: ogni limite ha la sua pazienza! Roberto è “tornato” sul muro della scuola, e adesso facciamo a chi si stanca prima…

10 anni senza te, 10 anni con te!

Anche questa volta abbiamo preferito attendere le canoniche 24 ore prima di dare il giusto risalto al corteo che, sabato scorso, ha reso omaggio alla memoria di Dax, assassinato 10 anni fa dalla mano fascista. 24 ore in cui, come spesso accade, la stampa borghese ha calunniato il corteo, le azioni che sono state messe in atto durante la lunga traversata di una grigia Milano di metà marzo; una Milano descritta come ostaggio degli dei centri sociali, ma che nella realtà dei fatti era una città in cui negozianti e cittadini hanno vissuto senza timori il proprio sabato pomeriggio. Continua a leggere »

Nuovi equilibri e tendenza alla guerra…

Oggi il Corriere della Sera riporta a pagina 19, dopo una messe di articoli sul nuovo papa e sui grillini, una notizia che meriterebbe invece ben altra attenzione. Soprattutto da parte dei compagni. Dando seguito ad alcune indicazioni che si susseguivano ormai da mesi il segretario della difesa statunitense, Chuck Hagel, ha annunciato la “ristrutturazione” dello scudo antimissile europeo e il contemporaneo rafforzamento dei sistemi antimissile sulla costa occidentale Usa attraverso l’incremento di 14 intercettori entro il 2017. Il tutto per una spesa che sembra si aggiri intorno ad un miliardo di dollari. Continua a leggere »

50 verità su Hugo Chávez e la Rivoluzione Bolivariana

da albainformazione

di Salim Lamrani per “Opera Mundi

Il Presidente Hugo Chávez, scomparso il 5 marzo 2013 a causa di un cancro, a 58 anni, ha segnato per sempre la storia del Venezuela e dell’America Latina.

1. Mai nella storia dell’America Latina un leader politico aveva raggiunto una legittimità democratica così incontestabile. Dal suo arrivo al potere, nel 1999, ci sono state 16 elezioni in Venezuela. Hugo Chávez ne ha vinte 15, fra cui l’ultima il 7 ottobre 2012. Ha sempre sconfitto i suoi rivali con uno scarto fra i 10 e i 20 punti.

2. Tutti gli organismi internazionali, dall’Unione Europea fino all’Organizzazione degli Stati Americani, passando per l’Unione delle Nazioni Sudamericane e il Centro Carter, si sono dimostrate unanimi nel riconoscere la trasparenza degli scrutini.

3. James Carter, ex presidente degli Stati Uniti, ha perfino dichiarato che il sistema elettorale del Venezuela era «il migliore al mondo».

4. L’universalizzazione dell’accesso all’istruzione instaurata nel 1998 ha avuto risultati eccezionali. Circa un milione e mezzo di venezuelani ha imparato a leggere e scrivere grazie alla campagna di alfabetizzazione denominata Missione Robinson I.

5. Nel dicembre del 2005, l’UNESCO ha dichiarato sradicato l’analfabetismo in Venezuela.

6. Il numero di bambini scolarizzati è passato da 6 milioni nel 1998 a 13 milioni nel 2011, e il tasso di scolarizzazione è adesso del 93,2%.

7. La Missione Robinson II è stata lanciata per portare la popolazione nel suo insieme al raggiungimento del livello di istruzione secondario. Così il tasso di scolarizzazione nella scuola secondaria è passato dal 53,6% nel 200 al 73,3% nel 2011.

8. Le missioni Ribas e Sucre hanno permesso a decine di migliaia di giovani adulti di intraprendere studi universitari. Così il numero di studenti è passato da 895.000 nel 2000 a 2,3 milioni nel 2011, con la creazione di nuove università.

9. Per quanto riguarda la sanità, si è creato il Sistema Pubblico Nazionale (Sistema Público Nacional de Salud) per garantire l’accesso gratuito alle cure mediche a tutti i venezuelani. Fra il 2005 e il 2012 si sono creati 7.873 presidi medici in Venezuela.

10. Il numero di medici è passato da 20 per 100.000 abitanti nel 1999 a 80 per 100.000 abitanti nel 2010, ovvero un aumento del 400%.

11. La Missione Barrio Adentro I ha permesso di realizzare 534 milioni di consultazioni mediche. Circa 17 milioni di persone hanno potuto essere visitate, mentre nel 1998 meno di 3 milioni di vite avevano accesso regolare alla sanità. Si sono salvate 1,7 milioni di vite fra il 2003 e il 2011.

12. Il tasso di mortalità infantile è passato dal 19,1 per mille nel 1999 al 10 per mille nel 2012, ovvero una riduzione del 49%.

13. L’aspettativa di vita è passata da 72,2 anni nel 1999 a 74,3 anni nel 2011.

14. Grazie all’Operación Milagro, lanciata nel 2004, 1,5 milioni di venezuelani affetti da cataratte o altre patologie oculari hanno recuperato la vista.

15. Dal 1999 al 2011 il tasso di povertà è passato dal 42,8% al 26,5%, il tasso di povertà estrema dal 16,6% nel 1999 al 7% nel 2011.

16. Nella classifica dell’Indice di Sviluppo Umano del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, il Venezuela è passato dall’ottantatreesimo posto nell’anno 2000 (0,656) al settantatreesimo posto nel 2011 (0,735), ed è entrato nella categoria delle nazioni con un indice di sviluppo umano elevato.

17. Il coefficiente GINI, che permette di calcolare la disuguaglianza in un paese, è passato dallo 0,46 nel 1999 allo 0,39 nel 2011.

18. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, il Venezuela mostra il coefficiente GINI più basso dell’America Latina, essendo il paese della regione dove c’è meno disuguaglianza.

19. Il tasso di denutrizione infantile si è ridotto del 40% dal 1999.

20. Nel 1999, l’82% della popolazione aveva accesso all’acqua potabile. Ora è il 95%.

21. Durante la presidenza di Chávez, la spesa sociale è aumentata del 60,6%.

22. Prima del 1999, solo 387.000 anziani ricevevano una pensione. Ora sono 2,1 milioni.

23. Dal 1999 si sono costruiti 700.000 alloggi in Venezuela.

24. Dal 1999, il governo ha consegnato più di un milione di ettari di terra ai popoli aborigeni del paese.

25. La riforma agraria ha permesso a decine di migliaia di agricoltori di essere padroni della propria terra. In totale, si sono distribuiti più di tre milioni di ettari.

26. Nel 1999, il Venezuela produceva il 51% degli alimenti che consumava. Nel 2012 la produzione è del 71%, mentre il consumo di alimenti è aumentato dell’81% dal 1999. Se il consumo del 2012 fosse simile a quello del 1999, il Venezuela produrrebbe il 140% degli alimenti consumati a livello nazionale.

27. Dal 1999, le calorie consumate dai venezuelani sono aumentate del 50% grazie alla Misión Alimentación, che ha creato una catena di distribuzione di 22.000 magazzini alimentari (MERCAL, Casas de Alimentación, Red PDVAL), in cui i prodotti sono sovvenzionati fino al 30%. Il consumo di carne è aumentato del 75% dal 1999.

28. Cinque milioni di bambini ricevono adesso alimentazione gratuita attraverso il Programa de Alimentación Escolar. Erano 250.000 nel 1999.

29. Il tasso di denutrizione è passato dal 21% nel 1998 a meno del 3% nel 2012.

30. Secondo la FAO, il Venezuela è il paese dell’America Latina e dei Caraibi che più ha avanzato nella lotta per eliminare la fame.

31. La nazionalizzazione dell’ente petrolifero PDVSA nel 2003 ha permesso al Venezuela di recuperare la sua sovranità energetica.

32. La nazionalizzazione del settore dell’elettricità e di quello delle telecomunicazioni (CANTV e Electricidad de Caracas) ha permesso di porre fine a situazioni di monopolio e di universalizzare l’accesso a questi servizi.

33. Dal 1999 sono state create più di 50.000 cooperative in tutti i settori dell’economia.

34. Il tasso di disoccupazione è passato dal 15,2% nel 1998 al 6,4% nel 2012, con la creazione di oltre 4 milioni di posti di lavoro.

35. Il salario minimo è passato da 100 bolívares (16 dollari) nel 1998 a 247,52 bolívares (330 dollari) nel 2012, ovvero un aumento di oltre il 2.000%. Si tratta del salario minimo più alto dell’America Latina.

36. Nel 1999, il 65% della popolazione attiva percepiva il salario minimo. Nel 2012 solo il 21,1% dei lavoratori si trovano a questo livello salariale.

37. Gli adulti che non hanno mai lavorato dispongono di un reddito di protezione equivalente al 60% del salario minimo.

38. Le donne sole, così come le persone portatrici di handicap, ricevono un aiuto equivalente all’80% del salario minimo.

39. L’orario di lavoro è stato ridotto a 6 ore al giorno e a 36 ore settimanali, senza diminuzione salariale.

40. Il debito pubblico è passato dal 45% del PIL nel 1998 al 20% nel 2011. Il Venezuela si è ritirato dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale, rimborsando con anticipo tutti i suoi debiti.

41. Nel 2012 il tasso di crescita del Venezuela è stato del 5,5%, uno dei più elevati del mondo.

42. Il PIL pro capite è passato da 4.100 dollari nel 1999 a 10.810 dollari nel 2011.

43. Secondo il rapporto annuale World Happiness del 2012, il Venezuela è il secondo paese più felice dell’America Latina, dietro il Costa Rica, e il diciannovesimo a livello mondiale, davanti a Germania o Spagna.

44. Il Venezuela offre un appoggio diretto al continente americano più importante di quello fornito dagli Stati Uniti. Nel 2.700 Chávez ha destinato più di 8.800 milioni di dollari a donazioni, finanziamenti e aiuti energetici, a fronte dei soli 3.000 milioni dell’amministrazione Bush.

45. Per la prima volta nella sua storia, il Venezuela dispone dei suoi satelliti (Bolívar e Miranda) ed ha ora la sovranità nel campo della tecnologia spaziale. Internet e le telecomunicazioni coprono tutto il territorio.

46. La creazione di Petrocaribe nel 2005 permette a 18 paesi dell’America Latina e dei Caraibi, ovvero 90 milioni di persone, di acquistare petrolio sovvenzionato fra il 40% e il 60%, e di assicurarsi il proprio fabbisogno energetico.

47. Il Venezuela porta aiuto anche alle comunità svantaggiate degli Stati Uniti, fornendo loro combustibile a tariffe agevolate.

48. La creazione della Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra América (ALBA) nel 2004 fra Cuba e Venezuela ha posto le basi di un’alleanza di integrazione basata sulla cooperazione e la reciprocità, che raggruppa 8 paesi membri, e che pone l’essere umano al centro del progetto di società, con l’obiettivo di lottare contro la povertà e l’esclusione sociale.

49. Hugo Chávez è stato l’artefice della creazione nel 2011 della Comunidad de Estados Latinoamericanos y Caribeños (CELAC), che raggruppa per la prima volta le 33 nazioni della regione, che così si emancipano dalla tutela di Stati Uniti e Canada.

50. Hugo Chávez ha svolto un ruolo chiave nel processo di pace in Colombia. Secondo il presidente Juan Manuel Santos, «se stiamo avanzando in un progetto solido di pace, con progressi chiari e concreti, progressi mai raggiunti prima con le FARC, è anche grazie alla dedizione e all’impegno di Chávez e del governo del Venezuela».

*Dottore in Studi Iberici e Latinoamericani dell’Università Paris IV-Sorbone, Salim Lamrani è un cattedratico dell’Universidad del Reunión e giornalista, specializzato in rapporti fra Cuba e Stati Uniti. Il suo ultimo libro si intitola Etat de siège. Les sanctios économiques des Etats-Inis contre Cuba, Parigi, Ediciones Estrella, 2011, con prologo di Wayne S. Smith e prefazione di Paul Estrade.

[traduzione dal castigliano per ALBAinFormazione di Pier Paolo Palermo]

Contatti: lamranisalim@yahoo.fr ; Salim.Lamrani@univ-reunion.fr
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/SalimLamraniOfficiel

 

Chi ha compagni non muore

Oggi si sono svolti due funerali, molto diversi e molto lontani fra loro, e che però ci sembrano uniti da un filo rosso che li lega idealmente insieme. In Venezuela il popolo delle favelas e dei contadini ha seppellito il suo Comandante, mostrando al mondo la rabbia degli oppressi per la perdita di una delle sue voci più forti e più lungimiranti. Nonostante tutte le contraddizioni di Chàvez e del movimento bolivariano, esso ha rappresentato – e ancora rappresenta per molti popoli in lotta – il punto di riferimento politico della loro liberazione dal colonialismo e dall’imperialismo. Un processo democratico radicale, progressista, maggioritario. Se c’è una sinistra che ha saputo raccogliere i suoi cocci e ripartire innovando il suo messaggio, e che ha saputo vincere, questa è proprio la sinistra latinoamericana, dalla quale dovremmo solo umilmente imparare per provare a rinascere. Il processo bolivariano ne rappresenta la punta più avanzata, e Chàvez era la punta più avanzata di questo processo.

Dall’altra parte del mondo, in una periferia romana bagnata dalla pioggia, all’interno di un palazzo conquistato alla speculazione dalle lotte sociali di questa città, i compagni rendevano l’ultimo saluto a Giorgio Frau, comunista. Un funerale semplice, ma non per questo dimesso. Un emozione che ha voluto espimersi sottovoce, ma non per questo meno potente. Eravamo in tanti anche oggi, a dimostrare che, nonostante tutto, c’è ancora un filo rosso che ci lega e ci tiene uniti.

Due figure, certamente distanti, ma che rientrano a pieno titolo nella nostra idea di lotta di classe. Due combattenti, due compagni, mossi dallo stesso ideale e dalle stesse condizioni di vita. Due comunisti.

Ciao Compagno Hugo Chàvez Frìas, Ciao Compagno Giorgio Frau

Il Nostro Giorno Verrà!